Aggiornamenti
Luca Maroni (Enologo): “Leonardo Da Vinci e il vino”
In occasione dei 500 anni dalla scomparsa del maestro del Rinascimento Leonardo Da Vicìnci, occasione celebrata in tutta Italia e non solo con mostre ed esposizioni, tra i vari aspetti dell’uomo artista e scienziato che sono stati approfonditi e ricordati, ve n’è uno che risalta e che dona una dimensione molto intima e umana di chi fosse Leonardo.
Nel suo rapporto con il vino, di cui ben poco si è saputo per secoli, è celata una natura segreta, personale del rapporto tra il genio e la terra. La sua splendida Vinci, con i suoi pendii, ma anche la più caotica e industriosa Milano, dove Leonardo riuscì a ritagliarsi un angolo di vita campestre, dedicando alla sua vigna non solo il sudore della fronte, ma tutto il suo acume e impegno.
«Il rapporto familiare, quotidiano e profondo che ha sempre legato Leonardo al vino – afferma l’enologo Luca Maroni al quotidiano online Spraynews.it – gli derivò dal fatto di essere nato in una famiglia originaria di un piccolo borgo della meravigliosa campagna toscana: Vinci. Situata alle pendici del Montalbano ad una quota di circa 200 metri sul livello del mare, un morbido paesaggio collinare, un’esposizione solare luminosissima che culmina in radiosi tramonti, un vero paradiso naturalistico-elementare per la vite e per l’olivo.
Altro aspetto importante, – continua Luca Maroni – Leggi il resto di questo articolo »
Vino: campagna promozione Soave in Giappone e Gran Bretagna
Addio alla tradizionale anteprima che lascerà spazio ad un nuovo format inedito. Questa la scelta del Consorzio per la tutela vini Soave e Recioto che lancia una campagna promozionale in Gran Bretagna e Giappone.
Si parte a maggio con Soave Stories, una 2 giorni dedicata al “Mondo Soave” che vedrà protagonisti alcuni dei massimi esperti a livello internazionale. A parlare di Soave sono stati chiamati Sarah Abbott MW a Kerin O’Keefe fino a John Szabo MS.
“Dopo molti confronti con i produttori – dice Sandro Gini, presidente del Consorzio – abbiamo convenuto che era a settembre che il Soave dava il meglio e deciso di unire l’anteprima a Soave Versus, un contenitore poliedrico che cade proprio alla fine dell’estate”.
Soave Stories sarà anche il trampolino di lancio delle due campagne promozionali “Summer of Soave” nel Regno Unito e “Soave Style” in Giappone che coinvolgeranno in prima persona gli operatori di ristoranti e wine bar.
corrierequotidiano.it – 29/04/2019
Alla scoperta di vitigni e vini rari
Il Piemonte è famoso nel mondo per i suoi vini nobili, Barolo, Barbaresco in primis. Poi ci sono altri vini, forse non altrettanto famosi, ma ugualmente apprezzati e conosciuti: Barbera, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Moscato, Asti, Ruchè, Pelaverga, Erbaluce, Bonarda, Carema… e ne dimentico sicuramente qualcuno.
Ma pochi sanno che la nostra regione ha una ricchezza – infinita quanto semisconosciuta - di vini e vitigni rari. Piccole coltivazioni e produzioni ridotte che però rappresentano un tesoro da scoprire e valorizzare.
Alle porte di Torino, sui pendi della Sacra di San Michele, è nata l’ Associazione tutela Baratuciat e vitigni minori. Il Baratuciat è un vino bianco che nasce in circa 8 ettari di vigneti nei territori della bassa Valsusa fra Trana, Buttigliera, Condove, Giaveno, Villarbasse: vinificato in purezza, ha profumi erbacei di sambuco, mela e eucalipto, ben strutturato..si beve che è un piacere.
Se ci spostiamo in provincia di Cuneo ecco la Nascetta di Novello, vitigno semiaromatico coltivato in 85 aziende vitivinicole per un massimo di 390mila bottiglie. Il vino si accompagna bene con antipasti freddi, formaggi, pesce crudo, crostacei e carni bianche.
