Aggiornamenti
In Brianza si imbottiglia vino rossonero.
Vino rossonero a Missaglia. I vertici della Caldirola, storica casa vinicola brianzola, per mano dell’amministratore delegato Michele Radaelli e del direttore commerciale Luigi Maggioni, hanno firmato con il vicepresidente vicario del Milan l’ufficializzazione per la sponsorizzazione del Club anche per la stagione 2012/2013. L’incontro è avvenuto nella splendida cornice della Sala delle coppe.
Si tratta di una partnership di lungo corso, che affonda le radici agli inizi degli anni Novanta e che, dopo qualche anno di stop, è ripresa in maniera continuativa dal 2009 in poi, ina seguito dell’avvento della nuova compagine proprietaria del famoso marchio, sia. per recuperare un rapporto storico, sia per la consapevolezza della forza e l’attrattiva che un brand come Milan esercita in tutto il mondo.
“L’immagine del Club rossonero è infatti al contempo vincente e trasversale. Per questo è una squadra molto amata in Italia ma anche e soprattutto all’estero”, spiega lo stesso Michele Radaelli. Si tratta di un aspetto importantissimo visto che per l’azienda l’esportazione rappresenta il 26% del giro d’affari e che nel 2012 ha segnato un +3% sul 2011.
“L’accordo oltre a darci una grande visibilità, ci dà diritto di utilizzare in esclusiva merceologica la qualifica di Official partner non solo per il territorio nazionale ma anche in tutto il resto dell’Europa, in Asia e in America del Nord e del Sud – prosegue Repelli -. È dunque evidente che ne deriva una grande opportunità di rafforzare i nostri brand e svilupparne la presenza anche sui mercati internazionali di maggior riferimento, come Germania, Spagna, Russia e i Paesi dell’Est”.
Per Adriano Galliani “questa nuova conferma che ci arriva da Caldirola è il segnale inequivocabile che insieme si è lavorato bene; siamo orgogliosi di annoverare tra i partner un brand prestigioso che condivide con noi una grande vocazione all’internazionalità. Sono certo che anche la stagione in corso saprà regalare reciproche soddisfazioni”.
La Casa Vinicola Caldirola è l’azienda lombarda leader italiana nel la grande distribuzione organizzata per il segmento del vetro con 60 milioni di bottiglie vendute all’anno e un fatturato di 70 milioni di euro, il 6,8% in più sul 2011.
Chianti Classico revolution: riassetto complessivo della denominazione
La “Chianti Classico revolution” è realtà: il Consorzio Vino Chianti Classico vara il riassetto complessivo della denominazione e lo modella all’insegna dell’innalzamento qualitativo e della competitività. I punti fondamentali di questa vera e propria rivoluzione vanno dalla realizzazione di un restyling dello storico marchio del Gallo Nero all’introduzione di un nuovo vino al vertice della piramide qualitativa delle etichette prodotte dalla denominazione; dalla valorizzazione della tipologia Riserva, alla scomparsa del cosiddetto “atto a divenire” nella movimentazione del vino sfuso. I dettagli di quella che si preannuncia come una delle più importanti operazioni nel mondo delle denominazioni italiane, saranno illustrati dal Consorzio il 19 febbraio alla “Chianti Classico Collection”, l’anteprima delle annate 2012, 2011 e della Riserva 2010 del Chianti Classico di scena alla Stazione Leopolda a Firenze (18 febbraio per gli operatori, 19 e 20 febbraio per la stampa).
E’ una vera e propria rivoluzione quella voluta dal Consorzio di uno dei vini italiani più famosi al mondo Leggi il resto di questo articolo »
Ocratossina nel vino dei paesi mediterranei. Un ostacolo alle vendite
Questa micotossina è cancerogena, nefrotossica e immunodepressiva. Limiti sempre più stringenti a livello mondiale. Occorre agire in campo, per ridurre le contaminazioni, ma anche in cantina con agenti assorbenti e ceppi selezionati.
