10 vini bianchi della Liguria per sentirsi (sempre) in estate

Pigato, Vermentino e non solo: in una delle terre dove è più difficile coltivare le vigne, nascono vini bianchi di grande impatto, da gustare a tutto pasto. Ecco la nostra selezione.

Mare, sabbia e rocce. Ma anche colline, quelle dove da secoli i viticoltori liguri riescono a fare miracoli. Perchè la Liguria è una delle piccole grandi regioni del vino, dove le ‘fasce’ – i terrazzamenti con i caratteristici muretti di pietre a secco – – sono state strappate alla montagna e godono di una vista straordinaria.

In Liguria si produce poco vino – meno dell0 0,5% della produzione nazionale – ma unico, figlio del vento e del mare, realizzato su vitigni autotocni. Vini per appassionati, rossi o bianchi che siano, ma sono i secondi a dare il ritmo: su tutti Pigato e Vermentino.

Vini dallo stile mediterraneo, affilato, complesso, minerale. Dove la sapidità e i profumi iodati sono il tratto distintivo. Leggi il resto di questo articolo »

Brexit, vino: su i prezzi, giù i consumi

Dati preoccupanti
Il vino e la Brexit, un amore mai nato. Anzi, un disastro annunciato dal momento che spuntano i primi dati preoccupanti riguardanti l’export.
lanciare l’allarme è la Coldiretti che sottolinea come il mondo del vino sia in crisi in Gran Bretagna. In particolare il made in Italy sta vivendo una profonda crisi a causa degli effetti della Brexit.
Un calo del 6% dell’export verso la Gran Bretagna per il settore alimentare italiano. Il settore vinicolo supera il 7% stando ai dati Istat del primo trimestre dell’anno in corso.
Un crollo preoccupante se si pensa che il mercato inglese è un punto di riferimento. A peggiorare la situazione è l’aumento dei prezzi, mai così sfavorevoli.
Le cause sono i tassi di cambio non a favore e l’aumento della tassazione sugli alcolici.

Export vino vittima della Brexit
Riguardo ai costi la Coldiretti precisa: “Mai così sfavorevoli, hanno raggiunto una media superiore alle 5 sterline e mezzo, pari a quasi 6,50  euro.
Comincia a farsi sentire l’effetto della svalutazione della sterlina, ma anche un atteggiamento più nazionalista da parte degli inglesi che cominciano a sostituire i prodotti di importazione.
”Coldiretti specifica che per il Belpaese l’export del vino e dei prodotti agroalimentari è fondamentale:“ La Gran Bretagna è il quarto sbocco estero dei prodotti agroalimentari nazionali Made in Italy con un valore di ben 3,2 miliardi nel 2016.
Dopo il vino, la voce più importante, troviamo in lista pasta, ortofrutta, formaggi (di cui più di un terzo rappresentato da Parmigiano Reggiano e Grana Padano) e mozzarella di bufala campana.”

www.cno-webtv.it – 19/06/2017

Epokale, il vino che riposa nelle viscere della terra

La cantina altoatesina Tramin ha presentato la sua ultima etichetta, un Gewurztraminer affinato sette anni in una miniera della Val Ridanna.

Silenzio totale,
la neve in primavera, il buio pesto.

La Miniera di Monteneve, in Val Ridanna in Alto Adige è stato un luogo di fatica sovraumana per secoli. Per 800 anni generazioni di minatori hanno portato alla luce piombo zinco e argento.

Oggi è sede del Museo Provinciale delle Miniere ed è tra i siti più visitati della regione con oltre 20 mila presenze l’anno.

L’annata presentata è la 2009, con raccolta effettuata a fine ottobre e con uve scelte all’interno di vigneti vicini a quelli del Maso Nussbaumer – da cui prende il nome il più famoso dei vini della cantina Tramin.

Il posto è quello della Sella, una fascia collinare ai piedi del Massiccio della Mendola, una sorta di cru votato per il Gewurztraminer, composto da calcare, porfido e argilla a 450 metri di altezza e che guarda il lago di Caldaro.

Un piccolo borghetto con la sua splendida chiesa romanica, luogo di eccellenza per i vini già dai tempi dei romani.

Il microclima misto – di montagna la sera con escursioni termiche importanti e mediterraneo durante il giorno grazie all’Ora, il vento caldo che arriva dal lago di Garda – fa di questo lembo di terra un terroir particolare che regala uve integre nella loro carica olfattiva.

Le bottiglie di Epokale sono entrate in miniera nell’agosto del 2010, circa 1200 pezzi per ogni annata. Le prime saranno messe in commercio a breve, dopo un affinamento di sette anni. Leggi il resto di questo articolo »

Da impiegato ad agricoltore per amore del vino: La Storia di Niccolò Lari

“La sera preferisco tornare a casa con le mani sporche di terra, felice di ciò che ho fatto, piuttosto che sciogliermi il nodo della cravatta dopo una stressante giornata di ufficio”. In questa frase c’è la vita, l’essenza di Niccolò Lari, ex impiegato nell’amministrazione pubblica.

