Curiosità

Vino: lotta ai wine-kit per produrre finto Barolo venduti su eBay

E’ lotta ai finti wine-making kit venduti a poche decine di euro con la promessa di portare sulla tavola un super Barolo “fai-da-te”:

il Consorzio di tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero dice basta alle contraffazioni e all’uso improprio del nome della Docg più famosa del Piemonte.

Quindici annunci di finti kit per la produzione di un vino designato come Barolo sono appena stati cancellati sul sito internet di eBay nel Regno Unito.

Contemporaneamente due società inglesi sono state diffidate dall’utilizzare impropriamente sui loro portali web il nome Barolo Leggi il resto di questo articolo »

Lattine, brick, bustine: adesso il vino si porta in borsetta

La bottiglia non basta più: vino e alcolici cambiano forma. Lattine, bustine, brick: non ci sono limiti alle nuove strategie industriali.

Addio vetro, anche alluminio, cartone e persino sacchetti da spremere possono fare ala caso.

Anche se c’è chi storce il naso. Non sono solo i puristi del vino, gli integralisti del rituale che dalla spremitura arriva al calice.

Sono anche alcuni consumatori, preoccupati che le nuove confezioni, con i loro colori sgargianti e le modalità agita e gusta possano attirare i più giovani. Anzi, peggio: il rischio è quello di trarre in inganno. Un caso o una nuova strategia commerciale?

Negli ultimi anni, le imprese produttrici di alcol hanno convogliato sempre più investimenti verso lo studio di una nuova veste, più accattivante.

Una manovra che, secondo i critici, svela un’ipocrisia: da una parte la comunicazione sociale mette all’indice il consumo eccessivo di alcol e la legge vieta o limita la vendita ai minorenni. Dall’altra però le imprese puntano a un target sempre più giovane.   

Al di là di dubbi e problemi, resta comunque l’emergere di una nuova moda e di nuove abitudini di consumo. Anche se la tradizione del vino resta forte, il formato di vendita sta evolvendo.

Si va dalle bottiglie di formato ridotto al vino in brick. Dagli alcolici monoporzione alle lattine. I nuovi prodotti giocano su prezzi ridotti e facile reperibilità e sembrano aprire la strada all’alcol da borsetta.

affaritaliani.it – 01/07/2013

La naturalità di un vino è anche nei lieviti che lo hanno prodotto

Il profilo aromatico cambia sensibilmente in ragione dei lieviti utilizzati. Non vi sono però solo i ceppi selezionati, anche alcuni “nativi” possono dare risultati sorprendenti, migliorando la qualità complessiva e differenziando il prodotto

E’ noto che i lieviti, ma anche i batteri, influiscono in maniera determinante sugli aromi dei vini. Negli ultimi decenni molte aziende si sono cimentate nella selezione di determinati ceppi adatti a garantire risultati ben definiti a i vini, in ragione del terroir o del vitigno.

Oggi che il concetto di naturalità sta prendendo lentamente campo, la ricerca fa però un passo indietro cercando di valutare, meglio sarebbe dire rivalutare, i lieviti e i batteri “nativi”, ovvero quelli presenti in cantina o in vigna, che possono conferire particolari sentori o aromi.

Lavori di ricerca hanno mostrato che Oenococcus oeni produce esterasi che sono in grado di idrolizzare substrati artificiali. Uno studio però ha provato a comprendere gli effetti su O. oeni sulla fermentazione malolattica e, più specificatamente, nella produzione di alcuni componenti come butanoato etilico, etil esanoato ed etil octanoate.

I risultati delle prove hanno mostrato che, anche ceppi con bassa attività di idrolisi esterasi su substrati artificiali, provocavano un sensibile incremento degli esteri totali dopo fermentazione malolattica. Quindi O. oeni ha un impatto non secondario sul profilo aromatico del vino. Leggi il resto di questo articolo »

Vino vegano, sempre piu’ richiesto

Per chi ha scelto una dieta vegetariana anche il vino puo’ provocare problemi, a causa di alcune sostanze di origine animale utilizzate sia in vigna che in cantina durante la produzione.

Ecco che anche in Italia si sente parlare sempre piu’ spesso di vini per vegani, realizzati escludendo totalmente la sofferenza degli animali.

Le sostanze da evitare nella produzione dei vini adatti per vegani sono: Leggi il resto di questo articolo »

Scoperta molecola che predice durata dei rossi.

Basta una molecola per predire la durata della vita di un vino rosso: la sostanza, scoperta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bordeaux e denominata ’3-methyl-2,4-nonadiene’, è un indicatore chimico la cui maggiore o minore concentrazione può determinare la capacità del vino di resistere al passare del tempo.

La ricerca, riportata da Winenews, è partita dopo l’allarme lanciato poco tempo fa proprio dall’Università di Bordeaux sulla diminuita capacità di molti rossi di durare nel tempo.

