Eventi
Le bottiglie di vino spedite nello spazio per invecchiare
In attesa di sperimentare le delizie di una cantina lunare (magari nel propizio cratere di Bessel) 12 bottiglie di Bordeaux stanno piacevolmente invecchiando in orbita nella Stazione Spaziale Internazionale. Una inziativa non solo scientifica ma anche enogastronomica.
Gli enologi in realtà si erano inizialmente stupiti della proposta che poi hanno accolto di buon grado anche per gli eventuali propizi cascami di marketing.
“Non pensavamo che questo progetto fosse serio – ha detto Philippe Darriet, eminente enologo presso l’Università di Bordeaux – E poi abbiamo colto l’occasione. Abbiamo ritenuto che il soggiorno del vino sulla Stazione Spaziale Internazionale sia un’opportunità per studiare l’impatto della micro-gravità, della radiazione solare, dell’evoluzione dei componenti del vino”.
Il vino trascorrerà 12 mesi in orbita prima di tornare sulla Terra per essere analizzato e confrontato con 12 bottiglie gemelle rimaste in cantina.
Il bere vino rosso in orbita non è pero’ contemplato a dispetto di una ricerca condotta alla Harvard Medical School secondo la quale il resveratrolo, presente nei rossi, che dovrebbe/potrebbe aiutare a contrastare la bassa gravità e Leggi il resto di questo articolo »
La bevanda amata e bevuta da tutto il mondo
Stiamo assistendo ad un «rinascimento» dei vini italiani, che accompagnano piatti e cene solenni e, nel caso di vini frizzanti, anche colazioni. Inoltre, è stato scientificamente dimostrato che proprio il vino frizzante migliora la memoria e previene gli effetti di malattie come l’Alzheimer o il Parkinson. È interessante notare che nel 2015 sono stati proprio gli italiani ad aver prodotto più vino. In particolare vale la pena menzionare una delle maggiori sfide per i vinificatori, cioè il vino leggermente frizzante.
Il nome “vino frizzante” è stato usato per la prima volta per descrivere il vino nel 1908. Grazie alle sue qualità di gusto e beneficio per la salute, questo tipo di vino è diventato amato da tutto il mondo! Non senza motivo, dato che in quantità moderate è benefico per la salute dei nostri corpi. I vini frizzanti contengono i polifenoli, ovvero antiossidanti che aiutano a ridurre i danni causati dai radicali liberi.
Grazie a questo non solo prevengono problemi cardiaci, come l’ictus, ma anche abbassano la pressione. Il vino frizzante viene di solito consumato durante grandi feste di nozze, anniversari, compleanni ed eventi familiari. Inoltre, per molti è difficile immaginare il Capodanno senza le bollicine. È anche un’idea originale per un regalo elegante che andrà bene sia con le portate principali che i dessert.
Per concludere, vale la pena sapere che bere il vino frizzante in moderazione aiuta a mantenere forma impeccabile. Può avere persino la metà delle calorie possedute da altri tipi di vino e, siccome lo beviamo da bicchieri più piccoli rispetto ai vini tradizionali, si riduce anche il volume della bevanda consumata.
Vorremmo augurarvi FELICE ANNO NUOVO in compagna di amici e del vino frizzante italiano!
www.gazzettaitalia.pl – 30/12/2019
Nasce “Xenia”, il vino dell’ospitalità.
Un nuovo vino, dal sapore specialissimo. Caldo, accogliente, solidale soprattutto. Xenia, in greco antico «ospitalità», accoglienza dello straniero.
È il nome dato al vino realizzato da “Agricoltura Capodarco” con l’aiuto di migranti e disabili che per mesi hanno lavorato gomito a gomito nelle sedi di Grottaferrata e nel Parco della Mistica.
La bevanda, già messa in commercio, è stata presentata in occasione dei 40 anni della cooperativa sociale, come prodotto simbolo contro «il clima di odio che sempre più si respira in Italia».
La denominazione del vino, rosso rubino, è stata scelta durante un pranzo comunitario all’interno dell’azienda agricola con il presidente Salvatore Stingo.
