Aggiornamenti

La Bibbia si legge al bar, con vino e degustazioni

La Bibbia al bar, tra un caffè e un bicchiere di vino. È l’originale iniziativa di due parroci di Salizzole, don Massimiliano Lucchi e don Luca Pedretti, i quali, dopo il successo dello scorso anno, hanno pensato di replicare l’esperienza ritornando nei locali pubblici per far conoscere i testi dei Vangeli che parlano di cibo.

Tutte le serate inizieranno alle 20.45 e saranno guidate dai parroci di Salizzole che si turneranno ogni lunedì e mercoledì a partire da domani e fino al 16 dicembre. Si partirà domani al bar «Da Ugo» di Salizzole parlando di vino con «Hai tenuto da parte il vino buono» insieme all’associazione «No-yes»

Ogni volta verrà presentato un brano del Vangelo sul servizio e sul banchetto, con un excursus biblico e culturale, con la possibilità di fare degustazioni gastronomiche legate al tema proposto.

m.larena.it – 20/10/2019

Scilla IGT: il vino in cui par di sentir le omeriche sirene

E mentre Cariddi inghiotte e rigetta tre volte al giorno l’acqua del mare creando dei vortici monumentali, Scilla attenta alla vita dei naviganti con le sue sei teste cercando di ghermirli, caratteristici vigneti a terrazzo dominano gli scogli delle Sirene e dell’antico castello dei Ruffo.

Così pittoresca e affascinante, la cittadina dei vini ad IGT “Scilla” rossi e rosati, come un’aquila, discende dal promontorio verso le baie Chianalea e Marina Grande formando declivi intrisi di bellezza e plasmati per dar spazio a questi suggestivi vigneti incastonati tra il mare e le montagne.

Anche in questo caso, non è fuori luogo parlare di viticoltura eroica compiuta in un paesaggio sagomato da filari di Prunesta, Malvasia Nera, Nerello, Gaglioppo e Nocera, che si affacciano sullo Stretto e dai quali si ricavano vini con una marcata identità territoriale. Servito preferibilmente fresco, il rosso, profondamente rubicondo, si esibisce nel calice in maniera decisa e vigorosa sfoggiando provocanti riflessi violacei. Leggi il resto di questo articolo »

Il vino col tappo a vite è per forza cattivo?

L’avvitata decisa del tirabuchon che solca il sughero è uno di quei suoni che seduce l’udito più di tanti altri. E inganna, a quanto pare, perché ci ha convinti che il vino con tappo a vite sia cattivo, o comunque meno pregiato, rispetto al gemello con tappo in sughero. Una vera questione di contenitore che fa più differenza del contenuto, almeno nelle convinzioni generali: psicologicamente siamo proprio portati a credere che una bottiglia di ottimo vino con tappo di sughero sia più pregiata e garantisca la giusta qualità del vino. In realtà è più uno storytelling enologico che ci è stato inculcato da anni e anni di sottile lavoro e attaccamento alle tecniche “antiche”, mentre vini pregiati con tappo a vite scontano pesantemente questo background culturale.

Quindi no, non è vero che il vino con tappo a vite è più cattivo di quello con tappo in sughero, anzi. Franz Haas, uno dei produttori pionieri nella scelta del tappo a vite (l’azienda li usa e sperimenta dal 1973), ne descrive i pro: “Il tappo a vite ha i suoi difetti estetici e psicologici, ma rimane il fatto che è l’unica chiusura (con il tappo a corona ) che chiude la bottiglia come lo facevano i buoni tappi in sughero di una volta, ma quei tappi purtroppo non esistono più”. Leggi il resto di questo articolo »

Olive, vino, tonno e caffè aromatizzati alla cannabis: arrestato chef nel Catanese

A metterlo nei guai, oltre alle piante di cannabis che coltivava, sono state le olive, il tonno, il vino e il caffè aromatizzati alla marijuana.

Un noto chef siciliano 50enne è stato arrestato dai carabinieri e poi rimesso in libertà in attesa del processo, perché  nella sua abitazione a Trecastagni, nel Catanese, sono state trovate due piante di cannabis alte 2,5 metri e mezzo chilo di infiorescenze di canapa indiana in barattoli.

