Curiosità
La «Cantina dell’anno 2014» firmata da un bergamasco
La cantina dell’anno 2014 porta la firma di un architetto bergamasco. Il premio speciale verrà assegnato da Gambero Rosso alla cantina Collemassari, nel grossetano, progettata nel 2000 da Edoardo Milesi, architetto bergamasco di 59 anni con studio di progettazione ad Albino, e che vedrà ricevere questo prestigioso riconoscimento nel corso della manifestazione Vini d’Italia: tre bicchieri del 19 ottobre a Roma in corrispondenza con l’annuale presentazione della Guida del Gambero Rosso.
Il premio che andrà alla cantina toscana dell’entroterra grossetano, produttrice di vini eccellenti e del pluri-premiato Brunello di Montalcino docg, si rivolge alla qualità del vino prodotto direttamente legata alla struttura architettonica della cantina ideata da Milesi.
La Cantina di Collemassari, «è il risultato di una progettazione attenta ed innovativa il cui obiettivo è di essere funzionale alla realizzazione di un vino ad alto contenuto biologico – afferma Milesi- : sul crinale collinare tipicamente toscano è posto il fabbricato, una scatola di legno interrata, da cui emerge una terrazza secondo una struttura verticale da cui è possibile trasformare le uve in vino mediante un procedimento “a caduta” per semplice gravità senza mai l’ausilio di pompe elettromeccaniche».
ecodibergamo.it – 25/09/2013
Vino “Mafiozo”, l’azienda svedese ha deciso: cambierà il nome
L’indignazione si è estesa a macchia di leopardo in pochi giorni, tanto che, alla fine, l’azienda svedese produttrice del “Mafiozo” ha fatto dietrofront: cambierà il nome sull’etichetta.
A comunicarlo è stato direttamente l’amministratore aziendale e responsabile del marketing dell’azienda vinicola “Concealed Wines” di Stoccolma Calle Nilsson che, contattato via mail, ha spiegato come l’azienda abbia deciso di cambiare il nome al vino, “ma di non avere ancora scelto quale sarà quello nuovo.
In ogni caso – scrive Nilsson – sarà un nome che non sarà inteso come offensivo, Leggi il resto di questo articolo »
Santadi e la tecnica degli Antichi Romani – Vino pregiato invecchiato in terracotta
Anche una tecnica enologica degli Antichi Romani può rilevarsi al passo coi tempi. Ne è convinta la cantina sociale Santadi che ha avviato una sperimentazione per l’invecchiamento in terracotta di vini di alta qualità.
Non solo barrique e affinamento in bottiglia, ma anche affinamento in una terracotta molto speciale, prodotto in Italia da un unico artigiano toscano, che grazie alla grana molto sottile e alla lavorazione ad hoc, fa invecchiare il vino solo attraverso la traspirazione alle pareti di queste maxi anfore mostrate oggi in cantina a un gruppo di esperti e buyer cinesi giunti tramite un progetto con Business Strategies.
La sperimentazione, ha precisato il presidente storico della Santadi, Antonello Pilloni, “è stata avviata nel 2005 dall’enologo Giacomo Tachis. Stiamo saggiando questo metodo di invecchiamento sia per le uve bianche che, anzi soprattutto, per le uve a bacca rossa, mettendo in ciascuna terracotta da 350 litri fino a 500. E ce ne è anche una da 700 litri di capienza. Stiamo ottenendo un vino di grande sapidità.
Un modo per valorizzare uve pregiate, senza passaggio in legno. Al momento è una produzione di nicchia, una nuova eccellenza che contiamo di testare presto sul mercato. Non sarà un nuovo vino Santadi, ma spiegheremo bene in etichetta la provenienza da invecchiamento in terracotta, legno-free. La nostra innovazione, che ha radici antiche”, ha concluso Pilloni.
www.unionesarda.it – 22/09/2013
Vino: nasce Vinitalybio per biologico certificato
Un salone specializzato dedicato ai vini biologici certificati: e’ Vinitalybio, nato dall’accordo tra Veronafiere e FederBio, la cui prima edizione avra’ luogo nell’ambito del 48mo Vinitaly, dal 6 al 9 aprile prossimo.
L’obiettivo e’ valorizzare la produzione enologica certificata secondo le norme del regolamento UE n. 203/2012 sulla produzione e l’etichettatura del vino biologico, entrato in vigore il 1 agosto dell’anno scorso.
“Vinitalybio – spiega Ettore Riello, presidente di Veronafiere – e’ una grande occasione di visibilita’ per le cantine biologiche italiane che rappresentano il 6,5% del vigneto nazionale con 53 mila ettari coltivati, ponendo l’Italia al secondo posto per estensione a livello mondiale.
