Vino: brevetto made in Italy per tappo di sughero senza collanti

Dall’Italia arriva la risposta all’allarme Usa nei confronti dei tappi in sughero microagglomerato contenenti sostanze ritenute potenzialmente cancerogene.

Il brevetto dell’azienda vicentina Labrenta dice, infatti, ‘no’ ai collanti poliuretanici nei tappi.

Sughera è la linea di chiusure che nasce da una mescola di materiali termoplastici che, grazie a un particolare agente compattante/agglomerante, sono in grado di agglomerare e trattenere efficacemente le particelle in sughero a contatto con liquidi alcolici per un lungo periodo.

Questo tipo di chiusure, frutto di 10 anni di ricerca italiana e prodotte completamente nel nostro Paese, contengono polimero termoplastico e sono quindi completamente riciclabili.

Esse sono composte da una granina in sughero di qualità, perfettamente sterilizzata in modo da togliere eventuali contaminanti.

Il brevetto Sughera permette, quindi, di dire ‘basta’ al contatto delle colle con il vino. Leggi il resto di questo articolo »

Piemonte, non solo rossi

l primo vino dell’ultima vendemmia per le cantine Franco Roero di Montegrosso d’Asti, situate in pieno Monferrato astigiano, non smentisce, anzi conferma ancora una volta, la potenzialità di un territorio da secoli vocato per i grandi vini rossi, barbera doc – docg in primis.

Ma da qualche decennio la regione subalpina si pone al centro dell’attenzione del settore vitivinicolo anche per la produzione di vini bianchi secchi di alto profilo. A base di vitigni pregiati: chardonnay, cortese, sauvignon, timorasso, solo per citarne i maggiori.

Nel comune di Montegrosso d’Asti eccezionali condizioni pedoclimatiche, ben conosciute agli appassionati cultori di bacco, concorrono ala qualità intrinseca delle uve e dei vini.

Il vigneto impiantato a chardonnay è di piccole dimensioni, circa 0,7 ha. Il proprietario Franco Roero, vignaiolo, nonché enotecnico, presta particolare attenzione ad ogni intervento in vigna: potatura scarsa, equilibrio verde – legno ottimale, concimazione solo organica.

La resa delle uve è limitata grazie a razionali diradamenti, in un percorso qualitativo che continua in cantina: pressatura tradizionale molto soffice, l’aggiunta di additivi e coadiuvanti è minimale.

Si ottiene un Cardonnay giallo paglierino tenue, con un profumo ove dominano suadenti note fruttate-fiorali tra cui mela verde, limone, salvia e un gusto secco, di buona struttura e armonia e dal finale piacevolmente mandorlato.

Va consumato giovane, ma evolve in positivo per alcuni anni.

Da abbinare con antipasti a base di uova e verdure, pesci bolliti, molluschi, crostacei, minestre, zuppe, paste e formaggi freschi.

Servire a 10-12 gradi in bicchieri tulipe o iso. Sui 5 euro.

espresso.repubblica.it – 09/02/2015

Le Langhe si dividono sulla “cantina pop”

Due megascatole di vino sovrapposte e una grande scritta: «L’astemia pentita».

E’ in Langa che sta nascendo la prima cantina «pop» d’Italia. E non in una Langa qualunque, ma nel più antico e prezioso cru di Barolo, Cannubi, dove da sempre i produttori fanno a gara per poter piantare anche solo poche viti e la propria bandierina.
 
All’inizio di questa dolce collina dai fianchi rotondi e tutelata dall’Unesco, sono appena caduti i veli su una nuova architettura del vino che farà molto parlare di sé.

A firmarla è l’architetto cuneese Gianni Arnaudo, che giocando con lo zoom ha disegnato due cassette di legno come quelle che contengono le bottiglie, Leggi il resto di questo articolo »

Riscritta la storia del vino, scoperto in Sardegna il più antico vitigno del Mediterraneo

Si è sempre pensato che le origini dell’antica tradizione vinicola della Sardegna fossero da attribuire all’introduzione della vite domestica da parte dei fenici presenti nell’isola a partire dall’800 a.C.

Ma il rinvenimento di oltre 15.000 semi di vite perfettamente conservati in fondo a un pozzo nel sito nuragico di Sa Osa (Cabras, Oristano) dimostra che la viticoltura in Sardegna era già conosciuta e che probabilmente ebbe un’origine locale e non fu importata dall’Oriente.