Di fronte all’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, lo chef si è difeso dichiarandosi un “consulente agroalimentare della cucina mediterranea del terzo millennio” alla ricerca di nuovi gusti e aromi.

I militari sono stati attratti dalle etichette ‘Santa Caterina SballOlives’, poste su un contenitore di olive trattate alla marijuana e su una bottiglia di vino ‘Kannamang’ trovate nella residenza del cuoco, alle pendici dell’Etna.

E con altrettanta sorpresa hanno trovato caffè e tonno aromatizzati alla cannabis.

Lo chef era stato inizialmente posto ai domiciliari, dopo la convalida dell’arresto è libero in attesa di essere processato.

Il cuoco ha collaborato con progetti teatrali, in qualità di ‘scenografo gastronomico’.
E a teatro ha portato in scena ‘Ricette immorali e cibi afrodisiaci’, pièce in cui unisce la tematica della cucina a quella della sensualità. Numerose le sue apparizioni in programmi di cucina della tv italiana e di network stranieri e le sue interviste.

http://www.rainews.it – 28/09/2019

Vino rosso con l’ostrica quando osare si può (ma servitelo freddo)

Abbinare vino rosso e ostriche è possibile. A dimostrarlo è stata l’azienda vitivinicola «La Collina dei Ciliegi» in occasione della serata «En Primeur», svolta il 7 settembre presso la località Erbin a Grezzana (Verona), nel cuore della Valpolicella.

La sfida, per superare il tabù enogastronomico, è stata preparata in sinergia con «I love Ostrica», promotore della cultura dell’ostrica e format di shop online catering e degustazioni con protagoniste ostriche, cruditès di mare e pescato di qualità.

La prova di abbinamento è stata realizzata con la Belòn, ostrica piatta affinata alla foce del fiume da cui prende il nome, e la Corvina Igt in purezza de «La Collina dei Ciliegi» prodotta con un’uva legata al territorio dell’Amarone, che, vinificata senza appassimento come monovitigno, regala – spiega una nota – freschezza e bevibilità degna di estivi vini bianchi.

Il risultato – spiegano gli esperti – è una esperienza unica all’assaggio grazie anche a un abbinamento che ha ripreso la vecchia usanza di servire il vino rosso ad una temperatura da bianco per un esito che ha visto il «il bouquet delicato del vino cullato dalle note salmastre dell’ostrica».

www.ladige.it – 12/09/2019

Vino, il Chianti Docg cambia il disciplinare. L’annuncio del Consorzio

La possibilità di adottare il nuovo limite zuccherino a partire dalla vendemmia 2019/2020. Il presidente Busi: “Finalmente ci adeguiamo alle normative europee. Prevediamo aumento delle vendite”

Un cambiamento importante, che permetterà alle aziende di adeguarsi alle normative europee e produrre vini di alta qualità e allo stesso tempo in grado di venire maggiormente  incontro ai gusti dei mercati stranieri, soprattutto statunitensi, sudamericani e orientali.

E’ l’obiettivo della modifica sulle caratteristiche al consumo del disciplinare del Vino Chianti Docg pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 agosto 2019 e diventata quindi realtà  in ambito nazionale.

La modifica interessa il residuo zuccherino massimo e arriva dopo un lungo lavoro di istruttoria che ha visto in prima fila il Consorzio Vino Chianti come portavoce delle aziende toscane e della loro necessità di allinearsi alle normative europee.

Un processo di riqualificazione e riposizionamento sui mercati internazionali che segue la tendenza manifestata già da altre denominazioni in Europa. Leggi il resto di questo articolo »

Un bicchiere di vino rosso equivale a un’ora in palestra

Un bicchiere di vino rosso equivale a un’ora in palestra e aiuta a dimagrire, secondo i risultati di un nuovo studio fatto nell’Università di Alberta, in Canada.