Per la prima volta uno studio integrato dell’Università spagnola di Navarra ha messi in evidenza come i vini dei paesi mediterranei siano tutti contaminati con ocratossina, o meglio ocratossine.
L’ocratossina A, quella su cui oggi si stanno concentrando la maggior parte delle ricerche, è stata riscontrata nel 99% dei 96 campioni esaminati. Insieme all’ocratossina A sono stati anche trovati i suoi omologhi (OTB, OTC, MeOTA, MeOTB e EtOTB).
L’ocratossina A è stata trovata a livelli medi di 455 ng/l accompagnata però da livelli di OTB, nel 90% dei casi, con concentrazioni tra i 2,05 e i 119 ng/l. Trovata anche la presenza di OTC a concentrazioni di 31,5 ng/l..
Nel complesso è stata riscontrata una forte associazione statistica tra le concentrazioni di OTA-OTB e OTA-OTC. Meno stringente l’associazione con MeOTA, MeOTB e EtOTB. Nel 44,8% dei vini, le sei ocratossine sono apparse contemporaneamente. Leggi il resto di questo articolo »
Alzheimer, vino rosso e thè verde per bloccare la malattia
Lo studio condotto dall’Università di Leeds ha dimostrato le proprietà di queste due bevande.
Gli estratti del vino rosso e del thè verde possono interrompere alcuni meccanismi che fanno progredire l’alzheimer, la malattia della memoria. Questo primo studio pubblicato sul Journal of Biological Chemistry ha portato alla correzione di quel processo che fa morire le cellule cerebrali e che quindi porta alla progressiva perdita della memoria e a tutte le conseguenze negative legate all’alzheimer.
Lo studio è stato condotto e reso pubblico dalla University of Leeds, istituto britannico. I ricercatori inglesi hanno isolato il processo che vede implicati gli accumuli negativi di proteine che vanno a formarsi nelle cellule cerebrali andando a distruggerle lentamente: questa distruzione è la causa iniziale dell’alzheimer. Questo procedimento può essere rallentato e portato al blocco grazie, appunto, agli estratti di vino rosso e di thè verde, purificando l’EGCG del thè e le singole molecole del vino.
I ricercatori di Leeds hanno analizzato in laboratorio il comportamento delle singole molecole di vino e di thè utilizzandole su cellule cerebrali umane. La reazione è stata sbalorditiva visto che l’effetto dannoso degli accumuli proteici sparisce e le cellule del cervello non vengono distrutte e continuano a vivere. Questo primo passo può essere molto positivo, anche se per interrompere il processo sono necessari ancora altri studi ed altri accorgimenti.
Lo sviluppo della malattia è in continua crescita, in particolar modo negli Stati Uniti dove i casi in via di sviluppo aumentano vertiginosamente ogni anno. Anche in Italia le richieste di aiuto sono molte e il fenomeno non va trascurato. Con questi studi e queste scoperte, però, la speranza è quella di poter andare incontro in maniera concreta alle persone affette dalla malattia della memoria.
di Nicolò Bonazzi
Vino birmano
Scrive l’agenzia del Pime, AsiaNews :”Chiunque è sorpreso nel vedere un vigneto proprio qui, nel mezzo del Myanmar, con macchinari e tecnologie moderne” afferma Francois Raynal, produttore dell’azienda Red Mountain nello Stato Shan, ma la viticoltura è ormai realtà. Anche nella nazione asiatica, a lungo isolata da un regime militare fra i più duri al mondo, teatro nell’ultimo anno di riforme politiche e sociali, il nettare di Bacco comincia a essere una bevanda ambita e richiesta.
