Aggiornamenti

Il re dei vini in tribunale per bancarotta ed evasione

C’era una volta l’azienda agricola Boschi, tra i vigneti della Franciacorta.

In molti hanno messo le gambe sotto i tavoli di questo ristorante di Erbusco, di recente balzato agli onori delle cronache anche per avere ospitato la cena che suggellò il patto tra i secessionisti bresciani e veneti.

Sì, proprio loro: gli indipendentisti accusati di voler instaurare la Serenissima a colpi di Tanko.
Ora Franco Timoteo Metelli, 66 anni, il titolare della Boschi che il 20 ottobre 2011 fallì, è nei guai. Leggi il resto di questo articolo »

Vino, condannato il falsario più ricco del mondo

“La gente sa solo quello che gli racconti”. Lo dice Leonardo DiCaprio in “Prova a prendermi”, il film sulla storia del super falsario Frank Abagnale jr.

Anche l’indonesiano Rudy Kurniawan è un falsario, ma invece di  smerciare finti assegni come il protagonista del film, inondava l’America di finte etichette e finte bottiglie di vini pregiati e costosissimi: rare annate di Chateau francesi, soprattutto.

Stesso destino per il falsario del film e per quello di oggi: vita da nababbo, arresto dell’Fbi, condanna. Durissima quella che è stata inflitta a New York a Rudy: 10 anni di carcere. Leggi il resto di questo articolo »

Vino negli ospedali ai malati terminali

In Francia il Centro Ospedaliero Universitario di Clermont-Ferrand aprirà un wine bar, per creare momenti di convivialità’ con i loro parenti per chi è ricoverato in ospedale, in un”quadro terapeutico sorvegliato”. Anche i malati terminali hanno diritto ad essere felici.

Quello del fine vita è un argomento a dir poco sensibile, che coinvolge la società in ogni Paese occidentale. Leggi il resto di questo articolo »

Le ossa di tigre che finiscono nel vino cinese

Le tigri sono usate per la produzione di una bevanda che richiama la tradizione orientale. E va per la maggiore tra i più benestanti.

La campagna si chiama “Save the Tigers” e il nome spiega bene l’obiettivo: si vogliono salvare le tigri da una produzione molto atipica per gli standard occidentali, ma che in Oriente riscuote grande successo tra i più benestanti.

In Cina, infatti, la Xionsen Wine Company usa le ossa di tigri per il “wine bone tiger”, un vino diventato pregiato e molto ambito dalle elite. Addirittura una bottiglia può arrivare costare 200 dollari.

In pratica le ossa del felino vengono lasciate macerare in un liquore, in ossequio a una vecchia tradizione asiatica secondo cui la bevanda avrebbe effetti afrodisiaci. Leggi il resto di questo articolo »

Vino, la scommessa francese per il futuro in Etiopia

Sappiamo che ormai le distese ordinate di vigneti destinate a produrre vino di qualità non sono più un’esclusiva delle campagne francesi ed italiane. L’area di produzione si è infatti estesa raggiungendo numerose zone del pianeta.

Eppure, agli occhi degli appassionati e dei bevitori occidentali suona ancora strana l’idea che i grappoli possano essere coltivati e sfruttati commercialmente anche in territori tradizionalmente legati a un clima apparentemente poco adatto a queste attività e con un tessuto socio-economico non sufficientemente sviluppato per rendere realmente redditizia un’impresa di questo genere.

In cima alla lista di queste aree geografiche teoricamente off-limits si colloca, più forse per luoghi comuni difficili a morire che per reali ostacoli, l’Africa. Ma a smentire questa convinzione arrivano interessanti novità dall’Etiopia, dove il gigante francese del settore Castel ha imbottigliato la sua prima annata di vino prodotto con le uve delle vigne di Ziway, località che si trova 160 chilometri a sud della capitale Addis Abeba. Leggi il resto di questo articolo »

Cibo, arte e musica: Francoforte festeggia il vino di mele e i 26 musei sul Meno

Apprezzato fin dai tempi di Carlo Magno, il vino di mele è la bevanda ufficiale di Francoforte da oltre 250 anni.

Servito nel Bembel, caratteristica brocca di terracotta smaltata, accompagna prelibatezze sostanziose nell’atmosfera conviviale delle taverne che lo producono artigianalmente.

Ogni estate – quest’anno dall’8 al 17 agosto – è il protagonista assoluto dell’Apfelwein Festival, nel clima tipico delle sagre tedesche con musica dal vivo e bancarelle.

