Curiosità

Soldera: perché lascio il Consorzio del Brunello

Gianfranco Soldera dopo il sabotaggio

Gianfranco Soldera lo chiama «il fatto». Un sabotaggio che ha cambiato la sua vita, la sua azienda, i suoi rapporti. Sono passati 4 mesi da quando un ex dipendente distrusse, sversandoli nelle fogne, più di 600 ettolitri di Brunello di Case Basse, 5 annate (2007-2012).

La sentenza è arrivata: 4 anni di condanna. All’indomani Soldera ha annunciato le sue dimissioni dal Consorzio del Brunello. Il suo è un atto d’accusa destinato ad alimentare la guerra del vino di Montalcino che ha raggiunto il massimo grado 5 anni fa quando la Finanza scoprì che qualcuno, violando le regole, aggiungeva Merlot al Sangiovese per «ammorbire» il vino.
Ora Soldera accusa i produttori che sfornano Brunello «come se moltiplicassero pani e pesci» evitando «gli studi che garantiscono il consumatore». Accusa il Consorzio di avergli «proposto una truffa, offrendo vino altrui da imbottigliare come mio». Leggi il resto di questo articolo »

Club per sole donne per degustare il vino Alla faccia dei camerieri maschilisti

La scena sempre la stessa: bel ristorante, candele accese, camerieri gentili, tavola imbandita. Poi ci si siede e la lista dei vini va sempre a lui. Il ragazzo col grembiule, quando torna per la scelta, generalmente ci ignora. «Preferisce un rosso o un bianco?» chiede guardando il nostro accompagnatore.

Non so a voi, ma a me questo siparietto è capitato decine di volte. Eppure a dispetto dei luoghi comuni, di donne che di vino se ne intendono  (come raccontato da Luciano Ferraro sul suo blog) ce ne sono eccome. Non solo: come evidenziato da una ricerca commissionata dall’Associazione italiana sommelier, nel settore enologico italiano ci sono circa 100 mila aziende guidate da giovani under 35. Il 25% è gestito da donne.

Al ristorante però la scena a cui assistiamo è (quasi) sempre la stessa. Leggi il resto di questo articolo »

Londra alza le tasse sul vino e le abbassa sulla birra

Grandi proteste a Londra per l’innalzamento dell’accisa sul vino. Un aumento di un penny che però va a cumularsi a quelli progressivamente avvenuti negli ultimi cinque anni, che portano un aumento complessivo del prelievo del 50% in questo periodo. Ad oggi si pagano 2 sterline a bottiglia.

Tutto questo mentre il governo ha deciso di alleggerire l’accisa sulla birra. Difficile capire le motivazioni del governo. Forse il cancelliere Osborne é astemio?

Il Sole 24 Ore – 21/03/2013

Museo provinciale del vino: riapertura stagionale e serata di lettura

A partire da domenica 24 marzo 2013 il Museo provinciale del vino a Caldaro riaprirà nuovamente i battenti dopo la pausa invernale.

Già mercoledì 27 marzo, alle ore 20, il museo proporrà la prima iniziativa della nuova stagione: una serata con il poeta, autore e interprete Sebastian Baur, che leggerà (in lingua tedesca) estratti dal suo ultimo libro in dialetto pusterese “Di Oschpilemugge unt ondra Fiicho wi du unt i”, ovvero storie di animali per bambini adulti, come recita, in tedesco, il sottotitolo. L’evento è organizzato in collaborazione con la Volkshochschule Urania di Caldaro e la Biblioteca di Caldaro. L’ingresso è libero. Leggi il resto di questo articolo »

Palestina: rinasce grazie al Trentino il «vino di Cana»

Inaugurata ieri nel villaggio palestinese di Aboud, presso Ramallah, una piccola cantina vinicola, nata grazie grazie al contributo del Trentino.

Presente alla cerimonia il presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher, che aveva cominciato a seguire il progetto già all’epoca in cui era sindaco di Trento. Con lui il consigliere provinciale Michele Nardelli, referente dell’associazione Pace per Gerusalemme, il rappresentante dell’autorità palestinese in Italia, Ali Rashid, il presidente della cantina Pravis, Mario Zambarda, anche a nome dell’associazione Mezzaluna fertile e padre Ibrahim Faltas, frate francescano, già custode della basilica della natività di Betlemme e oggi responsabile economo della custodia di Terrasanta.

A favorire il ritorno della coltivazione della vite e della produzione del vino in queste terre, pur fra mille difficoltà, la cantina salesiana di Cremisan, a Beit Jalla, che ha fatto rinascere, con il sostegno della Fondazione Mach, il «vino di Cana», che sta ottenendo consensi crescenti sul mercato.