La scoperta è il frutto di oltre 10 anni di lavoro condotto sulla caratterizzazione dei vitigni autoctoni della Sardegna e sui semi archeologici provenienti dagli scavi diretti dagli archeologi della Soprintendenza e dall’Università di Cagliari.

L’équipe archeobotanica del Centro Conservazione Biodiversità (CCB), guidata dal professor Gianluigi Bacchetta, ha analizzato i semi e, grazie alla prova del carbonio 14, li ha fatti risalire a circa 3000 anni fa, il periodo di massimo splendore della civiltà nuragica. Leggi il resto di questo articolo »

Il vino protagonista della cultura dell’antica Roma

Dopo dieci anni di scavi torna alla luce la “Via Sacra”, strada che conduceva a Satricum, l’antico nome di Borgo Le Ferriere, importante snodo commerciale dell’Agro Pontino.

La via, risalente alla fine del VI sec. a.C., si trova nei terreni dell’Azienda Casale del Giglio che nel corso delle ricerche (2003-2013) ha sostenuto il recupero di parti della città preromana, di cui è stato rinvenuto anche un calice in ceramica usato per il vino risalente al V secolo a.C., il che fa pensare ad una cultura enoica legata a queste terre fin dai tempi più antichi.

Questi i risultati del “Progetto archeologico di Satricum”, Leggi il resto di questo articolo »

Il Franciacorta vino ufficiale di Expo 2015

Scorreranno fiumi di Franciacorta DOCG all’Expo 2015, che tra poco più di tre mesi vedrà il taglio del nastro nella capitale economica del Belpaese.

L’accordo è stato siglato tra Maurizio Zanella, presidente del Consorzio Franciacorta, e Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A. e Commissario unico delegato del Governo per Expo Milano 2015, dopo l’esito della gara proclamato a fine 2014.

Un bel risultato per la raffinata bolla italiana, che da tempo erode mercato allo champagne e vanta milioni di estimatori non solo in Italia.

Il pregiato metodo classico lombardo bandiera del made in Italy, affiancherà le più importanti attività dell’atteso Expo, e per sei mesi sarà il brindisi per eccellenza sia a Milano che in Franciacorta, Leggi il resto di questo articolo »

Vino: Oettinger, Ue vigilante su difesa domini .vine e .vin

La Commissione europea non abbassa la guardia sul problema dell’attribuzione sul web dei domini .wine e .vin da parte dell’Icann, l’ente statunitense che gestisce la governance di internet.

In gioco c’é la difesa delle indicazioni geografiche (Ig) vitivinicoli contro il rischio di usurpazioni e contraffazione in rete.

Così a poche settimane dall’avvio – il 7 febbraio a Singapore – della prossima riunione dell’Icann, il commissario europeo al mercato unico digitale, Guenther Oettinger, ha tenuto a rassicurare i 30 europarlamentari (appartenenti all’intergruppo vino guidato da Herbert Dorfmann) sull’impegno della Commissione Juncker per il riconoscimento delle Ig su internet.

Nella sua risposta, Oettinger spiega che la Commissione ha presentato nei mesi scorsi nei confronti dell’Icann, “un processo di impegno cooperativo (Cooperative Engagement Process), nella speranza che si possa arrivare a una soluzione soddisfacente.

Lo stesso procedimento è stato avviato in parallelo anche dall’industria vitivinicola europea e da quella statunitense”.

Si tratta di una procedura amichevole – spiegano esperti Ue – che viene avviata prima di un eventuale ricorso ai tribunali californiani, gli unici che si possono pronunciarsi, in quanto l’Icann é una società privata di diritto californiano.

Inoltre, nell’ambito della procedura di impegno cooperativo, “le organizzazioni mondiali del settore vitivinicolo, con il sostegno della Commissione, hanno fornito all’Icann un elenco globale di Ig affinché siano oggetto di speciali misure di protezione”.

Oettinger conclude quindi : “prima di prendere in considerazione ulteriori azioni, la Commissione attende l’esito di tali negoziati”.

www.ansa.it – 28/01/2015

Tappa romana per «Volcanic wines»

Fa tappa a Roma Volcanic wines, la rassegna sui vini del vulcano, che domani approderà a Milano, per poi volare alla volta di Londra per il «Volcanic Wines Tasting for The Institute of Masters of Wine»

Un fitto calendario di eventi fino al Vinitaly di Verona il prossimo 23 marzo. Il format itinerante in Italia e all’estero, dedicato ai vini bianchi nati sul suolo vulcanico, ideato dal Consorzio del Soave, in collaborazione con l’Associazione delle doc vulcaniche.

