Curiosità

Il Grande Gala del vino italiano a New York

Dopo una breve pausa, causata dall’uragano Sandy che ha colpito New York e la costa orientale degli Stati Uniti, e’ ripresa a pieno ritmo l’organizzazione del “Gala Italia, Special Edition” che, come e’ noto, si terra’ il 7 dicembre prossimo presso il Pierre Hotel di New York.

Fra le case partecipanti che hanno gia’ confermato la loro partecipazione, Ferrari, il cui spumante sarà anche servito per il brindisi ai Presidenti Americano ed Italiano che darà il via al grande Gala Dinner che farà seguito al “Gala Italia, Special Edition”. Alla degustazione saranno presentati vini di particolare pregio e di speciali annate di famosi produttori quali Antinori, Biondi Santi, Castello di Gabiano, Folonari, Planeta, Rocca delle Macie, Sella e Mosca, e Zonin per citare alcune delle trenta case che hanno aderito e sono state ammesse alla manifestazione.
La decisione di realizzare il ‘Gala Italia, Special Edition” e’ conseguente alla riduzione delle esportazioni italiane che, quest’anno, in controtendenza rispetto all’andamento del mercato vinicolo statunitense che è in forte espansione, continuano a perdere posizioni.
Il “Gala Italia, Special Edition” servirà quindi a contrastare tale fase recessiva e costituirà un’iniziativa di grandissimo impegno e di eccezionale rilievo, anche mediatico, per riportare i vini italiani al livello che loro compete. Leggi il resto di questo articolo »

Nel vino il segreto della longevità

Anche il Lambrusco, che contiene pochissimo del noto antiossidante, avrebbe la capacità di aumentare le proteine per una lunga vita. Una capacità dovuta all’intera matrice biologicamente attiva.

Una ricerca congiunta del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Pisa e del dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’Università di Milano avrebbe appurato che il resversatrolo è solo uno dei componenti salutari del vino ma che è l’intera matrice vino ad essere biologicamente attiva.

A portare a questa scoperta lo studio di uno dei vini più noti del nord Italia, il Lambrusco, che contiene pochissimo resveratrolo ma che comunque avrebbe una valenza nutraceutica.

La ricerca è stata pubblicata su Plant Foods for Human Nutrition.

”E’ la composizione totale della bevanda, piuttosto che il suo contenuto in resveratrolo a renderla così interessante,” spiega Alberto Bertelli, coautore dello studio e ricercatore al dipartimento di Scienze biomediche per la salute all’Università di Milano.

”Nella ricerca infatti abbiamo individuato anche nel Lambrusco la capacità di aumentare le proteine della longevità, gli enzimi “sirtuine”, SIRT1, nelle cellule renali umane. Il vino rosso modula l’espressione di sistemi molecolari anti invecchiamento ma tale capacità è dovuta all’intera matrice di componenti della bevanda, così biologicamente attiva.”

Questo studio spiega anche la ragione per cui continui studi clinici dimostrano come gli integratori alimentari di resveratrolo non diano i risultati sperati. Il resveratrolo è un antiossidante ma è solo quando è presente nel suo “elemento naturale” che può espletare i suoi effetti benefici, venedo assunto dal corpo umano.

Un moderato consumo di vino, anche non di prezzo elevato e fino ad un massimo di due bicchieri al giorno, contiene quindi un pool di sostanze naturali che in modo sinergico si dimostrano efficaci per la salute.

”Ad oggi – conclude Bertelli – sono confermate le capacità protettive sull’apparato cardiovascolare ed anti invecchiamento del vino rosso, mentre invece sono da smentire le capacità anti cancro della bevanda, come invece si ipotizzava”.

Consumatori attenti alla qualità del vino, bevono meno ma con più garanzie.

A tracciare un quadro di come il settore del vino sta attraversando la difficile congiuntura economica, è Mariano Buglioni, amministratore delegato delle Cantine Buglioni.

“Produrre in maniera consapevole è un obbligo morale, oltre che un dovere etico”
Roma, 2 nov. – (Adnkrnos) – Complice la crisi, i consumatori italiani attribuiscono maggiore importanza alla qualità del vino e preferiscono bere meno ma con più garanzie. A tracciare un quadro all’Adnkronos, di come il settore del vino sta attraversando la difficile congiuntura economica, è Mariano Buglioni, amministratore delegato delle Cantine Buglioni. Non c’è dubbio, dunque, che la crisi “oggi c’è, e si fa sentire anche sulle nostre tavole ma siamo tutti disposti a fare qualche sacrificio in più per avere qualità. Si beve cioè di meno, ma ‘meglio”‘. Il consumatore in tempo di crisi, “è informato ed attento alle sensazioni ed emozioni che un vino può offrire. E’ disposto a spendere, ma solo se ne vale veramente la pena”. Leggi il resto di questo articolo »

Attenzione ai finti vini in polvere, il vero vino si fa con l’uva

 Un bicchiere di vino a tavola è benvenuto, ma diffidiamo alle imitazioni. Infatti sono almeno 20 milioni le bottiglie di pseudo vino che vengono ottenute da polveri “miracolose” contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano.
Ha denunciato questo scandalo dell’enogastronomia il presidente della Coldiretti Sergio Marini (nella foto) nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio.