Per gli esperti la produzione birmana è sotto molti aspetti ancora oggi “molto sperimentale”, ma nei prossimi anni potrebbe svilupparsi in modo positivo e seguire le orme tracciate, nel continente, da Cina, Thailandia e India. I vitigni della Red Mountain – di proprietà di un ricco uomo d’affari birmano – fruttano ogni anno una media di 120mila bottiglie, vendute al prezzo di 10mila Kyat (circa 11 dollari) l’una. Leggi il resto di questo articolo »
Vino: ‘gusto di tappo’ via, con brevetto
Un’azienda di Borgo Valsugana, la Brentapach, sfrutta un brevetto innovativo per la decontaminazione dei tappi di sughero da vino. Sviluppera’ nei prossimi due anni un progetto di ricerca applicata per incidere sulle perdite che le cantine vinicole subiscono per la contaminazione del vino in bottiglia da parte del tricloroanisolo contenuto nel sughero e responsabile del ‘gusto di tappo’. E’ stata accolta nel Business innovation center con un accordo negoziale all’assessorato all’Industria.
Ansa, 31/01/2013
Presto il museo del vino nelle cantine dei Gonzaga
Il Comune di Volta Mantovana continua a restaurare Palazzo Gonzaga. Più precisamente le sue cantine. L’idea è quella di allestire mostre e percorsi didattici in cui dare risalto ai vini dell’Alto Mantovano. Gli operai sono già al lavoro. Serviranno altri tre mesi per completare il restyling. L’operazione costerà quasi 300mila euro (100mila sono arrivati dal Gal e 45mila dalla Fondazione Cariplo).
Il complesso monumentale di Palazzo Gonzaga, al centro di Volta, comprende, oltre all’imponente dimora rinascimentale tra le più importanti della Lombardia, i monumentali giardini, su terrazzamenti digradanti collegati da scalinate, e le antiche scuderie. Il Palazzo assume la configurazione attuale per volontà dei marchesi Ludovico II Gonzaga e Barbara di Brandeburgo che nella seconda metà del Quattrocento, fanno ristrutturare edifici preesistenti di proprietà della famiglia. Il Palazzo nel Cinquecento passa ai Guerrieri, una famiglia amica dei Gonzaga e rimane loro fino a metà Ottocento quando torna ai Gonzaga. Durante le guerre di indipendenza, ospitò Francesco Giuseppe e Garibaldi. Leggi il resto di questo articolo »
Allarme di Coldiretti Bergamo: il vino è «ubriaco» di burocrazia
I viticoltori non ne possono più di essere vessati da scartoffie e adempimenti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è e-Bacchus, il sistema elettronico imposto dall’Unione Europea che si sta rivelando un’inutile complicazione burocratica per le aziende.
La Coldiretti bergamasca si fa così portavoce dell’esasperazione dei produttori vitivinicoli dal 1° gennaio scorso alle prese con l’obbligo di integrare tutti i documenti di trasporto, per ogni tipo di vendita, sia allo stato sfuso che confezionato, con il codice della denominazione del nuovo registro europeo, denominato e-Bacchus.
La procedura prende origine dal fatto che in base al nuovo regolamento la Commissione prevede la nascita di documenti elettronici che andrebbero generati e trasmessi per via informatica, costituendo di fatto la base del sistema di certificazione dei vini a indicazione geografica.
In questo senso il futuro documento di accompagnamento elettronico dovrebbe recuperare le informazioni relative alla certificazione e riportare in automatico il codice di riferimento della Do/Ig consultabile oggi in un elenco digitale europeo dei vini chiamato appunto e-Bacchus. Leggi il resto di questo articolo »
Il Torcolato a caccia del guinnes e della treccia d’uva più lunga
IL RECORD. I produttori appenderanno al campanile di Breganze una treccia d’uva passita per fare il primato del mondo
Domenica 20 gennaio, in occasione della Prima del Torcolato di Breganze, i produttori della pregiata Doc vicentina, riuniti nel Consorzio Tutela Vini Doc Breganze e nell`associazione Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze tenteranno di stabilire il primato della treccia d`uva appassita più lunga del mondo, che sarà appesa alla torre del campanile di Breganze.
