Aggiornamenti
DiVinNosiola, quando il vino si fa santo – 4a edizione
Dal 27 marzo al 14 aprile 2013 in Valle dei Laghi (Trento) – 19a Mostra del vino Nosiola Trentino, del Trentino DOC Vino Santo, della grappa di Nosiola e di vinaccia di Trentino DOC Vino Santo.
È il vino della rinascita, che supera la stagionalità e si trasforma in qualcosa di magico, decisamente esclusivo. Nosiola e Vino Santo Trentino, due modi, due stili diversi di vinificazione di un solo vitigno: il Nosiola. In esso convivono Mito e Rito, si libera il sogno, si rilancia la passione, intesa come coinvolgimento sensoriale. Un prodotto unico e di grande qualità, che ha la sua zona d’elezione in Valle dei Laghi, nel cuore del Trentino. Questo vino riesce a conciliare immediatezza, fragranza, semplicità con una gamma di aromi e sentori unici: diventa suadente, pastoso, passionale, longevo e pure… santo. Leggi il resto di questo articolo »
Vino: riscossa Italia in Cina passa attraverso online e donne.
SHANGHAI – Passano per il commercio on line e per le donne cinesi le possibilità di riscossa del vino italiano in Cina. E’ questo quanto emerso in un incontro promosso a Shanghai dalla managing director di Vinitaly International, Steve Kim. La tavola rotonda ha visto come protagoniste alcune donne cinesi che si sono lanciate nell’impresa dell’importazione del vino italiano in Cina. Oltre a queste all’evento hanno preso parte Sophie Liu, già scrittrice di due libri sui vini italiani, e Linda Wu, responsabile della comunicazione del sito internet numero uno in Cina per quanto riguarda i wine lovers, Vinehoo.
“In un mercato cinese dominato dagli uomini, quello che può far la differenza per il vino italiano sono le donne – ha detto Stevie Kim – sono convinta che mobilitandole, i nostri vini conosceranno maggiore successo e abbandoneranno così la loro posizione subalterna rispetto ai vini francesi. Tutto questo potrebbe rappresentare un nuovo inizio per il nostro vino”. Per questo, al prossimo Vinitaly di aprile, parteciperanno anche colossi cinesi del commercio on line. Leggi il resto di questo articolo »
Tre Monti, il vino si fa Doppio
«QUESTO MESE ho festeggiato i quarant’anni dell’azienda e gli ottanta del fondatore». Non aggiunge altro Sergio Navacchia. In poche parole tutta una vita e la storia della Tre Monti. E così il filo degli anni lo ripercorrono i figli David e Vittorio, nella casa di via Bergullo. «I nostri progetti — sceglie le parole David — all’inizio erano diversi. Quando ero piccolo vivevamo a Bologna e papà lavorava in Rai. Questa era la casa di campagna e la cantina un hobby. Poi, soprattutto nostra mamma si affezionò a questa attività e così, dagli anni Ottanta, abbiamo cominciato a trascorrere qui tutte le estati, fino a trasferirci».
Nell’89 il vino diventa una scelta di cuore. «Nostra madre ci ha lasciati. E’ stato un momento chiave, come se stessimo leggendo un copione scritto da altri. Abbiamo deciso di proseguire la sua passione e siamo rimasti uniti. E oggi facciamo un lavoro che ci piace». La linea è stata subito chiara, di avviare un’azienda di alto profilo. «Era quasi anacronistico in quegli anni — continua David —. I miei genitori furono i primi a chiamare un enologo non emiliano-romagnolo, dimostrando uno sguardo imprenditoriale.
Oggi fare un vino buono è diventato facile: per questo devi proporre dei vini eccezionali, presentandoti con la tua storia». Leggi il resto di questo articolo »
Il Freschello si riconferma il vino preferito dagli italiani
Si chiama Freschello ed è prodotto da Cielo e Terra – Gruppo Cantine Colli Berici, il vino in bottiglia preferito dagli italiani a cui si aggiunge il primato di cantina veneta i cui vini sono i più venduti nel largo consumo nel formato 0,75l.
L’annuncio è stato dato in questi giorni dai vertici dell’azienda sulla base delle recenti rilevazioni effettuate da Symphony Iri nella grande distribuzione organizzata e riferite all’anno 2012.