Dall’ Astigiano arriva il Gamba di Pernice coltivato nei vigneti di Calosso, un rosso con profumo speziato, morbido al palato, di medio corpo tendenzialmente amarognolo. Quest’ anno viene messo in commercio, dopo 3 anni di affinamento, il prodotto del 2016, poche migliaia di bottiglie da non perdere.
E ancora l’ astigiano Uveline Uceline, vino di lusso che un tempo si regalava al dottore, al parroco, al podestà o al farmacista.
Solo per citarne altri – sempre segnalati dalla Coldiretti – per la provincia di Alessandria il Slarina o Cellerina della Val Cerrina e dal Vercellese il Clone Cobianco di Ghemme.
Insomma, è una vera e propria caccia al tesoro quella che si può fare alla ricerca di vitigni e vini rari del nostro Piemonte. L’ invito è di provarli e di segnalarcene altri.
www.targatocn.it – 29/04/2019
Presentato a Vinitaly il primo dizionario italo-cinese dei vini
Il manuale, intitolato “Il dizionario italo-cinese di Vini e di Viti”, include circa 600 voci corrispondenti a diverse varietà di uva e definisce gli standard per tradurre il nome dei vini italiani in lingua cinese. Sarà presto disponibile in libreria sia in Cina che in Italia.
Strumento di conoscenza per rafforzare il mercato cinese.
Ci sono voluti quattro anni di ricerca per ultimare il libro, scritto dagli accademici di entrambi i Paesi con l’obiettivo di aiutare i consumatori cinesi a conoscere meglio i vini italiani, e favorire l’entrata del nostro Paese nel mercato cinese del vino, dove si sono già insediati Francia e Cile.
“L’Italia è ancora poco presente e abbiamo la speranza che rendere i vini italiani più facili da conoscere possa accrescere la loro presenza in Cina”, spiega Denis Pantini, direttore della sezione dedicata all’agro-industria del think tank Nomisma.
Dalla ricerca si evince inoltre che solo il 7% dei consumatori cinesi nelle aree urbane è in grado di riconoscere il vino italiano.
www.ilsole24ore.com – 11/04/2019
Macché “sovranista”! Il vino è una cosa seria
Ultimo giorno di Vinitaly, che si appresta a chiudere la 53ª edizione con tanti buoni affari indotti dai buyer di tutto il mondo.
E tante emozioni per il Vinitaly a Verona, dove le enoteche tematiche allestite nelle piazze hanno introdotto i wine lovers al piacere di un’esperienza italiana in una bella città fra musica, arte e gusto del genius loci.
Il vino dunque come collante anche della politica, visto che Salvini, Di Maio e Conte hanno scelto Vinitaly per stemperare tensioni.
Il caso più emblematico è stato quello del Piemonte, dove i due candidati alla presidenza della Regione, Sergio Chiamparino e Alberto Cirio, si sono fatti immortalare intorno a un prosciutto e a un bicchiere di vino, dichiarando la volontà di fare una campagna elettorale leale, senza colpi bassi.
È poi quanto vuole la gente, che ha infatti commentato: «Sono due che hanno fatto tanto per il Piemonte». Una dichiarazione non banale per dire una cosa chiara: c’è una politica del personalismo che cerca il voto di pancia e una che dimostra di avere a cuore il bene comune. Poi vinca il migliore.
In ogni caso è emblematica la parata di questi giorni: ci si associa al vino perché è un prodotto vincente, qualcosa che anche negli anni della crisi si è affermato nel mondo. Certo è curioso apprendere che c’è il “Vino sovranista”, così battezzato per indicare la scelta dei vitigni autoctoni.
Alt: il vino è una cosa seria, non superiamo il limite di volerlo annacquare con le nenie del politichese.
