Aggiornamenti

Vino da “fantascienza”.

Vino Star Trek

Vino Star Trek

Arriva il vino dedicato a “Star Trek”, la famosa saga fantascientifica televisiva e cinematografica.

L’idea viene da una cantina della Sonoma Valley (California), Viansa Winery. La gamma è costituita da tre vini dai nomi immaginari citati nella serie, come Tulaberry e Bajoran e, in etichetta, sono effigiati gli eroi della saga, dal Capitano Spock al capitano comandante dell’Enterprise James T. Kirk.

Solo 1.700 le casse dei tre vini (“The City of the Edge of Forever”, “Mirror Mirror” e “The Trouble with Tribbles”) dedicati a “Star Trek”, ottenuti da blend di Merlot, Cabernet Franc, Sangiovese, Dolcetto, Tinto Cao e Tempranillo.

Il primo vino francese era “made in Italy”

Oggi il Times di Londra non riusciva a nascondere la contentezza per questa notizia, annunciata a pagina 5: “I francesi non hanno dubbi di produrre l’uva migliore e i vini più buoni.

Sarà per loro un duro colpo scoprire che hanno imparato l’arte di fare il vino dai loro vicini italiani e che i loro primi vini furono importati dalla Toscana”.

Il quotidiano londinese cita i risultati di una ricerca archeologica condotta dalla University of Pennsylvania Leggi il resto di questo articolo »

Il produttore che fa rivivere il vino estinto da 400 anni

Si dice che nelle cantine del Re d’Inghilterra, il moscatello di Taggia fosse l’unico vino per cui vigeva l’assoluto divieto di «taglio» con altre bevande alcoliche.

Un riguardo giustificato, per un bianco secco ricavato da un’uva tipica dell’entroterra taggiasco che, dal Trecento al Seicento, partendo dal porto dell’attuale Riva Ligure, fu conosciuto e apprezzato in tutta l’Europa. Secoli di gloria prima della (quasi) totale estinzione del vitigno, dovuta a una grave malattia delle piante.

Fine di una leggenda? Probabilmente sarebbe andata così se non fosse stato per Eros Mammoliti, Leggi il resto di questo articolo »

Italia, Spagna e Francia, contrari a snaturamento vero brandy

Assodistil, controproducente proposta uso sottoprodotti vitivinicoli

- No al declassamento e allo snaturamento del vero brandy. E’ questa la posizione dei distillatori italiani, che si oppongono ad ogni tentativo di modificare il regolamento europeo sull’acquavite, consentendo l’impiego di sottoprodotti vitivinicoli – come fecce e vinacce – al posto del vino.

La proposta, spiega Assodistil, l’associazione che raggruppa le aziende di settore, sarebbe partita da alcuni imprenditori francesi, Leggi il resto di questo articolo »

Vino, il primo tappo a zero emissioni di anidride carbonica è firmato Nomacorc

Da gennaio 2014 le cantine di tutto il mondo avranno una scelta in più nelle chiusure per i loro vini, ovvero il tappo alternativo a zero emissioni di anidride carbonica.

Lo ha creato Nomacorc, azienda statunitense leader mondiale nelle chiusure sintetiche che ha messo a punto, e presentato alla fiera Intervitis in Germania, Select Bio che unisce i polimeri di origine vegetale a quelli di origine fossile, per un bilancio complessivo di emissioni nocive pari appunto a zero.

Il nuovo tappo è stato pensato principalmente per le aziende che puntano all’ecosostenibilità Leggi il resto di questo articolo »

Il Gewürztraminer sulla Strada del Vino

Dal 22 maggio appuntamento con la Mostra Vini di Bolzano: eventi e degustazioni, escursioni e concerti

Fiumi di vino, escursioni in montagna, passeggiate lungo sentieri ed eventi culturali: torna la grande festa del Gewürztraminer, evento annuale che accoglie più di 100 etichette da tutto il mondo dedicate al vino aromatico per eccellenza. Da gustare a stretto contatto con la natura ed i paesaggi della montagna: la zona, comprendente le bellissime cime dei monti Mendola, Penegal e Roen, è un vero paradiso escursionistico.