“La bottiglia da 75cl è ormai regina del mercato e il nostro Freschello ne è la conferma” – afferma Luca Cielo Direttore Generale della cantina berica – “continua a piacere grazie al rapporto di fiducia che abbiamo creato nel tempo con il consumatore: un prodotto di buona qualità, selezionato in modo accurato e con un prezzo accattivante”. Freschello da oltre 7 anni è al primo posto per essere la linea di vino fermo più venduta in Italia nel formato 0,75l. I risultati più significativi si stanno registrando con la referenza Freschello bianco, il primo vino in bottiglia venduto in Italia, superando quota 4 mln di unità insieme a Freschello rosso che si attesta al secondo posto sfiorando i 4 mln di unità vendute. Leggi il resto di questo articolo »
In Brianza si imbottiglia vino rossonero.
Vino rossonero a Missaglia. I vertici della Caldirola, storica casa vinicola brianzola, per mano dell’amministratore delegato Michele Radaelli e del direttore commerciale Luigi Maggioni, hanno firmato con il vicepresidente vicario del Milan l’ufficializzazione per la sponsorizzazione del Club anche per la stagione 2012/2013. L’incontro è avvenuto nella splendida cornice della Sala delle coppe.
Si tratta di una partnership di lungo corso, che affonda le radici agli inizi degli anni Novanta e che, dopo qualche anno di stop, è ripresa in maniera continuativa dal 2009 in poi, ina seguito dell’avvento della nuova compagine proprietaria del famoso marchio, sia. per recuperare un rapporto storico, sia per la consapevolezza della forza e l’attrattiva che un brand come Milan esercita in tutto il mondo.
“L’immagine del Club rossonero è infatti al contempo vincente e trasversale. Per questo è una squadra molto amata in Italia ma anche e soprattutto all’estero”, spiega lo stesso Michele Radaelli. Si tratta di un aspetto importantissimo visto che per l’azienda l’esportazione rappresenta il 26% del giro d’affari e che nel 2012 ha segnato un +3% sul 2011.
“L’accordo oltre a darci una grande visibilità, ci dà diritto di utilizzare in esclusiva merceologica la qualifica di Official partner non solo per il territorio nazionale ma anche in tutto il resto dell’Europa, in Asia e in America del Nord e del Sud – prosegue Repelli -. È dunque evidente che ne deriva una grande opportunità di rafforzare i nostri brand e svilupparne la presenza anche sui mercati internazionali di maggior riferimento, come Germania, Spagna, Russia e i Paesi dell’Est”.
Per Adriano Galliani “questa nuova conferma che ci arriva da Caldirola è il segnale inequivocabile che insieme si è lavorato bene; siamo orgogliosi di annoverare tra i partner un brand prestigioso che condivide con noi una grande vocazione all’internazionalità. Sono certo che anche la stagione in corso saprà regalare reciproche soddisfazioni”.
La Casa Vinicola Caldirola è l’azienda lombarda leader italiana nel la grande distribuzione organizzata per il segmento del vetro con 60 milioni di bottiglie vendute all’anno e un fatturato di 70 milioni di euro, il 6,8% in più sul 2011.
Chianti Classico revolution: riassetto complessivo della denominazione
La “Chianti Classico revolution” è realtà: il Consorzio Vino Chianti Classico vara il riassetto complessivo della denominazione e lo modella all’insegna dell’innalzamento qualitativo e della competitività. I punti fondamentali di questa vera e propria rivoluzione vanno dalla realizzazione di un restyling dello storico marchio del Gallo Nero all’introduzione di un nuovo vino al vertice della piramide qualitativa delle etichette prodotte dalla denominazione; dalla valorizzazione della tipologia Riserva, alla scomparsa del cosiddetto “atto a divenire” nella movimentazione del vino sfuso. I dettagli di quella che si preannuncia come una delle più importanti operazioni nel mondo delle denominazioni italiane, saranno illustrati dal Consorzio il 19 febbraio alla “Chianti Classico Collection”, l’anteprima delle annate 2012, 2011 e della Riserva 2010 del Chianti Classico di scena alla Stazione Leopolda a Firenze (18 febbraio per gli operatori, 19 e 20 febbraio per la stampa).
E’ una vera e propria rivoluzione quella voluta dal Consorzio di uno dei vini italiani più famosi al mondo Leggi il resto di questo articolo »
Ocratossina nel vino dei paesi mediterranei. Un ostacolo alle vendite
Questa micotossina è cancerogena, nefrotossica e immunodepressiva. Limiti sempre più stringenti a livello mondiale. Occorre agire in campo, per ridurre le contaminazioni, ma anche in cantina con agenti assorbenti e ceppi selezionati.
Per la prima volta uno studio integrato dell’Università spagnola di Navarra ha messi in evidenza come i vini dei paesi mediterranei siano tutti contaminati con ocratossina, o meglio ocratossine.
