Curiosità

Gigantesca frode in Francia

Un’inchiesta dell’agenzia per la repressione frodi transalpina ha svelato che milioni di bottiglie  di vino rosé spagnolo sono state vendute, tra il 2015 e il 2017, come vino francese.

L’indagine condotta tra importatori, distributori, ristoranti e imbottigliatori, ha segnalato come il 22% di stabilimenti e locali visitati dalle autorità presentasse anomalie più o meno gravi (da un’etichettatura del prodotto ingannevole a una vera e propria contraffazione).

In particolare, circa 10 milioni di false bottiglie di rosé francese sono state individuate presso quattro grandi négociant, con il vino spagnolo a essere spacciato con l’indicazione generica di ‘Vin de France” o anche come Igp.

I motivi sottesi alla truffa sono legati ai prezzi di vendita del vino. Infatti se lo sfuso spagnolo è acquistato tra gli 0,30 e gli 0,40 euro al litro, quello transalpino si attesta tra gli 0,75 e i 0,90 euro al litro.

www.italianfoodtoday.it – 12/07/2018

Liquorificio Morelli, novità sul mercato (anche USA): ecco il Limoncino Di Vino

Un prodotto innovativo che racchiude il meglio dell’artigianalità toscana e punta ad arrivare sul mercato americano proprio in questi giorni.

È il Limoncino di Vino, l’ultima creazione del Liquorificio Morelli di Forcoli, Pisa, azienda storica che dal 1911 realizza grappe e liquori presenti in tutto il mondo.

L’idea nasce dalla voglia di misurarsi con una realizzazione completamente diversa dalle altre e trovare un prodotto competitivo in grado di distinguersi da tutti gli alcolici e superalcolici presenti sul mercato americano.

Il Liquorificio Morelli ha infatti una sede distaccata negli Stati Uniti, a Miami, dove vengono distribuiti liquori e grappe pensate per il mercato statunitense.

Ad occuparsi della sede di Miami ci sono Carlo, Andrea e Marco, gli Italian Moonshiners, che ormai vivono negli Stati Uniti da diversi anni.

Il Limoncino di Vino cercherà di conquistare il mercato americano ma dietro la sua realizzazione c’è l’impegno di diverse menti toscane. Leggi il resto di questo articolo »

Tè verde e vino rosso efficaci contro alcuni disturbi metabolici

Tè verde e vino rosso efficaci potrebbero nascondere ulteriori benefici per la salute.

Oltre a quelli già portati alla luce da precedenti ricerche, come ad esempio l’azione antiossidante, questi due rimedi naturali potrebbero rivelarsi molto utili per coloro che soffrono di alcuni disturbi metabolici.

Secondo i ricercatori della Tel Aviv University le due bevande agirebbero nell’impedire la formazione di metaboliti tossici, derivati dall’assunzione di cibi altrimenti “vietati”.

I benefici di tè verde e vino rosso deriverebbero rispettivamente dall’epigallocatechina gallato (EGCG) e dall’acido tannico, quest’ultimo noto per la sua azione di prevenzione rispetto alla formazione di strutture amiloidi tossiche.

Come ha sottolineato il dottorando Shira Shaham-Niv, tra le firme dello studio insieme al prof. Ehud Gazit (Faculty of Life Sciences, autore principale della ricerca).

Nel caso di patologie metaboliche congenite ereditarie il corpo non produce un enzima metabolico vitale.

Come risultato, i metaboliti – sostanze che sono, tra le altre cose, i mattoni che costruiscono il DNA e le proteine – si accumulano nel corpo.

Questo accumulo incontrollato è tossico e può causare disturbi gravi per quanto riguardalo sviluppo e la salute mentale.

Il nostro nuovo studio dimostra ancora una volta l’abilità della natura di produrre i migliori candidati alla produzione di farmaci per la cura di alcune delle peggiori malattie umane.

www.greenstyle.it – 04/07/2018

Tannico consegna il vino a bordo

Tannico, l’e-commerce di vini italiani più grande al mondo, lancia il delivery service Yacht&Sail per ricevere direttamente a bordo della propria imbarcazione, ormeggiata in qualsiasi porto italiano, oltre 13.000 etichette a catalogo fra vini rossi, bianchi, rosé e champagne.

