Aggiornamenti
Sarah Jessica Parker lancia una sua etichetta di vino
Sarah Jessica Parker lancerà un’etichetta di vino a sua immagine e somiglianza: un sauvignon super femminile prodotto in Nuova Zelanda
L’abbiamo lasciata che beveva Cosmopolitan, la ritroviamo che produce una sua etichetta di vino: Sarah Jessica Parker continua la sua scalata nel mondo dell’imprenditoria e dopo una linea di scarpe e una di profumi griffa un vino in collaborazione con una compagnia vinicola neozelandese, la Invivo.
Il vino, un sauvignon blanc e rosé, è pensato per ammiccare al mondo femminile di alta qualità e debutterà sul mercato a partire da Luglio con un prezzo di circa 20 dollari a bottiglia.
E a quanto pare non è una collaborazione da celeb, in cui lei presta il suo volto (e il suo profilo Instagram) alla promozione della nuova etichetta, anzi: SJP avrà un ruolo decisivo nell’intero processo, fino al disegno dell’etichetta e la decisione del nome del vino.
«Vogliamo che questo vino sia Sarah Jessica Parker al 100%», hanno spiegato Tim Lightbourne e Rob Cameron, fondatori di Invivo, «Deve piacere a lei, lo realizzeremo direttamente sul suo palato e soddisfando le sue preferenze: l’idea è di creare un vino che lei ami davvero e che abbia voglia di offrire ai suoi amici».
Questa è la seconda volta in cui i fondatori di Invivo realizzano un’etichetta di celebrity branding dopo un’esperienza di successo con una linea di vino e gin dedicata a Graham Norton.
«Sono una grande amante del vino», ha commentato Sarah Jessica Parker, «lo bevo spesso e dunque trovo questo progetto ancora più eccitante e divertente.
Non vedo l’ora di seguirne la nascita e la creazione: ho intenzione di essere molto presente in tutti i passaggi del processo».
www.grazia.it – 28/02/2019
Leonardo Da Vinci, genio del vino
Tra le passioni di Leonardo, nato tra i vigneti toscani, c’era anche quella per il vino, tanto che il genio del Rinascimento dedicò parte dei suoi minuziosi studi anche alla sua produzione, lasciandoci futuristiche indicazioni in ambito vitivinicolo.
“Il vino, il divino licore dell’uva” scriveva Leonardo cinque secoli fa, conferendo all’uva un ruolo quasi spirituale e rivelando l’importanza che attribuiva al vino.
A svelare questo volto meno noto del più grande scienziato italiano è la Leonardo da Vinci Spa, custode del lascito del genio e della sua applicazione grazie alle moderne tecnologie per produrre grandi vini, nelle celebrazioni per i 500 anni dalla morte promosse in tutta Italia, e in particolare nelle città dove l’eredità di Leonardo è più forte, da Milano a Firenze, e in tutto il mondo.
E a Vinci, ovviamente, nella cui campagna Leonardo ebbe i natali nel podere di famiglia ad Anchiano circondato di vigneti. Il risultato, come raccontano a WineNews, sono ora cinque linee di etichette prodotte secondo le sue intuizioni, Leggi il resto di questo articolo »
Vino: il Nizza è ufficialmente una Docg
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Ue, si è concluso il percorso di riconoscimento comunitario del Nizza Docg, che va definitivamente ad aggiungersi alle Denominazioni di origine tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato.
Un risultato che giunge al termine di un percorso burocratico iniziato nel 2014, quando il Consorzio decise di richiedere il riconoscimento a Denominazione di quella che dal 2008 era una sottozona della Barbera d’Asti.
Ed è grazie al suo costante impegno nel promuovere le proprie istanze presso tutte le sedi deputate, che oggi si celebra il riconoscimento definitivo di questa Barbera in purezza, coltivata in 18 comuni del Sud astigiano.
“Siamo ovviamente felici di questo riconoscimento – dichiara Filippo Mobrici, presidente del Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato – che consente ai produttori del Nizza Docg di fregiarsi di un marchio di qualità riconosciuto a livello mondiale.
