Curiosità

Attenzione ai finti vini in polvere, il vero vino si fa con l’uva

 Un bicchiere di vino a tavola è benvenuto, ma diffidiamo alle imitazioni. Infatti sono almeno 20 milioni le bottiglie di pseudo vino che vengono ottenute da polveri “miracolose” contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano.
Ha denunciato questo scandalo dell’enogastronomia il presidente della Coldiretti Sergio Marini (nella foto) nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio.

Qui è stata inaugurata la più ampia esposizione di falsi prodotti alimentari Made in Italy con gli ultimi, nuovi e pericolosi esempi di inganno a danno dei più prestigiosi vini delle diverse regioni italiane. “Dopo la diffusione in Nordamerica, dove si sta registrando un vero boom con la moltiplicazione delle ditte produttrici e delle etichette falsificate, i wine-kit – afferma Sergio Marini – sono arrivati anche in Europa dove, non solo si possono acquistare via internet o in molti negozi, ma è stato addirittura aperto uno stabilimento di lavorazione”. Leggi il resto di questo articolo »

La città del vino – Tour tra i vigneti e le storiche cantine di Vienna

Lunghi filari di vigne ricoprono le verdi colline dei sobborghi che circondano Vienna: i generosi vigneti della capitale austriaca occupano un enorme territorio (circa 700 ettari), tutelato con rigide leggi ambientaliste sull’edificabilità, dove più di 300 viticoltori producono in 12 storiche cantine ottimi e prestigiosi vini bianchi e rossi. Sono numeri importanti per l’economia austriaca e per Vienna, l’unica città al mondo che vanta all’interno di un centro urbano un’eccellente produzione di vino Riesling, Sauvignon Blanc, Grüner Veltliner, Weißburgunder, Gelber Muskateller e del rosso Zweigelt. I primi a introdurre a Vienna sistemi innovativi per la coltivazione della vite furono i Romani; nel tardo Medioevo gran parte degli attuali distretti erano già ricoperti di vigne, aumentandone il numero verso i sobborghi periferici.

Quest’aspetto insolito della capitale austriaca si scopre passeggiando a piedi o in bicicletta tra i vigneti appena vendemmiati con vista sul Danubio dei distretti di Kahlenberg, Nussberg, Grinzing e Bisamberg e nel sobborgo di Mauer, dove il fiume e il bosco viennese creano un microclima ideale.Oppure visitando le cantine – storiche e moderne – sparse per la città ed entrando nelle tante taverne (Heuriger) a bere il vino nuovo (entro l’11 novembre) e a gustare le prelibatezze gastronomiche locali. Leggi il resto di questo articolo »

Il vino, prossima sfida di Amazon

Amazon si prepara ad un nuovo mercato, quello del vino.

Già accordi pronti con alcuni produttori Californiani, ma l’azienda non conferma

Come spiega il Wall Street Journal, il portale di vendita si sta apprezzando per entrare nel settore in questione, muovendosi in maniera graduale. Il primo passo sarà sul mercato americano, concentrandosi sulla California.
Attualmente, negli USA 1 bottiglia su 100 è venduta online, ma Amazon vuole cambiare le cose: il metodo è una proposta innovativa, una ritenuta del 15% sul prezzo di commercializzazione oltre ad un fisso pari a 40 dollari al mese per il mantenimento di uno spazio sul marketplace. Secondo gli addetti ai lavori, alcune cantine hanno già manifestato il loro interesse, anche se l’azienda di Bezos non conferma né smentisce.

Detto questo, non mancano problemi ed insidie. Chi vuole commercializzare vino deve essere in grado di rapportarsi ad un mercato di qualità, proponendo un catalogo prestigioso e scegliere modalità di trasporto rapide ed eleganti. Insomma, un agire “di classe” che potrebbe stonare con lo spirito moderno del portale di vendita. Se Amazon vuole rischiare, ha trovato la materia giusta.

Vino, una certificazione per vegetariani e vegani

Vino, una certificazione per vegetariani e vegani
Opera dell’Associazione Vegetariana e Valoritalia, certificherò le etichette 100% animal-free

Vino, croce e delizia per vegetariana e vegani. Se di base viene prodotto da fermentazione dell’uva, il vino presenta spesso caseina od albumina d’uovo, sostanze d’origine animale incompatibili con chi sceglie un’alimentazione senza prodotti animali.

Così, per superare lo scoglio, AVI (Associazione Vegetariana Italiana) e Valoritalia si sono messi assieme, creando un apposita certificazione. Obiettivo dell’Associazione e dei certificatori di vino, dare uno strumento valido per scegliere un vino valido ma privo d’ingredienti d’origine animale.

Carmen Nicchi Somaschi, presidente dell’AVI, evidenzia i perché dell’iniziativa: in Italia, vegetariani e vegani sono il 10%, percentuale superata soli dai colleghi dell’india. Allora produttori e consumatori di vino hanno preso nota di tale settore di mercato e lo stanno valorizzando con apposite iniziative.

