Aggiornamenti

Tannico consegna il vino a bordo

Tannico, l’e-commerce di vini italiani più grande al mondo, lancia il delivery service Yacht&Sail per ricevere direttamente a bordo della propria imbarcazione, ormeggiata in qualsiasi porto italiano, oltre 13.000 etichette a catalogo fra vini rossi, bianchi, rosé e champagne.

Il servizio è già stato sperimentato nelle scorse settimane e ora si possono ordinare i vini a bordo delle imbarcazioni ancorate in alcuni dei porti più gettonati dalla clientela altospendente: tra questi Portofino, Capri, Porto Cervo.

www.largoconsumo.info – 27/06/2018

Nasce la Strada del vino della Valle dei Templi

Non solo arte e cultura ad Agrigento, dove si è costituita la Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi.

Per la costituzione della Strada si sono riunite alcune delle più importanti realtà vitivinicole, gastronomiche e turistiche del territorio, che, insieme ad alcuni partner come la Federazione Strade del Vino di Sicilia, Coop Culture, il Consorzio Turistico ed il Distretto Turistico Valle dei Templi, la Strada degli Scrittori e Slow Food Sicilia, diventano protagonisti di nuove opportunità turistiche per la provincia di Agrigento. Socio onorario ed ente capofila è il Parco archeologico della Valle dei Templi, che rappresenta idealmente il punto di partenza e d’arrivo della Strada stessa.

Soddisfazione per la costituzione della Strada viene espressa dal neo presidente Carmelo Sgandurra: “Il traguardo raggiunto spiega è frutto di un lavoro intenso, minuzioso e che riguarda la valorizzazione di un territorio unico al mondo.

Lavoreremo per ottimizzare nel più breve tempo possibile i risultati, affinché il vino e i sapori di questo territorio diventino attrazione in ogni parte del mondo”.

“Con la costituzione della nuova Strada del Vino dice Gori Sparacino, Presidente della Federazione Strade del Vino di Sicilia e socio fondatore sono tredici le Strade del Vino in Sicilia in grado di incentivare lo sviluppo economico mediante la promozione di un’offerta turistica integrata”.

Le aziende vitivinicole che figurano tra i soci fondatori sono: CVA Canicattì, Milazzo Vini, Grottarossa Vini, Baglio del Cristo di Campobello, Casa vinicola Sicania, Azienda Vitivinicola Lombardo, Baglio Bonsignore, Azienda Camilleri, Azienda Vassallo e Lombardo Vini.

www.ragusanews.com – 15/06/2018

Vino: l’aroma perfetta grazie a particelle magnetiche

Minuscole particelle magnetiche aiutano a mantenere in perfetto equilibrio l’aroma dei vini, eliminando le sostanze in eccesso che rischiano di appesantirlo.

Il risultato, pubblicato sulla rivista Journal of Agricultural and Food Chemistry, si deve ai ricercatori dell’universita’ australiana di Adelaide, guidati da David Jeffery.

Il sistema è stato testato sul cabernet sauvignon, nel quale ha rimosso il 40% delle sostanze responsabili di aromi indesiderati, e secondo gli autori la tecnica potrebbe aiutare a rimuoverle anche dagli altri vini.

Tutti i vini infatti contengono naturalmente sostanze che contribuiscono al loro sapore e all’aroma distintivo, ma alcune di esse, se sono presenti in quantità eccessive, possono sopraffare il bouquet fruttato o floreale, con la conseguenza di un aroma sbilanciato.

Fra queste sostanze vi è un gruppo chiamato alchil-2-metossipirazine (MP), che conferisce ai vini aromi vegetali, come il peperone verde.

“Questi sono composti normali nelle uve, ma Leggi il resto di questo articolo »

Perché lo champagne era detto “vino del diavolo”?

La cultura del vino nella regione di Champagne ci è testimoniata fin dal Medioevo. All’inizio le vigne non producevano che “vino bianco”, non effervescente. Per ottenere le bollicine che caratterizzano lo Champagne, il vino – costituito da tre vitigni: pinot noir, pinot munire e chardonnay – deve fermentare due volte.

