Eventi
Il Palazzo del Vino accoglierà il Consorzio Tutela Vini Gambellara
Raggiunto l’accordo tra il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza e il Consorzio Tutela Vini Gambellara: le due realtà presto riunite nella sede di Lonigo (VI).
Due Consorzi e un unico coordinamento, per valorizzare ancora di più l’enologia del territorio vicentino. Il Consorzio Tutela Vini Gambellara ha deliberato l’avvio di una collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza, sotto la direzione di Giovanni Ponchia.
La sede operativa sarà il Palazzo del Vino di Lonigo, già casa della Doc Colli Berici, della Doc Vicenza e dell’enoteca consortile.
“Già da tempo – ha spiegato Silvano Nicolato, presidente del Consorzio Tutela Vini Gambellara – si auspicava una sinergia e un coordinamento unico tra i due diversi Consorzi di Tutela del Vicentino, per promuovere in maniera ancora più efficace i grandi vini del nostro territorio”.
La Doc Colli Berici e Vicenza prosegue così nel progetto di rinnovamento attivato negli ultimi anni, che nel marzo 2018 ha portato anche all’inaugurazione dell’enoteca consortile a Palazzo Pisani, nel cuore di Lonigo.
“Questa cooperazione con il Consorzio Gambellara – commenta Silvio Dani, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza – è un bellissimo esempio di coordinamento tra le due realtà che consentirà di lavorare in un’unica direzione e renderà ancora più centrale il ruolo del nostro Palazzo del Vino all’interno del panorama vitivinicolo vicentino”.
I vini del Consorzio Tutela Vini Gambellara sono ottenuti da uve garganega, vitigno bianco simbolo di questa denominazione storica nata sui pendii di un vulcano spento e in grado di donare eleganti vini bianchi come il Recioto e il Vin Santo.
La realtà consortile conta 20 aziende associate nei 500 ettari di territorio appartenenti alla DOC, per circa 800 mila bottiglie prodotte nel 2017
L’estensione del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza raggiunge invece i 700 ettari e raggruppa una trentina di soci, che imbottigliano 2,5 milioni di bottiglie all’anno, prevalentemente da uve a bacca rossa come Merlot, Cabernet Sauvignon e Tai Rosso, ma anche vini bianchi da uve pinot bianco, sauvignon e garganega.
www.federvini.it – 11/02/2019
Una botta d’orgoglio per il vino di Rimini
“I vini bevibili soprattutto con amore sono come le belle donne, differenti, misteriosi e volubili, ed ogni vino come una donna va preso.
Luigi Veronelli”
Inizia oggi al Teatro degli Atti, la tre giorni dedicata al vino Riminese.
Quando, in illo tempore, pontificavo sul vino delle nostre splendide colline a Furlè, in te Zitadoun, mi guardavano storto, pensando in cuor loro che bestemmiassi…
Avevano ragione, i raspaterra del Consorzio Agrario, loro erano più avanti in campo enologico di almeno vent’anni.
In casa nostra è mancata quella nobiltà agricola illimitata presente in Toscana e in Piemonte.
I nostri contadini che avevano fame e voglia di lavorare sono diventati albergatori, bagnini, ristoratori e se non fossero arrivati, che Dio li benedica, quelli che noi chiamavamo con sufficienza “maruchin” i marocchini/marchigiani che bussavano con i piedi, la cultura della vite sarebbe scomparsa nell’agro riminese.
Ma questa non è storia, è preistoria. Guardiamo al presente, anzi al futuro.
Abbiamo la possibilità di conoscere lo stato dell’arte sulla nostra viticoltura e volendo, assaggiare, gustare, centellinare il meglio della produzione locale. Una botta d’orgoglio, ogni tanto, fa bene.
www.riminiduepuntozero.it – 02/02/2019
Vino su Marte e cotone sulla Luna?
Avete capito bene … nel 2024 gli astronauti dovrebbero poter brindare con del vino marziano DOC. Come è possibile?