L’ocratossina A, quella su cui oggi si stanno concentrando la maggior parte delle ricerche, è stata riscontrata nel 99% dei 96 campioni esaminati. Insieme all’ocratossina A sono stati anche trovati i suoi omologhi (OTB, OTC, MeOTA, MeOTB e EtOTB).
L’ocratossina A è stata trovata a livelli medi di 455 ng/l accompagnata però da livelli di OTB, nel 90% dei casi, con concentrazioni tra i 2,05 e i 119 ng/l. Trovata anche la presenza di OTC a concentrazioni di 31,5 ng/l..
Nel complesso è stata riscontrata una forte associazione statistica tra le concentrazioni di OTA-OTB e OTA-OTC. Meno stringente l’associazione con MeOTA, MeOTB e EtOTB. Nel 44,8% dei vini, le sei ocratossine sono apparse contemporaneamente. Leggi il resto di questo articolo »
Alzheimer, vino rosso e thè verde per bloccare la malattia
Lo studio condotto dall’Università di Leeds ha dimostrato le proprietà di queste due bevande.
Gli estratti del vino rosso e del thè verde possono interrompere alcuni meccanismi che fanno progredire l’alzheimer, la malattia della memoria. Questo primo studio pubblicato sul Journal of Biological Chemistry ha portato alla correzione di quel processo che fa morire le cellule cerebrali e che quindi porta alla progressiva perdita della memoria e a tutte le conseguenze negative legate all’alzheimer.
Lo studio è stato condotto e reso pubblico dalla University of Leeds, istituto britannico. I ricercatori inglesi hanno isolato il processo che vede implicati gli accumuli negativi di proteine che vanno a formarsi nelle cellule cerebrali andando a distruggerle lentamente: questa distruzione è la causa iniziale dell’alzheimer. Questo procedimento può essere rallentato e portato al blocco grazie, appunto, agli estratti di vino rosso e di thè verde, purificando l’EGCG del thè e le singole molecole del vino.
I ricercatori di Leeds hanno analizzato in laboratorio il comportamento delle singole molecole di vino e di thè utilizzandole su cellule cerebrali umane. La reazione è stata sbalorditiva visto che l’effetto dannoso degli accumuli proteici sparisce e le cellule del cervello non vengono distrutte e continuano a vivere. Questo primo passo può essere molto positivo, anche se per interrompere il processo sono necessari ancora altri studi ed altri accorgimenti.
Lo sviluppo della malattia è in continua crescita, in particolar modo negli Stati Uniti dove i casi in via di sviluppo aumentano vertiginosamente ogni anno. Anche in Italia le richieste di aiuto sono molte e il fenomeno non va trascurato. Con questi studi e queste scoperte, però, la speranza è quella di poter andare incontro in maniera concreta alle persone affette dalla malattia della memoria.
di Nicolò Bonazzi
Vino birmano
Scrive l’agenzia del Pime, AsiaNews :”Chiunque è sorpreso nel vedere un vigneto proprio qui, nel mezzo del Myanmar, con macchinari e tecnologie moderne” afferma Francois Raynal, produttore dell’azienda Red Mountain nello Stato Shan, ma la viticoltura è ormai realtà. Anche nella nazione asiatica, a lungo isolata da un regime militare fra i più duri al mondo, teatro nell’ultimo anno di riforme politiche e sociali, il nettare di Bacco comincia a essere una bevanda ambita e richiesta.
Per gli esperti la produzione birmana è sotto molti aspetti ancora oggi “molto sperimentale”, ma nei prossimi anni potrebbe svilupparsi in modo positivo e seguire le orme tracciate, nel continente, da Cina, Thailandia e India. I vitigni della Red Mountain – di proprietà di un ricco uomo d’affari birmano – fruttano ogni anno una media di 120mila bottiglie, vendute al prezzo di 10mila Kyat (circa 11 dollari) l’una. Leggi il resto di questo articolo »
Vino: ‘gusto di tappo’ via, con brevetto
Un’azienda di Borgo Valsugana, la Brentapach, sfrutta un brevetto innovativo per la decontaminazione dei tappi di sughero da vino. Sviluppera’ nei prossimi due anni un progetto di ricerca applicata per incidere sulle perdite che le cantine vinicole subiscono per la contaminazione del vino in bottiglia da parte del tricloroanisolo contenuto nel sughero e responsabile del ‘gusto di tappo’. E’ stata accolta nel Business innovation center con un accordo negoziale all’assessorato all’Industria.
Ansa, 31/01/2013