Delle bottiglie possedute dal diavolo?
Lo champagne non aveva allora buona reputazione, soprattutto nel clero, che rapidamente lo bandì. Lo considerò nientemeno che “il vino del diavolo”. La ragione? I viticoltori di Champagne commettevano (senza saperlo) due grandi errori che rendevano le bottiglie esplosive.

I contenitori adibiti a conservare il vino evolvettero e, col tempo, comparvero alfine le bottiglie di vetro. Queste però non erano appropriate alla conservazione del vino. In Champagne le vendemmie arrivarono piuttosto tardi, e da principio i viticoltori non utilizzavano celle di fermentazione. Una volta che l’uva veniva pressata, il succo ne veniva rapidamente messo in bottiglia e quindi la prima fermentazione non aveva avuto luogo. I viticoltori pensavano di agire bene e di conservare così il massimo degli aromi. Leggi il resto di questo articolo »

Green Chile Wine: quando il peperoncino finisce nel vino

Si chiama Green Chile Wine ed è un vino particolare che contiene peperoncino. Non si tratterebbe di una nuova ricetta ma del frutto di una lunga tradizione, legata alla città di Hatch, nel New Messico.
Qui infatti la tradizione del peperoncino verde si perde nei secoli e quella della produzione di vino fu portata dagli spagnoli nel 1600. Il matrimonio tra le due era solo questione di tempo evidentemente.

Cosa ci fa il peperoncino nel vino?

La vendemmia, quando si inizia la prima fase di produzione del vino, coincide con il picco di consumo del tipico peperoncino verde messicano, che i cittadini vanno a comprare in grossi pacchi.

Il piccante frutto viene arrostito sul fuoco vivo normalmente, ma nella produzione del vino viene invece utilizzato fresco.
L’idea di base è arrivare ad un vino bianco di buona qualità, per poi aggiungere le rondelle di peperoncino fresco. Leggi il resto di questo articolo »

Lambrusco vuol dire vino POP

Il Lambrusco sta al mondo del vino come il pop sta al mondo della musica.

Ovvio, allora, che fosse proprio in chiave pop la celebrazione degli 80 anni di Cantine Ceci, griffe del vino mosso emiliano che incrocia spesso la propria strada con quella della cultura popolare, nelle forme più svariate.

L’ultimo progetto coinvolge dieci artisti emergenti (Alessandro Canu, Chiara Fuca’, Chomp, Davide Forleo, Jack Larana, Johnny Cobalto, Maicol & Mirco, Silvia Trappa, Valeria Scaloni, Pietro Soresini e Riccardo Guasco), chiamati a reinterpretare questi otto decenni di Lambrusco Ceci, da cui è nata un’edizione limitata di ottanta opere, nelle etichette di Otello, la più pop delle bottiglie dell’azienda.

“Ho chiesto a 10 giovani artisti, i più bravi del momento, di interpretare, con il cervello libero da condizionamenti, questi 80 anni attraverso le icone di ogni decennio”, racconta a WineNews Alessandro Ceci.

“Hanno dato vita a qualcosa che non c’era, piccoli capolavori da collezione in etichetta, da Jimi Hendrix, all’iPod, dal cubo di Rubik all’Allegro Chirurgo”.

E non finisce qui, al fianco di Otello, ecco Bruno, un Lambrusco anni Sessanta dentro e fuori dalla bottiglia …

www.winenews.it- 19/04/2018

Kerin O’Keefe: ” Italia n° 1 per il vino”

Americana di Boston, arrivata in Italia si è innamorata del Sangiovese tanto da vivere in Italia per 15 anni e spostarsi in Svizzera pochi anni fa dove oggi ha il suo studio al confine con l’Italia.

Kerin O’Keefe è considerata una dei critici enologici più influenti nel mondo del vino, dal 2013 è Italian Editor di ‘Wine Enthusiast’, incarico che l’ha vista scambiarsi il ruolo con Monica Larner che è divenuta la critica ufficiale per ‘Wine Advocate’.

“Mi occupo solo di vini italiani da anni perché per me sono super – dichiara all’Adnkronos Kerin O’Keefe – c’è sempre qualche novità, ogni giorno scopro un nuovo vino o un vitigno.