Riguardo ai metodi della certificazione, spiega Pietro Bonato, consigliere di Valoritalia: “Si tratta di una certificazione volontaria: noi faremo le verifiche e poi, una volta che il produttore l’avrà superata, sarà l’Avi a rilasciare l’autorizzazione all’utilizzo del marchio. È un passo avanti per chi vuol “bere vegetariano”, perché è la prima certificazione ottenuta con la verifica di un organismo terzo competente e affidabile e non con una semplice autocertificazione”.

Il marchio del vino “verde”, Qualità Vegetariana®, è stato presentato al SANA di Bologna, ottenendo commenti positivi.

Nasce il manifesto per una terza via del vino

Presentati i 4 punti del manifesto di God Save The Wine, una nuova filosofia del bere vino nata grazie al confronto con il pubblico durante le prime due stagioni del format ideato e realizzato dal sommelier-informatico Andrea Gori e da Firenze Spettacolo in collaborazione con PromoWine.

La “terza via” per comunicare il vino, un modo per dialogare con gli eno-appassionati cercando la giusta sintesi tra passione, competenza e leggerezza. Queste le premesse del “manifesto del bere di qualità dei tempi moderni” presentato alla Trattoria da Burde di Firenze in occasione della serata di inaugurazione del terzo anno di “God Save The Wine”.
Solo nei primi due anni, l’evento organizzato da Andrea Gori con il direttore di Firenze Spettacolo Leonardo Tozzi e Riccardo Chiarini di Promo Wine, ha registrato numeri davvero importanti: 200 aziende e 6000 appassionati partecipanti, 800 etichette in degustazione, 150 video realizzati per oltre 1000 visualizzazioni su Youtube per oltre 20 date in altrettante location inedite.
I punti del manifesto nascono proprio da tutto questo, ripercorrendo lo spirito e i principi emersi dal primo biennio di “God Save the Wine” ispirati dal confronto col pubblico e dal dialogo in rete:
- G come Gusto: pensa a ogni bicchiere come fosse il primo vino della tua vita l’ultimo calice della serata. GSTW non è un amore occasionale, non è una botta e via, è sentirsi parte di qualcosa di più grande che è al contempo parte di noi. Se ami qualcuno lo torni a cercare.
- S come Semplicità: il vino è istinto e passione, non ha bisogno di guru e sacerdoti, persone insomma che ti dicano cosa devi bere e cosa deve piacerti per forza Leggi il resto di questo articolo »

Zonin: “Voglio portare il Prosecco oltre la Grande Muraglia cinese”

I cicli cambiano ogni decennio, bisogna indovinare le tendenze. Oggi? Vanno i veneti e i pugliesi

Vede questo bicchiere? Se convincessimo tutti i cinesi a bere solo un bicchiere di vino l’anno il nostro export potrebbe aumentare di un milione e mezzo di ettolitri». No, la Cina non è ancora vicina per il vino italiano, ma Gianni Zonin, alla guida di quello che è il primo produttore vitivinicolo privato nazionale – duemila ettari di vigneti, 38 milioni di bottiglie prodotte nel 2011 – non dispera di conquistare anche Pechino e vasti dintorni: «E’ tutto da esplorare, là vendiamo già un po’, ma abbiamo avviato una ricerca per capire che cosa vuole il consumatore cinese. Solo dopo aver studiato a fondo le sue scelte decideremo come investire. Comunque la vera diffusione del vino italiano si avrà, in Cina come altrove, quando i loro turisti verranno in massa qui e proveranno come si mangia e come si beve».

L’export strada obbligata per chi produce in un’Italia dove costumi e recessione limitano i consumi?
«No, l’export è una scelta fatta già dagli Anni ‘60, quando dopo essere entrato in azienda assieme a mio zio Domenico, che nel 1921 aveva cominciato l’attività dai vitigni di Gambellara che possedevamo già da un secolo, decisi prima di portare il nostro vino fuori dal Veneto e poi di andare all’estero quando il mercato unico ovviamente non esisteva ancora: prima la Germania, poi Belgio, Olanda, Svizzera… Oggi facciamo quasi il 70% del nostro fatturato dalle esportazioni e vendiamo in più di cento diversi Paesi». Leggi il resto di questo articolo »

Nasce lo spumante alcol free

Astoria lancia Zerotondo, bio certificato anche per i mercati islamici

Un prodotto capace di andare incontro alle esigenze religiose degli islamici e di aprire nuovi mercati per il Prosecco trevigiano: è la nuova idea di Astoria Vini, azienda di Refrontolo (Treviso) guidata dai fratelli Paolo e Giorgio Polegato che lanciano in questi giorni “Zerotondo*” un succo d’uva spumante rigorosamente biologico. Lo spumante può fregiarsi del marchio Halal, l’ente che certifica i prodotti conformi alle regole islamiche di liceità (halal): una garanzia e un importante elemento concorrenziale per esportare nei Paesi arabi.

