Curiosità
Portogallo culla della buona cucina
Gli amanti della tavola sanno che il Portogallo non è solo meta di piacevoli vacanze. La regione di Porto e Nord, punta estrema del Portogallo, è la scelta ideale per chi ama i piaceri della buona cucina, con un occhio di riguardo ai vini, e anche con il desiderio di scoprire tracce di una cultura antica.
Tra un assaggio di piatti tipici quali il riso cabidela e il baccalà, o una degustazione di corposi vini rossi, come il famoso vino Porto, nella regione si potranno scoprire bellezze naturali uniche al mondo.
A partire dalla Valle del Douro, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, visitabile sia via terra, che con comode e suggestive crociere fluviali, che permettono di vivere lati inaspettati e apprezzare il paesaggio da una prospettiva insolita.
Rimandendo a Porto, inoltre, è possibile prenotare un’escursione eno-gastronomica della città dal fiume, sulla rabelo, antica imbarcazione fluviale usata già nel X secolo. Leggi il resto di questo articolo »
Il Vino del Deserto, opera di un giovane enologo trentino
In Israele, nel deserto del Negev, la vite trova un clima ed un suolo molto particolari. Condizioni estreme che danno però al vino un’impronta unica.
A seguire la vendemmia alla Midbar Winery c’è il trentino Diego Ciurletti.
Leggenda vuole che Noè, patriarca dell’umanità ed inventore del vino, fosse arrivato fino in Trentino per spiegare alle popolazioni locali come coltivare la vite ed estrarne il dolce nettare. Il fatto invece è che oggi un trentino ha ricambiato il favore andando in Israele a lavorare come enologo in una piccola cantina nel deserto del Negev.
Tra cammelli e beduini, kibbutz e sabbia rovente Diego Ciurletti controlla la raccolta delle uve presso la cantina Midbar Winery, letteralmente “vineria del deserto”, affiancando un enologo israeliano. I proprietari, Itzach e Dana Wolf, lo hanno conosciuto in Toscana dove Diego lavora presso la Cennatoio Intervineas di Panzano in Chianti, zona nota per il celeberrimo vino omonimo. Leggi il resto di questo articolo »
In Guatemala si degusta il vino italiano
Il 27 agosto i vini italiani saranno protagonisti in Guatemala.
L’occasione sarà una giornata dedicata ai prodotto enogastronomici del nostro paese che si terrà presso l’Istituto italiano di cultura (Iic) a Città del Guatemala.
L’organizzazione dell’evento è stata curata dal Cluster di importatori di vini Italiani nel paese latino americano (Civig), in collaborazione con l’Istituto e la Camera di commercio italiana in Guatemala.
In particolare, verrà presentata una selezione di vini italiani, in cui saranno illustrate le caratteristiche, le origini, il metodo di produzione e di elaborazione.
C’è sempre più interesse da parte del Guatemala per l’Italia, su diversi fronti. Primo tra tutti quello economico-commerciale.
A conferma di ciò, l’interscambio tra i due paesi è in crescita soprattutto nel settore enogastronomico.
Nel paese, inoltre, sono presenti più di 70 imprenditori italiani e di origine italiana nei settori di industria generica, commercio, edilizia, ristorazione e alberghi.
Alcune di queste aziende hanno un interscambio diretto con il nostro paese, mentre la maggior parte si dedica all’export verso il Centro America e/o verso l’area Nafta.
Il Velino – 09/082013
Il tappo sintetico alla conquista del mercato dei vini pregiati
Per ora si può parlare di Sagrantino, Primitivo, Chardonnay Sauvignon, ma anche Pinot grigio, Valpolicella, Bardolino.
L’obiettivo però si chiama Barolo. O Brunello di Montalcino. Una volta che il tappo sintetico potrà mantenere in un’atmosfera ideale, capace di apprezzarlo, il Barolo, potrà conquistare tutti i nomi più pregiati dell’enologia italiana.
La strada percorsa è lunga oltre trent’anni e l’auspicio dei produttori è che lo sia un po’ meno prima di raggiungere l’obiettivo più alto. Leggi il resto di questo articolo »
“Birra? Meglio il lambrusco Così ho cambiato gli irlandesi”
Da Poviglio a Dublino per insegnare agli irlandesi a bere vino. E mangiare tigelle e piadina, mortadella e Parmigiano Reggiano. Cristiana Righi ha 36 anni, e se la nostra regione avesse una bandiera, sventolerebbe fuori dal suo wine bar, nella capitale d’Irlanda.
L’ha chiamato ‘Taste of Emilia’, che significa ‘sapore d’Emilia’, e da maggio 2009 è uno dei locali più ricercati nel centro di Dublino, al numero 1 di Lower Liffey Street, a qualche centinaio di metri dal mitico Temple Bar.
