Aggiornamenti

Al Gruppo Santa Margherita la fornitura dei vini per la nazionale di Prandelli

Bianchi e rossi dalla Toscana all’Alto Adige. Sono nove le etichette di vino, rigorosamente made in Italy, che accompagnano gli azzurri di Prandelli al mondiale di calcio in Brasile.

La Nazionale italiana potrà brindare alle sue vittorie con Prosecco, Franciacorta, Gewurztraminer appartenenti alle tenute del Gruppo vinicolo Santa Margherita (102 milioni di euro di fatturato nel 2013).

 vini sono firmati da Lorenzo Tersi, presidente e fondatore della LT wine & food advisory a cui è stata affidata la selezione.

“Se i vini rossi contengono infatti resveratrolo, cumarine, flavonoidi, potenti antiossidanti per il nostro organismo”, dice Tersi “anche i bianchi hanno dimostrato effetti di protezione e fortificazione, grazie principalmente al tirosolo e ai suoi composti affini”.

Ecco l’elenco dei nove vini a disposizione della nostra nazionale che sono stati inviati in Brasile in alcune centinaia di bottiglie complessive.
1 – Prosecco Superiore 52 Santa Margherita Valdobbiadene DOCG
2 – Cuvèe Prestige Franciacorta Cà del Bosco
3 – Pinot Grigio Alto Adige DOC Impronta del Fondatore Santa Margherita.
4 – Chardonnay Petillant Vigneti delle Dolomiti IGT Santa Margherita
5 – Refosco Lison Pramaggiore DOC Impronta del Fondatore Santa Margherita
6 – Pinot Nero Alto Adige Kettmeir
7 – Gewurztraminer Alto Adige Kettmeir
8 – Spumante 52Rosè VSQ SantaMargherita
9 – Sangiovese Maremma Toscana DOC Tenuta Sassoregale

www.gamberorosso.it – 16/06/2014

La Russia blocca le vendite di alcolici via internet: anche il vino ne pagherà le conseguenze

Vino on line? La Russia dice no.

La Duma (il parlamento russo) sta per approvare una legge per bloccare definitivamente l’e-commerce di alcolici e, come sempre, il vino ne sarà ancora l’incolpevole vittima.

Tutto nasce dal tentativo di regolamentare il mercato degli spirits, segnatamente della vodka, che ultimamente è stata severamente preso di mira dalle Autorità, nonostante gli introiti delle accise rappresentino la seconda voce del budget Federale.

In realtà una legge in tal senso c’era già, approvata nel 2007, ma i distributori avevano trovato dei modi per aggirarla e vendere comunque in maniera legale. Leggi il resto di questo articolo »

Un preparato dalla Spagna per preservare l’aroma del vino

Una preparazione di lievito inattivo e ricca di glutatione potrebbe contribuire a preservare l’aroma dei vini, in particolare quelli giovani, rappresentando un’altermativa all’uso tradizionale di solfiti.

Lo sostiene un gruppo di scienziati della Universidad Politecnica de Madrid, sulla base di una ricerca sperimentale pubblicata sulla rivista International Journal of Food Properties: il preparato, scrivono gli studiosi, potrebbe appunto rappresentare un’alternativa piu’ sostenibile al tradizionale metodo che usa i solfiti.

Secondo gli scienziati, impiegando additivi naturali basati su lievito di vino inattivo e ricchi di glutatione si riesce a ridurre il processo ossidativo che e’ legato alla perdita dell’aroma da parte dei giovani vini.

Il glutatione è un tripeptide naturale, vale a dire una sostanza costituita da tre amminoacidi, nell’ordine acido glutammico, cisteina e glicina.

Gli scienziati hanno condotto le loro ricerche in collaborazione con una cantina di Navarra, in Spagna.

Qui, hanno studiato gli effetti delle preparazioni di lievito inattivo ricche in glutatione sull’aroma dei vini rosati della varieta’ di Garnacha.

Inoltre, gli scienziati hanno studiato lo stesso vino trattato secondo il processo tradizionale.

www.telestense.it – 04/06/2014

Chardonnay, Colterenzio senza rivali

Successo internazionale per due vini Chardonnay prodotti dalla cantina Colterenzio, premiati in occasione di due importanti manifestazioni in Germania e Repubblica Ceca.

Lo Chardonnay è uno dei cavalli di battaglia di Colterenzio da più di 30 anni.

In Repubblica Ceca lo Chardonnay Formigar 2010, in occasione di un concorso di degustazione organizzato dalla rivista specializzata Vino Revue, è stato incoronato come miglior Chardonnay italiano venduto in territorio ceco.

Lo Chardonnay Altkirch 2012 invece è stato inserito nel Berliner Weinführer 2014, Leggi il resto di questo articolo »

Jerez de la Frontera votata Città Europea del Vino 2014

Jerez de la Frontera raccoglie l’eredità di Marsala e si aggiudica il prestigioso riconoscimento di Città Europa del Vino.

Dopo la cittadina siciliana, l’Assemblea Generale della Rete delle Città del Vino Europeo ha infatti assegnato alla località spagnola il premio grazie non solo alla sua straordinaria offerta vitivinicola ma anche alle proposte legate a molteplici settori come l’enogastronomia, l’arte, la cultura, lo sport, l’educazione, la formazione.

Un premio più che meritato se si considerano una serie di fattori: Jerez vanta 7.000 ettari di vigneti, Leggi il resto di questo articolo »

Verso Vignaioli senza frontiere: Angelo Gaja a Trento

E procede nella direzione auspicata: quella della qualità e dell’eccellenza, per trasmettere – attraverso il vino – cultura, saperi e tradizioni.
 