La ricerca condotta da Jason Dyck dell’Unio ha scoperto che i benefici per la salute del resveratrolo, un composto che si trova nel vino rosso, sono come quelli ottenuti con l’esercizio fisico.

Il resveratrolo, infatti, impedisce alle cellule di grasso di guadagnare densità.

La buona notizia è supportata dagli scienziati della Washington State University e di Harvard, che hanno scoperto che un bicchiere di vino notturno (o due) può effettivamente aiutare con la perdita di peso .

Secondo questi studi, si può prevenire un aumento di peso del 70% bevendo almeno due bicchieri di vino al giorno e il vino rosso è l’opzione migliore perché contiene il resveratrolo.

Ma per ottenere i migliori risultati, il vino deve essere bevuto la sera, non all’ora di pranzo, dice la ricerca pubblicata nel Journal of Physiology.

Jason Dyck e il suo team hanno scoperto in alcuni esperimenti di laboratorio che dosi elevate del resveratrolo migliorano le prestazioni fisiche, la funzione cardiaca e la forza muscolare nei modelli di laboratorio.

Il resvetrarolo, oltre che nel vino rosso, si trova in alcuni frutti di colore rosso vivo e viola (come l’uva, i mirtilli, i mirtilli rossi e più in generale i frutti di bosco), nella frutta a guscio (come arachidi e pistacchi) e nel cacao.

news.in-dies.info – 20/08/2019

Il vino rosso e Marte: l’alleato degli astronauti che non ti aspetti

Nel vino è contenuto il resveratrolo, un fenolo presente in particolare nel vino rosso, che preserva la massa muscolare.

Vino Rosso su Marte? Sì, ma come medicina
La preparazione della nuova missione spaziale direzione Marte ha bisogno proprio di tutti. Gli astronauti che andranno su Marte sanno che questo dista dalla Terra circa 57 milioni di Km (circa 9 mesi terrestri) e quindi gli astronauti rimarranno nello spazio molto più tempo “del solito”.

I ricercatori di Harvard stanno facendo test su come proteggere la massa e la forza muscolare degli astronauti impegnati nella missione.

Sono state condotte delle ricerche su dei ratti che sono stati sottoposti alle condizioni di gravità di Marte attraverso una simulazione in laboratorio; ad alcuni ratti è stato dato il resveratrolo per preservare la massa muscolare e i risultati sono stati davvero incoraggianti. Lo studio è stato pubblicato su Frontiers in Physiology.

In assenza di gravità, i muscoli e le ossa si indeboliscono ed è per questo che si stanno cercando strategie e terapie specifiche per fare in modo che gli astronauti possano affrontare lunghe missioni su Marte mantenendosi in salute.

Marie Mortreux, autrice di uno studio finanziato dalla Nasa presso il laboratorio al Beth Israel Deaconess Medical Center di Seward Rutkove, ha affermato:

Dopo sole 3 settimane nello spazio, il muscolo soleo umano si riduce di un terzo … questo è accompagnato da una perdita di fibre muscolari a contrazione lenta, necessarie per la resistenza. Le strategie alimentari potrebbero essere la chiave per risolvere questi problemi specie dal momento che gli astronauti che si recano su Marte non avranno accesso al tipo di macchinari per allenarsi utilizzati sulla stazione spaziale internazionale.

Entra in gioco il vino rosso
E qui entra in gioco il vino rosso: il resveratrolo è un composto che si trova nella buccia dell’uva e nei mirtilli, ed è stato oggetto di numerosi studi per i suoi effetti anti-infiammatori, anti-ossidanti e anti-diabetici.

Sempre la Montreux afferma: Leggi il resto di questo articolo »

La Svezia scopre la vigna

Alcuni temerari contadini hanno deciso di coltivare la vigna in Svezia: sono già 250 e una quarantina riesce a commercializzare i propri vini.

Da 15 anni Murre Soufakis testa i differenti tipi di vitigno. In particolare alcune qualità svizzere. Aiutato dal riscaldamento climatico, appassionato di vini vallesani, Murre si è lanciato alla ricerca del bouquet perfetto per il terreno svedese: “Nel corso degli anni ho testato quasi 300 tipi di vitigno. Adesso ci concentriamo sulla qualità Solaris, particolarmente adatta al nostro clima e al nostro terreno.”