Da recenti scoperte archeologiche gli scienziati hanno stabilito che la Georgia possieda una tradizione vinicola di oltre 8000 anni e che producesse vino già nel Neolitico.
Ma che cosa centra tutto questo con il pianeta rosso? Il fatto è che proprio la Georgia progetta di coltivare dei grappoli su terreni marziani, in base al progetto IX Millennium.
Nikoloz Doborjginidze, fondatore dell’agenzia di ricerca spaziale della Georgia, ha affermato: “I nostri antenati hanno diffuso il vino sulla Terra, così possiamo fare lo stesso su Marte”.
Questa idea è nata dall’invito della Nasa a presentare proposte per facilitare la presenza umana prolungata su Marte, l’idea degli scienziati della Business Technology University di Tblisi è quella di individuare, assieme al progetto IX Millennium, la varietà di vite in grado di spuntarla su basse temperature, alti livelli di monossido di carbonio e bassa pressione.
Per ora il progetto sta testando la coltivazione idroponica (fuori suolo) di viti in serre verticali in un hotel di Tblisi.
Per ora non si conosce nulla sulla fermentazione, imbottigliamento e invecchiamento dei vini, ma secondo la Nasa pare che la fermentazione in microgravità sia possibile.
L’unica certezza è che il primo vino marziano sarà un vino bianco, Leggi il resto di questo articolo »
Verso la prima DOC BIO – MASARI
“Il progetto di questi due giovani si proietta in quello che dovrà essere il futuro dell’agricoltura. Bravi e lungimiranti. La Regione è al loro fianco per accompagnarli in ogni forma possibile verso la realizzazione del loro sogno”.
Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime la sua ammirazione e i suoi complimenti per il progetto, portato avanti all’Azienda Vinicola Masari di Maglio di Sopra, in provincia di Vicenza, dove sta per nascere il primo vino Doc Bio d’Europa.
“I protagonisti, Massimo Dal Lago e Arianna Tessari – aggiunge Zaia – hanno compiuto una scelta strategica, molto difficile, ma che costituisce il futuro del settore”.
“Ho avuto modo di vedere di persona il vigneto in questione – dice Zaia – ed è davvero un esempio di scuola, ma anche di passione. Mi auguro, e la Regione è e resta a disposizione di Massimo e Arianna con l’assistenza tecnica necessaria, che al più presto si possa arrivare anche all’approvazione governativa come biodistretto”.
Comunicato stampa della Regione Veneto N° 30 del 10/01/2019
(AVN) Venezia, 10 gennaio 2019
La Russia ha annullato i dazi sulle importazioni di frutta, verdura e vino dalla Moldavia
A partire dal 1 gennaio 2019, la Russia ha annullato i dazi sulle importazioni dalla Moldavia di frutta, verdure fresche e conservate e sul vino.
Lo ha annunciato il Presidente della Repubblica di Moldavia, Igor Dodon, sottolineando che il governo russo ha adottato un decreto relativo alla soppressione, con effetto dal 1 gennaio 2019, dei dazi sulle importazioni nella Federazione russa di ortaggi, frutta (mele, ciliegie, prugne, nettarine, ecc.), verdura e verdura in scatola, uva e prodotti vitivinicoli.
Igor Dodon ha dichiarato che la cancellazione dei dazi doganali è stata possibile in seguito agli accordi che aveva raggiunto in precedenza con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.
“Questa decisione contribuirà senza dubbio ad un aumento significativo delle esportazioni di merci moldave sul mercato russo, la creazione di posti di lavoro ed influirà sulla crescita del bilancio statale”, ha detto il presidente Dodon, ringraziando Vladimir Putin per il sostegno al popolo moldavo.
fai.informazione.it – 05/01/2019
Vino italiano sempre più apprezzato all’estero
Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo: dicembre è il mese delle bollicine. Nonostante la passione per i vini mossi che trainano l’export italiano, i vini fermi si fanno ‘rispettare’ sul mercato internazionale.
