Vino, l’Italia supera la Francia – Esportazioni record a 4,5 mld
La produzione nostrana ha battuto quella francese. Un sorpasso che segue quello dello scorso anno, quando le bollicine made in Italy staccarono lo champagne. Vola la domanda estera. Moretti: “Cresce il consenso a livello internazionale”
Il risultato è storico: l’Italia supera la Francia nella produzione di vino. Un sorpasso che dal sapore più dolce per i produttori nostrani che già lo scorso anno avevano battuto i rivali sul fronte delle bollicine, quando lo spumante superò lo champagne alimentando una rivalità senza confini a colpi di nouvelle cousine e dieta mediterranea.
Il sorpasso è arrivato all’ultima curva, in vista del traguardo: “40,8 milioni di ettolitri per l’Italia, 40,5 milioni per la Francia” sentenzia la Coldiretti tirando le somme di una vendemmia magra (-3% sulla Penisola, -19% nell’Esagono), ma di alta qualità. “I vignaioli italiani stanno facendo un buon lavoro, la nostra cultura sta cambiando e aumentano i consensi positivi raccolti all’estero” commenta Vittorio Moretti, patron di Terra Moretti in Franciacorta dove – tra gli altri – produce il Bellavista. “Il problema – continua – è che non riusciamo ancora a valorizzare il nostro vino. In questo i francesi sono più bravi. Con il loro marketing riescono a vendere meglio il loro nome e mantenere prezzi più alti. Certo, con la crisi essere più accessibili è un vantaggio, ma i clienti stanno cambiando e diventano più esigenti”. Leggi il resto di questo articolo »
Vino: Confagri, quest’anno il novello arriva in anticipo
“Quest’anno il novello è arrivato in anticipo sulle tavole degli italiani. Grazie ad un decreto ministeriale la data di immissione al consumo non è più quella tradizionalmente fissata al 6 novembre, ma è stata anticipata al 30 ottobre”.
Lo ricorda Confagricoltura che ha accolto con favore la decisione: “I produttori sono favorevoli perché stanno godendo di qualche giorno in più e del ponte dei Santi per poter commercializzare un vino che colpisce per il suo gusto morbido e avvolgente e per i suoi profumi fruttati e floreali che ricordano quelli del mosto”.
“Altra novità – fa presente Confagricoltura – è legata al processo di vinificazione volto maggiormente alla qualità; da quest’anno la tipologia ‘novello’ deve essere ottenuta per almeno il 40% (e non più il 30%) mediante il processo di vinificazione carbonica dell’uva intera, la tecnica che consente di ottenere un vino piacevole e leggero con sentori di fragola, lampone, frutti di bosco e dai colori vivaci e brillanti”.
“La produzione di novello consentita solo per le DOC ed IGT è in calo da diversi anni ed è lontana dai livelli boom dei primi anni 2000 – evidenzia Confagricoltura -. Rimane concentrata nelle regioni del Nord dove si producono i 2/3 dell’offerta nazionale, con forte prevalenza del Veneto. Le novità previste sono certamente di supporto ai produttori e ci auguriamo possano essere di stimolo per incrementare le vendite di questo vino allegro e piacevole”.
Il grado redox di un vino va correlato allo stato di ossidazione dei polifenoli.
Concentrazione di ferro e rame, ma anche altre sostanze che possono reagire con i chinoni, oltre al pH. Tutti questi fattori hanno un peso nel potenziale di riduzione dei vini
Uno studio condotto dall’inglese John C. Danilewicz mette in evidenza le proprietà antiossidanti dei solfiti e permette meglio di comprendere le dinamiche di riduzione dei vini, un parametro che, secondo l’autore va ripensato in ragione delle attuali conoscenze sulle molecole che compongono il nettare di Bacco.
Il potenziale di riduzione dei vini è infatti stato pensato per indicare il loro livello di ossidazione o di riduzione, ma l’interazione di questo dato con la composizione del vino è vaga.
Potenziali di riduzione sono generati da coppie redox, che generalmente sono in equilibrio. L’entità del potenziale di ogni coppia è determinata dalla proporzione relativa della componente ossidata e ridotta. Tuttavia, le coppie redox associate polifenoli, che hanno più probabilità di determinare il potenziale di riduzione, non sono in equilibrio nel vino a causa dell’instabilità dei chinoni.
I potenziali di riduzione sono altamente dipendenti concentrazione di ossigeno, essendo generati dall’ossidazione di etanolo accoppiata alla riduzione di protoni o di ossigeno.
