Aggiornamenti

Trattamenti benessere a base di vino

I trattamenti benessere a base di vino sono cosa già vista, ma questa volta tornano a far notizia per una partnership d’eccezione, che mette insieme la Msc Crociere e i vini della famiglia del celebre cantante Andrea Bocelli, prodotti a Lajatico (Pisa) nella cantina Bocelli Wines (www.bocellifamilywines.com), che lancia i prodotti della linea Lajatica di vinoterapia, pensati esclusivamente per le navi della flotta.

Con gli ospiti che, in giro per i mari del mondo, potranno così beneficiare di trattamenti a base di Cabernet, Sangiovese (rigorosamente Igt), Morellino, Pinot Grigio e così via, firmati Bocelli.

www.winenews.it/Lajatico – 04/04/2018

Iniesta in Cina? Un affare faraonico e due milioni di… bottiglie di vino!

Iniesta in Cina? Un affare faraonico e due milioni di… bottiglie di vino!

Potrebbe arrivare dopo la finale di Coppa del Re, in programma il 21 aprile tra Barcellona e Siviglia, l’annuncio di Andres Iniesta.

Addio al Barcellona, chiuderebbe la carriera nella Super League cinese. Anche per “colpa” del vino…

Il futuro di uno tra i più grandi giocatori spagnoli di sempre suscita grande interesse e molti cercano di indovinare che maglia andrà ad indossare la bandiera del Barça.

La Cina sembra più vicina. Lì verrà ricoperto d’oro… Secondo Marca, i club più interessati sarebbero il Tianjian Quanjian e il Chongqing Dangdai.

L’amara e inattesa sconfitta all’Olimpico, complice una prestazione non ai suoi livelli, ha cancellato nel giocatore 34enne qualsiasi dubbio, se mai ce ne fossero stati, sull’opportunità di cambiare aria.

Iniesta sta per vincere un altro campionato, il nono in 16 stagioni in prima squadra, e conta di conquistare anche la sesta Coppa del Re, sperando poi di lasciare un segno anche al Mondiale di Russia.

Il suo sguardo è quindi già rivolto a Est, dove peraltro tanto apprezzano i vini della “Bodega Iniesta”, motivo che lo avrebbe spinto ad accettare le lusinghe del Dragone.

sport.sky.it – 17/04/2018

Brunetta viticoltore: «Mi ripaga dalle amarezze, mi sono pure indebitato»

Padiglione A, stand 44. È la postazione al Vinitaly del viticoltore Renato Brunetta. Offre un bianco e un rosso dal nome sacro, Mater Divini Amoris, dalla Doc Roma.

«Vendo vino e non mi occupo dei teatrini della politica come Di Maio e Salvini», dice Brunetta, alla prima fiera da produttore. L’azienda si chiama Capizucchi, dalla famiglia patrizia che ha venduto la terra.

«Un’azienda famigliare nell’agro romano — racconta il deputato-vignaiolo — ci lavorano i figli di mia moglie Titti, Dario e Serena Diana. Sono in produzione 12 dei 25 ettari a vigneto. Centomila bottiglie. Il rosso è un uvaggio di Montepulciano e Cabernet Sauvignon, affinato anche in botti di rovere usate per l’Amarone. Fra due anni sarà pronta una bollicina, assieme ad altri 5 vini».

Quanto ha investito?
«Mi sono indebitato fino ai capelli. Un atto di incoscienza, ma sono felice. Ho iniziato nel 2013, raggiungeremo il pareggio nel 2020».

Nel sito aziendale non c’è il suo nome. Perché?
«Ho voluto tenermi defilato, non sono Bruno Vespa».
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Vino con zucchero e acqua, il nuovo inganno

Dal vino zuccherato a quello annacquato, dal vino in polvere a quello alla frutta ma anche il finto rosato o le imitazioni delle denominazioni più note. Sono solo alcuni dei trucchi consentiti all’estero e smascherati dalla Coldiretti.

“Si tratta di pratiche che in Italia sarebbero punite anche come reato di frode ma che all’estero sono invece permesse” sottolinea la Coldiretti nel precisare che “sono aumentate dell’8% le bottiglie straniere di vino e spumante stappate in Italia per un totale di 32,7 milioni di chili nel 2017″.

Lo zuccheraggio del vino, spiega la Coldiretti, è ad esempio permesso nell’Unione Europea ad eccezione di Italia Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta e in alcune aree della Francia che rappresentano pero’ circa l’80% della produzione comunitaria.

“Occorre smascherare in etichetta l’inganno dell’aggiunta di zucchero al vino che l’Unione Europea consente ai Paesi del centro e nord Europa cogliendo l’occasione della revisione delle norme” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che si tratta di “un danno per i produttori mediterranei e un inganno per i consumatori che non possono fare scelte consapevoli”.