Sulla scia della sua esperienza, buona parte dei 250 vignaioli ha adottato Solaris, particolarmente resistente alle malattie, con le cui uve si produce un vino bianco. L’iniziativa di Murre fa ormai scuola. Fra i discepoli c’è anche Peter: “Questa attività si sviluppa velocemente. Il clima sta diventa sempre più mite e questo fa della Svezia un luogo eccellente per la vigna”.

Un po’ più nell’entroterra, il banchiere Håkan ha abbandonato la carriera a 50 anni per riprendere la fattoria dei genitori. Invece dell’orzo, anche lui coltiva ora la vigna, ma non ha perso il senso per gli affari. Per lui il vino svedese ha delle particolarità che si sposano con i tempi: “Le nuove generazioni cercano dei vini che hanno dei sapori nuovi e, indipendentemente dal fatto che siano vini francesi, indiani o cinesi, vogliono anche consumare dei prodotti naturali”.

Il vino svedese è strettamente biologico. Dalla scorsa estate gli investimenti e le tenute che lo producono si sono moltiplicate. Il prodotto principale è lo spumante: pare che le bollicine svedesi siano richiestissime.

hwww.rsi.ch/news – 09/08/2019

“Agost dà saor al most”: proverbi… di stagione

Agosto, tempo di attesa per il saggio trentino, che aspetta di raccogliere ciò che è stato seminato e guarda maturare l’uva nella vigna. Vacanze? Non se ne parla. Anche perchè agosto è il mese che può far maturare definitivamente, oppure compromettere, il raccolto. Nei proverbi i riferimenti sono soprattutto al granturco, il “zaldo” che serve per la polenta, e, chiaramente, al vino.

“Agost dà saòr al most” dice il saggio, sorseggiando un bicchiere di vino dell’anno precedete, ed aspettando la vendemmia. Un occhio è sempre rivolto al cielo, dove nuvole e Santi regolano le sorti della campagna: “Se piove de l’Asunzion fén rave e formenton”, sembra quasi un modo per consolarsi di un Ferragosto bagnato… che però porterà gran raccolto di rape e mais.

Come detto di vacanza non se ne parla, dal momento che “chi vòl en bon most zapéta de agost”. C’è poi da raccogliere le nocciole, che “de san Roc le va de scroc”, insomma c’è tanto da fare che “de san Bartolamè al bestiam no se ghe sta puù drè”. Il riferimento è alla festa di san Bartolomeo, il 24 agosto, importante ricorrenza “conclusiva dell’estate, aperta sotto il segno di san Giovanni (24 giugno).

Ciò che più interessa il saggio, però, è come sempre la pioggia, vera e propria benedizione o maledizione a seconda dei casi. Se è vero che “san Lorènz de la gran calura” arriva immancabilmente tutti gli anni il 10 agosto non è così per la pioggia, che “de la Madòna l’èi ancor bòna, de san Roc ‘ncora ‘n pòc, de san Bartolamè coreghe drè”. Ovvero: la pioggia a inizio agosto va ancora bene, per mais e uva, ma più si avvicina la fine del mese e peggio sarà.

Del resto “l’acqua de agost la renfresca ‘l bosc”: questo proverbio che oggi potrebbe sembrarci un riferimento alla piacevole sensazione di frescura dopo un acquazzone di fine estate tra i boschi è in realtà un modo per dire che la pioggia a fine agosto serve al bosco, cioè… a niente. Almeno secondo la mentalità contadina, sempre rivolta al campo.

Il caldo, però, passa presto visto che “a san Gioachim gh’è ‘l prim freschim”, il 20 agosto le temperature iniziano a scendere. Altre stagioni, altro lavoro attende il saggio trentino: “de agost madura, de setembre se vendema”. Questa la perentoria frase che mette fine, da sempre, ad ogni estate.“

https://www.trentotoday.it – 03/08/2019