Non a caso l’Associazione Vignaioli del Trentino, in collaborazione con Imperial Wines, ha voluto invitare a Trento uno dei protagonisti assoluti del mondo del vino italiano: Angelo Gaja, il mitico produttore piemontese, “Mister Barbaresco”, diventato ormai una vera e propria icona del vino nel mondo.
 
Angelo Gaja sarà a Trento giovedì 22 maggio, alle ore 18.00, presso la Sala della Torre della Tromba, in via Cavour 27, in un’occasione speciale: non solo l’evento ha il patrocinio del Comune di Trento, ma il ricavato dello stesso sarà devoluto in beneficienza al Punto d’Incontro, cooperativa sociale che si occupa del sostegno alle persone senza fissa dimora.
 
Il vino che si fa elemento di solidarietà, dunque, in linea con le ragioni profonde che hanno portato all’organizzazione di questo lungo percorso culturale a cavallo dei confini: nel Centenario della Grande Guerra, infatti, i Vignaioli del Trentino hanno voluto riannodare i fili della storia che si erano spezzati con le tragedie delle guerre e dei nazionalismi, utilizzando il vino come strumento di pace, dialogo e conoscenza reciproca.
 
Il 22 maggio a Trento Angelo Gaja terrà una conferenza sul percorso del vino italiano negli ultimi quarant’anni: prospettive, punti di forza e di debolezza. Seguirà dibattito ed assaggio dei vini: Gaja Barbaresco 2010, Ca’ Marcanda – Camarcanda 2010, Pieve S. Restituta – Brunello di Montalcino 2009. La prenotazione è obbligatoria: l’ingresso a pagamento prevede una quota di 40 euro.

www.viniesapori.net – 14/052014

Eataly: a New York la Nutella ruba il posto al vino

Il cioccolato prende il posto del vino.

Il prossimo lunedì 12 maggio infatti Eataly inaugurerà un Nutella bar all’interno dello store newyorchese tra la Quinta Avenue e la ventitreesima strada che fino a poco tempo aveva ospitato il Wine shop del gruppo.

Per celebrare l’apertura, il gruppo guidato da Oscar Farinetti offrirà il classico “Pane con Nutella” dalle 17 alle 19.

Sarà possibile acquistare altre specialità tutte a base della celebre crema a base di nocciole e cacao prodotta da Ferrero, tra cui cornetti, crepes e muffin.

La portavoce dello store newyorchese dell’azienda che porta la qualità culinaria italiana nel mondo ha annunciato che la riapertura della sezione dedicata al vino è prevista per il prossimo ottobre, in una nuova sede, sottolineando che il Nutella bar rimarrà comunque aperto.

www.meteoweb.eu – 08/052014

Sorpresa, non serve il palato, è il trigemino a percepire il vino invecchiato

Non avete un gran palato? Poco importa, se volete degustare grandi vini invecchiati.

Almeno così ha scoperto un gruppo di scienziati americani.

Ecco la notizia appena lanciata dalle agenzie:

Il nervo responsabile della percezione del sapore del vino, capace di far individuare un vino che é stato invecchiato in botti di rovere, é il trigemino.

A scoprirlo un gruppo di scienziati della Ruhr-Universitata Bochum (Germania), guidato da Hanns Hatt, che ha pubblicato un nuovo studio sulla rivista Chemical Senses.

Il trigemino é, tra l’altro, il nervo responsabile della percezione del dolore e della temperatura.

Gli scienziati hanno scoperto che, dunque, i sensi del gusto e dell’olfatto non sono coinvolti nell’apprezzamento del vino.

In particolare, i ricercatori hanno dimostrato che pazienti con nervi legati al gusto danneggiati, e incapaci di far sentire i cinque sapori di base (dolce, umani, salato, amaro e acido), riuscivano ancora a sentire quell’aroma di barrique, tipico dei vini invecchiati in botti di rovere, sulle loro lingue.

Invece, quando ai soggetti veniva «spento» il nervo trigemino, il sapore di barrique scompariva.

Il team ha usato cellule in coltura per studiare l’effetto della sostanza legata al sapore di barrique su cellule provenienti dal nervo trigemino di topi.

ilsole24ore.com – 07/05/52014

La grande truffa del vino, falsa la bottiglia dello Chateau d’Yquem 1787

Passerà alla storia come una delle più grandi truffe del vino da collezione.

Quando il tycoon americano Julian LeCraw nel 2006 sborsò 55 mila sterline per una bottiglia di Chateau d’Yquem che risaliva al lontano 1787, si era parlato della cifra più alta al mondo per un vino bianco.

E invece pare che quella e altre 14 bottiglie, che l’imprenditore di Atlanta ha comprato da un famosa enoteca di Londra, fossero dei falsi.

L’”antica” etichetta sarebbe infatti stampata al computer. Leggi il resto di questo articolo »

Il vino non è tutto uguale. Per i vegani deve essere cruelty free

Tutti i vini derivano dall’uva ma non è detto che siano adatti a una dieta vegana stretta.

Sono infatti molte le sostanze di origine animale che possono venire utilizzate in enologie.

Eccone un breve elenco: gelatina, sangue bovino, albumina, caseina, caseinati, colla d’ossa, colla di pesce. Si tratta di coadiuvanti tecnologici generalmente utilizzati per la chiarificazione del vino, sia bianco che rosso.

E’ chiaro che la soluzione ideale per i vegani è quella di conoscere direttamente il produttore e assicurarsi che le pratiche non prevedano l’uso di queste sostanze.

Non basta infatti neanche la dicitura vino biologico perchè i disciplinari prevedono la possibilità di utilizzo di coadiuvanti di origine animale, purchè naturali, come la colla di pesce o la gelatina. Leggi il resto di questo articolo »