Negli Stati Uniti, invece al contrario – riferisce la Coldiretti – è addirittura consentita l’aggiunta di acqua al mosto per diminuire la percentuale di zuccheri secondo una pratica considerata una vera e propria adulterazione in Italia.

Miscele di vini da tavola bianchi e rossi per produrre un “finto rosè” vietate in Europa sono possibili invece in Nuova Zelanda e in Australia. “L’ultima frontiera dell’inganno – continua la Coldiretti – Leggi il resto di questo articolo »

Non c’è Brexit che tenga: il prosecco prende casa sul Tamigi di Londra

Più amato dello champagne. Non c’è Brexit che tenga: il prosecco, il vino bianco frizzante prodotto in Friuli Venezia Giulia e Veneto prende casa in riva al Tamigi.

LA PROSECCO HOUSE A LONDRA
Non c’è Brexit che tenga: il prosecco prende casa sul Tamigi di Londra
Il prosecco prende casa a Londra

I sudditi di sua Maestà hanno un debole per il prosecco.

Da qui l’idea della giovane imprenditrice Kristina Issa, ex professionista nel campo della finanza: aprire un locale all’ombra del Tower Bridge, il ponte mobile di Londra sul fiume Tamigi, dove gustare bollicine italiane prodotte in cinque province del Veneto (Treviso, Venezia, Vicenza, Padova, Belluno) e in quattro del Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine)

NON C’È BREXIT CHE TENGA
Nella Prosecco House, questo il nome del locale, londinesi e turisti possono gustare un bicchiere di vino frizzante, accompagnato da taglieri di salumi e formaggi a marchio italiano. Il bar offre drink da una lista di oltre 20 tipi di vino frizzante (tra i marchi ci sono Marchiori, Rivalta e Cirotto, Tasi bio e Andreola), a partire dalle 11 del mattino.
Le bottiglie si possono anche acquistare e portare via oppure ordinare a domicilio.

ALTRO CHE CHAMPAGNE
Anche l’arredamento interno del locale richiama all’Italia, con lussuosi marmi provenienti dal nostro Paese, poltrone e sgabelli di velluto color panna, arancio, verde e blu. Un business, quello del prosecco in terra inglese, cresciuto negli ultimi anni a ritmi esponenziali.
Secondo i dati Coldiretti, una bottiglia su tre di spumante consumato in Gran Bretagna è italiano, principalmente prosecco: nei primi sette mesi del 2017, le esportazioni di spumante italiano hanno registrato un incremento del 12%.

http://bimag.it – 03/04/2018

Oltre le barriere: via a un corso per degustatori non vedenti

Valutare la qualità del vino utilizzando solo olfatto e gusto: è l’obiettivo di una ricerca coordinata da Susanna Bartolini, ricercatrice in arboricoltura generale e coltivazioni arboree della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, svolta in collaborazione con la sede di Lucca dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Lo studio ha l’obiettivo di ampliare le abilità di giudizio sulla qualità di un prodotto, superando quelle apparenze che potrebbero influenzare il giudizio.

Il gruppo di assaggiatori non vedenti, che si è già cimentato in passato con la valutazione sensoriale dei frutti, «dovrà esprimere giudizi sulla qualità dei vini, attraverso degustazioni guidate, utilizzando olfatto e gusto: sarà Francesca Venturi, docente di Analisi Sensoriale per il corso in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Pisa, a guidare le sedute di addestramento per seguire una degustazione guidata di differenti tipologie di vino».

Saranno proposti vini bianchi, rosati, novelli, rossi a diverso grado di affinamento e spumanti, fornendo anche le informazioni tecniche di base, per interpretare al meglio le caratteristiche organolettiche dei singoli vini.

Un’esercitazione che, in futuro, «punta ad ampliare anche le prospettive di integrazione lavorativa delle persone non vedenti».

www.quotidiano.net – 21/03/2018

Vino Terrano: accordo Italia-Slovenia sulla creazione della Doc transfrontaliera

È stato sottoscritto ieri a Portopiccolo (Duino Aurisina – Trieste) nel corso dell’ottava edizione della manifestazione Teranum, il disciplinare sul vino Terrano che unisce i produttori sloveni e italiani e per il quale hanno dato il loro supporto tecnico e amministrativo la Regione Friuli Venezia Giulia e il ministero dell’Agricoltura.

L’accordo di fatto traghetta il documento, dopo una ratifica da parte dei due Stati, direttamente a Bruxelles per il via libera finale sulla Doc transfrontaliera.

Si è trattato di un lavoro che è partito dall’ottobre del 2015 e che ha coinvolto l’associazione viticoltori del Carso in una serie di incontri con i colleghi di oltreconfine, accompagnati dalle Istituzioni regionali e statali.