Il servizio è già stato sperimentato nelle scorse settimane e ora si possono ordinare i vini a bordo delle imbarcazioni ancorate in alcuni dei porti più gettonati dalla clientela altospendente: tra questi Portofino, Capri, Porto Cervo.

www.largoconsumo.info – 27/06/2018

Nasce la Strada del vino della Valle dei Templi

Non solo arte e cultura ad Agrigento, dove si è costituita la Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi.

Per la costituzione della Strada si sono riunite alcune delle più importanti realtà vitivinicole, gastronomiche e turistiche del territorio, che, insieme ad alcuni partner come la Federazione Strade del Vino di Sicilia, Coop Culture, il Consorzio Turistico ed il Distretto Turistico Valle dei Templi, la Strada degli Scrittori e Slow Food Sicilia, diventano protagonisti di nuove opportunità turistiche per la provincia di Agrigento. Socio onorario ed ente capofila è il Parco archeologico della Valle dei Templi, che rappresenta idealmente il punto di partenza e d’arrivo della Strada stessa.

Soddisfazione per la costituzione della Strada viene espressa dal neo presidente Carmelo Sgandurra: “Il traguardo raggiunto spiega è frutto di un lavoro intenso, minuzioso e che riguarda la valorizzazione di un territorio unico al mondo.

Lavoreremo per ottimizzare nel più breve tempo possibile i risultati, affinché il vino e i sapori di questo territorio diventino attrazione in ogni parte del mondo”.

“Con la costituzione della nuova Strada del Vino dice Gori Sparacino, Presidente della Federazione Strade del Vino di Sicilia e socio fondatore sono tredici le Strade del Vino in Sicilia in grado di incentivare lo sviluppo economico mediante la promozione di un’offerta turistica integrata”.

Le aziende vitivinicole che figurano tra i soci fondatori sono: CVA Canicattì, Milazzo Vini, Grottarossa Vini, Baglio del Cristo di Campobello, Casa vinicola Sicania, Azienda Vitivinicola Lombardo, Baglio Bonsignore, Azienda Camilleri, Azienda Vassallo e Lombardo Vini.

www.ragusanews.com – 15/06/2018

Vino: l’aroma perfetta grazie a particelle magnetiche

Minuscole particelle magnetiche aiutano a mantenere in perfetto equilibrio l’aroma dei vini, eliminando le sostanze in eccesso che rischiano di appesantirlo.

Il risultato, pubblicato sulla rivista Journal of Agricultural and Food Chemistry, si deve ai ricercatori dell’universita’ australiana di Adelaide, guidati da David Jeffery.

Il sistema è stato testato sul cabernet sauvignon, nel quale ha rimosso il 40% delle sostanze responsabili di aromi indesiderati, e secondo gli autori la tecnica potrebbe aiutare a rimuoverle anche dagli altri vini.

Tutti i vini infatti contengono naturalmente sostanze che contribuiscono al loro sapore e all’aroma distintivo, ma alcune di esse, se sono presenti in quantità eccessive, possono sopraffare il bouquet fruttato o floreale, con la conseguenza di un aroma sbilanciato.

Fra queste sostanze vi è un gruppo chiamato alchil-2-metossipirazine (MP), che conferisce ai vini aromi vegetali, come il peperone verde.

“Questi sono composti normali nelle uve, ma Leggi il resto di questo articolo »

Perché lo champagne era detto “vino del diavolo”?

La cultura del vino nella regione di Champagne ci è testimoniata fin dal Medioevo. All’inizio le vigne non producevano che “vino bianco”, non effervescente. Per ottenere le bollicine che caratterizzano lo Champagne, il vino – costituito da tre vitigni: pinot noir, pinot munire e chardonnay – deve fermentare due volte.

Delle bottiglie possedute dal diavolo?
Lo champagne non aveva allora buona reputazione, soprattutto nel clero, che rapidamente lo bandì. Lo considerò nientemeno che “il vino del diavolo”. La ragione? I viticoltori di Champagne commettevano (senza saperlo) due grandi errori che rendevano le bottiglie esplosive.