Gli Usa sono i primi consumatori di prodotti italiani, dal bianco, rosso e rosato alle bollicine mentre i tedeschi amano Verdicchio, Passerina e Friulano.
In Russia si privilegiano i vini bianchi e rosati corposi provenienti da Puglia e Sicilia mentre in Cina si stappano prevalentemente Barbera e Nero d’Avola.
Secondo i dati dell’Osservatorio vini spumanti effervescenti (Ovse) saranno stappate nel mondo circa 220 milioni di bottiglie che, insieme alle 70 milioni di vino frizzante, raggiungeranno un giro d’affari al consumo di 5 miliardi di euro.
Valori estremamente positivi, con qualche numero in meno di bottiglie consumate rispetto allo scorso anno, ma con alcuni dollari in più.
In cinque, anni, a partire dal 2013, l’incremento in valore è stato di 200 milioni di euro per i soli consumi dei vini delle feste.
I più richiesti in questo momento dell’anno sono Brunello, Bolgheri, Sangiovese, Soave, Nero d’Avola e soprattutto Puglia per i vini rosati, Emilia per il Lambrusco, Veneto e Trentino con il bianco fermo Pinot Grigio.
www.maximitalia.it – 28/12/2018
Un vino Malvasia… d’artista
C’è, nel cuore di Milano, in corso Magenta per la precisione, il frutto di una storia dimenticata, una storia che risale al 1482 e che ha, come protagonista principale, Leonardo da Vinci.
Milano in quegli anni era molto produttiva ed era una delle poche città in Europa a superare i centomila abitanti.
Leonardo si presentò alla corte di Ludovico il Moro con la lettera d’impiego nella quale descriveva i suoi progetti di opere idrauliche, apparati militari, di architettura e infine di pittura e scultura.
Gli furono assegnati alcuni lavori tra cui l’incarico di dipingere sul muro del refettorio della basilica di Santa Maria delle Grazie, l’ultima cena di Cristo.
La vigna regalata
La basilica era un luogo molto caro a Ludovico e alla sua famiglia. Fu così che, per ringraziare Leonardo, il Moro gli donò, nel 1498 (anno in cui terminò l’opera) una vigna di sedici pertiche, circa un ettaro, proprio di fronte alla chiesa. Leggi il resto di questo articolo »
Undici del vino” nell’unione nazionali di calcio vignaioli
Un’associazione cecinese, la “Undici del Vino”, è la realtà italiana che ha dato vita, insieme alle organizzazioni di altri sette Paesi, all’unione delle nazionali europee di calcio vignaioli, la quale è stata inaugurata nella tenuta vinicola di Danilo Steyer, presidente dell’associazione slovena del vino e del calcio.
La cecinese Undici del Vino, è nata nel 2006 con l’obiettivo di coniugare la passione per il vino e quella per il calcio.
Ha come finalità la promozione, lo sviluppo e la diffusione della cultura del vino, dell’enogastronomia e dello sport, e conta ventuno aziende associate, provenienti da diverse parti d’Italia.
Il presidente e il vicepresidente dell’associazione, Paolo Pacini e Luigi Brunetti, hanno recentemente partecipato all’incontro di Stoccarda, nel corso del quale si è discusso dei preparativi per il VinoEuro 2020 in Repubblica Ceca, previsto dal 19 al 23 maggio 2020, e degli sforzi per aumentare il numero dei Paesi partecipanti al progetto.
Il presidente delle otto associazioni nazionali di Italia, Svizzera, Ungheria, Portogallo, Slovenia, Repubblica Ceca, Austria e Germania, Robert Lönarz, ha scelto la Hochschule Geisenheim University come sede centrale della nuova associazione europea.
