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E’ morto Paolo Marzotto. Investì nel vino in Sicilia

Fondata nel 1997, e un anno dopo ampliata con l’acquisizione della tenuta in Val di Noto, Baglio di Pianetto ha sempre rappresentato per il Conte Paolo Marzotto la trasformazione di una passione – quella per la Sicilia e il vino -, ma soprattutto l’occasione di poter valorizzare un territorio che amava attraverso la creazione di un’impresa che potesse creare un tangibile valore.

“Il Conte si innamorò di quest’isola fin da bambino, tanto che si narra di un episodio in cui a 7 anni, durante un viaggio da queste parti, chiese a sua mamma di acquistargli una bottiglia di vino” continua De Bartoli. “Ha avviato qui il suo progetto, creando lavoro e ricchezza per il nostro territorio e contribuendo a fare apprezzare a un pubblico di intenditori e non solo i grandi vini siciliani, dal Nero d’Avola all’Insolia”.

“Ricorderemo sempre la prontezza di spirito della persona, la lucidità, l’intelligenza, il grande intuito. Non dimenticheremo la sua scelta coraggiosa, compiuta a 72 anni, quando avrebbe potuto trascorrere serenamente il resto della sua vita dopo una lunga attività imprenditoriale nel mondo della moda. Scelse, invece, di rimettersi in gioco, amando da sempre il mondo del vino. Decise di ripartire daccapo e puntò proprio sulla Sicilia per investire, lui che era un profondo conoscitore dei più famosi terroir francesi e dei più vocati presenti del Nord Italia”.

Oggi, Baglio di Pianetto, prima di essere un’azienda, rappresenta una favola divenuta realtà, che dà lavoro a oltre cinquanta dipendenti ed è apprezzata sia in Italia che all’estero dagli amanti del “made in Sicily”. “Ci mancheranno tantissimo i suoi consigli e la sua forza d’animo – conclude De Bartoli – e sembra che qui intorno anche la natura se ne sia accorta: ieri sera la luce era diversa, le tinte del tramonto ci sembravano differenti, quasi in omaggio alla grandezza della persona, di un imprenditore illuminato che tutta la Sicilia ha perduto.

Sappiamo però, allo stesso tempo, che ora siamo ancora più responsabili di una grande eredità. Assieme alle figlie, alla moglie, a tutti i familiari, ai quali siamo vicini in questo momento di dolore, siamo più che mai determinati a portare avanti la memoria del suo nome con l’eccellenza dei vini che nascono dal suo genio e dal suo grande amore per le terre siciliane”.

ragusanews.com – 26/05/2020

L’antico rito del vino santo Trentino modificato dal Corona virus

In tempi di emergenza da coronavirus, con relative restrizioni, quest’anno non potrà essere celebrato l’antico rito pasquale della spremitura delle uve Nosiola.  Dal cui nettare nasce il Vino Santo Trentino.

Ma i Vignaioli della Valle dei Laghi non si sono persi d’animo e in sostituzione del tradizionale rito collettivo della spremitura. Hanno deciso di celebrare tanti piccoli riti nelle diverse aziende, da condividere a distanza con gli amanti, vino afrodisiaco, raro e prezioso, unico al mondo.

Il Vino Santo Trentino è speciale, non un bene effimero, ma elemento fondante della storia della Valle dei Laghi e della memoria delle sue comunità.

Un assaggio di Vino Santo è come un viaggio nel tempo, che riporta alla luce ricordi e memorie dell’immaginario individuale e collettivo.

Il Rito della Spremitura è il momento simbolicamente più importante di questa storia secolare: tradizionalmente svolto in occasione della Settimana Santa.  Il passaggio dall’appassimento dei migliori grappoli di Nosiola raccolti in Valle dei Laghi, alla lunghissima fase di fermentazione e maturazione di questo nettare raro.

Quest’anno, a causa delle norme imposte dall’emergenza coronavirus, il Rito della Spremitura non si potrà svolgere nella sua forma pubblica.

Ma i Vignaioli del Vino Santo non hanno desistito e stanno organizzando diversi piccoli riti, in forma privata, all’interno delle singole aziende. O – dove possibile, come a Santa Massenza – al confine tra le stesse cantine.