I contenitori adibiti a conservare il vino evolvettero e, col tempo, comparvero alfine le bottiglie di vetro. Queste però non erano appropriate alla conservazione del vino. In Champagne le vendemmie arrivarono piuttosto tardi, e da principio i viticoltori non utilizzavano celle di fermentazione. Una volta che l’uva veniva pressata, il succo ne veniva rapidamente messo in bottiglia e quindi la prima fermentazione non aveva avuto luogo. I viticoltori pensavano di agire bene e di conservare così il massimo degli aromi. Leggi il resto di questo articolo »

Vino: arriva la barbera d’Asti ‘affinata in musica’

Una Barbera d’Asti ‘affinata in musica’ da un grande maestro d’orchestra e compositore.

Accade a Rocchetta Tanaro: poco più di 1.500 abitanti tra vigne e boschi del parco naturale nel cuore del Monferrato astigiano.

Terra di “quieta follia”, amava definirla Bruno Lauzi, che incontra ora il genio allegro di un napoletano: Peppe Vessicchio, da tutti conosciuto come il maestro del Festival di Sanremo.
Nasce così ‘Rebarba’, la nuova Barbera d’Asti vendemmia 2016, armonizzata in musica e firmata dalle Cantine Post dal Vin di Rocchetta Tanaro (79 soci conferitori, 100 circa ettari di vigneti, 85 mila bottiglie).

Un’idea cresciuta nell’amicizia che il cuoco Beppe Sardi condivide con Vessicchio e Giulio Porzio, presidente della cantina: “Il maestro Vessicchio – racconta Porzio – ha prima fatto una prova su una nostra bottiglia di Barbera e abbiamo visto che il vino armonizzato con la sua musica era più buono e piacevole.

Così, abbiamo sposato questo stravagante, innovativo e divertente progetto. Leggi il resto di questo articolo »

Green Chile Wine: quando il peperoncino finisce nel vino

Si chiama Green Chile Wine ed è un vino particolare che contiene peperoncino. Non si tratterebbe di una nuova ricetta ma del frutto di una lunga tradizione, legata alla città di Hatch, nel New Messico.
Qui infatti la tradizione del peperoncino verde si perde nei secoli e quella della produzione di vino fu portata dagli spagnoli nel 1600. Il matrimonio tra le due era solo questione di tempo evidentemente.

Cosa ci fa il peperoncino nel vino?

La vendemmia, quando si inizia la prima fase di produzione del vino, coincide con il picco di consumo del tipico peperoncino verde messicano, che i cittadini vanno a comprare in grossi pacchi.

Il piccante frutto viene arrostito sul fuoco vivo normalmente, ma nella produzione del vino viene invece utilizzato fresco.
L’idea di base è arrivare ad un vino bianco di buona qualità, per poi aggiungere le rondelle di peperoncino fresco. Leggi il resto di questo articolo »

Nell’oasi dei Carmelitani il vino bio del convento

Sarà l’unico vino di etichetta prodotto esclusivamente entro i confini di Treviso, e per di più benedetto. Un vino che ancor prima di nascere racconta già una storia che parte da molto lontano e arriva ai giorni nostri grazie all’intraprendenza di un vignaiolo, e alla tradizione dei Padri Carmelitani Scalzi di Treviso.

Ieri, dietro le mura che proteggono il giardino del convento, è iniziata infatti una piccola rivoluzione, quella che porterà all’impianto di un vigneto biologico nel terreno dove fino a qualche settimana fa sorgeva l’antica vigna dei Carmelitani, oltre 600 piante a bacca rossa di cui alcune secolari sradicate a inizio primavera.

L’espianto delle vecchie viti varrebbe di per sé un articolo tanta fu l’agitazione scatenata dall’arrivo degli operai nell’ampia comunità che gravita attorni ai Carmelitani. Il vigneto degli Scalzi, di cui anche noi avevamo parlato l’anno scorso, disegnava un’oasi di pace introvabile all’interno della città, e ancor più lungo il Put.

Tantissimi i fedeli che d’estate, durante le feste, alla domenica, amavano passeggiare sotto le bellissime volte verdi disegnate dai lunghi filari. Un tesoro di natura cancellato tra incredulità e scontento a inizio primavera tanto che i padri, nei giorni a venire, hanno dovuto rassicurare i fedeli perfino in chiesa, durante la messa: «State tranquilli, il vigneto tornerà».

Perchè era stato tolto? Perchè le piante erano ormai vecchie, molte infruttifere, Leggi il resto di questo articolo »