Zerotondo viene realizzato con una tecnologia all’avanguardia, che lavora il mosto con una pressatura soffice e dopo una breve macerazione a freddo lo conserva in appositi serbatoi refrigerati per evitare la fermentazione. Le uve a bacca bianca provengono da agricoltura biologica. Prima dell’imbottigliamento viene addizionata anidride carbonica di origine naturale. Se miscelato con un bitter concentrato analcolico, il risultato è uno spritz completamente alcohol free per aperitivi non smodati.

L’azienda ha Leggi il resto di questo articolo »

Composto vino rosso aumenta mobilita’ anziani

(AGI) – Philadelphia, 20 ago. – Il resveratrolo, la cosiddetta “molecola miracolosa” che si trova nel vino rosso, potrebbe contribuire a migliorare la mobilita’ e a prevenire le pericolose cadute negli anziani. La scoperta, prima del suo genere, e’ stata presentata a una platea di circa 14mila scienziati riuniti al Meeting Nazionale dell’American Chemical Society a Philadelphia. I ricercatori dicono che lo studio, basato su esperimenti condotti su topi di laboratorio, potrebbe portare allo sviluppo di prodotti naturali progettati per aiutare gli anziani a migliorare la propria mobilita’ e ad avere esistenze piu’ attive e appaganti. “Il nostro studio suggerisce che un composto naturale come il resveratrolo che puo’ essere assunto sia attraverso l’integrazione alimentare sia attraverso la dieta alimentare, diminuisce notevolmente alcune delle carenze motorie riscontrate nella popolazione anziana, diminuendo il numero delle cadute e delle conseguenti fratture, spesso fatali”, ha spiegato Jane E. Cavanaugh, leader del team di ricerca della Duquesne University. “I prodotti che saranno sviluppati sulla base della scoperta saranno finalizzati ad incrementare la qualita’ di vita di una persona anziana, riducendo il rischio di ospedalizzazione e morte a causa di scivolate e incidenti provocati dalle precarie capacita’ motorie”.

Il nuovo vino della lava di Santorini

 

Paris Sigalas ha le scarpe grosse e impolverate di chi è abituato a camminare le vigne. Baffetti sottili e ben curati, un viso che non sfigurerebbe tra gli archeologi dell’Acropoli o dietro il bancone di una ouzeria. È uno dei produttori di vini greci più noti (e osannati) negli Stati Uniti. Il suo regno è Santorini, la zona vinicola che per caratteristiche (e successo) assomiglia a quella dell’Etna.
 Con pochi altri colleghi è il motore della rinascita del vino greco, tanto decantato dai classici dell’antichità quanto ridotto a liquido da taverna fino a qualche anno fa. Ha aperto la strada della qualità ripensando ad Aristotele: «Il vino più piacevole non è quello che piace a chi ha la lingua rovinata dall’ubriachezza, poiché costoro vi aggiungono dell’aceto, ma a chi ha il gusto intatto».

In soli 20 anni, Sigalas è diventato uno dei protagonisti dell’export greco: vende all’estero il 40% delle sue 300 mila bottiglie, prodotte con le uve di 25 ettari. Il suo domain, in cui la brezza del mare si unisce al profumo dei fichi del patio per le degustazioni, è un luogo interessante per scrutare i danni che il meltemi della crisi sta provocando in Grecia. Sigalas non si sottrae, è convinto che la Grecia, non solo quella del vino, ce la farà:

«Da una cosa cattiva ne può nascere una buona, capiremo come migliorarci. Una élite europea guarda solo ai numeri, senza sensibilità sociale. L’addio all’euro? Spero di no, ma non deve essere un tabù, meglio la dracma che mortificarci ancora». Leggi il resto di questo articolo »

Nel vino rosso c’è la sostanza che potenzia una molecola anti-tumorale

Gli scienziati del Cleveland Clinic’s Lerner Research Institute hanno scoperto che nel vino rosso si trova un prezioso alleato per potenziare gli effetti di una molecola antitumorale. In altri termini, hanno scoperto che un componente del vino rosso, il resveratrolo se viene combinato con la rapamicina può avere un effetti anticancerogeno sulle cellule del tumore mammario che sono resistenti alla sola rapamicina. Lo studio è stato pubblicato su ‘Cancer Letters’ e nei suoi sviluppi viene notato che il gene Pten contribuisce agli effetti antitumorali del resveratrolo in questa particolare combinazione. La ricerca dimostra, in conclusione, che la combinazione del resveratrolo con la rapamicina sulle cellule di tumore al seno ha un effetto cumulativo di queste due sostanze e quindi potrebbe essere utilizzata come anti-tumorale.

La notizia pubblicata su FOX (inglese)

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