Così Giuseppe Pedrotti (Azienda agricola Gino Pedrotti). Marco, Stefano e Arrigo Pisoni (Azienda agricola Pisoni). Graziano e Gianpaolo Poli (Azienda agricola Giovanni Poli). Enzo Poli (Azienda agricola Maxentia) e Alessandro Poli (Azienda agricola Francesco Poli). Hanno deciso di condividere anche quest’anno un rito che li tiene uniti.

Pur distanti, nella volontà di portare avanti la tradizione del Vino Santo Trentino, di generazione in generazione, come ormai avviene da più di cinquecento anni.

www.egnews.it/ – 05/04/2020

Winease: la piattaforma per promuovere e vendere online il vino in Cina

Winease è un progetto realizzato da quattro team di esperti appassionati ed amanti del vino italiano, tutti uniti dallo stesso obiettivo: promuovere il vino italiano e accompagnare le aziende verso la digitalizzazione per vendere online i propri prodotti. Tutte e quattro sono dotate di competenze differenti e sinergiche sul mercato cinese.

Value China
Specializzata nel supportare le aziende italiane ad approcciarsi al mercato cinese sia dal punto di vista linguistico che socio-culturale.

Business Strategies
Ha sempre avuto l’obiettivo di introdurre lo stile di vita italiano nel mercato asiatico. “Taste Italy! Wine Academy” è il primo corso intensivo sul vino italiano indirizzato ai consumatori cinesi.

Interwine
La più grande e la più antica fiera del vino professionale della Cina continentale. Organizza roadshow in larga scala tutto l’anno in 70 città diverse.

Putaojiu.com
Fondata nel 2015, è la principale piattaforma di comunicati stampa nel settore vitivinicolo in Cina. Fornisce il servizio più professionale e completo per aumentare la visibilità online.
La quarantena e l’isolamento forzati proseguono in Italia così come in altri Paesi nel mondo, ma in Cina la voglia di ripartire è tanta e guarda, così come altrove, al mondo digitale.

Per questo nasce Winease, Leggi il resto di questo articolo »

Magico Vin Santo il bicchiere dell’ospitalià

‘Anteprima Chianti Classico’ appena conclusa, si ricorderà anche per la degustazione di Vin Santo toscano tenuta dal ‘sommelier delle star’ Filippo Bartolotta, che ha guidato una masterclass attraverso otto grandi cantine.

“È il vino dell’ospitalità e in Toscana non c’è cantina che non ne conservi almeno un caratello – racconta Filippo Bartolotta sommelier, giornalista, wine educator – ma per farlo buono, occorre averne una o più batterie.

Servirà al momento dell’assemblage per creare il nettare perfetto. Alcuni caratelli svolgono tutto lo zucchero dando un vino secco, alcuni danno un vino dolcissimo, altri un’acidità volatile troppo alta”.

Le uve si sottopongono ad appassimento perché si concentrino gli zuccheri, favorendo alcune reazioni enzimatiche e l’eventuale formazione della muffa nobile che aggiungerà complessità.

Nei caratelli con la madre a base di lieviti e vecchie annate si aggiunge il mosto – prosegue Bartolotta – poi verranno sigillati con la ceralacca, per essere riaperti dopo l’invecchiamento (sette, otto anni).

Una verticale espressiva attraverso le diverse anime del Vinsanto con Isole e Olena 2008, che è risultato il più sontuoso e univa dolcezza, profumi, acidità, pulizia, insieme ad aromi di frutta candita e scorza di limone. Rocca di Montegrossi 2006, 100% Malvasia, il più dolce di tutti, che ricordava un grandissimo Sauternes.

E a seguire il Castello di Bibbiano Occhio di pernice 2013, tutto cuoio, cioccolato, ciliegia sotto spirito, prugna essiccata, con i profumi caratteristici del sottobosco del ‘Chianti Classico’. Fontodi 2010, 60% Sangiovese e 40% Malvasia, dalla spiccata dolcezza e profondità, con note balsamiche e tabacco.

Poggiolino 1983, quasi secco, simile a uno Sherry, molto balsamico, con note di teatreoil, cipresso e note officinali. Losi Querciavalle 2006, sapido, dall’acidità elevata e note di mandorla tostata, fichi secchi, datteri, liquerizia.