L’obiettivo è quello di realizzare una Barbera in purezza di qualità, sfruttando la vocazione di questi terreni. Si spiegano così le rigide previsioni del disciplinare che, nel limitare a 70 i quintali di uva per ogni ettaro di vigneto, impone un invecchiamento minimo in botti di legno, che oscilla tra i 18 e i 30 mesi”.
“È un grande giorno per tutti gli amanti del Nizza – dichiara Gianni Bertolino, presidente dell’Associazione Produttori – che conferma la qualità del nostro vino.
Consapevoli di ciò, abbiamo deciso di intraprendere questo lungo percorso, partito nel 2008 con la creazione di un’apposita sottozona nel disciplinare della Barbera d’Asti e concluso oggi, con il riconoscimento a livello comunitario.
Il risultato ottenuto premia gli sforzi di tutti i produttori di Nizza Docg e garantisce loro un prodotto di altissima qualità, capace di rappresentare adeguatamente il Monferrato in tutto il mondo”.
ildubbio.news – 14/02/2019
La rinascita del Vermouth
L’Artemisia Absinthium, (l’Assenzio) è l’erba aromatica usata nella produzione del Vermouth, la bevanda antica ma dal gusto attuale, classificata come Vino Aromatizzato.
Ecco da dove ha origine la lunga storia del Vermouth, da una piantina già conosciuta dai romani: ne parlano anche Cicerone e Plinio il Vecchio proprio in riferimento ai vini aromatizzati dalle miracolose proprietà per chi aveva problemi di salute e stomaco.
Ufficialmente la nascita del Vermouth risale al 1786 a Torino, una città ricca di spunti culturali, una specie di salotto cittadino nel quale si ritrovavano intellettuali, politici e gente della borghesia, soprattutto nel tardo pomeriggio, il momento più adatto per gustare la nuova bevanda creata, per puro caso, da un garzone, Antonio Benedetto Carpano, il primo ad avere avuto l’intuizione di mescolare erbe e spezie a un vino bianco prodotto con uve di Moscato.
Il successo durò circa due secoli, anni nei quali il Vermouth si ritagliò una posizione di prestigioso nel pubblico degli appassionati e degli intenditori per diventare, verso gli anni ’60 del 1900, una bevanda oramai obsoleta.
LA NUOVA VITA DEL VERMOUTH
Per fortuna i tempi sono cambiati e il Vermouth è tornato a vivere una nuova identità, anche territoriale.
Oggi, entrando in un locale, chiedendo di bere il ‘vino aromatico’ si scopre una realtà differente, fatta di un buon numero di etichette e di un rinato interesse, non solo da parte di chi ne aveva ricordo ma, passo dopo passo, si riscontra una curiosità crescente anche da parte del pubblico più giovane, attratto dal mondo della mixology. Leggi il resto di questo articolo »
Il Palazzo del Vino accoglierà il Consorzio Tutela Vini Gambellara
Raggiunto l’accordo tra il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza e il Consorzio Tutela Vini Gambellara: le due realtà presto riunite nella sede di Lonigo (VI).
Due Consorzi e un unico coordinamento, per valorizzare ancora di più l’enologia del territorio vicentino. Il Consorzio Tutela Vini Gambellara ha deliberato l’avvio di una collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza, sotto la direzione di Giovanni Ponchia.
La sede operativa sarà il Palazzo del Vino di Lonigo, già casa della Doc Colli Berici, della Doc Vicenza e dell’enoteca consortile.
“Già da tempo – ha spiegato Silvano Nicolato, presidente del Consorzio Tutela Vini Gambellara – si auspicava una sinergia e un coordinamento unico tra i due diversi Consorzi di Tutela del Vicentino, per promuovere in maniera ancora più efficace i grandi vini del nostro territorio”.
La Doc Colli Berici e Vicenza prosegue così nel progetto di rinnovamento attivato negli ultimi anni, che nel marzo 2018 ha portato anche all’inaugurazione dell’enoteca consortile a Palazzo Pisani, nel cuore di Lonigo.