Qui è stata inaugurata la più ampia esposizione di falsi prodotti alimentari Made in Italy con gli ultimi, nuovi e pericolosi esempi di inganno a danno dei più prestigiosi vini delle diverse regioni italiane. “Dopo la diffusione in Nordamerica, dove si sta registrando un vero boom con la moltiplicazione delle ditte produttrici e delle etichette falsificate, i wine-kit – afferma Sergio Marini – sono arrivati anche in Europa dove, non solo si possono acquistare via internet o in molti negozi, ma è stato addirittura aperto uno stabilimento di lavorazione”. Leggi il resto di questo articolo »

La città del vino – Tour tra i vigneti e le storiche cantine di Vienna

Lunghi filari di vigne ricoprono le verdi colline dei sobborghi che circondano Vienna: i generosi vigneti della capitale austriaca occupano un enorme territorio (circa 700 ettari), tutelato con rigide leggi ambientaliste sull’edificabilità, dove più di 300 viticoltori producono in 12 storiche cantine ottimi e prestigiosi vini bianchi e rossi. Sono numeri importanti per l’economia austriaca e per Vienna, l’unica città al mondo che vanta all’interno di un centro urbano un’eccellente produzione di vino Riesling, Sauvignon Blanc, Grüner Veltliner, Weißburgunder, Gelber Muskateller e del rosso Zweigelt. I primi a introdurre a Vienna sistemi innovativi per la coltivazione della vite furono i Romani; nel tardo Medioevo gran parte degli attuali distretti erano già ricoperti di vigne, aumentandone il numero verso i sobborghi periferici.

Quest’aspetto insolito della capitale austriaca si scopre passeggiando a piedi o in bicicletta tra i vigneti appena vendemmiati con vista sul Danubio dei distretti di Kahlenberg, Nussberg, Grinzing e Bisamberg e nel sobborgo di Mauer, dove il fiume e il bosco viennese creano un microclima ideale.Oppure visitando le cantine – storiche e moderne – sparse per la città ed entrando nelle tante taverne (Heuriger) a bere il vino nuovo (entro l’11 novembre) e a gustare le prelibatezze gastronomiche locali. Leggi il resto di questo articolo »

Il vino, prossima sfida di Amazon

Amazon si prepara ad un nuovo mercato, quello del vino.

Già accordi pronti con alcuni produttori Californiani, ma l’azienda non conferma

Come spiega il Wall Street Journal, il portale di vendita si sta apprezzando per entrare nel settore in questione, muovendosi in maniera graduale. Il primo passo sarà sul mercato americano, concentrandosi sulla California.
Attualmente, negli USA 1 bottiglia su 100 è venduta online, ma Amazon vuole cambiare le cose: il metodo è una proposta innovativa, una ritenuta del 15% sul prezzo di commercializzazione oltre ad un fisso pari a 40 dollari al mese per il mantenimento di uno spazio sul marketplace. Secondo gli addetti ai lavori, alcune cantine hanno già manifestato il loro interesse, anche se l’azienda di Bezos non conferma né smentisce.

Detto questo, non mancano problemi ed insidie. Chi vuole commercializzare vino deve essere in grado di rapportarsi ad un mercato di qualità, proponendo un catalogo prestigioso e scegliere modalità di trasporto rapide ed eleganti. Insomma, un agire “di classe” che potrebbe stonare con lo spirito moderno del portale di vendita. Se Amazon vuole rischiare, ha trovato la materia giusta.

Vino, una certificazione per vegetariani e vegani

Vino, una certificazione per vegetariani e vegani
Opera dell’Associazione Vegetariana e Valoritalia, certificherò le etichette 100% animal-free

Vino, croce e delizia per vegetariana e vegani. Se di base viene prodotto da fermentazione dell’uva, il vino presenta spesso caseina od albumina d’uovo, sostanze d’origine animale incompatibili con chi sceglie un’alimentazione senza prodotti animali.

Così, per superare lo scoglio, AVI (Associazione Vegetariana Italiana) e Valoritalia si sono messi assieme, creando un apposita certificazione. Obiettivo dell’Associazione e dei certificatori di vino, dare uno strumento valido per scegliere un vino valido ma privo d’ingredienti d’origine animale.

Carmen Nicchi Somaschi, presidente dell’AVI, evidenzia i perché dell’iniziativa: in Italia, vegetariani e vegani sono il 10%, percentuale superata soli dai colleghi dell’india. Allora produttori e consumatori di vino hanno preso nota di tale settore di mercato e lo stanno valorizzando con apposite iniziative.

Riguardo ai metodi della certificazione, spiega Pietro Bonato, consigliere di Valoritalia: “Si tratta di una certificazione volontaria: noi faremo le verifiche e poi, una volta che il produttore l’avrà superata, sarà l’Avi a rilasciare l’autorizzazione all’utilizzo del marchio. È un passo avanti per chi vuol “bere vegetariano”, perché è la prima certificazione ottenuta con la verifica di un organismo terzo competente e affidabile e non con una semplice autocertificazione”.