L’Italia, inoltre, con una quota del 13% rappresenta il terzo esportatore di vini bio negli Stati Uniti”.
“Grazie al progettoVinitalybio – afferma Paolo Carnemolla, presidente di FederBio – avremo l’opportunita’ di dare finalmente visibilita’ e voce al vino biologico certificato, che rappresenta l’unica garanzia per chi intende acquistare un vino ottenuto secondo i principi e le rigorose normative dell’UE in materia di biologico”.
Agi – 19/09/2013
Il vino più forte della guerra in Siria
La vendemmia come volontà di resistere, come segno di pace. Anche nei giorni più bui per la Siria, con la guerra civile che avanza e il pericolo di un conflitto internazionale alle porte. Le bombe, i gas chimici, le esecuzioni sommarie, le vendette tra esercito e ribelli non hanno fermato il rito millenario del vino. Una rete di taxi porta l’uva raffreddata con il ghiaccio dalla Siria al Libano.
Se in questi due Paesi potesse risuonare un elogio ai vignaioli del Medio Oriente, Leggi il resto di questo articolo »
Un piemontese al G20: il bianco Gavi
Se foste il Presidente di uno dei 20 Paesi più potenti del mondo, quale vino vorreste fosse servito al vostro tavolo?
A San Pietroburgo, durante la cena di gala che ha seguito l’incontro del G20, il vino parlava italiano: nei calici di Obama e Putin il rosso era un Bordeaux francese mentre il bianco era un fresco Docg piemontese.
Ad annunciarlo al mondo, un tweet del premier italiano Enrico Letta, orgoglioso dei prodotti delle terre italiane. Leggi il resto di questo articolo »
La “mani pulite” cinese colpisce il vino. Addio alle grandi bottiglie per corrompere i funzionari.
Non solo dazi. Le minacce per il vino italiano in Cina non vengono solo dal rischio di un inasprimento dei dazi sull’export, ma anche dal forte vento di moralizzazione che sta soffiando sugli stili di vita cinesi oltre a una rinnovata pressione dei competitor internazionali.
A spiegarlo è Gianluca Bisol, una dei principali produttori del Prosecco è che è appena tornado da dieci giorni in Cina dove ha tenuto due (affollati) workshop a Shangai e a Hong Kong, dedicati dalla scuola di degustazione Awsec al famoso spumante italiano.
Non solo dazi
L’indagine aperta dalle autorità cinesi sull’eventuale ricorso a politiche antidumping da parte degli operatori europei quindi è solo un aspetto del difficile momento che sta vivendo in Cina il vino e che ha richiesto la compilazione di un articolato questionario a 1.500 aziende italiane convolgendo inoltre panel di imprese europee sotto osservazione l’italiana Cevico.
“E’ chiaro che un inasprimento fiscale avrebbe effetti deleteri sui nostri vini Leggi il resto di questo articolo »
Vino: Aeroflot sceglie Lungarotti per tutte tratte internazionali
Sempre più Russia nel portfolio Lungarotti grazie all’accordo con Aeroflot, che ha scelto ancora una volta il vino dell’azienda umbra per la business class di tutte le sue tratte internazionali.
Dopo il Rubesco, il rosso simbolo Lungarotti e apripista della liason con la compagnia di bandiera russa, da settembre e per il prossimo biennio, sarà infatti protagonista il Brezza, Leggi il resto di questo articolo »
Il vino dei Romani rinasce in Sicilia.
Verificare sperimentalmente e tradurre in pratica le antiche tecniche romane di produzione del vino: dal prelievo delle talee fino alla vendemmia, passando per lo scavo delle fosse e l’utilizzo di strumenti antichi ricostruiti.
Questo l’obiettivo del progetto ‘Archeologia del vino in Italia: un esperimento siciliano’ varato dall’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibam-Cnr) in collaborazione con la cattedra di Metodologie, cultura materiale e produzioni artigianali nel mondo classico dell’Università di Catania.
L’esperimento tenterà di riprodurre nella Sicilia moderna un vigneto Leggi il resto di questo articolo »
Abruzzo. Gerard Depardieu “impazzisce” per i vini abruzzesi
Una bella pubblicità per l’Abruzzo arriva da Gerard Depardieu, attore di fama mondiale e pure un amante della buona tavola.
”Quello che mi eccita è andare in una trattoria italiana, che mi cucina un piatto di pasta e dove posso bere un buon vino dell’Abruzzo.
Ed è straordinario: si esce leggeri come una farfalla”.L’attore francese ne è sicuro e lo afferma con estrema certezza parlando al quotidiano transalpino Le Figaro, aggiungendo che “in Francia non si mangia più bene. I grandi chef sono piuttosto giapponesi e italiani”.
quiquotidiano.it – 25/08/2013