Mentre il cosiddetto potenziale di riduzione è quindi di scarsa utilità per il vino, la voltammetria ciclica si è rivelata molto utile per determinare il potenziale di riduzione di costituenti del vino e stimare la concentrazione dei polifenoli ridotti.
I potenziali di riduzione di coppie redox coinvolte nella riduzione di ossigeno e nell’ossidazione dei polifenoli, etanolo e solfiti sono utili per determinare la fattibilità termodinamica delle interazioni possibili.
La reazione dei polifenoli con ossigeno è mediata da ferro e rame e accelerata dai solfiti, che riducono quindi i chinoni, tornando allo stato di polifenolo, impedendo così il loro esaurimento. I solfiti non reagiscono con l’ossigeno direttamente.
I solfiti accelerano la velocità di assorbimento di ossigeno, e quindi la sua rimozione, esercitando un’azione antiossidante, perchè contribuiscono alla rigenerazione dei polifenoli, nonché intercettano il perossido di idrogeno, prevedendo l’ossidazione di etanolo.
Il tasso di ossidazione dei polifenoli è determinato non solo dalla concentrazione di ferro e rame, ma anche da sostanze che reagiscono con chinoni, ed è influenzato dal pH.
Attenzione ai finti vini in polvere, il vero vino si fa con l’uva
Un bicchiere di vino a tavola è benvenuto, ma diffidiamo alle imitazioni. Infatti sono almeno 20 milioni le bottiglie di pseudo vino che vengono ottenute da polveri “miracolose” contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano.
Ha denunciato questo scandalo dell’enogastronomia il presidente della Coldiretti Sergio Marini (nella foto) nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio.
Qui è stata inaugurata la più ampia esposizione di falsi prodotti alimentari Made in Italy con gli ultimi, nuovi e pericolosi esempi di inganno a danno dei più prestigiosi vini delle diverse regioni italiane. “Dopo la diffusione in Nordamerica, dove si sta registrando un vero boom con la moltiplicazione delle ditte produttrici e delle etichette falsificate, i wine-kit – afferma Sergio Marini – sono arrivati anche in Europa dove, non solo si possono acquistare via internet o in molti negozi, ma è stato addirittura aperto uno stabilimento di lavorazione”. Leggi il resto di questo articolo »
Vino: il Brunello conquista il Consiglio d’Europa
Montalcino (Siena), 17 ott. – (Adnkronos) – Due giornate per far conoscere al Consiglio d’Europa il Brunello ed i prodotti del territorio di Montalcino. Sono quelle che si sono svolte ieri ed oggi a Strasburgo dove in occasione della sessione plenaria dei 47 Stati membri, e’ stata realizzata un’iniziativa che ha visto eccezionalmente coinvolto il Brunello di Montalcino ed il suo territorio.
All’evento hanno partecipato tutti i delegati al Consiglio d’Europa. In totale oltre trecento persone hanno degustato il vino di cinquantacinque produttori di Montalcino e assaggiato le eccellenze enogastronomiche del territorio della Val D’Orcia. Hanno introdotto l’evento il vicepresidente del Consiglio d’Europa Fabio Pellegrini – che e’ di Montalcino e anche produttore di Brunello che poi ha ceduto la parola al neo Presidente del Consiglio d’Europa Herwig Van Staa, austriaco – che ha detto di “amare molto la Toscana e il senese” in quanto molti anni fa ha soggiornato a Siena per imparare l’italiano – e all’ambasciatore italiano presso il consiglio Manuel Jacoangeli il quale ha sottolineato come “i prodotti degustati rappresentano al meglio l’Italia e che lui si impegnera’ per promuovere le eccellenze italiane”.
L’assessore al Turismo ed Agricoltura della Provincia di Siena Anna Maria Betti ha sottolineato l’importanza del territorio di Montalcino inserito nel Parco della Val d’Orcia e dell’importanza che questo territorio ha quale patrimonio Unesco. Il presidente della Conferenza dei Sindaci della Val d’Orcia Massimo Magrini ha detto l’area sta vivendo una fase di trasformazione, grazie a alla politica a sostegno della valorizzazione della Val d’Orcia. La vicepresidente del Consorzio del Brunello – Donatella Cinelli Colombini – ha presentato la realta’ di Montalcino, con le sue produzioni vitivinicole di qualita’, sottolineando come “una realta’ di dimensioni cosi’ contenute ha potuto svilupparsi in un periodo relativamente breve. E ha invitato a toccare con mano una realta’ cosi’ particolare”.
Il calice di vino che divide il governo
Il governo si divide sul calice di vino. Contro il ministro alla Salute Renato Balduzzi che vuole il divieto della vendita di alcol ai minorenni si schiera il ministro dell’Agricoltura Mario Catania. «Non credo che il divieto sia necessario ed effettivamente utile», ha spiegato Catania alla redazione di WineNews.
