Non era mai successo: in Franciacorta la vendemmia è già iniziata

L’andamento meteo ha costretto i viticoltori a raccogliere tempestivamente le uve che, per la siccità e le temperature record a maggio e giugno, hanno accelerato l’andamento vegetativo

Il 30 luglio segna una data storica per la Docg Franciacorta, che ha appena iniziato la vendemmia. La raccolta, solitamente al via nella prima decade di agosto, è partita in un periodo inusuale al punto che il Consorzio di tutela parla di «fatto straordinario». Nell’areale di Gussago, e nella zona più a sud del Monte Orfano, le prime uve sono arrivate in cantina. La causa? Le oscillazioni climatiche. Quelle stesse che hanno indotto Ismea, Uiv e Assoenologi a cancellare la conferenza stampa sulle stime vendemmiali nazionali. «Le temperature elevate e la limitata disponibilità idrica – ha spiegato Emanuele Rabotti, presidente del Consorzio Franciacorta – hanno accelerato la maturazione delle uve, portandoci ad anticipare l’inizio della raccolta. La conoscenza del territorio e il lavoro dei viticoltori ci permettono di affrontare ogni stagione con attenzione e tempestività, per preservare la qualità delle uve e dei nostri vini».

L’avvio anticipato della raccolta in Franciacorta si inserisce in un’annata caratterizzata da un andamento climatico che ha richiesto un costante lavoro di monitoraggio e gestione agronomica attenti. Dopo un inverno senza particolari anomalie termiche, tra febbraio e aprile si è registrato un deciso incremento delle temperature, che ha accelerato il ciclo vegetativo, anticipando il germogliamento di oltre una settimana rispetto alla media storica. Non sono mancate le grandinate. In primavera, sono stati registrati alcuni episodi di particolare intensità: le grandinate del 6, 11 e 14 maggio, seguite da un ulteriore evento il 10 giugno, hanno interessato diverse aree della denominazione con effetti eterogenei. Le condizioni meteo favorevoli, da metà maggio, hanno consentito una buona allegagione e una regolare evoluzione della stagione vegetativa.

L’eccezionalità dell’annata per i 200 soci produttori di bollicine bresciane è stata confermata proprio dallo stesso mese di maggio, col record storico di giornate con temperature superiori ai 32 gradi, mentre giugno si colloca tra i mesi più caldi degli ultimi 29 anni, contribuendo a segnare il 2026 come una delle annate più calde degli ultimi decenni. Quadro complicato dalla disponibilità idrica «inferiore alla media. Nonostante le precipitazioni di inizio estate abbiano contribuito a migliorare il bilancio stagionale – rende noto il Consorzio – al 12 luglio il cumulato pluviometrico risultava ancora inferiore del 25% rispetto ai valori storici».

Le alte temperature e la limitata disponibilità d’acqua hanno rallentato la crescita vegetativa nella seconda parte della stagione, soprattutto nei terreni più drenanti e nei vigneti più giovani, senza compromettere la maturazione. Da metà luglio, la situazione è progressivamente cambiata: il ritorno delle piogge, anche se con grandine, ha favorito un riequilibrio delle riserve idriche. Infine, le temperature sono rientrate nella media consentendo una maturazione più regolare fino alla vendemmia.

https://www.gamberorosso.it – 30/07/2026

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