Degustazioni

Da Carosino tour europeo delle fontane del vino

La Sagra del vino di Carosino, ‘Le fontane del vino’, compie 50 anni e per l’occasione è stata organizzata una manifestazione in programma dal 15 al 17 settembre che è intenzione far proseguire con alcune tappe europee.

Il sindaco Arcangelo Sapio e il presidente della Pro Loco di Carosino Giovanni Friuli, nel corso dell’evento illustreranno l’idea, che diventerà proposta progettuale, del Wine Tour europeo delle fontane del vino.

Punto di partenza dell’itinerario, Carosino, terra di vini di eccellenza come il Primitivo di Manduria.

Seconda tappa a Marino, Lazio, con la fontana del vino che viene accesa da 92 anni ogni prima domenica di ottobre.

Terza tappa la fontana del vino per i pellegrini di Santiago de Compostela istituita nel 1991.

Quarta tappa a Budapest con quattro piccole fontane da cui esce il vino tutto l’anno.

Ultima tappa a San Floriano del Collio (Gorizia), dove nel primo week end di giugno dal rubinetto sulla facciata del palazzo conti Formentini esce il Friuliano bianco

www.ansa.it – 02/09/2016

La Vitovska: che sia in anfora o tini di pietra, naturalità senza compromessi

Se l’enogastronomia traina il turismo in Friuli Venezia Giulia –  mangiare e bere bene attira il 30% dei visitatori, soprattutto stranieri –  il merito è anche dei vini autoctoni come la Vitovska e di quei viticoltori che lavorano “come si faceva una volta”, con rigorosa etica ambientale e soprattutto con una passione tramandata per generazioni, volta alla difesa delle tradizioni, della qualità e dell’integrità del territorio.

Solo 500mila bottiglie l’anno

La Vitovska, tutelata dalla DOC Carso dal 1985, è un vitigno tipico di quest’area, che nasce da un incrocio spontaneo di glera e malvasia. Sul Carso se ne occupano piccoli produttori, aziende quasi totalmente  artigianali  e di tipo familiare. Produrre vino in questa zona è difficilissimo, pura viticoltura eroica. Significa strappare spazi alla roccia, metro dopo metro, con il piccone, Leggi il resto di questo articolo »

Gelato e vino. O gelato al vino?

Gelato e vino. O gelato al vino? Il piacere è comunque assicurato.
Al Moscato d’Asti, al Recioto di Soave, al Marsala. Tanti quanto ce ne possono stare nelle decine di doc e docg italiane.

Non una moda passeggera, quella dei gelati al gusto di vino. Alcune recenti ricette infatti, risalgono a qualche secolo fa.

Ideali in serata o a fine pasto, in luogo di amari e digestivi. Ma solo se prima non si è bevuto troppo. La “winecream” è apprezzata non solo in Italia ma anche all’estero.

Utilizzando vini dolci o secchi, purché espressione del territorio. Mangiare un gelato al Marsala in Friuli non avrebbe lo stesso sapore che in Sicilia. Magari davanti al mare delle Egadi.
Un gelato al Ramandolo avrebbe forse senso se non degustato alle pendici dell’Etna?

Che vini usare Leggi il resto di questo articolo »

Federico Staderini, quello che sciacqua i fiaschi coi piombini

Federico Staderini è una forza della natura e, del resto, come tutti i fiorentini, pare avere il diavolo addosso tanta è la vivacità e la carica che si porta dentro.

Cinquantotto anni, abita da sempre in via Maroncelli a Campo di Marte, giusto due passi dallo stadio Franchi anche se, spiega, lui allo stadio, a vedere la Fiorentina, c’è stato solamente una volta e nemmeno si ricorda più quando.

All’Enoteca Marcucci di via Garibaldi, regno incontrastato, di questi tempi, di chi ama trascorrere una serata nell’illusione che il tempo si sia fermato, c’era anche lui che non ha esitato a confessarsi e a confessare le sue passioni professionali.

Innanzitutto rifiuta di essere etichettato come un enologo anche se Michele Marcucci, di lui, dice che è il migliore in assoluto.