Gli otto Paesi aderenti all’Unione avevano già dato precedentemente vita alle nazionali vignaioli e disputano ogni due anni un campionato europeo. Una realtà, questa, che è in continua crescita, coniugando sport e buon vino, nell’ottica di una cooperazione tra diverse realtà nazionali.
http://iltirreno.gelocal.it – 08/11/2018
Carini, a scuola di… vendemmia: i piccoli alunni imparano a fare il vino
Le sezioni della scuola dell’infanzia Vanni Pucci dell’Istituto Comprensivo Renato Guttuso di Carini si sono cimentate nella produzione del loro primo vino.
L’esperienza che ha visti protagonisti i bambini di 4 e 5 anni, è stata ideata ed organizzata dalle maestre, in collaborazione con i rappresentanti di classe e di ciascuno dei genitori dei numerosissimi bambini, tutti impegnati a spiegare, in più tappe, i processi e le fasi che portano l’uva a trasformarsi in vino (a partire dalla parte teorica trattata in classe e dai numerosi esercizi preparatori).
I piccoli produttori vinicoli si sono cimentati nella diraspatura dei grappoli d’uva, cioè la separazione degli acini dai raspi, raccogliendoli in contenitori di plastica.
Successivamente hanno proseguito con la pigiatura a mano degli acini, ottenendo il succo d’uva.
Vedere le loro mani immerse nei contenitori che schiacciavano gli acini facendo fuoriuscire il succo faceva crescere i loro sorrisi, la loro curiosità ed il loro divertimento, in un’immagine agli occhi degli osservatori, indimenticabile, racchiudendo il vero significato della festa della vendemmia.
Hanno separato con l’aiuto degli adulti le vinacce dal succo raccogliendolo in una bottiglia come se fosse un piccolo tino (impossibile trasferire, a scuola, infatti, le botti).
Una vera e propria festa nelle nostre campagne e nella nostra isola.
Le maestre hanno spiegato la cultura del vino, la passione e l’impegno che ci vuole per ottenere un buon vino; e, inoltre, hanno spiegato con parole semplici che l’uva va curata già dal vigneto, la vendemmia e tutte le fasi necessarie, fino ad arrivare al giorno di San Martino nel quale il mosto, trasformato in vino, sarà travasato nelle bottigliette sulle quali saranno attaccate le etichette con scritto il nome del vino e l’anno di produzione.
Dopo il lavoro, il meritato riposo, festeggiando gradi e piccoli questa strepitosa esperienza di vita al Vanni Pucci dell’ICS Renato Guttuso di Carini.
www.palermotoday.it – 25/10/2018
Autunno al Muvis, il Museo del Vino più grande d’Europa
Con l’arrivo dell’autunno entrano nel vivo le iniziative del Muvis, il Museo del Vino più grande d’Europa, con visite guidate ed eventi speciali tra cui spettacoli musicali e teatrali.
Il Muvis (Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari), il cui solo percorso sotterraneo, su 4 livelli, supera i 3.000 metri quadrati, è sorto all’interno dell’ex complesso produttivo dei Conti Vaselli nel centro del piccolo borgo di Castiglione in Teverina, in provincia di Viterbo, sfruttando le vecchie cantine.
L’allestimento è stato studiato in modo da ottenere il coinvolgimento del visitatore: accanto alle tracce materiali e immateriali del mondo contadino (strumenti, foto, racconti) e delle vicende storiche ed umane delle Cantine Vaselli (con video, gigantografie e macchinari) sono stati “messi in scena”, con installazioni scenografiche, gli aspetti della produzione e della tradizione vinaria nel territorio della Teverina, accanto ai grandi temi di più ampio respiro culturale che il vino suggerisce.
In queste cantine, il Conte Romolo Vaselli (1898 – 1967) avviò sin dal 1942 una produzione vitivinicola di qualità che esportava in tutto il mondo.
Inoltrandosi nel percorso di visita del Muvis, fino in profondità nelle cantine, raggiungendo la “Cattedrale”, che custodisce le botti antiche più grandi d’Italia, si respira ancora l’identità di una comunità che per decenni ha vissuto assecondando il ritmo del lavoro in vigna.
www.ansa.it – 21/10/2018