Ha lavorato anche in banca e in un’agenzia di assicurazione, prima di dare una svolta alla sua vita e ripartire dalla terra. Una scelta coraggiosa, ma al tempo stesso gratificante, da cui è nata nel 2005 l’azienda agricola di Niccolò, chiamata, non a caso, ‘La Svolta’.

Una realtà già divenuta punto di riferimento in Toscana per la produzione biologica di vino, olio e miele. E la sera, Niccolò, torna a casa felice. Ecco la sua storia.

Dopo una carriera da impiegato, è arrivata La Svolta.
Una vera e propria rivoluzione. Ho ricoperto diverse cariche come dipendente pubblico, impiegato in banca e in un’agenzia assicurativa, ma sentivo che non era la strada giusta per me. Così ho deciso di rimettere tutto in discussione e ripartire dalla terra.

E’ stata una scelta umanamente ripagante: sono ogni giorno a contatto con la natura e il rapporto con i miei colleghi è schietto, sincero. Una caratteristica più che rara negli uffici.

Ogni settimana, ogni mese, lotto contro i cambiamenti climatici che rendono più difficile la produzione, ma sono felice così. La sera preferisco tornare a casa con le mani sporche di terra, felice di ciò che ho fatto, piuttosto che sciogliermi il nodo della cravatta dopo una stressante giornata di ufficio.

E’ stata una scelta improvvisa o meditata?
Con il vino è stato un colpo di fulmine, Leggi il resto di questo articolo »

Un Vino DOCG per la Mille Miglia

Villa Trasqua è una pregiata azienda vitivinicola nella regione del Chianti Classico DOCG “Gallo Nero”. La più antica DOCG d’Italia con 300 anni di storia.

A Vinitaly 2017 aveva annunciato la partnership con la Mille Miglia 2017, forse la più celebre corsa di auto d’epoca.

Di fatto, Villa Trasqua non ha solo assunto la veste di suo official wine sponsor, ma ha anche partecipato alla gara con alcuni propri equipaggi.

Per l’occasione, Villa Trasqua ha realizzato una Magnum limited edition Gallo Nero Gran selezione. Dedicata l’etichetta personalizzata con serigrafia manuale in argento 980/1000 ispirata al mito della Freccia Rossa. La “leggendaria” corsa della Freccia Rossa.

La Mille Miglia è partita da Brescia il 18 maggio per raggiungere Roma, e far rientro quattro giorni dopo nella città lombarda. Con circa 1600 chilometri di percorso attraverso sette regioni italiane, è certo un formidabile strumento di promozione del Bel Paese, e dunque delle sue eccellenze, come appunto il territorio del Chianti Classico. Leggi il resto di questo articolo »

Vino, a Bruxelles premiate 14 cantine della regione

Sei ori, sette argenti e una Gran Medaglia d’Oro: questi i numeri dell’Emilia Romagna del vino alla 24/a edizione del Concours Mondial de Bruxelles, rassegna itinerante, svoltasi quest’anno a Valladolid in Spagna, dove sono stati degustati oltre 9000 campioni provenienti da tutti il mondo.
Tra questi, i 320 membri della giuria internazionale hanno assegnato il gradino più alto del podio, quello dedicato alla Gran Medaglia d’Oro, il Lambrusco Amabile 2016 della Cantina di Santa Croce di Modena.

Un successo per la produzione regionale, raggiunto oltre per il percorso di qualità intrapreso dai vini del territorio, anche per l’aumento di iscrizioni dovuto al sodalizio stretto tra il Concours Mondial de Bruxelles e “Emilia Romagna da Bere e da Mangiare”, la guida ai vini regionali da oltre 10 anni realizzata da Agenzia PrimaPagina insieme ad Ais Emilia e Romagna, con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione e dell’Enoteca Regionale.

www.parmadaily.it – 19/05/2017

Caro Emiliano, ecco i risultati della Xylella: chiudo, licenzio e vado altrove

Sono un dottore agronomo, laureato dal luglio del 2003 con 110/lode, e nel 2004 ho frequentato un master post/laurea in certificazione fitosanitaria delle produzioni vivaistico e sementiere.

Anni di studio per cercare migliorare l’attività che la mia famiglia svolge con amore e dedizione estrema da ormai tre generazioni: il vivaismo viticolo. Il tutto in un territorio dal potenziale di 10 milioni di piante prodotte ogni anno: Otranto.

La mia famiglia produce circa 500 mila barbatelle di vite destinate al mercato italiano ed estero (principalmente nord Africa), e ci avvaliamo delle prestazioni di 13 dipendenti. Tutto bene e grandi prospettive di sviluppo, fino all’arrivo della sciagura Xylella fastidiosa.

Da quel momento in poi siamo sprofondati nel buio e nella solitudine più totale.
Una breve ricostruzione. Leggi il resto di questo articolo »

Papa Francesco gusta il vino dei francescani di Tramonti

C’era anche un pezzo di Costiera amalfitana sull’aereo che ha condotto Papa Francesco in Egitto.

