Degustazioni

Uno, cento, mille formaggi. E ciascuno vuole il suo vino

 UNA delle domande ‘aperte’ cui difficilmente riesco a trovare una risposta è quando ti chiedono un vino da abbinare ai formaggi. Un vino così non potrà mai uscire perché in Italia abbiamo una grande quantità di formaggi e come per i vini hanno caratteristiche molto diverse e di conseguenza se vogliamo fare gli accademici ci vogliono vini diversi. Io non so se è vera la frase detta da un politico («una nazione che ha più di trecento formaggi non può mettersi d’accordo, deve essere comandata»), ma comunque sia i formaggi sono veramente tanti, molto diversi e di alta qualità.

PER un formaggio fresco come la feta greca, caprino, la burrata, mozzarella ci vogliono vini non troppo acidi come i rosati; per i formaggi a pasta fiorita tipo i brie, camembert, vini che danno freschezza, bene i ‘metodo classico’, oppure un vino di buona freschezza Chardonnay o Kerner; per la gorgonzola, vini morbidi come i vini passiti o botrizzati; per i formaggi non cotti pressati, fontina, asiago, vino rosso di media struttura; per i formaggi cotti a pasta dura come il Bitto, Parmigiano Reggiano, vino rosso di struttura; per pecorini come il Fiore Sardo, Pecorino Romano, Pecorino Siciliano, vino rosso e profumato. Ecco perché costruire una cena di formaggio non comporta troppo tempo di lavorazione in cucina ma bisogna trovare il modo di avere più vini per creare un abbinamento ideale nel percorso a crescere nell’assaggio dei formaggi. Buon appettito.

Compri una Barbera e bevi un Brunello: addio alla tipicità nei vini

C’era una volta la tipicità: la denominazione del vino indicava determinate caratteristiche. Una sperimentazione ci racconta come ormai ciò sia solo un ricordo.

Mi ha colpito il comunicato diffuso in questi giorni, che pubblichiamo di seguito, inviatomi dall’autorevole Centro Studi Assaggiatori di Brescia, guidato dall’amico Luigi Odello, che ha compiuto un’interessante degustazione che ha messo in evidenza quello che, dal mio ben più modesto osservatorio di vecchio cronista del vino, rilevo sempre più negli ultimi anni, ovvero una omologazione nelle caratteristiche dei vini, in particolare i rossi ma a volte anche i bianchi e gli spumanti, che rende sempre più complicato individuarne l’origine, anche da parte di esperti di vaglia, figuriamoci per il consumatore medio o il semplice appassionato.

La Barbera (anche quella d’Asti seppure nel caso non oggetto del test) è uno dei vini che forse maggiormente è cambiata profondamente negli ultimi anni, stemperata al massimo la sua spiccata acidità naturale, per renderla più “internazionale” si è lavorato molto in vigna e cantina ed effettivamente oggi spesso non è molto facile, in una degustazione alla cieca (senza vedere l’etichetta) identificarne con precisione l’origine. Leggi il resto di questo articolo »

Nuove DOCG in vista !

Stiamo ancora caricando i dati delle DOCG e DOC esistenti che ce ne sono di nuove in arrivo …

http://www.agi.it/food/notizie/201011171727-eco-rt10264-vino_mipaf_accolte_10_richieste_per_docg_doc_e_igt

Notizie dal mondo del vino

Il sito è in completa ristrutturazione; purtroppo non sono ancora presenti tutte le sezioni dei vini e delle regioni, ma è solo questione di qualche giorno … pazientate e troverete gli stessi contenuti del vecchio sito più moltissimo nuovo materiale.