“Questa cooperazione con il Consorzio Gambellara – commenta Silvio Dani, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza – è un bellissimo esempio di coordinamento tra le due realtà che consentirà di lavorare in un’unica direzione e renderà ancora più centrale il ruolo del nostro Palazzo del Vino all’interno del panorama vitivinicolo vicentino”.
I vini del Consorzio Tutela Vini Gambellara sono ottenuti da uve garganega, vitigno bianco simbolo di questa denominazione storica nata sui pendii di un vulcano spento e in grado di donare eleganti vini bianchi come il Recioto e il Vin Santo.
La realtà consortile conta 20 aziende associate nei 500 ettari di territorio appartenenti alla DOC, per circa 800 mila bottiglie prodotte nel 2017
L’estensione del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza raggiunge invece i 700 ettari e raggruppa una trentina di soci, che imbottigliano 2,5 milioni di bottiglie all’anno, prevalentemente da uve a bacca rossa come Merlot, Cabernet Sauvignon e Tai Rosso, ma anche vini bianchi da uve pinot bianco, sauvignon e garganega.
www.federvini.it – 11/02/2019
Nella patria del sake vince il vino italiano
Soffre il vino italiano in Giappone, che resta però il Paese asiatico dove si vende più vino nazionale, almeno in valore.
Nel 2018, secondo i dati Ice, l’export ha raggiunto i 173 milioni di euro, contro i 147 milioni della Cina.
Nel complesso a soffrire sono soprattutto i volumi di vendita, che diminuiscono dello 0,4%, che ha impattato molto sui vini fermi, che valgono 128 milioni di euro, che hanno registrato una flessione dell’1,6% in valore e del 10% in volume, mentre crescono gli spumanti, che hanno registrato un aumento del 4,2%, per 33 milioni, pari a 6,8 milioni di litri.
L’Italia è il secondo fornitore di bollicine del Paese. Prima è la Francia che con gli Champagne domina con una quota di mercato dell’83% in valore, mentre per quanto riguarda il mercato del vino in generale, la Francia ha il 55% del mercato. Al secondo posto il Cile con il 12% e solo terza l’Italia con l’11,6%.
Nonostante l’Italia sia solo terza quanto a mercato, la reputazione del vino nazionale è tanto alta da meritare valori a bottiglia in linea con quelli dei cugini francesi, qualli medi intorno ai 10 euro a bottiglia, contro i 4-8 euro dei vini cileni.
www.teatronaturale.it – 07/02/2019
Girlan, il Pinot Nero è il futuro dell’Alto Adige
“Il Pinot Nero è il futuro dell’Alto Adige”. Lo ha detto il direttore della cantina cooperativa altoatesina Girlan, Oscar Lorandi, nel presentare a Roma Vigna Gunger, un Pinot Nero Riserva 2015 affinato in barrique, in una degustazione guidata da Luca Gardini, “Miglior Sommelier del Mondo” nel 2010, nonché co-curatore della classifica The Winesider Best Italian Wine Awards.
“Un vitigno molto interessante, coltivato in Alto Adige fin dal 1800, e oggi considerato – ha sottolineato l’enotecnico Gerhard Kofler – uno dei più nobili tra i vini rossi. Difficile in vigna e in cantina, è una vera e propria sfida anche per i viticoltori più esperti”.
La cantina sociale ha investito dieci ettari nella zona di Mazzon, a Nord del fiume Adige, dove è stato individuato un ‘cru’ in una vigna vecchia di 20 anni che, per geologia, storia e pendenze che variano dal 4% al 5%, risulta particolarmente vocato per questa varietà di origini francesi.
“Nel 2008 abbiamo avviato la sperimentazione – ha ricordato Lorandi – con prima vendemmia nel 2012. Ora è in commercio l’annata 2015, e l’auspicio è di aver dimostrato, sia pure con poche annate d’esperienza, che l’Alto Adige merita un suo posto nell’Olimpo dei Pinot Noir.
Abbiamo in particolare voluto dimostrare che il nostro Pinot, prodotto in sole 2300 bottiglie, ha uno spazio e voce al pari delle altre eccellenze.