Ma basta un cartello esposto in uno stand che la nuova congiunzione diventa virale e spadroneggia sui social. Una volta ci bastava Gaber a chiedersi cosa è di destra e cosa di sinistra, ora si va su Instagram. Leggi il resto di questo articolo »
Pure il vino è 4.0 Il digitale dalle vigne alla tavola
Il vino italiano continua a conquistare i mercati internazionali e si fa, con misura, sempre più «tecnologico».
Grandi etichette cariche di glorie, accanto a dignitosi vini da tavola che insieme danno vita a qualcosa che vale (solo parlando di esportazioni), circa 6,2 miliardi di euro. Quello del vino è certamente un settore che corre, e che riesce a collezionare margini in crescita del 6% circa nell’ultimo quinquennio.
Senza parlare dell’occupazione, visto che ad oggi, in Italia, gli addetti arrivano a circa un milione e 300mila. Qualità e concorrenza, dunque, che in questi giorni al Vinitaly di Verona (da sempre punto d’incontro di vecchie e nuove tendenze di settore), si traducono anche in un’attenzione particolare alle nuove tecnologie che fanno riferimento al paradigma di Impresa 4.0.
App, quindi, ma non solo per cercare l’etichetta migliore. La digitalizzazione del vino passa anche per strade diverse. In Francia, per esempio, nella regione di Bordeaux le tecniche digitali sono usate per la mappatura del vigore vegetativo ed hanno consentito di risparmiare dal 10 al 30% sui costi per la fertilizzazione; mentre in California droni e mappature satellitari vengono adoperate per monitorare lo stato di salute dei terreni di produzione. Leggi il resto di questo articolo »
Continueranno ad essere indennizzati con bottiglie di vino
La discussione è stata animata la scorsa settimana presso il consiglio comunale di Blonay (VD).
Il tema all’ordine del giorno era il tipo di indennizzo a cui hanno diritto gli eletti visto che, come ricorda 24 heures nella sua edizione odierna, il Comune vodese rimunera la partecipazione al Consiglio comunale solamente con delle bottiglie di vino.
Tutto è ben regolato: quelli il cui tasso di presenza supera il 60% ricevono dodici bottiglie all’anno. Al di sotto del 60%, la razione è dimezzata.
Un consigliere comunale ha però fatto clamore tra coloro che preferiscono irrorare la gola piuttosto che il proprio conto in banca. Ha proposto di rivedere le regole e di allinearsi con la maggioranza dei comuni vodesi che pagano i loro eletti.
Il vivace dibattito è culminato con una votazione a scrutinio segreto. Su 54 votanti, 31 hanno optato per il pagamento in… liquidità, vale a dire in vino. La tradizione è quindi salva.
Ogni comune – ricordiamo – è libero di decidere come ricompensare i consiglieri comunali. In Canton Vaud alcuni hanno mantenuto l’idea di distribuire il vino del comune. Altri optano per una cena o una gita di fine anno. La maggior parte paga un’indennità pecuniaria.
www.tio.ch/svizzera – 03/04/2019
Il vino rosso combatte l’obesità, uno studio dagli USA
Secondo un recente studio il vino combatte l’obesità, riuscendo a trasformare il grasso nel nostro corpo rendendolo più facile da «bruciare». Un meccanismo ancora in fase di studio che i ricercatori della Washington State University e della Harvard Medical School stanno approfondendo con sempre maggior interesse. Se dovessero essere confermate queste proprietà sarebbero presenti anche in altri frutti, come fragole e mirtilli.
Il punto focale della ricerca condotta dalle due università è stato il grasso corporeo umano: non tutti sanno che il nostro tessuto adiposo, dove conserviamo la maggior parte delle nostre riserve energetiche, non è tutto uguale ma si distingue in grasso bruno e grasso bianco. Il primo viene utilizzato molto più facilmente dal nostro organismo, che è in grado di sfruttarlo, per esempio per mantenere una temperatura corporea ottimale.
Gli scienziati sono sempre in cerca di un modo per facilitare la trasformazione del grasso bianco in grasso bruno, e in questa ricerca in particolare hanno scoperto che il resveratrolo, contenuto in particolare nel vino rosso e nei frutti di bosco, potrebbe avere un ruolo fondamentale. Questa sostanza fa parte della famiglia dei polifenoli, sostanze in grado di favorire l’espressione genetica che, a sua volta, innesca l’ossidazione dei grassi.