I vini italiani poi rispecchiano il territorio ed è quello che vogliono i wine lovers che amano non solo bere un buon vino ma conoscere anche la storia che c’è dietro.

In questo l’Italia è il numero uno” afferma entusiasta. Kerin, bruna, occhi chiari e vivaci, fisico asciutto, classe e glamour da vendere, l’abbiamo incontrata a Vinitaly dove si stava preparando per condurre una delle sue esclusive Master Class sul Nebbiolo.

L’edizione di quest’anno di Vinitaly, a suo giudizio, è stata davvero speciale. Leggi il resto di questo articolo »

Trattamenti benessere a base di vino

I trattamenti benessere a base di vino sono cosa già vista, ma questa volta tornano a far notizia per una partnership d’eccezione, che mette insieme la Msc Crociere e i vini della famiglia del celebre cantante Andrea Bocelli, prodotti a Lajatico (Pisa) nella cantina Bocelli Wines (www.bocellifamilywines.com), che lancia i prodotti della linea Lajatica di vinoterapia, pensati esclusivamente per le navi della flotta.

Con gli ospiti che, in giro per i mari del mondo, potranno così beneficiare di trattamenti a base di Cabernet, Sangiovese (rigorosamente Igt), Morellino, Pinot Grigio e così via, firmati Bocelli.

www.winenews.it/Lajatico – 04/04/2018

Iniesta in Cina? Un affare faraonico e due milioni di… bottiglie di vino!

Iniesta in Cina? Un affare faraonico e due milioni di… bottiglie di vino!

Potrebbe arrivare dopo la finale di Coppa del Re, in programma il 21 aprile tra Barcellona e Siviglia, l’annuncio di Andres Iniesta.

Addio al Barcellona, chiuderebbe la carriera nella Super League cinese. Anche per “colpa” del vino…

Il futuro di uno tra i più grandi giocatori spagnoli di sempre suscita grande interesse e molti cercano di indovinare che maglia andrà ad indossare la bandiera del Barça.

La Cina sembra più vicina. Lì verrà ricoperto d’oro… Secondo Marca, i club più interessati sarebbero il Tianjian Quanjian e il Chongqing Dangdai.

L’amara e inattesa sconfitta all’Olimpico, complice una prestazione non ai suoi livelli, ha cancellato nel giocatore 34enne qualsiasi dubbio, se mai ce ne fossero stati, sull’opportunità di cambiare aria.

Iniesta sta per vincere un altro campionato, il nono in 16 stagioni in prima squadra, e conta di conquistare anche la sesta Coppa del Re, sperando poi di lasciare un segno anche al Mondiale di Russia.

Il suo sguardo è quindi già rivolto a Est, dove peraltro tanto apprezzano i vini della “Bodega Iniesta”, motivo che lo avrebbe spinto ad accettare le lusinghe del Dragone.

sport.sky.it – 17/04/2018

Brunetta viticoltore: «Mi ripaga dalle amarezze, mi sono pure indebitato»

Padiglione A, stand 44. È la postazione al Vinitaly del viticoltore Renato Brunetta. Offre un bianco e un rosso dal nome sacro, Mater Divini Amoris, dalla Doc Roma.

«Vendo vino e non mi occupo dei teatrini della politica come Di Maio e Salvini», dice Brunetta, alla prima fiera da produttore. L’azienda si chiama Capizucchi, dalla famiglia patrizia che ha venduto la terra.

«Un’azienda famigliare nell’agro romano — racconta il deputato-vignaiolo — ci lavorano i figli di mia moglie Titti, Dario e Serena Diana. Sono in produzione 12 dei 25 ettari a vigneto. Centomila bottiglie. Il rosso è un uvaggio di Montepulciano e Cabernet Sauvignon, affinato anche in botti di rovere usate per l’Amarone. Fra due anni sarà pronta una bollicina, assieme ad altri 5 vini».

Quanto ha investito?
«Mi sono indebitato fino ai capelli. Un atto di incoscienza, ma sono felice. Ho iniziato nel 2013, raggiungeremo il pareggio nel 2020».

Nel sito aziendale non c’è il suo nome. Perché?
«Ho voluto tenermi defilato, non sono Bruno Vespa».
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