Gli studiosi sono partiti da recenti scoperte sull’invecchiamento precoce dei bianchi per individuare un marcatore che potesse dare analoghe indicazioni per i rossi.

La molecola trovata è presente in aromi propri dei vini invecchiati, come la prugna o la frutta cotta. In sintesi, più bassa la concentrazione di questa molecola, maggiore la capacità del vino di durare nel tempo.

Per Attilio Scienza, uno dei massimi esperti di vitinicoltura mondiale, si tratta di “uno strumento non trascurabile per stimare le possibilità di un vino di invecchiare, anche di anno in anno, da luogo a luogo”, che potrebbe avere importanti ripercussioni sul mercato del vino.

Ansa – 25/06/2013

Vino da “fantascienza”.

Vino Star Trek

Vino Star Trek

Arriva il vino dedicato a “Star Trek”, la famosa saga fantascientifica televisiva e cinematografica.

L’idea viene da una cantina della Sonoma Valley (California), Viansa Winery. La gamma è costituita da tre vini dai nomi immaginari citati nella serie, come Tulaberry e Bajoran e, in etichetta, sono effigiati gli eroi della saga, dal Capitano Spock al capitano comandante dell’Enterprise James T. Kirk.

Solo 1.700 le casse dei tre vini (“The City of the Edge of Forever”, “Mirror Mirror” e “The Trouble with Tribbles”) dedicati a “Star Trek”, ottenuti da blend di Merlot, Cabernet Franc, Sangiovese, Dolcetto, Tinto Cao e Tempranillo.

Il primo vino francese era “made in Italy”

Oggi il Times di Londra non riusciva a nascondere la contentezza per questa notizia, annunciata a pagina 5: “I francesi non hanno dubbi di produrre l’uva migliore e i vini più buoni.

Sarà per loro un duro colpo scoprire che hanno imparato l’arte di fare il vino dai loro vicini italiani e che i loro primi vini furono importati dalla Toscana”.

Il quotidiano londinese cita i risultati di una ricerca archeologica condotta dalla University of Pennsylvania Leggi il resto di questo articolo »

Il produttore che fa rivivere il vino estinto da 400 anni

Si dice che nelle cantine del Re d’Inghilterra, il moscatello di Taggia fosse l’unico vino per cui vigeva l’assoluto divieto di «taglio» con altre bevande alcoliche.

Un riguardo giustificato, per un bianco secco ricavato da un’uva tipica dell’entroterra taggiasco che, dal Trecento al Seicento, partendo dal porto dell’attuale Riva Ligure, fu conosciuto e apprezzato in tutta l’Europa. Secoli di gloria prima della (quasi) totale estinzione del vitigno, dovuta a una grave malattia delle piante.

Fine di una leggenda? Probabilmente sarebbe andata così se non fosse stato per Eros Mammoliti, Leggi il resto di questo articolo »

Ogni vino ha la sua canzone. Conte perfetto per il Brunello

In occasione di “Cantine Aperte” Donatella Cinelli Colombini ha organizzato un’esperienza eno-musicale con la collaborazione di Bonella Ciacci. A ogni vino è associata una canzone: Cenerentola Orcia doc-Meravigliosa creatura (Gianna Nannini), Leone Rosso-Le rane (Baustelle), Chianti-Un raggio di sole (Jovanotti), Sanchimento-Prynyl (Vinicio Capossela), Rosa di Tetto-Una rosa (Vinicio Capossela), Brunello Casato Prime Donne-Diavolo rosso (Paolo Conte)

Per “Cantine Aperte” Donatella Cinelli Colombini ha organizzato un’esperienza di musica con passaggi, paesaggi e emozioni affidandosi alle competenze eno-musicali di Bonella Ciacci che spiega le ragioni di ogni abbinamento. Le visite partono all’inizio di ogni ora dalle 10 alle 17 e prevedono l’assaggio di 8 vini.

La prima sosta e partenza del tour è dedicata al Chianti e la Doc Orcia della Fattoria del Colle. Qui c’è la musica leggera italiana con gli interpreti contemporanei più legati a quel territorio Baustelle, Gianna Nannini e Jovanotti.

“Gianna Nannini non ha bisogno di grandi presentazioni. Leggi il resto di questo articolo »

Italia, Spagna e Francia, contrari a snaturamento vero brandy

Assodistil, controproducente proposta uso sottoprodotti vitivinicoli

- No al declassamento e allo snaturamento del vero brandy. E’ questa la posizione dei distillatori italiani, che si oppongono ad ogni tentativo di modificare il regolamento europeo sull’acquavite, consentendo l’impiego di sottoprodotti vitivinicoli – come fecce e vinacce – al posto del vino.

La proposta, spiega Assodistil, l’associazione che raggruppa le aziende di settore, sarebbe partita da alcuni imprenditori francesi, Leggi il resto di questo articolo »