Eventi

Spazio, torna sulla terra il vino spedito sull’Iss un anno fa

Sta per rientrare sulla terra il vino spedito sulla Stazione Spaziale Internazionale oltre un anno fa da una startup lussemburghese. Si tratta di un esperimento il cui obiettivo era quello di studiare i potenziali effetti della microgravità e delle radiazioni spaziali sul vino e sul processo di invecchiamento. Le dodici bottiglie di Bordeaux – questo il vino scelto per l’esperimento – verranno poi aperte nei primi giorni di febbraio per una degustazione.

www.lapresse.it – 12/01/2021

L’omelia di Natale: “Bevete vino in abbondanza, in paradiso non c’è posto per gli astemi”

PIACENZA. “Mi raccomando, questo natale mangiate bene. Tutto. Vi invito a bere con abbondanza.

Per cortesia, la Coca Cola…vino buono. Il vino è segno della vita eterna.

In paradiso gli astemi non potranno venire, perché si beve il vino”.

Risate, ovvio, e applausi, per l’omelia scherzosa di don Pietro Cesena durante la messa di Natale della parrocchia Santi Angeli Custodi Piacenza. La messa di Natale era in streaming e il passaggio ha fatto il giuro d’Italia.

www.youtg.net – 25/12/2020

L’ottimismo di Casarsa, annunciata la Sagra del Vino

Si mette in moto la macchina organizzativa per la Sagra del Vino 2021. La Pro Casarsa della Delizia, insieme alla Città di Casarsa della Delizia e i Viticoltori Friulani La Delizia, promotori della storica manifestazione che nella primavera 2020 ha dovuto subire un anno di pausa, guardano con fiducia al nuovo anno e annunciano che, sebbene sarà attentamente valutata la situazione sanitaria in atto, l’edizione numero 73 della Sagra del Vino si farà dal 22 aprile al 3 maggio e contestualmente si festeggerà l’anniversario per i 40 anni della Pro Casarsa della Delizia.

In ogni caso, come si ricorderà, durante il lockdown di primavera gli organizzatori avevano comunque voluto realizzare un’edizione virtuale della tradizionale festa di primavera a causa dell’emergenza Covid-19 e per tutto il periodo in cui l’evento si sarebbe svolto, sulla pagina Facebook ufficiale della manifestazione sono state pubblicate ogni giorno delle foto storiche riguardanti le edizioni passate. Il pubblico aveva raggiunto, sommando i risultati dei vari post pubblicati, oltre 100 mila persone in totale sul social network.

“In questo modo abbiamo voluto tener vivo il ricordo di quello che per tutti i casarsesi è uno dei periodi più belli dell’anno e ci siamo riusciti perché il bilancio è stato positivo – ha spiegato il presidente della Pro Loco, Antonio Tesolin – ma, nonostante adesso stiamo purtroppo assistendo a una situazione preoccupante per contagi, non possiamo che guardare con speranza al futuro e con fiducia a questo 2021 che sta per iniziare.

Per questo a livello organizzativo ci stiamo già preparando per la prossima Sagra del Vino e ci auguriamo possa essere in presenza con ancora più coinvolgimento da parte di tutti. Noi ci crediamo. Inoltre per noi della Pro Casarsa sarà un anno importante: festeggeremo il 40esimo compleanno della nostra associazione e contiamo di poter creare dei momenti speciali per celebrare con tutti questo anniversario in occasione della Sagra del Vino”.

www.imagazine.it – 23/12/2020

Alcuni viticoltori aggiungono acqua di mare al vino come nell’antica Roma

C’è una cantina, nella bassa valle del Rodano nel Sud della Francia, dove è possibile assaggiare il vino come lo bevevano gli antichi romani, circa 2.000 anni fa, secondo ricette antichissime di Plinio il Vecchio e Lucius Moderatus Columella, un’autorità di spicco dell’agricoltura nell’impero romano.

Hervé Durand, proprietario del vigneto, produce il Turriculae secondo gli scritti di Columella: dopo aver calpestato l’uva, il mosto viene trasferito in un dolium vecchio di 2000 anni (un grosso vaso di ceramica usato dai romani) dove vengono aggiunti fieno macinato e iris. L’ultimo ingrediente è l’acqua di mare.

L’aggiunta d’acqua salata nell’antichità è stata una pratica di vinificazione molto usata: si hanno tracce di quest’usanza fin dal 160 a.C., anno in cui Catone il Vecchio incluse una ricetta in un trattato sull’agricoltura che prevedeva l’aggiunta d’acqua di mare al vino. Oltre a conferire una piacevolmente e inaspettata salinità, l’aggiunta di sale al vino ha aiutato a conservare meglio il nettare, solitamente abbastanza deperibile al tempo dei romani.