Nata nel 2012 e composta da consorzi di tutela, enoteche e comuni presenta l’evento «I vini del vulcano» in programma all’Hotel Hilton Cavalieri, in collaborazione con Bibenda e la federazione italiana sommelier.

Un vero e proprio viaggio nell’Italia dei vulcani con numeri di tutto rispetto: oltre 30 le aziende selezionate per la degustazione, 11 le denominazione di origine coinvolte, 7 le regioni italiane partecipanti.

Il Vulcano in questo senso, oltre a rappresentare una vera e propria «spina dorsale» in grado di collegare tutta l’Italia del vino, si rivela una chiave di comunicazione chiara e vincente in grado di fare breccia tra i consumatori, sia esperti che neofiti, superando così barriere linguistiche e confini territoriali.

«Per il sistema del vino italiano – sottolinea Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave – c’è la possibilità di superare le barriere legate ai singoli territori e dare così un’immagine unica dal Nord, al Sud fino alle isole.

Parliamo di vini che sono spesso poco conosciuti e di vitigni autoctoni, raccontando tante storie di persone e di aziende veramente nuove».

Il Volcanic Wines dopo il Vinitaly di Verona sbarca a Soave (Verona), successivamente fa tappa a Montefiascone, Pitigliano e Orvieto, e poi in Sardegna e sull’Etna.

cultura.diariodelweb.it – 27/01/2015

Giorgio Damini: tutto il fascino delle materie prime

È quello che muove lo chef della macelleria Damini & Affini, il cui lavoro è stato da poco premiato con un’ambita stella Michelin

Giorgio Damini si definisce un cuoco “simpatico”, ma è una dimensione che ha raggiunto solo di recente, coronando il sogno di un ristorante in proprio, anzi in coabitazione e collaborazione con il fratello Gian Pietro, macellaio.

Una lunga gavetta in giro per l’Europa partendo da Verona per poi volare a Londra e, soprattutto, importanti esperienze stellate da Perbellini e dal Pescatore della famiglia Santini, fanno da preludio a questo exploit mai visto prima: una macelleria-gastronomia che diventa anche ristorante, con tanto di stella Michelin dopo sette anni di duro lavoro, ad Arzignano (Vicenza).

Cosa l’ha portata a diventare chef? E com’è entrata la macelleria nella sua vita?

Quella di fare il cuoco era un’idea che avevo sin da piccolo, ma di certo l’innamoramento per questo mestiere è avvenuto durante la scuola alberghiera, mentre ero in stage da Giorgio Sancassiani, chef del ristorante La Pergola di Verona.

La macelleria poi è sempre stata la mia casa, perché sia mio padre che mio nonno e il mio bisnonno erano macellai. Io stesso già a 12 anni preparavo i polli… ma quello è diventato il mestiere di Gian Pietro, mentre io ho sempre amato i fornelli.

Cosa si diverte di più fare in cucina?

Sicuramente ricevere le materie prime, per esempio un bel pesce o della bella carne che sappiamo da dove arrivano. Leggi il resto di questo articolo »

Georgia: alle origini del vino

Per chi desiderasse trascorrere una vacanza in un luogo ancora poco conosciuto e lontano dal turismo di massa potrei consigliare un viaggio in Georgia.

Questa nazione, per alcuni aspetti naturalistici simile alla Svizzera, si presta molto bene per praticare del trekking nelle montagne del Caucaso dove si possono visitare anche degli antichi e sperduti monasteri in una mistica atmosfera.

Da non dimenticare anche la parte storico–culturale essendo la terra del Vello d’Oro che risale al tempo degli Argonauti.

La sua capitale Tbilisi è una città etnica e multiculturale. Crocevia tra l’Europa e l’Asia, in quanto in passato faceva parte di una delle tappe dell’antica Via della Seta.

Quando vedrete la loro scrittura ne resterete esterrefatti, siccome l’alfabeto georgiano è uno dei 14 alfabeti unici esistenti al mondo.

Il miglior periodo per visitarla è la primavera o l’autunno, poiché le estati sono molto calde e gli inverni relativamente freddi. Potrete deliziare il vostro palato con dei piatti tradizionali locali con dei sapori unici ed insoliti.

Per finire potrete fare un brindisi con dell’ottimo vino georgiano che vanta di una tradizione fin dai tempi antichi.

Difatti questa è la terra dove è nato il vino, quasi ottomila anni fa, e dove fino adesso viene anche prodotto con il metodo antico usando delle anfore di terracotta, dichiarato dall’Unisco, patrimonio dell’umanità.

www.tio.ch – 13/01/2015