Sostiene Catania: «Un obbligo di questo tipo si può immaginare per i superalcolici, che hanno a che fare con una problematica diversa, il vino, al contrario, non credo sia legato a grossi problemi in termini di patologie o di consumi errati. Piuttosto, dovremmo concentrarci su altri tipi di prodotto nei quali gli abusi possono essere effettivamente molto pericolosi».
La norma è contenuta in un emendamento all’emendamento al decreto Sanità della Commissione Affari Sociali della Camera, appoggiata sia dal Pd che dal Pdl. Catania ritiene che si debba distinguere tra i superalcolici e il vino, soprattutto in un Paese come l’Italia in cui è forte la cultura enogastronomica.
I dati comunque dimostrano che il problema esiste. Nella sua relazione Balduzzi ha spiegato che nel decennio 2000-2010 «la crescita fra i giovani e i giovani adulti dell’abitudine al consumo, oltre che di vino e birra, anche di superalcolici, aperitivi e amari, che implicano spesso consumi lontano dai pasti e con frequenza
occasionale». In particolare, «il consumo fuori pasto si è radicato tra i più
giovani e i giovanissimi: nella fascia di età 18-24 anni i consumatori fuori pasto sono passati dal 33,7% al 41,9% e tra i giovanissimi di 14-17 anni dal 14,5% al 16,9%. Tra le ragazze di quest’età, nell’ultimo, quindicennio la quota di consumatrici fuori pasto si è
quasi triplicata».
Certo il divieto servirà a poco se non sarà accompagnato da una campagna di educazione al bere e al mangiare che dovrebbe trovare nelle scuole il suo punto di forza. Anche per insegnare ai ragazzi la differenza tra conoscere, apprezzare, degustrare un vino di qualità e butter giù un superalcolico a basso costo con l’unico scopo di solo per sballare. Una campagna che, ad esempio, si fa in Francia, nella Gironda: scuole e Consorzio del Bordeaux portano tra le vigne i bambini delle scuole elementari per avvicinarli alla cultura del vino. «I divieti di vendita di alcol all’americana sono assurdi – concorda il produttore di Champagne Bruno Paillard – a casa nostra i bambini ogni sabato possono bere un goccio di vino, ma prima devono osservare il colore, sentire i profumi e descriverlo. Faceva così anche il padre di Veronelli? E’ il metodo giusto per far diventare i bambini consumatori consapevoli da adulti».
La città del vino – Tour tra i vigneti e le storiche cantine di Vienna
Lunghi filari di vigne ricoprono le verdi colline dei sobborghi che circondano Vienna: i generosi vigneti della capitale austriaca occupano un enorme territorio (circa 700 ettari), tutelato con rigide leggi ambientaliste sull’edificabilità, dove più di 300 viticoltori producono in 12 storiche cantine ottimi e prestigiosi vini bianchi e rossi. Sono numeri importanti per l’economia austriaca e per Vienna, l’unica città al mondo che vanta all’interno di un centro urbano un’eccellente produzione di vino Riesling, Sauvignon Blanc, Grüner Veltliner, Weißburgunder, Gelber Muskateller e del rosso Zweigelt. I primi a introdurre a Vienna sistemi innovativi per la coltivazione della vite furono i Romani; nel tardo Medioevo gran parte degli attuali distretti erano già ricoperti di vigne, aumentandone il numero verso i sobborghi periferici.
Quest’aspetto insolito della capitale austriaca si scopre passeggiando a piedi o in bicicletta tra i vigneti appena vendemmiati con vista sul Danubio dei distretti di Kahlenberg, Nussberg, Grinzing e Bisamberg e nel sobborgo di Mauer, dove il fiume e il bosco viennese creano un microclima ideale.Oppure visitando le cantine – storiche e moderne – sparse per la città ed entrando nelle tante taverne (Heuriger) a bere il vino nuovo (entro l’11 novembre) e a gustare le prelibatezze gastronomiche locali. Leggi il resto di questo articolo »
Il vino, prossima sfida di Amazon
Amazon si prepara ad un nuovo mercato, quello del vino.
Già accordi pronti con alcuni produttori Californiani, ma l’azienda non conferma
Come spiega il Wall Street Journal, il portale di vendita si sta apprezzando per entrare nel settore in questione, muovendosi in maniera graduale. Il primo passo sarà sul mercato americano, concentrandosi sulla California.