No, Staderini dice di sentirsi un contadino specializzato e la differenza è presto detta: “L’enologo si è fermato alla nozione che i vini bianchi devono avere perlomeno una acidità totale di sette grammi litro mentre il contadino specializzato prende quello che la natura gli dà”. Leggi il resto di questo articolo »

Il vino è anche blu, dalla Spagna arriva Gik azul

La scala cromatica dei vini di oggi è sempre più variegata, tanto che al Bianco, al Rosato e al Rosso, ora si aggiunge anche il vino Blu elettrico.

Un vino blu dalla sfumatura cobalto, quasi zaffiro che sta facendo parlare di sé  tutto il mondo e che  molto presto potremmo trovare anche nelle nostre tavole, o a bordo piscina.

Il vino blu é stato il sogno di alcuni giovani spagnoli dell’azienda vinicola Gik che l’hanno trasformato in realtà, grazie alla collaborazione con la Atzu Tecnalia e l’Università dei Paesi Baschi.

Un vino da ‘copertina’ più che da enoteca, Leggi il resto di questo articolo »

In alto i calici con il Chiaretto del Garda

Il trend del “bere rosa” rappresenta ormai una passione in forte crescita tra i winelovers di tutto il mondo: e per gli appassionati di vini rosati l’appuntamento da non perdere è a Moniga del Garda, sulla riviera bresciana del più grande lago d’Italia, dove dal 10 al 12 giugno è in programma la nona edizione di “Italia in Rosa” la prima e più conosciuta manifestazione dedicata ai chiaretti del Garda e ai rosé di tutta Italia ma anche esteri.

La zona è quella della Valtènesi, un piccolo angolo paradiso che dal punto di vista climatico rappresenta l’ultimo avamposto di Mediterraneo nel cuore del nord-Europa: siamo nel luogo più a nord del mondo dove crescono ancor oggi rigogliosi agrumi, capperi, dove vengono coltivati vite ed olivo, in un’area estesa da sud ad ovest tra le due “capitali” del turismo Desenzano a Salò, nel cuore dell’anfiteatro morenico gardesano. Leggi il resto di questo articolo »

Il bon ton del vino in dieci punti

Alcune semplici regole per servire al meglio il vino quando avete ospiti a casa vostra.
1. Sono i padroni di casa, ospitanti, a dover versare il vino agli ospiti. Per prima si servono le signore, cominciando dalle meno giovani.
2. Il vino si versa sempre dalla parte destra del commensale (al massimo, di fronte); essenziale ruotare la bottiglia dopo avere versato il vino nel bicchiere, in modo da non far cadere neanche una goccia sulla tovaglia.
3. Quando apparecchiate la tavola, mettete sempre almeno due bicchieri, uno per l’acqua e uno per il vino. Poiché non si bevono mai due tipi di vino diversi dallo stesso bicchiere, provvedete di conseguenza in relazione al menù e ai vini che servirete agli ospiti.
4. Il bicchiere che contiene vino bianco (o rosé) va tenuto solo con pollice e indice sullo stelo del calice: il palmo della mano scalderebbe il contenuto!
5. Il bicchiere va portato alla bocca rimanendo seduti ben dritti, non ci si piega in avanti verso il bicchiere (come si deve fare del resto anche nei confronti del piatto!)
6. Prima di bere (anche dal bicchiere dell’acqua) è obbligatorio pulirsi le labbra con il tovagliolo per non lasciare segnacci untuosi sul vetro. Le signore provvederanno a pulire l’eccesso di rossetto dalle labbra prima di bere.
7. Se siamo invitati, l’unica bevanda di cui ci possiamo servire da soli è l’acqua.
8. Quando si versa il vino agli ospiti non va mai coperta l’etichetta con la mano: tutti devono sapere cosa stanno bevendo.
9. Quando si apre una bottiglia di spumante non va MAI fatto il botto.
10. Se si brinda in onore di qualcuno, è vietato astenersi anche se si è astemi. Si può solo sfiorare il bicchiere con le labbra e lasciare poi il bicchiere pieno.I Romani erano meno tolleranti e in presenza di un invitato che non toccava vino, pronunciavano la frase Bibat aut abeat (Beva o se ne vada!)
www.qbquantobasta.it – 08/05/2016

A Courmayeur anche i bambini imparano a conoscere il vino

Non è ancora tempo di degustarlo, ma di certo possono cominciare a conoscerlo: a Courmayeur il “Wine Fest” diventa un evento per tutta la famiglia e sono in programma giochi e laboratori per far scoprire il vino anche ai bambini.