Durand non è l’unico produttore di vino a seguire ricette antiche di migliaia di anni. Come riporta Atlas Obscura, l’enologo portoghese Dirk Niepoort è venuto a conoscenza di questa pratica da un produttore di vino tradizionale delle Azzorre, che utilizza la tecnica per consentire alle sue bottiglie di durare più a lungo.
Niepoort, che produce alcuni dei Porto più apprezzati in Portogallo, aveva necessità di rendere i suoi vini più leggeri, e ha quindi deciso di provarci. «Soprattutto perché la mineralità è diventata una tendenza in crescita nella scena del vino», ha spiegato. Insieme ad altri produttori portoghesi, Niepoort ha constatato che una diluizione dell’1 per cento  è perfetta perché impercettibile, ma grazie alla salinità si può dare “più vita” al vino.

«Come per il cibo, un pizzico di sale può  risvegliare altri sapori. Il vino ha già la dolcezza degli zuccheri dell’uva, l’acidità del frutto e l’amaro dei suoi tannini, quindi la salinità è perfetta per bilanciare i sapori» ha detto Anselmo Mendes, uno dei produttori che ha collaborato al progetto.

www.rivistastudio.com – 22/12/2020

Din-Doc: il vino a denominazione di origine raccontato come un fumetto sui canali Federdoc

Prende il via sui vari canali social di Federdoc Din-Doc un format di 6 puntate di circa 3 minuti ciascuna che, con uno stile semplice e divertente, punta a coinvolgere anche i neofiti, curiosi di approfondire la propria conoscenza su argomenti che spesso risultano di difficile comprensione per i non iniziati al mondo del vino a denominazione di origine. Protagonista sarà Tinto, alias Nicola Prudente, noto conduttore radiofonico, televisivo e autore televisivo che si aggira, novello Roger Rabbit, tra cartoon ed effetti speciali, accompagnando lo spettatore per mano in un viaggio nell’affascinante mondo del vino.

“Se c’è una critica che viene di frequente mossa a chi racconta il mondo del vino è quella di usare un linguaggio per addetti ai lavori – commenta Riccardo Ricci Curbastro, Presidente Federdoc – Succede nelle degustazioni, dove alcuni termini risultano spiazzanti. Figuriamoci quando si devono affrontare temi come l’etichettatura, i disciplinari, il sistema dei controlli o la piramide qualitativa. Con Din-Doc abbiamo voluto provare a proporre un approccio più semplice e coinvolgente”.

Un’iniziativa originale che desta curiosità, e che ha già collezionato moltissimi contatti dai trailer di presentazione che già da diversi giorni vengono veicolati attraverso i canali social Federdoc (Facebook, Instagram, e il sito dedicato, DinDoc.it); pillole rapide e divertenti, apprezzate anche dal pubblico dei più giovani, che dimostrano come sia possibile proporre argomenti in apparenza complessi, utilizzando un linguaggio in grado di creare immediata empatia. Soprattutto se a farlo è Nicola Prudente, in arte Tinto, insider del mondo del vino che già da anni ha adottato uno stile non accademico per raccontare i territori, le etichette e le storie che caratterizzano il comparto. Leggi il resto di questo articolo »

Alba Vitæ: un vino esclusivo per i dieci anni del progetto solidale di Ais Veneto

L’Associazione Italiana Sommelier del Veneto ha presentato Lavica 2017, il nuovo vino creato dall’azienda Dal Maso di Montebello Vicentino (Vicenza) per celebrare il decennale di Alba Vitæ. L’iniziativa benefica, nata nel 2011, propone ogni anno un vino d’eccellenza dell’enologia veneta in edizione limitata, che viene messo in vendita per raccogliere fondi a sostegno di progetti solidali.

Di Lavica 2017 saranno disponibili solamente 700 bottiglie in formato magnum, acquistabili nello shop online di AIS Veneto, e il ricavato delle vendite andrà a Vicenza For Children.

“Per la prima volta in dieci anni il vino di Alba Vitæ sarà realizzato appositamente e unicamente per l’occasione – spiega Marco Aldegheri, Presidente di AIS Veneto – e ci sembrava un bel simbolo per festeggiare questo importante compleanno, che cade in un anno così difficile. Un vino nuovo, frutto di un lavoro che continua e simbolo di speranza che si rinnova, gli stessi valori che condividiamo con l’associazione Vicenza For Children, che ogni giorno garantisce supporto emotivo ed economico ai piccoli pazienti e alle loro famiglie”.

Lavica 2017 è un Veneto Rosso IGT che racchiude la potenza e la ricchezza del territorio della DOC Colli Berici, che si caratterizza per suoli argillosi, calcarei e basaltici particolarmente vocati alla coltivazione di uve a bacca rossa. Si tratta a tutti gli effetti di un vino dal “taglio berico”: la base è tai rosso, vitigno simbolo della zona, con l’aggiunta di merlot e cabernet sauvignon prima di un invecchiamento di 16 mesi in barrique di rovere francese.