Anzi uno dei nettari di uve prodotto dalle vitigni autoctoni di Tramonti. Per l’esattezza quelli della cantina che prende il nome dal santo protettore d’Italia: San Francesco.

Una singolare coincidenza la scelta dei selezionatori di Alitalia che proprio per questo viaggio hanno servito in volo un vino carico di storia e di significato.

Già, perché al di là dell’azienda produttrice dell’E’ Iss, un rosso prodotto in purezza con sole bacche rosse raccolte dal plurisecolare Tintore, c’è un rito ancestrale che a Tramonti lega le produzioni agricole al culto di San Francesco.

E questo per la presenza dell’omonimo convento di Polvica che per alcuni secoli è stato un punto di riferimento oltre che un luogo di carità cristiana.

A Tramonti dicono ancora oggi «San Francesco piglia e dà». Un detto che sta a significare come la questua dei frati si trasformava in sostegno per i più bisognosi.

E tra gli aneddoti anche un’usanza che vedeva protagonisti i casari della cittadina montana. Il 4 ottobre, infatti, la trasformazione del latte era destinata interamente al convento dei francescani.

Quel giorno si producevano solo provoloni e caciocavalli che i frati conservavano nella loro cantina. Ed è qui che maturava anche il vino.

Una tradizione che è avvalorata anche da una poesia in vernacolo di un anonimo del 700 rinvenuta proprio qualche anno fa. «San Francisc è ‘o protettore e Tramunt; è ‘o protettore d’o vino e d’o latte», inizia così la metrica che ricorda come nel paese montano della Costiera fosse forte la devozione per il santo al punto che dinanzi a tutte le porte delle abitazioni non mancava mai un’immaginetta.

www.ilmattino.it – 30/04/2017

Timorasso, la scommessa vincente

Se questa settimana siete stati al Vinitaly o se amate il vino, non vi sarà certo sfuggito che uno dei protagonisti degli anni recenti è il Timorasso, il vitigno alessandrino da cui si ottiene un bianco strutturato, adatto anche all’invecchiamento.

Nomi come Mariotto, Boveri, Colombera, Ricci,e sopra tutti quello di Walter Massa sono diventati così riconosciuti che addirittura un big come Oscar Farinetti ha deciso di investire nel Tortonese.

Ma ben prima di Mr. Eataly, i giovani agronomi Chiara Penati e Michele Conoscente (nella foto) decidevano di scommettere sul territorio: meno che trentenni, milanesi, laureati in agraria, nel 2010 scelgono di vivere e lavorare assieme («ma ognuno ha il proprio ambito – dice Michele – altrimenti vanno a monte sia lavoro che coppia»).

Partono da zero, senza santi in paradiso: raccolgono 50mila euro e comprano un ettaro e mezzo di vigne vecchie e una cantina da 90 metri quadri a Paderna, sui colli tortonesi. Così nasce Oltretorrente.

Vendemmia dopo vendemmia, sommano quattro ettari con vigne che arrivano al secolo, quattro vini – cortese, rosso, timorasso e barbera superiore – 18mila bottiglie e due bimbe, Caterina e Carlotta. «Siamo capitati qui per caso – continua Michele – io avevo lavorato come enologo nelle Marche ma cercavamo qualcosa vicino a Milano.

Ma appena siamo arrivati a Paderna abbiamo capito che era il posto giusto». Il posto giusto per fare il vino con cura (hanno la certificazione biologica), farlo buono – il timorasso sopra tutti – crescere un piccolo passo dopo l’altro e costruire una famiglia. Oggi vendono in 15 Paesi e continuano a investire.

www.repubblica.it – 17/04/2017

Alba, scrive 10mila lettere a mano per promuovere il vino che produce

Marketing, customer care, brand content: tutte parole d’ordine per chi vuole condurre un’azienda al passo con l’esigenza dell’economia 2.0. Valter Isnardi, contadino e viticoltore piemontese ha tradotte a suo modo il frasario dal freddo linguaggio anglofilo: ha passato mesi scrivendo di suo pugno 10mila lettere ad altrettanti potenziali clienti scelti a caso sull’elenco del telefono per promuovere il vino, la frutta e gli ortaggi della sua terra.

E per spiegare come è nata questa promozione che pare un viaggio all’indietro sulla macchina del tempo, Valter fa ricorso alla schiettezza del contadino: «Internet ha un po’ rotto le balle…».

Attenzione, però: il buon Isnardi è tutt’altro che nemico della tecnologia e della comunicazione digitale: «Ho una pagina facebook per la mia azienda, uso WhatsApp, per gli ordini chiedo di inviarmi una mail – racconta — ma a un certo punto ho deciso che occorreva uscire dall’anonimato, da un mondo dove sembriamo tutti uguali.

Ho pensato che un contatto diretto, personale, alla vecchia maniera, potesse funzionare meglio». Leggi il resto di questo articolo »