«Hanno partecipato tutti alla decisione ed è stato un momento di forte condivisione, una sorta di votazione in cui siamo stati tutti concordi – racconta Ilaria Signoriello della cooperativa -.
Abbiamo scelto un nome forte che ben rappresentava i valori storici di Capodarco che oggi più che mai vanno riaffermati: integrazione e accoglienza. Leggi il resto di questo articolo »
Dodici bottiglie di vino sulla stazione spaziale per studiarne l’invecchiamento
Guardare, studiare ma assolutamente non sorseggiare. Dodici bottiglie di vino rosso di un’azienda con sede a Lussemburgo sono state inviate alla Stazione spaziale internazionale in nome della scienza.
Non quindi per essere bevute dagli astronauti, ma per studiare gli effetti della microgravità e delle radiazioni spaziali sul processo di invecchiamento.
La speranza è quella di sviluppare nuovi sapori e proprietà per l’industria alimentare.
La stessa azienda ha poi messo a disposizione altre 12 bottiglie di vino ai ricercatori che lavorano sulla Terra in modo da confrontare i lotti dopo un anno.
Tutte le bottiglie, quelle sulla Iss e quelle sulla Terra, rimarranno sigillate e verranno conservate a 64 gradi Fahrenheit.
Secondo i ricercatori, i due lotti avranno probabilmente un sapore diverso alla fine dell’esperimento.
Le 12 bottiglie di vino rosso sono solo alcune delle cose lanciate lo scorso sabato sulla Iss da Allops Island, in Virginia, negli Stati Uniti, dall’azienda Space Cargo Unlimited attraverso un razzo costruito da Northrop Grumman.
Nel pacco diretto alla Iss, che pesava circa 4 tonnellate, c’erano anche parti di auto sportive e un forno con tutto l’occorrente per fare biscotti con le gocce di cioccolato.
www.repubblica.it/scienze – 05/11/2019
Vino: Lombardia approva decreto su enoturismo
Via all’enoturismo in Lombardia. E’ stato infatti approvato dalla regione lo schema di Scia (Segnalazione certificata inizio attivita’) per l’esercizio dell’attivita’ enoturistica. Si tratta di un servizio che potranno offrire le aziende agricole e che ricomprende la produzione e la vendita del vino associata alla degustazione funzionale alla vendita.
Attraverso questo decreto, le aziende vitivinicole regolamenteranno le loro attivita’ di accoglienza, di divulgazione e degustazione, proponendo particolari percorsi esperienziali e turistici incentivando il mercato dei viaggi, delle vacanze e del turismo. . Bastera’ compilare una scia semplificata.
La Lombardia e’ una straordinaria regione vitivinicola, agricola e turistica. Unire questi aspetti e’ una scelta vincente e lungimirante per garantire redditivita’ e futuro alle nostre imprese” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi della regione Lombardia.
“Stiamo gia’ creando un registro regionale dedicato all’enoturismo e attivando corsi di formazione per operatori professionali. La Lombardia vuole sfruttare il forte legame tra vino e attrattivita’ turistica; nella nostra regione ci sono agriturismi e cantine che gia’ fanno degustazione di vino o di altre bevande con notevole indotto e con flussi turistici straordinari: per il nostro territorio era indispensabile definire i requisiti per l’esercizio dell’attivita’.
Questo decreto e’ frutto – ha concluso Rolfi – di un lavoro scrupoloso realizzato insieme ai consorzi lombardi. I nostri imprenditori agricoli chiedono di poter dedicare piu’ tempo al lavoro e meno alle carte bollate. Vogliamo accompagnarli in un percorso di crescita che possa essere valore aggiunto per tutto il territorio regionale”.
www.agroalimentarenews.com
Uva Cellarina, vitigno reliquia che torna in vita
È uno degli autoctoni del Nord Italia che sta scomparendo. Ma forse c’è ancora qualche speranza grazie all’associazione My Wine, che promuove il recupero di antichi cultivar in via di estinzione, e alla sua collaborazione con la Scuola enologica di Alba
Tutto è in iniziato per amore del buon vino. Nel 2010 un gruppo di amici piemontesi, ma tra questi anche alcuni stranieri che vivevano nella zona, decide di fondare l’associazione My Wine. L’obiettivo è comprare alcune vigne dismesse che circondavano il borgo di Cellarengo (AT) e farle ritornare produttive.