E siamo ottimisti, io e i 200 soci conferitori e produttori, sull’evolversi della raccolta 2018, dopo l’annata 2016 che è stata bellissima”.
Giornale di Sicilia – 04/02/2019
Un bicchiere di vino al giorno? Ecco cosa succede al nostro organismo
A quanto pare un bicchiere di vino al giorno diminuisce il rischio di finire nelle mani dei medici. Un recente studio effettuato da un gruppo di scienziati italiani dell’IRCCS NEUROMED di Pozzilli (Isernia) ha confermato che chi beve un bicchiere di vino al giorno ha più probabilità di non finire all’ospedale, rispetto a chi non consuma alcol per niente.
Un bicchiere di vino al giorno riduce il rischio di cancro e malattie cardiovascolari Louis Pasteur, in uno dei suoi momenti di riflessione, diceva: “C’è più filosofia in una bottiglia di vino che in tutti i libri”.
I ricercatori nel campo della salute hanno sempre cercare di portare alla luce cosa succede all’organismo, nel momento in cui si consuma un bicchiere di vino al giorno.
Bisogna sapere che il vino è ricco di composti antiossidanti, porta benefici per la salute e contiene una grande quantità di minerali, come ad esempio: potassio, calcio, magnesio, vitamine idrosolubili (B1, B2, B5 e B6), acido folico, vitamina B12 e vitamina C.
Il vino ha proprietà antiossidanti. Attenzione! Il consumo deve essere moderato, solo cosi aiuta a prevenire malattie cardiovascolari, migliora il sistema immunitario, produce energia e migliora le prestazioni della memoria. Leggi il resto di questo articolo »
Verso la prima DOC BIO – MASARI
“Il progetto di questi due giovani si proietta in quello che dovrà essere il futuro dell’agricoltura. Bravi e lungimiranti. La Regione è al loro fianco per accompagnarli in ogni forma possibile verso la realizzazione del loro sogno”.
Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime la sua ammirazione e i suoi complimenti per il progetto, portato avanti all’Azienda Vinicola Masari di Maglio di Sopra, in provincia di Vicenza, dove sta per nascere il primo vino Doc Bio d’Europa.
“I protagonisti, Massimo Dal Lago e Arianna Tessari – aggiunge Zaia – hanno compiuto una scelta strategica, molto difficile, ma che costituisce il futuro del settore”.
“Ho avuto modo di vedere di persona il vigneto in questione – dice Zaia – ed è davvero un esempio di scuola, ma anche di passione. Mi auguro, e la Regione è e resta a disposizione di Massimo e Arianna con l’assistenza tecnica necessaria, che al più presto si possa arrivare anche all’approvazione governativa come biodistretto”.
Comunicato stampa della Regione Veneto N° 30 del 10/01/2019
(AVN) Venezia, 10 gennaio 2019
La Russia ha annullato i dazi sulle importazioni di frutta, verdura e vino dalla Moldavia
A partire dal 1 gennaio 2019, la Russia ha annullato i dazi sulle importazioni dalla Moldavia di frutta, verdure fresche e conservate e sul vino.
Lo ha annunciato il Presidente della Repubblica di Moldavia, Igor Dodon, sottolineando che il governo russo ha adottato un decreto relativo alla soppressione, con effetto dal 1 gennaio 2019, dei dazi sulle importazioni nella Federazione russa di ortaggi, frutta (mele, ciliegie, prugne, nettarine, ecc.), verdura e verdura in scatola, uva e prodotti vitivinicoli.
Igor Dodon ha dichiarato che la cancellazione dei dazi doganali è stata possibile in seguito agli accordi che aveva raggiunto in precedenza con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.
“Questa decisione contribuirà senza dubbio ad un aumento significativo delle esportazioni di merci moldave sul mercato russo, la creazione di posti di lavoro ed influirà sulla crescita del bilancio statale”, ha detto il presidente Dodon, ringraziando Vladimir Putin per il sostegno al popolo moldavo.
fai.informazione.it – 05/01/2019