Una vera kermesse godereccia per la città natale di Goethe, forse più nota per i molti eventi culturali, cibo per la mente.

Come la Museumsuferfest, che il 29 agosto dà il via allo spettacolo nello spettacolo dei 26 musei sulla riva del Meno, aperti fino a notte.

Saranno tre giornate di festa a base di arte, teatro, artisti di strada, musica, fuochi d’artificio e gastronomia.

Speciali pacchetti di soggiorno a partire da 72 euro, con biglietto di ingresso combinato per i musei. Info: www.frankfurt-tourismus.de.

www.ilgiornale.it – 20/07/2014

Dipinge le etichette dei vini Amato all’estero, qui non compreso

LA bottiglia che diventa essa stessa un’opera d’arte, una tela su cui incidere un cuore dalle forme nitide, lineari, precise, preziose come gli Swarosvski che lo incorniciano e lo rendono gioiello.

E’ la Wine Art dell’artista lucano Massimo Basile, in arte Maxtin, originario di Cancellara, che dal 29 al 31 luglio prossimi sarà a Pechino alla Beijing International Wine Exhibition (Esposizione Internazionale del vino) per realizzare dal vivo, in tempo reale e davanti a un pubblico di decine di migliaia di spettatori , le sue bottiglie gioiello.

E pensare che Massimo, artista già affermato, aveva esposto questo ambizioso progetto alle più importanti cantine lucane prima di spinarsi la strada altrove.

«Volevo fare qualcosa per la mia terra – dice – che io adoro, infatti quando posso cerco sempre di tornare. Volevo esportare la Basilicata attraverso qualcosa di originale e unico che fosse nato in Lucania per mano di un lucano». Leggi il resto di questo articolo »

Il viaggio dell’antico leudo per portare il vino alla Spezia

Anche quest’anno è ripartita l’avventura del leudo (antica imbarcazione a vela) che è arrivato da La Spezia all’Elba per continuare i commerci di vino con l’isola.

Il leudo storico della Compagnia delle Vele Latine, Zigoela è arrivato due giorni fa nel porto di Marciana Marina ed è ripartito ieri con un carico di vino dell’azienda Agricola Mola alla volta di La Spezia dove il prezioso carico sarà venduto.

Anche questa volta infatti sull’isola erano arrivate damigiane vuote per essere riempite con vino elbano.

L’obiettivo di queste iniziative è mantenere le tradizioni del commercio vinicolo tra la Liguria e l’Elba che si era interrotto negli anni ’50, quando gli agricoltori dell’Isola hanno smesso di produrre vino in grande quantità.

Nel 2012 i rapporti sono ripresi e il leudo anche quest’anno è venuto a caricare il vino che viaggiando per mare prenderà un gusto più ricco.

www.tenews.it – 18/07/2014

Ecco il vino per l’estate 2014 a stelle strisce

Un vino “tranquillo”, da “club di lettura per pensionati”. Popolare, amato ma che per essere considerato affascinante ha dovuto attendere qualche anno e qualche azzardo vincente dei vari produttori più esperti.

E così ora, soprattutto oltreoceano, il Pinot Grigio, anche e soprattutto quello friulano, sta vivendo una nuova primavera. Tanto da diventare il vino di questa estate americana.

Profumo più seducente, colore più intenso, consistenza più ricca e gusto più netto. Il Pinot Grigio friulano piace negli States. E non lo dicono soltanto le cifre di un mercato che premia più questo prodotto piuttosto del Friulano.

Lo dicono ancora di più, e soprattutto ora, i grandi critici indipendenti, Leggi il resto di questo articolo »

La Franciacorta ha il suo Eretiq

Al bando lo Chardonnay. Eretiq, l’eresia intellettuale di Mario Falcetti, è 100% Pinot! E si definisce “Diversamente Franciacorta”.

Valorizzare il vitigno più difficile della Franciacorta, per questo relegato ad una rappresentatività dei vigneti di poco più del 3% rispetto alla superficie totale della denominazione: il Pinot Bianco.

E’ questa la missione di Mario Falcetti, dal 2008 direttore di Quadra. Eretiq è un nome forte per un vino di rottura, definito “L’altra Franciacorta”.

E’, infatti, l’unico Franciacorta a non utilizzare nell’uvaggio lo Chardonnay, che oggi rappresenta più dell’80% dei vigneti, scegliendo invece il blend di Pinot Nero e Pinot Bianco.

Il ruolo da protagonista è proprio giocato da quest’ultimo. Leggi il resto di questo articolo »