Seguendo questo filo conduttore alla Harvard Medical School hanno approfondito l’impatto pratico di questa scoperta sulla costituzione fisica della popolazione. È stato scoperto che le donne che consumavano due bicchieri di vino al giorno – non di più, sottolineano gli scienziati – hanno il 70% in meno di possibilità di essere sovrappeso.
www.innaturale.com – 01/04/2019
Vino: nasce “SETÀGE”, nuovo metodo di spumentizzazione
La cantina di Valdobbiadene Canevel, dal 2016 nel Gruppo Masi ha presentato in anteprima a Prowein, la fiera internazionale di D�sseldorf, il metodo di spumantizzazione «Setàge».
Il concetto di «Setàge» nasce dalla fusione delle parole «seta» e «perlage» e consiste nell’ottenere bollicine sottili ed eleganti come la seta, grazie ad un processo lento di spumantizzazione, a bassa temperatura controllata (tra il 12 i 14øc) con l’uso di lieviti selezionati.
«Siamo orgogliosi di avere creato »Setàge«, – ha commentato Federico Girotto AD Masi e Canevel – frutto delle consolidate competenze spumantistiche aziendali che si estrinsecano in un vero e proprio metodo, in una pluralità di fattori e a più livelli della catena del valore.
Il metodo è validato dal Gruppo Tecnico Masi, attraverso analisi scientifiche e l’utilizzo di nuove tecnologie. L’expertise spumantistica è attestata a livello internazionale come ha dimostrato il recente riconoscimento ricevuto da James Suckling.
La cantina di Valdobbiadene Canevel, dal 2016 nel Gruppo Masi ha presentato in anteprima a Prowein, la fiera internazionale di D�sseldorf, il metodo di spumantizzazione «Setàge».
Il concetto di «Setàge» nasce dalla fusione delle parole «seta» e «perlage» e consiste nell’ottenere bollicine sottili ed eleganti come la seta, grazie ad un processo lento di spumantizzazione, a bassa temperatura controllata (tra il 12 i 14øc) con l’uso di lieviti selezionati.
«Siamo orgogliosi di avere creato »Setàge«, – ha commentato Federico Girotto AD Masi e Canevel – frutto delle consolidate competenze spumantistiche aziendali che si estrinsecano in un vero e proprio metodo, in una pluralità di fattori e a più livelli della catena del valore.
Il metodo è validato dal Gruppo Tecnico Masi, attraverso analisi scientifiche e l’utilizzo di nuove tecnologie. L’expertise spumantistica è attestata a livello internazionale come ha dimostrato il recente riconoscimento ricevuto da James Suckling
www.online-news.it – 19/03/2019
Proviene dai vigneti della diocesi Orvieto-Todi il vino puro voluto dal Papa per le sante messe
Viene prodotto a Todi dall’Istituto agrario “Ciuffelli” Berit, il vino “in purezza” usato per celebrare le sante messe su indicazione di Papa Francesco.
Nato da una collaborazione con l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero.
L’idea di dare vita a questo Grechetto naturale, un “bianco” che raggiunge i 14 gradi, nasce a seguito di un “invito” che il Pontefice fece ai sacerdoti qualche anno fa e cioè di consumare vino il più naturale possibile e quindi non trattato con fitofarmaci o altre sostanze chimiche.
“Il nostro vino da messa – ha detto all’Ansa Gilberto Santucci, responsabile dell’azienda agraria che fa capo alla scuola – viene realizzato con uve selezionate che provengono dai vigneti della diocesi Orvieto-Todi che si trovano in località Spagliagrano.
Ne raccogliamo circa 15 quintali, rigorosamente a mano, con la collaborazione anche degli studenti del Ciuffelli e dei rifugiati politici e richiedenti asilo che si trovano a Todi”.
orvietosi.it – 03/03/2019