L’obiettivo era quello di evitare che i produttori del Carso perdessero la storica denominazione in bottiglia. Proprio per questo era indispensabile, come a suo tempo indicato dalla Regione, condividere con la Slovenia la realizzazione di una Doc transfrontaliera. Leggi il resto di questo articolo »

Albania paese di vino, dalle viti più antiche del mondo ad oggi

Non è scontato pensarlo, ma dovrebbe esserlo. Come ogni paese mediterraneo, anche l’Albania è un eccellente produttore vinicolo. Ma non solo, è anche uno dei più antichi d’Europa, la  viticoltura infatti si era sviluppata già nel VIII secolo a.c sulla base di varietà autoctone che avevano resistito fin dal’era glaciale.

Una storia quella dell’Albania e del vino che ha seguito le vicissitudini geopolitiche del paese. Se infatti durante il XVII secolo, la produzione vinicola rallentò sotto l’influenza dell’Islam e ai nuovi dettami religiosi che vietavano il consumo di bevande alcoliche, nel 1972, durante la dominazione comunista la produzione vinicola albanese riprese vita, fino a raggiungere il suo picco con 20.000 ettari coltivati.

Nei primi anni ’90, un programma di privatizzazione dei terreni vitivinicoli portò ad un ulteriore modernizzare del settore ed ad un miglioramento nella produzione del vino.

Anche Papa Francesco nel 2014 durante il suo viaggio in Albania si è concesso la curiosità di assaggiare i vini di queste terre. Nello specifico il pontefice si recò nelle vigne di Kantina Arberi, un’azienda di antica tradizione in questo nuovo mercato.

Domaine Arbëri infatti, con i suoi 25 ettari situati tra 396 e 640 metri sul livello del mare, ha visto succedersi 3 generazioni di viticoltori.

Il microclima della zona, tra il caldo sole mediterraneo e le notti fresche di montagna, è perfetto per la crescita di due vitigni autoctoni: il Kallmet (rosso) e l’i shesh bardhë (bianco).

Una realtà d’eccellenza, ma non l’unica. Il mondo del vino Albanese è un settore sano ed in crescita, e anche se il consumo ad oggi è principalmente interno, chissà di non sentirne parlare di più nei prossimi anni, specialmente in Italia dove la popolazione di origine Albanese è ormai molto radicata.

www.beverfood.com – 09/03/0218

Francia, rivolta contro la ministra che ha osato dire: «Il vino fa male»

Figlia e nipote di medici, ematologa poi direttrice dell’Istituto nazionale del cancro, la 55enne Agnès Buzyn è la ministra della Sanità che osa opporsi al presidente Emmanuel Macron su uno degli argomenti più vicini alla vita quotidiana dei francesi: il vino.

Più della baguettee quanto la Tour Eiffel, il vino fa parte dell’immaginario e dei costumi dei francesi (che non sono mai riusciti a fidarsi davvero di un presidente astemio come Nicolas Sarkozy).

Si stappa una bottiglia nell’85% delle case e Champagne, Bordeaux e Bourgogne sono la trinità del soft power francese nel mondo. Persino il mediocre Beaujolais è amatissimo dai giapponesi, il sogno dei nuovi ricchi cinesi è comprarsi una vigna in Borgogna e dal 2014 il vino è riconosciuto e protetto per legge come «parte del patrimonio culturale, gastronomico e paesaggistico». Leggi il resto di questo articolo »

Sci e Vino, l’anima dell’Alto Adige

LE CANTINE più alte d’Italia guardano il confine del Brennero incorniciate dalle piste di sci della Valle d’Isarco che stanno vivendo un periodo d’oro.

Da queste parti si sviluppa il matrimonio «vino & sci» in un circolo virtuoso cucito su misura per il turismo enogastronomico.

Le 18 cantine socie di Eisacktalwein sono dislocate da nord a sud lungo la valle: 16 di esse sono gestite da singoli storici vignaioli che seguono l’intera filiera.

Accanto a queste ci sono poi le due strutture di maggiori dimensioni: la Cantina Valle Isarco, struttura sociale con 130 soci conferitori, e la storica Abbazia di Novacella, che deve ai frati anche la propria storia vinicola.

Tutte le cantine, sfruttando le diversità dei suoli e le varietà climatiche delle diverse zone della Valle, producono vini (alcuni sapientemente fruttati) ottenuti da vitigni a bacca bianca che trovano qui il loro habitat ideale grazie alla notevole escursione termica fra giorno e notte e alla quota importante di ore di sole nel corso dell’anno.

QUI ci sono vini che si esprimono al meglio solo in Val Isarco: il mitico Kerner, il Sylvaner e il Grüner Veltliner, nel nord della valle. Leggi il resto di questo articolo »