Vino spaziale: per la NASA è possibile

In un futuro non troppo lontano un vino davvero spaziale potrebbe sbarcare sul mercato. No, non si tratta di una nuova etichetta pregiata prodotta da qualche rinomata cantina italiana. Quello che potrebbe finire nei calici dei più accaniti wine lovers è un vero e proprio vino stellare. Uno speciale nettare prodotto direttamente nello spazio.

A rivelarlo è il Business Insider che ha riportato alcune dichiarazioni di una ricercatrice della NASA che ha parlato della possibilità di creare un vino ad anni luce di distanza dalla terra.

A dimostrazione del fatto che è possibile portare avanti coltivazioni sane e di qualità anche nello spazio. Attualmente gli esperimenti hanno coinvolto lattuga e patate, ma non è detto che prima o poi non verranno estesi anche all’uva.

Tutto è nato da una semplice questione sottoposta da Gizmodo alla squadra della NASA che si occupa dell’agricoltura nello spazio. Leggi il resto di questo articolo »

Il vino giapponese parla chiantigiano

Dal Giaggiolo di San Polo allo chateaux giapponese. Una città del vino e dell’identità agricola che lega l’Oriente e l’Occidente, il Giappone e il Chianti nel segno dell’amicizia e della collaborazione tra culture e popoli diversi.

Ushiku, cittadina poco distante da Tokio famosa per la statua del Grande Budda, la terza più alta del mondo, dichiara il proprio amore a Greve in Chianti con i profumi e i sapori di Bacco.

Innamorata del modello slow e dello stile di vita chiantigiano, una delegazione giapponese condotta dal sindaco, giunta a Greve nei giorni scorsi, consolida il patto con il Comune attraverso la consegna al primo cittadino Paolo Sottani di vari omaggi tra cui un prodotto speciale che parla della terra e della vocazione vinicola orientale, ispirata alle eccellenze grevigiane.

Il gemellaggio nippochiantigiano brinda con un calice di vino dall’etichetta suggestiva. Si chiama “Legame” Leggi il resto di questo articolo »

Fattoria sociale, vino solidale

Nell’azienda vitivinicola La Costa, nata per volere di Osvaldo e Luisa Tonello, si producono vini di ottima qualità esportati anche all’estero. A lavorare tra i vigneti ci sono ragazzi diversamente abili che imparano ogni giorno ad essere un po’ più indipendenti.

Immersa nei verdi paesaggi della Pedemontana Veneta, si trova un’oasi di relax: La Costa Fattoria Sociale, un’azienda vitivinicola che produce vini biologici di ottima qualità e da un lavoro ai ragazzi diversamente abili del territorio.

L’azienda nasce per volere di Osvaldo e Luisa Tonello, genitori di Giovanni, un ragazzo gravemente compromesso nel linguaggio verbale ma capace di esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni attraverso un computer.

Già nel 2005, i due genitori avevano fondato l’associazione Filo di Seta Onlus, per occuparsi di Giovanni e degli altri ragazzi come lui.

L’obiettivo era di creare un luogo dove aiutarli a crescere e ad apprendere ogni giorno qualcosa di diverso, il primo passo verso una maggiore indipendenza ed è proprio su queste basi che nasce poi “Casa Enrico”, Leggi il resto di questo articolo »

Il mercato nipponico apre a pasta, vino e formaggi

Azzeramento dei dazi su alcolici, pasta e formaggi a pasta dura come Parmigiano provenienti dall’Ue, riconoscimento di 205 Dop e Igp europee di cui 44 italiane tra vini, formaggi, frutta e prosciutti.

Sono i primi dettagli dell’accordo commerciale tra Ue e Giappone che promette di rendere l’Europa, in 15 anni, il principale partner del paese del Sol Levante per gli scambi agroalimentari.

“Oggi è un bel giorno: piove dopo mesi di siccità e abbiamo un ottimo accordo”, è la reazione di Martin Merrild, il presidente del Copa che rappresenta le organizzazioni degli agricoltori di tutta Europa.

Il trattato bilaterale su cui si è raggiunto un “accordo di principio” prevede l’azzeramento delle tariffe su vino e vini frizzanti europei dall’entrata in vigore e il riconoscimento da parte nipponica di 35 additivi utilizzati nell’Ue, che ridurrà i costi per i produttori che esportano in Giappone.

L’accesso al mercato delle carni suine fresche sarà liberalizzato in 10 anni e lo stesso vale per quelle preparate. Più lunghi i tempi per la carne di manzo, con dazi ridotti dal 38,5% al 9% in 15 anni.

