Svolta in Toscana: in regione ora si potranno produrre anche gli spumanti

La Toscana allarga ufficialmente i confini della propria identità enologica. Accanto a grandi rossi, bianchi e passiti, entrano ora anche le bollicine: il Comitato Nazionale Vini del Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) ha approvato le modifiche al disciplinare della Toscana Igt, aprendo alla produzione di spumanti sia Metodo Classico sia Charmat, nelle versioni bianco e rosato.

Un passaggio che formalizza una realtà già presente tra i produttori e segna un’evoluzione della denominazione. Resta ora l’ultimo via libera della Commissione europea, con l’obiettivo di rendere operativo il nuovo disciplinare entro la fine del 2026.

Il nuovo assetto prevede l’ingresso degli spumanti accanto alle tipologie già esistenti: bianco, rosato, rosso, frizzante, oltre ai vini da uve appassite (Passito) e da vendemmia tardiva. «Adesso è tutto pronto per affrontare l’ultimo passaggio, quello dell’approvazione da parte della Commissione Europea. Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione degli stili di consumo e alle esigenze del mercato», ha detto il presidente del Consorzio Vino Toscana, Cesare Cecchi. «L’introduzione della categoria vino spumante – sottolinea – rappresenta un’importante opportunità di sviluppo per le aziende vitivinicole toscane», evidenziando anche come l’uso esclusivo della dicitura «Toscana Igt» rafforzi «l’identità del vino» come marchio di qualità.

La scelta nasce da esigenze concrete. «L’introduzione delle due tipologie di vino spumante è nata dalla richiesta di molti produttori che da tempo sono impegnati in questo tipo di produzione», spiega il direttore del Consorzio, Stefano Campatelli. Una decisione che, aggiunge, rappresenta «una concreta opportunità di sviluppo per il comparto, che, pur restando ancorato alla tradizione, si apre a nuove prospettive in linea con un mercato sempre più orientato alla qualità e alla diversificazione dei prodotti».

Già nel 2024, la vicepresidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi parlava dell’introduzione di spumanti e frizzanti come di «un notevole impulso alla crescita delle aziende viticole toscane», capace di ampliare l’offerta e intercettare una domanda in crescita.

La portata dell’operazione si comprende anche dai numeri. Negli ultimi cinque anni la produzione media della tipologia Toscana Igt si è attestata intorno a 91 milioni di bottiglie, per un valore superiore a 458 milioni di euro.

Circa il 69% del prodotto è destinato all’export, con l’Europa primo mercato, seguita da Stati Uniti e Asia. Parallelamente, è cresciuta la base produttiva: il Consorzio è passato da circa 70 soci nel 2019 a 450 oggi, che diventano oltre 1.700 considerando i conferitori delle cooperative.

https://www.gamberorosso.it – 19/03/2026

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