Siamo nel cosiddetto Pianalto di Poirino, un territorio a cavallo tra le ultime propaggini delle colline del Monferrato, il Roero e la pianura torinese. Qui un tempo era diffusa la coltivazione di un’antica varietà di uva autoctona, la Cellarina o Slarina, molto apprezzata, ma di resa decisamente inferiore rispetto alla Barbera. Proprio la minor produttività ne aveva decretato il graduale abbandono.
«Ci siamo chiesti: perché non recuperarla?– spiega Giuseppe Gianolio, uno dei promotori di My Wine – E qui è entrata in gioco la nostra passione enologica: la sfida è diventata non solo fare buon vino per la nostra tavola, ma riavviare la produzione di questo antico cultivar assieme a quello di uva barbera». Leggi il resto di questo articolo »
In Egitto torna di moda il vino di Bottega
Dopo il tracollo del turismo in Egitto che portò ad una drastica riduzione dei visitatori, da 10 a 3 milioni e, grazie, al cambio delle politiche di Egypt Air, i vini di Bottega sono tornati protagonisti di quel mercato.
Oggi lo spumante Bottega è il secondo in ordine di vendite mentre il vino, in generale, è terzo assoluto.
Un’area in cui l’azienda veneta (ha 4 sedi produttive a Conegliano, Fontanafredda, Valgatara e Montalcino) ha sempre trovato ottimi riscontri tanto da essere in trattative per dar vita a un Bottega Prosecco Bar al Cairo.
Prosecco Bar che sono la rivisitazione, in chiave moderna, delle vecchie osterie venete dove poter bere un buon bicchiere di vino e mangiare un cicheto o un pasto caldo al bancone o al tavolo.
In questi giorni Bottega spa ha annunciato di aver sottoscritto un accordo per la creazione di 2 Prosecco Bar a Manaus in Mato Grosso e a Pedro Juan Caballero, cittadina paraguayana divisa dal Mato Grosso soltanto da un lungo viale.
www.veronaeconomia.it – 19/08/2019
Nel vino rosso il segreto per volare su Marte
Il vino rosso nasconde il segreto per difendere i muscoli degli astronauti che dovranno affrontare le lunghe missioni su Marte. Si trova nel resveratrolo, una sostanza nota per le sue proprietà antiossidanti, che ha dimostrato di proteggere massa e forza muscolare in esperimenti su topi esposti a una gravità debole come quella marziana.
È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Physiology dal gruppo dell’Università americana di Harvard, coordinato da Marie Mortreux. Con le attuali tecnologie il viaggio verso Marte richiede circa sei mesi, durante i quali i muscoli e le ossa degli astronauti vanno incontro a indebolimento. Come hanno sperimentato gli astronauti dopo mesi passati in orbita sulla Stazione spaziale.
Al rientro, infatti, sono così provati che non riescono neanche a stare in piedi, e devono essere estratti di peso dalla capsula spaziale. “Già dopo le prime tre settimane nello spazio alcuni muscoli cominciano a indebolirsi”, ha sottolineato Mortreux.
“Per consentire agli astronauti di operare in sicurezza in lunghe missioni, come quelle future su Marte, occorrono quindi adeguate strategie di mitigazione. Una dieta corretta – ha aggiunto la studiosa – può essere una delle chiavi, insieme all’allenamento fisico. Il resveratrolo ha mostrato buoni risultati sui topi, promuovendo la crescita muscolare attraverso un aumento della sensibilità all’insulina, e pensiamo – ha concluso – che una piccola dose quotidiana possa essere utile anche per gli astronauti”.
