Dal Garda riemergono 1.200 bottiglie: “A fine anno le immetteremo sul mercato”

RIVA. Due “missioni” subacquee di quelle che piacerebbero ad ogni appassionato di subacquea e di bollicine. L’«Agraria» di Riva, in collaborazione con il Gruppo sommozzatori e con i Vigili del fuoco rivani, ha riportato in superficie quattro casse immerse sul fondale del lago cinque anni fa per portarle a lenta maturazione in un habitat decisamente diverso da quello di cantine e magazzini di conservazione.

L’esperimento prosegue dal 2020, quando per la prima volta furono immerse a 40 metri di profondità nelle acque antistanti Porto San Nicolò le prime casse relative alla vendemmia 2019. L’anno scorso erano state recuperate le prime bottiglie mentre quest’anno vengono riportate a terra quelle della vendemmia 2020, immerse quindi nel 2021. Contestualmente sono state immerse altre quattro casse con le bottiglie della vendemmia 2024.

Regista dell’operazione il direttore di «Agraria» Massimo Fia, che è anche un esperto e appassionato sub: «In tutto abbiamo recuperato nelle ultime due domeniche 1200 bottiglie, 300 per ogni cassa – spiega – ora procederemo con la sboccatura per immetterle sul mercato a fine anno. Ci interessa anche confrontare queste bottiglie con quelle conservate nei nostri magazzini, per capire come la maturazione sul fondo del lago influisce. La differenza c’è, vogliamo capirne le dinamiche nel dettaglio. Significativo è di certo il ruolo della pressione, a quella profondità la differenza tra interno ed esterno del vetro viene annullata allineando tutto ai 5bar».

Il vino è quello destinato al «Brezza Riva», dal vigneto antico di Pranzo di Tenno. Un prodotto ormai noto e celebrato che – nel caso delle bottiglie conservate sott’acqua – arriva a valere 110 euro a pezzo.

https://www.ladige.it – 28/01/2026

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