Da secoli, nelle cantine della zona, il metodo adottato per asciugare l`uva appena vendemmiata e produrre il vino dolce, consiste nell`attorcigliare i grappoli freschi a uno spago, creando delle trecce che sono poi appese, per tre-quattro mesi, ad appassire. Da quest`anno il Torcolato, vino bianco dolce ottenuto dalla varietà autoctona «Vespaiola», potrà vantare la treccia d`uva più lunga del mondo, che sarà issata sul campanile della chiesa parrocchiale di Breganze, la seconda torre campanaria più alta del Veneto, proprio in occasione della cerimonia della prima spremitura pubblica.
Tra le novità della ‘prima’ del Torcolato anche la scelta del miglior abbinamento Torcolato-formaggio: una giuria di esperti e giornalisti individuerà l`abbinamento migliore da un punto di vista gustativo nell`ambito di una degustazione. Sarà inoltre possibile visitare alcune delle storiche cantine della Doc Breganze ed apprezzare il meglio della produzione enologica in abbinamento ai prodotti tipici della pedemontana vicentina: le cantine aderenti a «Fruttaio Tour – Vedi dove e come nasce il Torcolato» saranno aperte al pubblico al mattino, dalle 10 alle 12.30 e al pomeriggio dalle 17 alle 19.
Ue: divieto di commercializzazione kit per la produzione di vino in polvere
Ue: divieto di commercializzazione kit per la produzione di vino in polvere per possibili rischi per la salute dei consumatori europei I sofisticatori le inventano tutte pur di fare affari a danno dei consumatori e dei produttori onesti, ma non sempre gli va bene e i loro tentativi vengono stoppati sul nascere o quasi dalle istituzioni, specie quelle europee che in tema di tutela dei diritti dei consumatori e della salute sembrano sempre pronte a dire la loro. E l’associazione “Sportello dei Diritti”, è sempre pronta a segnalare gli abusi e le misure adottate dalle autorità. Questa volta è toccato al vino e la vendita di kit per la realizzazione di vino in polvere prodotti in Svezia e Canada e commercializzati nel Regno Unito, che ha visto la rapida risposta del Commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos ad un’interrogazione in merito anche in relazione ai possibili rischi per la salute dei consumatori europei. Iniziativa che per rapidità e sensibilità dimostrata, per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, merita uno speciale plauso. Tali prodotti venduti anche in rete, promettevano ai consumatori di ottenere in tempi rapidissimi e a costi bassi alcuni tipi rinomati di vini italiani anche Dop e tra questi Valpolicella, Barolo o Chianti. I kit in questione non sono altro che confezioni contenenti polverine, mosto, agenti chimici e trucioli di quercia per dare il giusto “sapore” al prodotto finito. La Coldiretti è arrivata a stimare che nell’area UE, circolerebbero già oltre 20 milioni di bottiglie realizzate con questo procedimento. È evidente che tali prodotti non solo creano ingentissimi danni a livello economico e di immagine ai produttori vinicoli del Nostro Paese, ma costituiscono anche una grave pericolo per la salute dei consumatori. A seguito dell’interrogazione in questione, la Commissione europea durante l’ultima riunione del comitato di gestione dell’OCM unica, ha reso noto di aver informato le delegazioni degli Stati membri che la produzione o la commercializzazione di vini in kit sia in contrasto con le norme di etichettatura per il settore vitivinicolo stabilite dalle normative europee. Peraltro, l’istituzione europea ha invitato gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie ad impedire la commercializzazione dei kit in questione e a tutelare la salute dei consumatori. In particolare, sono state contattate le autorità italiane e britanniche affinché si adoperino per proibire immediatamente la commercializzazione di tali prodotti e mettano in pratica tutti i provvedimenti necessari a prevenire qualsiasi utilizzo illecito dei marchi Dop e Igp.