http://www.ansa.it – 22/07/2019
A Firenze hanno riaperto una delle storiche buchette del vino
A Firenze torna in vita una delle tradizioni più curiose della città. O almeno, sta tornando in vita in un punto preciso, che però, chissà, potrebbe lanciare una moda. Per farla breve, dopo secoli ha riaperto una “buchetta del vino”…
Forse non tutti sanno che in molti palazzi signorili di Firenze si aprono a circa un metro dal suolo delle minuscole porticine, si direbbero adatte a degli gnomi (se fossero a terra) o, chissà, a delle fate. Quel che è certo è che ormai paiono non servire più a nessuno, sono infatti sempre chiuse, a volte addirittura murate o inghiottite dalle ristrutturazioni dei palazzi, possono perfino spuntare talvolta in quelli che oggi sono gli androni o l’interno dei negozi.
Ma a che servivano queste porticine a mezza altezza? Ebbene, la risposta è più sorprendente di quanto non si possa pensare. In queste aperture si rivelava una mirabile tradizione fiorentina. Queste erano le cosiddette Buchette del vino.
Dette anche tabernacoli, finestrini o finestrelle (sempre “del vino”), erano poste sin dal Cinquecento ai lati dei portoni dei palazzi delle grandi famiglie proprio per vendere un bicchiere – o perfino un fiaschetto – di nettare, in cambio di un gruzzolo di monete sonanti.
E si beveva fin dalla mattina. Ogni famiglia abbastanza ricca da avere delle tenute non lontano dalla città, attraverso questi miracolosi anfratti smerciava il vino ai viandanti. Era anche un’attività conveniente: essendo la produzione familiare la vendita era esentasse. Inoltre le buchette erano pensate per tutti, soprattutto per i più poveri.
Capitava infatti che da queste aperture venissero offerte anche eccedenze alimentari. Al giorno d’oggi se ne contano ancora 170, di cui 145 nel centro storico.
E come è normale a ogni buchetta corrispondeva uno stile (anche architettonico) e un gusto, perché di fatto ogni finestrella era l’affaccio sul mondo di una cantina signorile. Dietro il passaggio c’era sempre una stanzina piena di botti e un servo della casata pronto a mescere. Talvolta si notano ancora i battenti per richiamarlo, qualora si fosse distratto (o, chissà, ubriacato…).
https://www.dissapore.com – 04/07/2019
Robert Parker si ritira, suo giudizio cambiava le fortune di un vino
Robert Parker si ritira. A 71 anni il critico Usa che con il suo giudizio ha segnato le fortune di molte cantine, e tra queste una nutrita schiera di etichette italiane oltre che della California e di Bordeaux, sceglie il crepuscolo dopo oltre 50 anni di giudizi su una scala di 100 punti e recensioni nel mondo di Bacco.
“E’ giunto il momento per me di rinunciare a tutte le responsabilità editoriali e di board” ha annunciato l’esperto americano capace di portare, con una sua valutazione oltre i 93 punti, un vino appena uscito di cantina nel gotha delle etichette più pagate al mondo. La sua creatura, The Wine Advocate, era già passata di mano, prima a un fondo di Singapore e poi al gruppo Michelin che, dopo il vascello, ora prende anche il timone.
Nato a Baltimora, nel Maryland dove si è laureato in Storia, Parker ha mosso i primi passi in campo enologico nel 1967 con esperienze di enoturismo in Francia con la futura moglie, Patricia. Per poi lanciarsi nel 1975 nella cura di una guida indipendente per orientare il consumatore.
Tre anni più tardi nasce “The Wine Advocate”, l’autorevole rivista bimestrale che è passata dai 600 lettori abbonati del 1978 agli attuali 50.000 “fedelissimi”, distribuita negli Usa in ogni Stato federale e in 37 Paesi. Dal 2002 è online il sito con vetrine e-commerce.
“La svolta per Parker – ricorda Federvini – risale al 1983 con le recensioni sull’annata bordolese del 1982. Un millesimo che in prima istanza fu ritenuto da molti critici mediocre con una produzione etichettata come eccessivamente matura e con vini che avrebbero avuto difficoltà a invecchiare. Parker invece fin dall’inizio ne parlò in termini entusiastici. E in effetti il tempo diede ragione a Parker”.
www.ansa.it – 03/06/2019