Aggiornamenti
Vino: arrivano i Migliori vini italiani 2019 di Luca Maroni
Cresce la qualità dei vini italiani, mentre sul fronte degli spumanti non ci sono rivali per varietà e bontà.
E’ quanto rivela l’Annuario 2019 dei Migliori Vini Italiani di Luca Maroni, 27esima edizione della guida che fotografa un settore in ottima forma.
In oltre mille pagine l’Annuario analizza 8.473 vini, 1.377 aziende vitivinicole, con 33.892 valutazioni completate da schede organolettiche, storia delle aziende produttrici, statistiche e graduatorie.
Secondo i punteggi assegnati nell’edizione 2019, difficilmente i vini dell’annata 2017 potranno essere uguagliati in futuro, ma la secchissima e striminzita uva del 2018, secondo l’enologo, si è rivelata un autentico capolavoro.
E a questo proposito l’Annuario 2019 è stato dedicato a Leonardo da Vinci che moriva proprio nel 1519; un grande appassionato di vino tanto da produrlo, berlo, studiarlo e descriverlo.
Maroni, infatti, ha compiuto un complesso lavoro nelle Cantine Leonardo da Vinci ristrutturando la linea dei vini a lui dedicati, realizzando un documentario sul rapporto tra Leonardo e il vino che sarà presentato durante le celebrazioni ufficiali dell’anniversario.
www.ansa.it – 07/12/2018
Centinaio, regole chiare su promozione vino e enoturismo
Dare al sistema Paese delle regole chiare che consentano, in tempi rapidi, di promuovere all’estero l’intero settore del vino anche attraverso l’incentivazione delle attività connesse all’enoturismo.
E’ l’impegno preso, oggi in audizione al Senato, dal ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio che con questo obiettivo domani incontrerà i rappresentanti dell’intera filiera (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Alleanza Cooperative Italiane – Agroalimentare, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc, Assoenologi).
L’incontro è teso a continuare l’esame del testo di decretoo predisposto secondo la legge di Bilancio 2018 per definire, tra l’altro, le linee guida, i requisiti e standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica.”Mi preme far presente – ha detto Centinaio – che il nostro intento è quello di garantire la più efficace regolamentazione, con la collaborazione delle Regioni a cui è delegato il turismo, e anche dei Consorzi”.
”Le nostre eccellenze enogastronomiche, oltre ad essere un’enorme risorsa economica per il nostro Paese, rappresentano una straordinaria occasione – ha sottolineato infine il ministro – per promuovere una grande eredità culturale, anche dal punto di vista turistico.
In tale contesto, il vino è sicuramente uno dei settori trainanti del nostro agri-food, sia a livello nazionale che internazionale e può essere davvero la forza in più per il nostro Paese. Da qui la necessità di promuovere e valorizzare uno straordinario comparto in crescita che è rappresentato dall’enoturismo.
https://gazzettadelsud.it – 29/11/2018
Undici del vino” nell’unione nazionali di calcio vignaioli
Un’associazione cecinese, la “Undici del Vino”, è la realtà italiana che ha dato vita, insieme alle organizzazioni di altri sette Paesi, all’unione delle nazionali europee di calcio vignaioli, la quale è stata inaugurata nella tenuta vinicola di Danilo Steyer, presidente dell’associazione slovena del vino e del calcio.
La cecinese Undici del Vino, è nata nel 2006 con l’obiettivo di coniugare la passione per il vino e quella per il calcio.
Ha come finalità la promozione, lo sviluppo e la diffusione della cultura del vino, dell’enogastronomia e dello sport, e conta ventuno aziende associate, provenienti da diverse parti d’Italia.
Il presidente e il vicepresidente dell’associazione, Paolo Pacini e Luigi Brunetti, hanno recentemente partecipato all’incontro di Stoccarda, nel corso del quale si è discusso dei preparativi per il VinoEuro 2020 in Repubblica Ceca, previsto dal 19 al 23 maggio 2020, e degli sforzi per aumentare il numero dei Paesi partecipanti al progetto.
Il presidente delle otto associazioni nazionali di Italia, Svizzera, Ungheria, Portogallo, Slovenia, Repubblica Ceca, Austria e Germania, Robert Lönarz, ha scelto la Hochschule Geisenheim University come sede centrale della nuova associazione europea.
Gli otto Paesi aderenti all’Unione avevano già dato precedentemente vita alle nazionali vignaioli e disputano ogni due anni un campionato europeo. Una realtà, questa, che è in continua crescita, coniugando sport e buon vino, nell’ottica di una cooperazione tra diverse realtà nazionali.
http://iltirreno.gelocal.it – 08/11/2018
Museo del Vino di Castiglione in Teverina
Le cantine del Muvis, luogo simbolico per la comunità castiglionese, sono oggi un contenitore museale di respiro internazionale. Il MUVIS è oggi il museo del vino più grande d’Europa dove il solo percorso sotterraneo, su 4 livelli, supera i 3.000 metri quadrati.
In questi giorni, con l’autunno, entrano nel vivo le iniziative del Museo del Vino con visite guidate ed eventi speciali tra cui spettacoli musicali e teatrali.