Insieme a golosi abbinamenti, come le animelle laccate al Vin Santo; il cheese-cake con erborinato e gel di Vin Santo; il cantuccio tradizionale riletto al Parmigiano tostato e mandorle; la mela annurca al forno, ripiena di fegatini di pollo.

https://www.quotidiano.net – 15/03/2020

Pechino avrà un museo del vino in collaborazione con Bordeaux

Non solo Coronavirus. Dalla Cina arrivano anche notizie di nuovi importanti progetti per il vino. Le autorità cinesi hanno infatti deciso di finanziare la costruzione del museo del vino di Pechino. Una struttura – annuncia il sito britannico Decanter – di 18mila metri quadrati. Sarà chiamato “Musée Universel du Vin” e verrà aperto nel 2021.

Già il nome indica i partner del progetto che sono, ovviamente, francesi. La Cité du Vin di Bordeaux sarà infatti gemellata con il nuovo museo e ha contribuito a progettarlo.

Si prevede un costo di costruzione di circa 60 milioni di euro. Il museo sarà realizzato nel distretto di Fangshan, a circa 40 km dalla Città Proibita. L’obiettivo è quello di creare un “villaggio del vino internazionale”, realizzato quasi come una copia del villaggio di St-Emilion: una sorta di parco tematico del vino che comprenderà vigneti biologici, un hotel con Spa e ristoranti. Ci sarà uno spazio espositivo permanente di 6.700 metri quadrati, oltre a un auditorium, una cantina per vini e spazi per le aule.

Presidente e fondatore del villaggio vinicolo internazionale è l’uomo d’affari cinese Weixing Tang.

Anche se il progetto porrà particolare enfasi sui vini cinesi e francesi, saranno presenti vini provenienti da tutto il mondo,.

I funzionari sperano che il museo del vino di Pechino possa attrarre 500.000 visitatori nel suo primo anno.

www.federvini.it/estero – 10/02/2020

Vino, il Chianti torna in Germania con il ‘Superiore Docg’

Il Consorzio Vino Chianti torna in Germania con 18 aziende che saranno impegnate in una collettiva in due tappe, domani, 28 gennaio a Monaco e il 30 gennaio a Berlino: protagonista della missione commerciale sarà il “Chianti Superiore Docg” che verrà proposto in una degustazione “verticale” di vini dal 2018 al 2011, uno per ciascuna delle sette sottozone di produzione della Denominazione.

A Monaco il Chianti Superiore Docg si inserirà nel collaudato format dei “Tre Bicchieri”, a Berlino in quello dei “Vini d’Italia World Tour”, sotto il cappello del Gambero Rosso International.

In entrambe le occasioni il Consorzio Vino Chianti organizzerà anche un seminario per diffondere la conoscenza del Chianti Superiore Docg, una categoria di prodotto ancora non molto diffusa e caratterizzata da parametri di produzione più restrittivi rispetto al Chianti: minor resa per ettaro, grado alcolico minimo più alto, affinamento minimo di un anno e un profilo organolettico più raffinato.

Il Chianti Superiore Docg è un vino moderno e duttile, Leggi il resto di questo articolo »

Le bottiglie di vino spedite nello spazio per invecchiare

In attesa di sperimentare le delizie di una cantina lunare (magari nel propizio cratere di Bessel) 12 bottiglie di Bordeaux stanno piacevolmente invecchiando in orbita nella Stazione Spaziale Internazionale. Una inziativa non solo scientifica ma anche enogastronomica.

Gli enologi in realtà si erano inizialmente stupiti della proposta che poi hanno accolto di buon grado anche per gli eventuali propizi cascami di marketing.

“Non pensavamo che questo progetto fosse serio – ha detto Philippe Darriet, eminente enologo presso l’Università di Bordeaux – E poi abbiamo colto l’occasione. Abbiamo ritenuto che il soggiorno del vino sulla Stazione Spaziale Internazionale sia un’opportunità per studiare l’impatto della micro-gravità, della radiazione solare, dell’evoluzione dei componenti del vino”.

Il vino trascorrerà 12 mesi in orbita prima di tornare sulla Terra per essere analizzato e confrontato con 12 bottiglie gemelle rimaste in cantina.

Il bere vino rosso in orbita non è pero’ contemplato a dispetto di una ricerca condotta alla Harvard Medical School secondo la quale il resveratrolo, presente nei rossi, che dovrebbe/potrebbe aiutare a contrastare la bassa gravità e Leggi il resto di questo articolo »

Nasce “Xenia”, il vino dell’ospitalità.