La visita prosegue oggi con incontri con le autorità del governo palestinese, Leggi il resto di questo articolo »

Andrea Pirlo: «Il mio vino bio»

La seconda vita del fuoriclasse della Juventus? Sempre più tra le vigne. Dove vorrebbe ritirarsi quando andrà in pensione. Ecco i suoi vini. In attesa del Vinitaly 2013

Dai campi da calcio a quelli coltivati. Dopo la Pescheria di Ringhio, un altro fuoriclasse del pallone si dà al mondo del food. Già perché il futuro di Andrea Pirlo è, per sua stessa ammissione, tra le vigne. Il centrocampista della Juventus e della Nazionale infatti ha acquistato dieci ettari di terreno a Capriano del Colle, pochi chilometri a sud di Brescia, nonché una delle più piccole e sconosciute aree Doc della Lombardia.

Il calciatore avrebbe realizzato il sogno di una vita e, ha dichiarato, vorrebbe ritirarsi lì una volta abbandonati i furori calcistici. Pratum Coller, Leggi il resto di questo articolo »

Produttore di vini del cilento rinuncia al marchio Dop: troppa burocrazia

Il produttore De Conciliis rinuncia alla denominazione di origine protetta. Il suo vino era stato bocciato alla vigilia dell’imbottigliamento; poi, dopo l’operazione, i difetti erano scomparsi ma era troppo tardi. L’azienda aveva già preso la sua decisione. “Un fatto gravissimo” ha commentato Vittorio Sangiorgio, presidente della Coldiretti di Salerno.

E’ colpa della troppa burocrazia. Un vino cilentano rinuncia al marchio Dop per gli eccessivi problemi legati alla certificazione. L’azienda in questione si chiama De Conciliis e il primo vino che è stato sottratto alla denominazione di origine protetta è il “Donnaluna” aglianico.

“Continueremo nel futuro a far giungere gocce di Cilento nel mondo – Leggi il resto di questo articolo »

La strana coppia: vino e lingerie

Apre a Sant’Agostino il negozio “temporaneo” che unisce gusto e intimo

Un negozio che vede sugli stessi scaffali bottiglie di vino pregiato da tutto il mondo e lingerie, dalle calze ai reggiseno.

È stato inaugurato ieri in via Sant’Agostino 23. Ad aprirlo è Nicola Schievene, 33 anni, già titolare di un’attività di sexy shop a domicilio, e Flavio Bardin, che importa vini dall’estero ed è titolare dell’enoteca “Carmenere” di Lancenigo. Si tratta di un punto vendita temporaneo, un «temporary outlet» di 90 metri quadri che rimarrà aperto – per adesso – fino a maggio. «Secondo noi il vino e la donna possono avere questo connubio assieme», dice Schievene, «può essere un mercato buono. Leggi il resto di questo articolo »

Vino, la battaglia oggi è online

In fatto di produzione vitivinicola siamo i primi, ma dobbiamo essere capaci di continuare ad esserlo. Servono non solo eccellenza qualitativa e sapienza produttiva, ma anche capacità commerciale, prontezza di riflessi, velocità del marketing, organizzazione del sistema. Detto in altre parole, quello del vino è uno dei comparti più in vista dell’agroalimentare nazionale: vive un periodo che può essere definito buono magari anche ottimo, ma corre sul filo di un crinale stretto e insidioso e basta poco per scivolare.

Per questo, tutto ciò che serve per “fare rete” e “fare sistema” – per usare termini cari agli analisti – è utile. Come, per esempio, la nuova iniziativa del Vinitaly di Verona che ha creato VinitalyWineClub, un’innovativa piattaforma di promozione e vendita online che ha un obiettivo ambizioso: offrire ai produttori la possibilità di raggiungere nuovi consumatori, dando loro l’opportunità di scoprire nuovi vini da ogni angolo della Penisola. Leggi il resto di questo articolo »

Vino, il presidente Mandela presenta i suoi

Sotto il simbolo dell’albero e dell’ape, vino ecocompatibile e commercio equo e solidale

Nelson Mandela: per la maggior parte delle persone, è un simbolo di lotta all’apartheid e della nascita del Sudafrica moderno.

Ma Mandela è anche membro importante della House of Mandela, azienda vitivinicola attiva in Africa e da poco entrata nel mercato USA. Suoi cavalli di battaglia, una linea di Royal Reserve (uno Chardonnay, uno Shiraz e un &Cabernet Sauvignon) e la “Thembu collection” dal nome della tribù di origine della famiglia, rispettivamente al costo di 50 e 16 dollari.

Più in generale, la House of Mandela ha obiettivi di lavoro e di qualità, ben rappresentati dallo stemma: le radici dell’albero rappresentano il radicamento nella terra africana, mentre l’ape è simbolo di vita, con il suo impollinare che fa riprodurre fiori e piante. Leggi il resto di questo articolo »