Il MUVIS (Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari) è sorto all’interno dell’ex complesso produttivo dei Conti Vaselli nel centro del piccolo borgo di Castiglione in Teverina, in provincia di Viterbo, sfruttando le vecchie cantine che oggi arricchiscono uno spettacolare percorso museale dedicato alla cultura enologica locale.
L’allestimento è stato studiato in modo da ottenere il pieno coinvolgimento del visitatore: accanto alle tracce materiali e immateriali del mondo contadino (strumenti, foto, racconti) e delle vicende storiche ed umane delle Cantine Vaselli (con video, gigantografie e macchinari) sono stati “messi in scena”, con installazioni scenografiche, gli aspetti della produzione e della tradizione vinaria nel territorio della Teverina, accanto ai grandi temi di più ampio respiro culturale che il vino suggerisce.
In queste cantine, il Conte Romolo Vaselli (1898 – 1967) avviò sin dal 1942 una produzione vitivinicola di qualità che esportava in tutto il mondo. Una produzione altamente competitiva nel comparto di vini rossi e bianchi, ma anche spumanti e vermout, che portò l’Orvieto Classico Doc Vaselli e il sangiovese Santa Giulia alla fama internazionale.
Inoltrandosi nel percorso di visita del Muvis, fino in profondità nelle cantine, raggiungendo la “Cattedrale”, che custodisce le botti antiche piu’ grandi d’Italia, si respira ancora l’identità di una comunità che per decenni ha vissuto assecondando il ritmo del lavoro in vigna, che ancora assicura una produzione d’eccellenza nella terra degli Etruschi.
Il Museo, il cui gestore è il Consorzio Etruria International, si può visitare tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Giorno di chiusura il martedì. www.muvis.it welcome@muvis.it
www.lafolla.it – 07/10/2018
L’anima del vino toscano
Massimo Rustichini fa il bis. Dopo il successo della sua prima opera “Chi ha rubato l’anima dell’acqua?”, ha edito recentemente “L’anima del vino toscano”.
Con quest’ultimo, Rustichini ha alzato il tiro. Oltre alla consueta e piacevole descrizione dei luoghi e dei personaggi che li animano, entra anche nella parte etica, produttiva e commerciale del mondo del vino.
Già il titolo è emblematico, toccando i vini di grandi e note aziende toscane, mettendoli in contrapposizione con i vini prodotti da piccole e medie aziende, con l’aiuto o meno, di enologi non celebri ma certamente validi.
Con questo, l’autore non vuole dire che essi sono migliori, ma solo che sono l’espressione dei propri terroir. Quindi ben distinti tra loro. Partendo dalla Lunigiana, Rustichini tocca via via, tutte le tappe del tour dei grandi vini di Toscana. Non solo.
Li umanizza secondo chi li fa. Gran parte di essi, sono ancora da scoprire compiutamente. Alla mia domanda del perché nel libro non ci sia neanche la foto di un vino o di un produttore, mi rispose che dal suo minuzioso ma invitante racconto, il lettore avrebbe conosciuto molto meglio entrambi.
Mettendolo sul piano enoico, questo secondo racconto di Massimo Rustichini, è come un vino rosso di buona annata da centellinare lentamente, godendone il ricco e complesso bouquet, e l’armonica struttura del vino. Un volume da tenere sia nella nostra biblioteca che in cantina.
L’augurio per l’amico Massimo? Cento di questi libri.
www.tigulliovino.it – 09/09/2018
Vino, Italia leader mondiale nelle esportazioni di bianchi
L’Italia è il primo Paese esportatore di vini bianchi fermi, per volume e valore. E’ quanto emerge da un’indagine Nomisma Wine-Monitor presentata oggi al convegno “Bianco come il vino”, organizzato dall’Istituto Marchigiano Tutela (Imt) vini nell’ambito di Collisioni Jesi e dei festeggiamenti per i 50 anni del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Il vino bianco fermo italiano, con un valore di 1,287 miliardi di euro l’anno, è il più venduto al mondo e supera quindi quello francese, al secondo posto con 1,276 miliardi di euro, a differenza del settore dei vini rossi e delle bollicine in cui la leadership mondiale è in mano proprio alla Francia. Tornando ai bianchi, alle spalle del Paese transalpino ci sono Nuova Zelanda (688 milioni), Spagna (323 milioni), Germania (317 milioni) e Australia (273 milioni).
In generale, nel mondo i consumi di vino bianco sono in crescita, trainati dalle donne e dai giovani che prediligono un gusto più leggero e fruttato. Secondo il focus di Nomisma, negli ultimi cinque anni i bianchi fermi italiani sono cresciuti nell’export del 26% contro il +16% dei rossi; le bollicine crescono dell’88%. I principali destinatari delle esportazioni di vino bianco Made in Italy sono Stati Uniti (36,6%), Germania (16,5%) e Regno Unito (14,2%), che totalizzano i due terzi delle vendite complessive all’estero.
www.mixerplanet.com – 31/02/2018
Rinunciare al conformismo del pallino che indica il vino biologico
“Fa quindi parte del diventare cristiani l’uscire dall’ambito di ciò che tutti pensano, dai criteri dominanti” scrisse Papa Benedetto XVI qualche anno fa.