Attualmente, negli USA 1 bottiglia su 100 è venduta online, ma Amazon vuole cambiare le cose: il metodo è una proposta innovativa, una ritenuta del 15% sul prezzo di commercializzazione oltre ad un fisso pari a 40 dollari al mese per il mantenimento di uno spazio sul marketplace. Secondo gli addetti ai lavori, alcune cantine hanno già manifestato il loro interesse, anche se l’azienda di Bezos non conferma né smentisce.
Detto questo, non mancano problemi ed insidie. Chi vuole commercializzare vino deve essere in grado di rapportarsi ad un mercato di qualità, proponendo un catalogo prestigioso e scegliere modalità di trasporto rapide ed eleganti. Insomma, un agire “di classe” che potrebbe stonare con lo spirito moderno del portale di vendita. Se Amazon vuole rischiare, ha trovato la materia giusta.
È italiano il miglior vino biologico del mondo
I 400 giudici dell’International Wine Challenge assegnano il titolo al Franciacorta Rosè della cantina Barone Pizzini che si aggiudica anche un altro primato italiano
Il miglior vino biologico al mondo? È l’italiano Franciacorta Rosè Docg 2008 della cantina Barone Pizzini. È questo l’esito dell’ultimo International Wine Challenge, concorso enologico internazionale che ogni anno chiama a raccolta esperti, sommelier, giornalisti e winemaker di tutto il mondo. Il vino, per l’80% Pinot nero e per il 20% Chardonnay, è stato premiato da una giuria composta da 400 giudici che anche quest’anno sono stati impegnati a degustare alla cieca 21 mila bottiglie provenienti da più di 50 Paesi..
“Nessun elaborazione chimica, nessun fertilizzante né pesticidi sintetizzati chimicamente per un vino realizzato esclusivamente con sostanze che si trovano in natura o che si possono ottenere attraverso dei processi semplici”, questa la motivazione alla base del premio IWC Organic Trophy assegnato al vino della cantina Barone Pizzini che si è aggiudicato anche il titolo per il miglior vino effervescente italiano.
Oggi l’impegno, la fatica e la passione che ci legano al nostro territorio sono ripagati da questo riconoscimento”, ha commentato il direttore dell’azienda vinicola, Silvano Brescianini. “Un’ immensa, soddisfazione per noi – ha ammesso – ma un traguardo importante anche per tutta l’enologia italiana da agricoltura biologica, da oggi sul tetto del mondo ”.
Franciacorta Rosè Docg 2008
È prodotto in quantità limitata. Ha note di rosa, melagrana, lamponi e brioche. Morbido e di cremosa effervescenza, fruttato e sapido.
Annata: 2008
Uva: Pinot nero 80%, Chardonnay 20%
Alcol: 12,5%
Abbinamenti: Ideale con primi piatti, pesci, carni bianche, formaggio e dolci secchi
Temperatura di servizio: 8 – 10 °C
Tipologia: Bollicine
Vino, una certificazione per vegetariani e vegani
Vino, una certificazione per vegetariani e vegani
Opera dell’Associazione Vegetariana e Valoritalia, certificherò le etichette 100% animal-free
Vino, croce e delizia per vegetariana e vegani. Se di base viene prodotto da fermentazione dell’uva, il vino presenta spesso caseina od albumina d’uovo, sostanze d’origine animale incompatibili con chi sceglie un’alimentazione senza prodotti animali.
Così, per superare lo scoglio, AVI (Associazione Vegetariana Italiana) e Valoritalia si sono messi assieme, creando un apposita certificazione. Obiettivo dell’Associazione e dei certificatori di vino, dare uno strumento valido per scegliere un vino valido ma privo d’ingredienti d’origine animale.
Carmen Nicchi Somaschi, presidente dell’AVI, evidenzia i perché dell’iniziativa: in Italia, vegetariani e vegani sono il 10%, percentuale superata soli dai colleghi dell’india. Allora produttori e consumatori di vino hanno preso nota di tale settore di mercato e lo stanno valorizzando con apposite iniziative.
Riguardo ai metodi della certificazione, spiega Pietro Bonato, consigliere di Valoritalia: “Si tratta di una certificazione volontaria: noi faremo le verifiche e poi, una volta che il produttore l’avrà superata, sarà l’Avi a rilasciare l’autorizzazione all’utilizzo del marchio. È un passo avanti per chi vuol “bere vegetariano”, perché è la prima certificazione ottenuta con la verifica di un organismo terzo competente e affidabile e non con una semplice autocertificazione”.
Il marchio del vino “verde”, Qualità Vegetariana®, è stato presentato al SANA di Bologna, ottenendo commenti positivi.