È fuori dubbio che la passione per le viti e le cantine in valle è molto sentita e perciò si è pensato di condividerla anche con i più piccoli.

Proprio perché è una passione che si può trasmettere di generazione in generazione, a qualsiasi età. 
 
Così il 25 aprile durante il Courmayeur Wine Fest, prima edizione dedicata alla filiera corta delle etichette della Valle d’Aosta gli animatori dell’associazione Lo Tatà accompagneranno i bambini alla scoperta del mondo del vino, tra corse delle botti, gioco dell’oca e una grande damigiana di vetro da decorare.

Intanto i genitori degusteranno i prodotti del territorio: appuntamento dalle ore 11 alle ore 19, al Jardin de l’Ange e al Museo Transfrontaliero, dove potranno conoscere i produttori e degustare i migliori vini locali, accompagnati da specialità gastronomiche a km zero. 
 
La serata proseguirà all’Hotel Royal e Golf di Courmayeur, con un aperitivo e cena su prenotazione, a cura degli Chef de Montagne, ovvero gli chef stellati della Valle d’Aosta.

www.lastampa.it – 15/04/2016

Rari, preziosi, unici: i vini estremi

In un mercato del cibo e delle bevande sempre più globalizzato, e dove ogni prodotto sembra essere vincente quando permette di emulare e omologarsi, c’è ancora chi, per fortuna, marcia in controtendenza.

E il lavoro di pochi coraggiosi permette di ritrovare un’identità a piccole terre, minuscoli angoli di quiete che si mantengono intatti proprio grazie alla loro conformazione: zone isolate, difficilmente raggiungibili dai mezzi di trasporto, con climi duri, fredde oppure caldissime, battute dal vento.

Ed è proprio qui che hanno origine i Vini Estremi: poche bottiglie, se le paragoniamo alla produzione immensa di molti altri vini, ben più noti, ma che racchiudono un nettare prezioso e diventano simbolo della fatica e della tenacia dell’uomo, e del miracolo che queste possono compiere quando incontrano la forza straordinaria della natura.

I Vini Estremi sono stati riuniti sotto un marchio dall’azienda trentina Proposta Vini, che ha scelto di promuoverli e distribuirli facendo conoscere la storia che si nasconde dietro ogni singolo bicchiere.

Vini ‘eroici’, come vengono definiti, frutto di fatica e di determinazione. Leggi il resto di questo articolo »

Vino per vegani e vegetariani: nasce in Puglia il ‘Vegamaro’

La questione sul vino, così come quella sulla birra, ha sempre diviso in fazioni coloro che seguono le diete vegetariane o quelle vegane.

Come sapranno i più informati, infatti, la produzione del vino nostrano non avviene solo grazie alla spremitura dei grappoli d’uva, che rappresenta solo l’operazione primaria; a questa, infatti, segue la fermentazione che avviene alla presenza di alcuni particolari batteri che hanno la funzione di trasformare gli zuccheri presenti in alcool, il tutto preceduto dall’utilizzo di alcuni fertilizzanti di origine animale.

Per ovviare a questo problema, è stato presentato al ProWein di Düsseldorf, in Germania, il primo vino per vegani e vegetariani, una produzione tutta italiana che arriva direttamente dalla Puglia.

Si sa che il Salento è una terra nota per la bontà dei suoi prodotti enogastronomici, particolarmente per il vino di qualità.

È così che dalla cantina “Feudi” di Guagnano è nato Vegamaro, Leggi il resto di questo articolo »