Lo metto in pratica oggi a San Benedetto del Tronto. In un piacevole ristorante sul molo, appunto il Molo Sud, mi danno la carta dei vini e noto un pallino verde a fianco di quasi tutti i bianchi marchigiani (nelle Marche bevo marchigiano, ovvio, e se mangio pannocchie alias cannocchie bollite bevo vino bianco, ancora più ovvio).
E’ il pallino che segnala la certificazione biologica. All’inizio nei ristoranti i pallini verdi erano una rarità, poi sono aumentati e adesso rappresentano una banalità burocratica.
Per una volta cerco di non entrare nel merito. Non vorrei noiosamente ripetere, meno che meno alla bella cameriera, che io ho fede in Dio anziché in Bio.
Mi limito a cristianamente uscire dal criterio dominante ordinando il Verdicchio di Matelica della Monacesca, coraggiosamente senza pallino (per rinunciare al conformismo del pallino bisogna averci le palle).
Casco bene: è perfetto, pure le pannocchie alias cannocchie ringraziano.
www.ilfoglio.it – 18/07/2018
Gigantesca frode in Francia
Un’inchiesta dell’agenzia per la repressione frodi transalpina ha svelato che milioni di bottiglie di vino rosé spagnolo sono state vendute, tra il 2015 e il 2017, come vino francese.
L’indagine condotta tra importatori, distributori, ristoranti e imbottigliatori, ha segnalato come il 22% di stabilimenti e locali visitati dalle autorità presentasse anomalie più o meno gravi (da un’etichettatura del prodotto ingannevole a una vera e propria contraffazione).
In particolare, circa 10 milioni di false bottiglie di rosé francese sono state individuate presso quattro grandi négociant, con il vino spagnolo a essere spacciato con l’indicazione generica di ‘Vin de France” o anche come Igp.
I motivi sottesi alla truffa sono legati ai prezzi di vendita del vino. Infatti se lo sfuso spagnolo è acquistato tra gli 0,30 e gli 0,40 euro al litro, quello transalpino si attesta tra gli 0,75 e i 0,90 euro al litro.
www.italianfoodtoday.it – 12/07/2018
Liquorificio Morelli, novità sul mercato (anche USA): ecco il Limoncino Di Vino
Un prodotto innovativo che racchiude il meglio dell’artigianalità toscana e punta ad arrivare sul mercato americano proprio in questi giorni.
È il Limoncino di Vino, l’ultima creazione del Liquorificio Morelli di Forcoli, Pisa, azienda storica che dal 1911 realizza grappe e liquori presenti in tutto il mondo.
L’idea nasce dalla voglia di misurarsi con una realizzazione completamente diversa dalle altre e trovare un prodotto competitivo in grado di distinguersi da tutti gli alcolici e superalcolici presenti sul mercato americano.
Il Liquorificio Morelli ha infatti una sede distaccata negli Stati Uniti, a Miami, dove vengono distribuiti liquori e grappe pensate per il mercato statunitense.
Ad occuparsi della sede di Miami ci sono Carlo, Andrea e Marco, gli Italian Moonshiners, che ormai vivono negli Stati Uniti da diversi anni.
Il Limoncino di Vino cercherà di conquistare il mercato americano ma dietro la sua realizzazione c’è l’impegno di diverse menti toscane. Leggi il resto di questo articolo »
Tè verde e vino rosso efficaci contro alcuni disturbi metabolici
Tè verde e vino rosso efficaci potrebbero nascondere ulteriori benefici per la salute.
Oltre a quelli già portati alla luce da precedenti ricerche, come ad esempio l’azione antiossidante, questi due rimedi naturali potrebbero rivelarsi molto utili per coloro che soffrono di alcuni disturbi metabolici.
Secondo i ricercatori della Tel Aviv University le due bevande agirebbero nell’impedire la formazione di metaboliti tossici, derivati dall’assunzione di cibi altrimenti “vietati”.
I benefici di tè verde e vino rosso deriverebbero rispettivamente dall’epigallocatechina gallato (EGCG) e dall’acido tannico, quest’ultimo noto per la sua azione di prevenzione rispetto alla formazione di strutture amiloidi tossiche.
Come ha sottolineato il dottorando Shira Shaham-Niv, tra le firme dello studio insieme al prof. Ehud Gazit (Faculty of Life Sciences, autore principale della ricerca).
Nel caso di patologie metaboliche congenite ereditarie il corpo non produce un enzima metabolico vitale.
Come risultato, i metaboliti – sostanze che sono, tra le altre cose, i mattoni che costruiscono il DNA e le proteine – si accumulano nel corpo.
Questo accumulo incontrollato è tossico e può causare disturbi gravi per quanto riguardalo sviluppo e la salute mentale.
Il nostro nuovo studio dimostra ancora una volta l’abilità della natura di produrre i migliori candidati alla produzione di farmaci per la cura di alcune delle peggiori malattie umane.
www.greenstyle.it – 04/07/2018