Liberalizzazione totale in 15 anni per i formaggi a pasta dura Ue, Leggi il resto di questo articolo »

La sangria, un’astuzia marinara oggi simbolo della Spagna

La sangria è una ricetta che nasce originariamente da un escamotage dei marinai per evitare la proibizione di consumo di alcolici nelle Antille. Questo trucchetto, narrato in Spagna e Portogallo, si tradusse con l’invenzione di una nuova bevanda fra i contadini.

Questa bevanda è oggi un simbolo della Spagna, come la pizza lo è per l’Italia. Non c’è festa che si rispetti nella penisola ibericsangriaa, che non abbia fra i cocktail la sangria.

La Sangria è una bevanda classica della tradizione spagnola. Essa si può prendere in ogni ristorante, bar e supermercato della Spagna. Questa bevanda è l’icona del party spagnolo e dell’estate, che in Spagna è davvero caliente e richiede qualcosa di davvero rinfrescante.

La ricetta della sangria originale tradizionale è una miscela di vino, di soda o succo di frutta, frutta a pezzi, zucchero e diversi tipi di liquori. Le varietà della ricetta sono proporzionali alla sua diffusione, ogni città, ogni regione ha la sua ricetta. Le alternative più bizzarre, anche in Italia sono oggi tantissime: c’è la sangria bianca ferma, frizzante, analcolica, con la birra e chi più ne ha, più ne metta.

Oggi la sangria rappresenta un simbolo indelebile e mondiale della Spagna, del suo clima caliente, dell’euforia e delle feste allegre a suon di nacchere. Se in Italia si sa, il “vino rosso fa buon sangue”, in Spagna si è aggiunto “la sangria la hace espectacular” (la sangria lo fa eccezionale).

Il termine “sangria” deriva proprio dal termine “sangre”, cioè “sangue”, nome attribuitegli per la sua colorazione rosso vivo della ricetta della sangria originale.

La sangria sembra risalire al Settecento, alla cultura contadina e marinara. Leggi il resto di questo articolo »

Vino: 40 metri sotto il mare,il segreto per un Bandol d’eccezione

Saint-Mandrier-sur-Mer (Francia). Tuffarsi nelle profondità del Mediterraneo e scegliere un vino speciale, dal gusto inedito.

Centoventi bottiglie di Bandol – bianco, rosso e rosè – sono state messe a invecchiare per un anno a 40 metri sotto il mare, al largo della Costa Azzurra, per esaltarne gli aromi e generarne di nuovi.

“Tutto è iniziato con la scoperta di anfore di centinaia o migliaia di anni, e con i più recenti ritrovamenti di bottiglie di vino e champagne depositate per decenni sui fondali marini”, ha spiegato il direttore della scuola di sub di Saint-Mandrier (sud-est della Francia), Jerome Vincent, che negli anni si è appassionato a questo tipo di scoperte.

Un ‘cacciatore di relitti’ che ha trovato decine di bottiglie affondate durante la Seconda Guerra Mondiale. “La gente di qui ha assaggiato questi vini e li ha molto apprezzati”, racconta Vincent spiegando come è nata l’idea di mettere a invecchiare il vino sul fondo del mare. Leggi il resto di questo articolo »

10 vini bianchi della Liguria per sentirsi (sempre) in estate

Pigato, Vermentino e non solo: in una delle terre dove è più difficile coltivare le vigne, nascono vini bianchi di grande impatto, da gustare a tutto pasto. Ecco la nostra selezione.

Mare, sabbia e rocce. Ma anche colline, quelle dove da secoli i viticoltori liguri riescono a fare miracoli. Perchè la Liguria è una delle piccole grandi regioni del vino, dove le ‘fasce’ – i terrazzamenti con i caratteristici muretti di pietre a secco – – sono state strappate alla montagna e godono di una vista straordinaria.

In Liguria si produce poco vino – meno dell0 0,5% della produzione nazionale – ma unico, figlio del vento e del mare, realizzato su vitigni autotocni. Vini per appassionati, rossi o bianchi che siano, ma sono i secondi a dare il ritmo: su tutti Pigato e Vermentino.

Vini dallo stile mediterraneo, affilato, complesso, minerale. Dove la sapidità e i profumi iodati sono il tratto distintivo. Leggi il resto di questo articolo »

Brexit, vino: su i prezzi, giù i consumi

Dati preoccupanti
Il vino e la Brexit, un amore mai nato. Anzi, un disastro annunciato dal momento che spuntano i primi dati preoccupanti riguardanti l’export.
lanciare l’allarme è la Coldiretti che sottolinea come il mondo del vino sia in crisi in Gran Bretagna. In particolare il made in Italy sta vivendo una profonda crisi a causa degli effetti della Brexit.
Un calo del 6% dell’export verso la Gran Bretagna per il settore alimentare italiano. Il settore vinicolo supera il 7% stando ai dati Istat del primo trimestre dell’anno in corso.
Un crollo preoccupante se si pensa che il mercato inglese è un punto di riferimento. A peggiorare la situazione è l’aumento dei prezzi, mai così sfavorevoli.
Le cause sono i tassi di cambio non a favore e l’aumento della tassazione sugli alcolici.