L’EVENTO La Mostra Vini di Bolzano, giunta quest’anno alla sua 91a edizione, è una passerella internazionale per i migliori bianchi e rossi dell’Alto Adige. Un appuntamento storico, importantissimo,  Leggi il resto di questo articolo »

Le signore della Valcalepio: “A noi il vino piace doc”

L’associazione raduna donne impegnate nella filiera vitivinicola

Ad accomunarle c’è la voglia di diffondere la conoscenza e la commercializzazione del vino doc bergamasco per eccellenza, il Valcalepio, «nella consapevolezza – per dirlo con le parole di Marta Mondonico, che ha ideato l’iniziativa – di avere tra le mani un prodotto d’eccellenza che ha poco o nulla da invidiare alle più rinomate etichette italiane».

Sono le donne – 16, per ora, ma l’obiettivo è di allargare rapidamente il numero di iscritte – che si sono riunite nell’associazione “Signore della Valcalepio”, fresca di nascita ma già protagonista di un debutto in grande stile presso l’azienda vitivinicola “La Rocchetta” di Sarnico, sulle rive del lago d’Iseo.

Il gruppo è sicuramente eterogeneo (ne fanno parte produttrici, sommelier, docenti delle scuole alberghiere, ristoratrici) ma, proprio nella possibilità di attingere a contributi ed esperienze diverse, conta di portare nel settore orobico un nuovo slancio: «Noi conosciamo la qualità delle nostre bottiglie — dice Marta Mondonico — Leggi il resto di questo articolo »

Il futuro del vino si gioca in India

Presto in giro per il mondo potrà esserci del vino prodotto in India ed etichettato da uno dei più bei nomi dell’industria enologica mondiale. Intanto, nel mercato più ricco al mondo per il vino, quello americano, si attende una crescita a due cifre dei consumi di bottiglie. Tutto mentre si affacciano, anche in Italia, etichette nuove come quelle biologiche.

È la dimostrazione, se ve ne fosse bisogno, della dinamicità del mercato agroalimentare mondiale – molto meno di quello interno – ma soprattutto di quello enologico, che continua a muovere miliardi e a creare aspettative in produttori e commercianti. Una partita in cui l’Italia può avere un ruolo più importante di quello attuale. A patto di riuscire ad acquisirlo e mantenerlo.

Stando alle informazioni fatte circolare da Winenews, una delle più qualificate reti italiane d’informazione vitivinicola, la Moet-Hennessy (Lvmh) – uno dei gruppi di alta gamma nell’alimentare e non solo – ha fra i suoi piani di crescita quello di produrre bollicine in India

Il gruppo francese sta completando i lavori per realizzare una cantina nel Nashik Leggi il resto di questo articolo »

Vino: Doc Amarone anche in pianura

Respinte dall’assemblea Valpolicella critiche famiglie storiche
 
L’Amarone, vino simbolo della Valpolicella, d’ora in poi potrà essere prodotto anche su impianti sistemati in terreni freschi e pianeggianti.

Lo ha stabilito l’assemblea dei soci del Consorzio della Valpolicella che in tal modo ha respinto l’opposizione delle 12 famiglie storiche dell’Amarone (capaci di quasi 39 milioni di fatturato, da oltre il 26% della produzione totale di questo) vino) che avevano chiesto difesa delle aree vocate nel rispetto della qualità del prodotto.

Ansa – 11/05/2013

Missoni: per lui vino ‘bon’ o ‘no xè bon’, scrisse Veronelli

Editore ripercorre amicizia tra stilista e guru enogastronomia

 Si stimavano molto, meglio: si volevano bene, Gino Veronelli e Tai Missoni. Lo ricorda, in una nota, Veronelli Editore nel precisare che la conoscenza risale ai primi anni ’70. ”Gino – racconta l’editore – era incuriosito (poi affascinato) dalle trame allegre, fresche dei disegni di Missoni, riprodotte, dagli inizi anni 80, anche nell’agenda che per il critico enogastronomico era divenuta necessaria”. ”Tai – continua la nota – era meravigliato, ma incuriosito, dalle descrizioni di Veronelli sul vino, complesse e improbabili.

Per lo stilista il vino era materia molto piu’ semplice: ‘o xe’ bon, o no xe’ bon”’. E sul tema Veronelli e Missoni scherzavano molto. Infine, da una lettera di Gino Veronelli, del 17 novembre 1999, si legge questo passaggio: ”Ogni volta che vedo una (bella) creatura – sia donna sia uomo – che porta un Missoni, ti penso, ricordo le ore con te, e mi sento piu’ allegro e piu’ giovane”.

ANSA – 10/05/2013