I fondi ricavati dalla vendita delle bottiglie saranno consegnati a Vicenza For Children per l’acquisto di un cisto-uretro-fibroscopio pediatrico. L’associazione, grazie alla collaborazione con la Direzione sanitaria dell’Ospedale San Bortolo e la condivisione di intenti con la Fondazione San Bortolo Onlus, ha rinnovato in poco più di un anno il Day Hospital Oncoematologico di Vicenza, realizzato a misura di bambino e in grado di permettere ai piccoli pazienti di seguire le terapie in un luogo protetto e accanto alle loro famiglie.

Le magnum in edizione limitata di Lavica 2017 sono acquistabili al costo simbolico di 55 euro all’interno dello shop online store.aisveneto.it

www.eroidelgusto.it – 03/11/2020

Vendemmiata la storica vite Versoaln: raccolti 150 kg d’uva

Sono state vendemmiate le uve di questo singolare vitigno ai piedi di Castel Katzenzungen. È stato stimato che l’età della vite sia di oltre 350 anni, e con le sue uve si continua a produrre vino: “Siamo molto orgogliosi della nostra vite Versoaln e lieti di poter vendemmiare ogni anno le uve di questa anziana signora, producendo un vino di qualità”, così Günther Pertoll, responsabile della Cantina Laimburg.

Purtroppo, quest’anno le condizioni meteorologiche sono state caratterizzate da frequenti precipitazioni, per cui la malattia fungina peronospora ha attaccato foglie e uva. Con un raccolto di 150 kg, la produzione registra un calo rispetto allo scorso anno, ma l’uva è in ogni caso di buona qualità”. Una volta raccolte le uve, presso la Cantina Laimburg si passa ora alla produzione del vino bianco Versoaln.

“Il vino Versoaln si presenta alla vista con riflessi verdolini, al naso fruttato, in bocca con una struttura delicata ed una acidità leggermente accentuata”, spiega l’enologo della Cantina Laimburg, Urban Piccolruaz. La produzione del vino Versoaln è ad edizione limitata e funge da rappresentanza del territorio vitivinicolo altoatesino.

Il “Versoaln” è un vitigno antico e autoctono dell’Alto Adige. La vite cresce su un muro del versante settentrionale di Castel Katzenzungen a Prissiano vicino a Tesimo e si ramifica su una pergola per una superficie di ben 350 m².

Nel 2006, i Giardini di Castel Trauttmansdorff hanno assunto il patrocinio della vite Versoaln. L’origine del nome della vite non è del tutto chiara: il nome “Versoaln” potrebbe avere origine dalla parola dialettale “verdolen” (“verde” come il colore degli acini) o anche da una forma di allevamento: le pergole si trovano su pendii ripidi, dove la raccolta veniva fatta assicurandosi a delle corde (dalla parola tedesca “Seil”, che significa ‘’corda, e di conseguenza la trasposizione dialettale in “versoaln”).

Si pensa anche ad un’alterazione della parola “Versailles” in quanto secondo una leggenda, nel 15° secolo l’allora proprietario di Castel Katzenzungen, il Conte Schlandersberg, introdusse il vitigno proprio da lì.

www.altoadigeinnovazione.it – 28/09/2020

Gambero Rosso, il Durello conquista i “Tre bicchieri”

Due Durello metodo classico conquistano (finalmente viene da scrivere) i tre bicchieri della Guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso, la bibbia delle guide nazionali, la prima nata, la più letta, la più autorevole, quella che muove i mercati e che fa vendere i vini. I due massimi riconoscimenti sono stati equamente divisi tra le due province dove si produce la denominazione.

A Vicenza è stata premiata una cantina che è una istituzione, Casa Cecchin, fondata a Montebello nel 1973 dall’ingegnere Renato Cecchin. I tre bicchieri sono andati al Lessini Durello Riserva 2014 Pas Dosè, una rasoiata di purezza stilistica.

Il premio a Verona invece è andato ad una cantina storica del Soave, Ca’ Rugate, più grande e strutturata, per certi aspetti abbonata ai tre bicchieri del Gambero (con questo sono 22) e che quest’anno “sconfina” anche nel Durello, con un metodo classico, la Riserva Amedeo 2015, Pas Dosè, che riposa 42 mesi sui lieviti.