Un nuovo vino, dal sapore specialissimo. Caldo, accogliente, solidale soprattutto. Xenia, in greco antico «ospitalità», accoglienza dello straniero.

È il nome dato al vino realizzato da “Agricoltura Capodarco” con l’aiuto di migranti e disabili che per mesi hanno lavorato gomito a gomito nelle sedi di Grottaferrata e nel Parco della Mistica.

La bevanda, già messa in commercio, è stata presentata in occasione dei 40 anni della cooperativa sociale, come prodotto simbolo contro «il clima di odio che sempre più si respira in Italia».

La denominazione del vino, rosso rubino, è stata scelta durante un pranzo comunitario all’interno dell’azienda agricola con il presidente Salvatore Stingo.

«Hanno partecipato tutti alla decisione ed è stato un momento di forte condivisione, una sorta di votazione in cui siamo stati tutti concordi – racconta Ilaria Signoriello della cooperativa -.

Abbiamo scelto un nome forte che ben rappresentava i valori storici di Capodarco che oggi più che mai vanno riaffermati: integrazione e accoglienza. Leggi il resto di questo articolo »

Dodici bottiglie di vino sulla stazione spaziale per studiarne l’invecchiamento

Guardare, studiare ma assolutamente non sorseggiare. Dodici bottiglie di vino rosso di un’azienda con sede a Lussemburgo sono state inviate alla Stazione spaziale internazionale in nome della scienza.

Non quindi per essere bevute dagli astronauti, ma per studiare gli effetti della microgravità e delle radiazioni spaziali sul processo di invecchiamento.

La speranza è quella di sviluppare nuovi sapori e proprietà per l’industria alimentare.

La stessa azienda ha poi messo a disposizione altre 12 bottiglie di vino ai ricercatori che lavorano sulla Terra in modo da confrontare i lotti dopo un anno.

Tutte le bottiglie, quelle sulla Iss e quelle sulla Terra, rimarranno sigillate e verranno conservate a 64 gradi Fahrenheit.

Secondo i ricercatori, i due lotti avranno probabilmente un sapore diverso alla fine dell’esperimento.

Le 12 bottiglie di vino rosso sono solo alcune delle cose lanciate lo scorso sabato sulla Iss da Allops Island, in Virginia, negli Stati Uniti, dall’azienda Space Cargo Unlimited attraverso un razzo costruito da Northrop Grumman.

Nel pacco diretto alla Iss, che pesava circa 4 tonnellate, c’erano anche parti di auto sportive e un forno con tutto l’occorrente per fare biscotti con le gocce di cioccolato.

www.repubblica.it/scienze – 05/11/2019

Vino: Lombardia approva decreto su enoturismo

Via all’enoturismo in Lombardia. E’ stato infatti approvato dalla regione lo schema di Scia (Segnalazione certificata inizio attivita’) per l’esercizio dell’attivita’ enoturistica. Si tratta di un servizio che potranno offrire le aziende agricole e che ricomprende la produzione e la vendita del vino associata alla degustazione funzionale alla vendita.

Attraverso questo decreto, le aziende vitivinicole regolamenteranno le loro attivita’ di accoglienza, di divulgazione e degustazione, proponendo particolari percorsi esperienziali e turistici incentivando il mercato dei viaggi, delle vacanze e del turismo. . Bastera’ compilare una scia semplificata.

La Lombardia e’ una straordinaria regione vitivinicola, agricola e turistica. Unire questi aspetti e’ una scelta vincente e lungimirante per garantire redditivita’ e futuro alle nostre imprese” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi della regione Lombardia.

“Stiamo gia’ creando un registro regionale dedicato all’enoturismo e attivando corsi di formazione per operatori professionali. La Lombardia vuole sfruttare il forte legame tra vino e attrattivita’ turistica; nella nostra regione ci sono agriturismi e cantine che gia’ fanno degustazione di vino o di altre bevande con notevole indotto e con flussi turistici straordinari: per il nostro territorio era indispensabile definire i requisiti per l’esercizio dell’attivita’.

Questo decreto e’ frutto – ha concluso Rolfi – di un lavoro scrupoloso realizzato insieme ai consorzi lombardi. I nostri imprenditori agricoli chiedono di poter dedicare piu’ tempo al lavoro e meno alle carte bollate. Vogliamo accompagnarli in un percorso di crescita che possa essere valore aggiunto per tutto il territorio regionale”.

www.agroalimentarenews.com