Merito di questa ragazza partita dalla Bassa, che dopo aver preso la maturità al liceo Moro e aver provato a laurearsi in Scienze politiche, ha deciso che il suo futuro sarebbe stato altrove. Era partita per imparare l’inglese e lavorare all’estero, è diventata ambasciatrice gastronomica di Reggio. Leggi il resto di questo articolo »
Arriva il vino alla Coca-Cola – N.R.”Blasfemia”
La Francia punta sugli aromatizzati
Ed eccola, l’ultima invenzione per svecchiare il vino. Viene dalla Francia, da tempo alle prese con una grave crisi che riguarda sia i consumi interni sia l’export. È il vino rosso alla Coca-Cola, proposto da Haussmann Famille, filiale del produttore Chateaux en Bordeaux.
Così, dopo il rosé al pompelmo, Oltralpe si scommette ancora una volta sui vini aromatizzati.
Nel caso della nuova creatura, il miscuglio prevede tre quarti di vino, un quarto di acqua e aromi e poco zucchero. Leggi il resto di questo articolo »
Gmg: papa, Dio benedica nostri nonni. Dobbiamo essere come vino buono
Citta’ del Vaticano, 26 lug – ”Che il Signore benedica i nostri nonni” e ci permetta di ”invecchiare con sapienza” per poterla trasmettere agli altri.
E’ l’auspicio di papa Francesco alla messa celebrata questa mattina a Sumare’, nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria dei genitori della Vergine, Gioacchino e Anna, e in molte nazioni del mondo si festeggiano i nonni.
A concelebrare l’Eucaristia col papa, riferisce Radio Vaticana, vi erano alcuni Padri gesuiti presenti a Rio de Janeiro. Papa Francesco ha inoltre auspicato che ”si possa essere come il buon vino, che quando invecchia migliora: e’ piu’ buono. Il vino cattivo diventa aceto. Che noi si possa essere come il buon vino.
Che noi si possa invecchiare con sapienza, per poter trasmettere sapienza. E anche chiedere la grazia di non credere che la storia finisca con noi, perche’ non e’ neanche cominciata con noi: la storia continua. E che ci doni anche un pochino di umilta’, per poter essere anello della catena e poterlo credere”.
Asca – 260/7/2013
Raffaella, una donna tra le vigne: “Non sapevo cosa fosse una gemma, oggi il vino è la mia vita”
Per fare capire agli altri che davvero, prima di tuffarcisi a pie’ pari, non aveva idea di che mondo fosse quello dell’agricoltura, Raffaella Bissoni porta sempre un eloquente esempio: “Una gemma? Mai vista. Ne avevo solo sentito parlare a scuola, sui libri di biologia”.
Ma dopo avere fatto la mamma a tempo pieno per sette anni, Leggi il resto di questo articolo »
Vino: Cavit acquista la maggioranza della tedesca Kessler
Cavit, cooperativa che rappresenta il 60% della produzione vitivinicola trentina, entra nel capitale di Kessler, la storica cantina della regione del Baden Wurttemberg, nel sud della Germania, specializzata nella produzione di spumanti di qualità.
In particolare, Cavit ha acquisito una quota di maggioranza, pari al 50,1%, dell’azienda tedesca.- Kessler, fondata nel 1826, produce e commercializza circa 1.000.000 di bottiglie di spumante (75 cl.), per un fatturato di circa 5 milioni di euro.
La collaborazione con Cavit portera’ know how oltre che risorse economiche utili a promuoverne lo sviluppo coerentemente alla notorieta’ del brand e delle sue potenzialita’.
”L’importanza del mercato tedesco per la spumantistica – ha affermato Enrico Zanoni, DG di Cavit – e l’opportunita’ di un ulteriore canale di valorizzazione delle uve Chardonnay dei nostri soci sono state le motivazioni principali che ci hanno portato a questa operazione”.
“Abbiamo potuto cogliere questa opportunita’ – ha continuato Adriano Orsi, presidente della cooperativa trentina – grazie alla solidita’ finanziaria di Cavit”.
Cavit presiedera’ il consiglio di amministrazione della societa’ tedesca mentre la gestione operativa dell’azienda restera’ affidata al management attuale, che operera’ in costante accordo con il management trentino.
Agi – 12/07/2013
Vino al ristorante solo se racconta una storia
Se c’è qualcuno che favoleggia della luce in fondo al tunnel o spera che, prima o poi, tutto tornerà come prima, meglio che si rassegni e si metta, di corsa, ad adeguarsi ai cambiamenti.
Nel rapporto tra il vino e la ristorazione è cambiato tutto e nessuno pensa che si tornerà mai più indietro. Proposte enoiche da ripensare, gestione degli stock più delicata e complessa, investimenti sulla formazione da mettere in campo (in Italia si investe in formazione un vergognoso 1,2% dei ricavi), carte dei vini da riscrivere….
E il bello è che gli esperti si aspettano tra pochi anni una nuova rivoluzione: in meno di un decennio i “paninari” di oggi irromperanno sul mercato e si dovrà essere pronti ad adeguare di bel nuovo l’offerta.
Intanto ce la si deve vedere con la crisi che ha cambiato radicalmente il modo di bere. Leggi il resto di questo articolo »