Export vino vittima della Brexit
Riguardo ai costi la Coldiretti precisa: “Mai così sfavorevoli, hanno raggiunto una media superiore alle 5 sterline e mezzo, pari a quasi 6,50  euro.
Comincia a farsi sentire l’effetto della svalutazione della sterlina, ma anche un atteggiamento più nazionalista da parte degli inglesi che cominciano a sostituire i prodotti di importazione.
”Coldiretti specifica che per il Belpaese l’export del vino e dei prodotti agroalimentari è fondamentale:“ La Gran Bretagna è il quarto sbocco estero dei prodotti agroalimentari nazionali Made in Italy con un valore di ben 3,2 miliardi nel 2016.
Dopo il vino, la voce più importante, troviamo in lista pasta, ortofrutta, formaggi (di cui più di un terzo rappresentato da Parmigiano Reggiano e Grana Padano) e mozzarella di bufala campana.”

www.cno-webtv.it – 19/06/2017

Epokale, il vino che riposa nelle viscere della terra

La cantina altoatesina Tramin ha presentato la sua ultima etichetta, un Gewurztraminer affinato sette anni in una miniera della Val Ridanna.

Silenzio totale,
la neve in primavera, il buio pesto.

La Miniera di Monteneve, in Val Ridanna in Alto Adige è stato un luogo di fatica sovraumana per secoli. Per 800 anni generazioni di minatori hanno portato alla luce piombo zinco e argento.

Oggi è sede del Museo Provinciale delle Miniere ed è tra i siti più visitati della regione con oltre 20 mila presenze l’anno.

L’annata presentata è la 2009, con raccolta effettuata a fine ottobre e con uve scelte all’interno di vigneti vicini a quelli del Maso Nussbaumer – da cui prende il nome il più famoso dei vini della cantina Tramin.

Il posto è quello della Sella, una fascia collinare ai piedi del Massiccio della Mendola, una sorta di cru votato per il Gewurztraminer, composto da calcare, porfido e argilla a 450 metri di altezza e che guarda il lago di Caldaro.

Un piccolo borghetto con la sua splendida chiesa romanica, luogo di eccellenza per i vini già dai tempi dei romani.

Il microclima misto – di montagna la sera con escursioni termiche importanti e mediterraneo durante il giorno grazie all’Ora, il vento caldo che arriva dal lago di Garda – fa di questo lembo di terra un terroir particolare che regala uve integre nella loro carica olfattiva.

Le bottiglie di Epokale sono entrate in miniera nell’agosto del 2010, circa 1200 pezzi per ogni annata. Le prime saranno messe in commercio a breve, dopo un affinamento di sette anni. Leggi il resto di questo articolo »

Da impiegato ad agricoltore per amore del vino: La Storia di Niccolò Lari

“La sera preferisco tornare a casa con le mani sporche di terra, felice di ciò che ho fatto, piuttosto che sciogliermi il nodo della cravatta dopo una stressante giornata di ufficio”. In questa frase c’è la vita, l’essenza di Niccolò Lari, ex impiegato nell’amministrazione pubblica.

Ha lavorato anche in banca e in un’agenzia di assicurazione, prima di dare una svolta alla sua vita e ripartire dalla terra. Una scelta coraggiosa, ma al tempo stesso gratificante, da cui è nata nel 2005 l’azienda agricola di Niccolò, chiamata, non a caso, ‘La Svolta’.

Una realtà già divenuta punto di riferimento in Toscana per la produzione biologica di vino, olio e miele. E la sera, Niccolò, torna a casa felice. Ecco la sua storia.

Dopo una carriera da impiegato, è arrivata La Svolta.
Una vera e propria rivoluzione. Ho ricoperto diverse cariche come dipendente pubblico, impiegato in banca e in un’agenzia assicurativa, ma sentivo che non era la strada giusta per me. Così ho deciso di rimettere tutto in discussione e ripartire dalla terra.

E’ stata una scelta umanamente ripagante: sono ogni giorno a contatto con la natura e il rapporto con i miei colleghi è schietto, sincero. Una caratteristica più che rara negli uffici.

Ogni settimana, ogni mese, lotto contro i cambiamenti climatici che rendono più difficile la produzione, ma sono felice così. La sera preferisco tornare a casa con le mani sporche di terra, felice di ciò che ho fatto, piuttosto che sciogliermi il nodo della cravatta dopo una stressante giornata di ufficio.

E’ stata una scelta improvvisa o meditata?
Con il vino è stato un colpo di fulmine, Leggi il resto di questo articolo »