«È un riconoscimento che ci riempie di orgoglio e premia un lavoro intenso svolto in questi anni dal Consorzio che non ha lasciato nulla al caso – il commento del presidente del Consorzio di Tutela del Durello, Paolo Fiorini -. Ovviamente in prima fila metto i nostri produttori che, al di là dei due premiati a cui vanno i miei complimenti, è cresciuta molto negli anni. Abbiamo superato il milione di bottiglie di metodo classico e anche questo è un segnale che la denominazione è diventata matura e si appresta a levarsi altre soddisfazioni. Questo premio non è un traguardo, ma un punto di partenza verso obiettivi ambiziosi».

www.ilgiornaledivicenza.it – 16/09/2020

Lidl mette in concorso un suo vino e vince il primo premio assoluto di categoria

“Siamo contenti del premio, ma anche un po’ imbarazzati”. A trent’anni suonati dalla fondazione di Garamvári Szőlőbirtok, il direttore commerciale Gáspár Miklós pensava d’averle viste tutte, o quasi. Ci ha pensato Lidl a scompigliare le carte in tavola, inviando al più importante concorso enologico dell’Ungheria un’etichetta a marchio privato (private label) prodotta proprio da Garamvári, in esclusiva per l’insegna tedesca.

Così, il Méthode traditionnelle Extra Dry “Pannon Imperial“, degustato alla cieca da decine di giudici internazionali alla 21esima edizione della VinAgora International Wine Competition, si è aggiudicato il primo premio assoluto nella categoria “Spumanti”.

La notizia fa parlare da giorni in Ungheria ed è destinata a lasciare un segno indelebile nella storia del concorso. Oggi, proprio all’interno della sontuosa “residenza” di Budapest dove ha sede Garamvári, si terrà la festa per il prestigioso riconoscimento e per gli altri premi “minori” assegnati dai giudici di VinAgora.

In particolare, “Pannon Imperial” è uno spumante Metodo classico base Chardonnay, che affina sui lieviti per 36 mesi. Sulla retro etichetta, il nome della cantina produttrice si cela dietro alla sigla H-0098.

Un modo per non mostrare il brand Garamvári, intenzionato ad alzare la propria quota Horeca, al cospetto di un 80-85%  di quota nel retail. Covid-19 prima e Lidl poi devono aver cambiato i piani.

“Ci rendiamo conto che va bene così, con tanti ristoranti che hanno chiuso e i supermercati che, invece, hanno garantito la costanza delle vendite anche durante il lockdown”, commenta Gáspár Miklós a WineMag.it. Tutto è bene, quel che finisce quasi bene.

www.winemag.it – 15/09/20200

Vini: Mondiale dei Vini Estremi, 240 premiati 121 italiani

Venti Gran Medaglie d’oro e 220 ori oltre ai premi speciali, selezionati tra 785 vini di cui 425 italiani e 360 esteri, provenienti da 297 aziende vitivinicole, di cui 169 italiane e 128 estere. E’ il bilancio della 28esima edizione del Mondial des Vins extremes, il concorso internazionale dedicato ai ‘vini eroici’ organizzato dal Cervim che si è tenuto in Valle d’Aosta. Si tratta della seconda edizione più partecipata di sempre nonostante un’annata fortemente caratterizzata dall’emergenza sanitaria da Covid-19.

Il concorso è dedicato ai vini prodotti da uve di vigneti che presentino almeno una difficoltà strutturale permanente tra altitudine, pendenze, sistemi viticoli su terrazze o gradoni e viticolture delle piccole isole.

“I risultati hanno confermato un’alta qualità delle produzione eroiche italiane e del resto del mondo, è emersa un’eccellenza media sempre più spiccata e grandi diversità di vitigni che si traducono nel bicchiere in vini dai sapori unici”, commenta Stefano Celi, presidente del Cervim, che organizza il concorso.

Per l’Italia ci sono tre Gran medaglie d’oro e 118 medaglie d’oro.
Alla Valle d’Aosta vanno una Gran medaglia d’oro e 26 medaglie d’oro; una Gran medaglia d’oro alla Toscana, che conquista anche quattro medaglie d’oro; al Molise una Gran medaglia d’oro. Quindici medaglie d’oro per la Lombardia; 11 per la Liguria; dieci per l’Alto Adige, il Trentino e la Sicilia; nove per la Campania e per il Veneto; cinque per il Piemonte e per la Sardegna; tre per il Lazio e una per l’Abruzzo.

Tra le nazioni fa incetta di premi la Spagna con ben sei Gran medaglie d’oro e 46 medaglie d’oro; quindi il Portogallo (tre Gran medaglie d’oro e sei medaglie d’oro), la Francia (due e 11), la Germania (due e 10), la Svizzera (una e 13), Cipro (una e quattro), la Georgia (una e due), l’Argentina (una Gran Medaglia d’oro). Altre medaglie d’oro sono andate alla Macedonia (tre), Slovenia (due), Grecia, Andorra, Slovacchia, Usa e Cina (una). (ANSA).

www.ansa.it – 12/09/2020