Il marchio del vino “verde”, Qualità Vegetariana®, è stato presentato al SANA di Bologna, ottenendo commenti positivi.

Nasce il manifesto per una terza via del vino

Presentati i 4 punti del manifesto di God Save The Wine, una nuova filosofia del bere vino nata grazie al confronto con il pubblico durante le prime due stagioni del format ideato e realizzato dal sommelier-informatico Andrea Gori e da Firenze Spettacolo in collaborazione con PromoWine.

La “terza via” per comunicare il vino, un modo per dialogare con gli eno-appassionati cercando la giusta sintesi tra passione, competenza e leggerezza. Queste le premesse del “manifesto del bere di qualità dei tempi moderni” presentato alla Trattoria da Burde di Firenze in occasione della serata di inaugurazione del terzo anno di “God Save The Wine”.
Solo nei primi due anni, l’evento organizzato da Andrea Gori con il direttore di Firenze Spettacolo Leonardo Tozzi e Riccardo Chiarini di Promo Wine, ha registrato numeri davvero importanti: 200 aziende e 6000 appassionati partecipanti, 800 etichette in degustazione, 150 video realizzati per oltre 1000 visualizzazioni su Youtube per oltre 20 date in altrettante location inedite.
I punti del manifesto nascono proprio da tutto questo, ripercorrendo lo spirito e i principi emersi dal primo biennio di “God Save the Wine” ispirati dal confronto col pubblico e dal dialogo in rete:
- G come Gusto: pensa a ogni bicchiere come fosse il primo vino della tua vita l’ultimo calice della serata. GSTW non è un amore occasionale, non è una botta e via, è sentirsi parte di qualcosa di più grande che è al contempo parte di noi. Se ami qualcuno lo torni a cercare.
- S come Semplicità: il vino è istinto e passione, non ha bisogno di guru e sacerdoti, persone insomma che ti dicano cosa devi bere e cosa deve piacerti per forza Leggi il resto di questo articolo »

Zonin: “Voglio portare il Prosecco oltre la Grande Muraglia cinese”

I cicli cambiano ogni decennio, bisogna indovinare le tendenze. Oggi? Vanno i veneti e i pugliesi

Vede questo bicchiere? Se convincessimo tutti i cinesi a bere solo un bicchiere di vino l’anno il nostro export potrebbe aumentare di un milione e mezzo di ettolitri». No, la Cina non è ancora vicina per il vino italiano, ma Gianni Zonin, alla guida di quello che è il primo produttore vitivinicolo privato nazionale – duemila ettari di vigneti, 38 milioni di bottiglie prodotte nel 2011 – non dispera di conquistare anche Pechino e vasti dintorni: «E’ tutto da esplorare, là vendiamo già un po’, ma abbiamo avviato una ricerca per capire che cosa vuole il consumatore cinese. Solo dopo aver studiato a fondo le sue scelte decideremo come investire. Comunque la vera diffusione del vino italiano si avrà, in Cina come altrove, quando i loro turisti verranno in massa qui e proveranno come si mangia e come si beve».

L’export strada obbligata per chi produce in un’Italia dove costumi e recessione limitano i consumi?
«No, l’export è una scelta fatta già dagli Anni ‘60, quando dopo essere entrato in azienda assieme a mio zio Domenico, che nel 1921 aveva cominciato l’attività dai vitigni di Gambellara che possedevamo già da un secolo, decisi prima di portare il nostro vino fuori dal Veneto e poi di andare all’estero quando il mercato unico ovviamente non esisteva ancora: prima la Germania, poi Belgio, Olanda, Svizzera… Oggi facciamo quasi il 70% del nostro fatturato dalle esportazioni e vendiamo in più di cento diversi Paesi». Leggi il resto di questo articolo »

Nasce lo spumante alcol free

Astoria lancia Zerotondo, bio certificato anche per i mercati islamici

Un prodotto capace di andare incontro alle esigenze religiose degli islamici e di aprire nuovi mercati per il Prosecco trevigiano: è la nuova idea di Astoria Vini, azienda di Refrontolo (Treviso) guidata dai fratelli Paolo e Giorgio Polegato che lanciano in questi giorni “Zerotondo*” un succo d’uva spumante rigorosamente biologico. Lo spumante può fregiarsi del marchio Halal, l’ente che certifica i prodotti conformi alle regole islamiche di liceità (halal): una garanzia e un importante elemento concorrenziale per esportare nei Paesi arabi.

Zerotondo viene realizzato con una tecnologia all’avanguardia, che lavora il mosto con una pressatura soffice e dopo una breve macerazione a freddo lo conserva in appositi serbatoi refrigerati per evitare la fermentazione. Le uve a bacca bianca provengono da agricoltura biologica. Prima dell’imbottigliamento viene addizionata anidride carbonica di origine naturale. Se miscelato con un bitter concentrato analcolico, il risultato è uno spritz completamente alcohol free per aperitivi non smodati.

L’azienda ha Leggi il resto di questo articolo »