Curiosità
Quei quattro vignaioli eroici e rivoluzionari ci trasmettono allegria, orgoglio e amarezza
Quando in sala si accendono le luci – e la gente non sa se applaudire o indignarsi e allora tace – la prima cosa che vorresti fare è correre a casa, aprire la tua piccola cantinetta e svuotarla: buttare tutto quel nettare (e quel denaro) nel lavandino sembra l’unico modo per resistere.
Quanta chimica c’è dentro i vini che beviamo tutti i giorni, compresi quelli carissimi, premiatissimi, per i quali i guru del settore, i grandi sommelier e i critici, spendono parole che stanno a metà fra il lirismo e la poesia? Tanta, spesso troppa, secondo Stefano, Elena, Giovanna e Corrado i quattro vignaioli italiani protagonisti di “Resistenza Naturale”, il nuovo film documentario di Jonathan Nossiter, il regista che dieci anni fa aveva realizzato Mondovino.
E che ci fa raccontare da Stefano Bellotti, il Pasolini degli agricoltori, Leggi il resto di questo articolo »
La top ten delle donne del vino secondo The Drinks Business
Genere, femminile. Provenienza, Italia. Professione, vino.
Su questi presupposti il celebre magazine del Regno Unito “The Drinks Business” ha stilato la sua “ Top 10 Women in italian wine”, portando così alla ribalta delle cronache internazionali le donne del vino del Belpaese.
Al primo posto c’è Chiara Lungarotti, oggi – seguendo l’esempio del padre Giorgio – alla guida delle storiche Cantine Giorgio Lungarotti di Torgiano (Umbria) e past president dell’associazione Movimento Turismo del Vino.
Medaglia d’argento per Silvia Franco, responsabile commerciale della Nino Franco Spumanti, cantina del Prosecco di Valdobbiadene fondata dal nonno nei primi del ’900.
Segue Francesca Planeta della nota cantina siciliana, anche lei sulle orme del padre Diego Planeta.
Quarto posto per la marchigiana Daria Garofoli della Casa Vinicola Gioacchino Garofoli, moglie del fondatore Gianfranco e per anni mamma e insegnante, fino alla pensione, quando per lei è iniziata una nuova vita in cantina.
Seguono altre due figlie d’eccellenza: al quinto posto la giovane Gaia Gaja e al sesto José Rallo “woman on the run”, la donna in fuga che oggi ha i piedi ben piantati nella sua Sicilia e nella sua cantina Donnafugata.
Non poteva poi mancare la presidente dell’associazione le Donne del Vino, la campana Elena Martusciello alla guida dell’azienda di famiglia Grotta del Sole.
L’ottava menzione va in Valpolicella a Sabrina Tedeschi della storica azienda Fratelli Tedeschi, la nona in Toscana a Cristina Mariani May, ceo di Castello Banfi e figlia dell’italo-americano John Mariani, fondatore di una delle più famose cantine italiane di Brunello di Montalcino.
Infine c’è Marisa Allegrini presidente e ceo del celebre marchio di famiglia in Valpolicella e presidente delle Famiglie dell’Amarone.
http://www.gamberorosso.it – 08/06/2014
Un preparato dalla Spagna per preservare l’aroma del vino
Una preparazione di lievito inattivo e ricca di glutatione potrebbe contribuire a preservare l’aroma dei vini, in particolare quelli giovani, rappresentando un’altermativa all’uso tradizionale di solfiti.
Lo sostiene un gruppo di scienziati della Universidad Politecnica de Madrid, sulla base di una ricerca sperimentale pubblicata sulla rivista International Journal of Food Properties: il preparato, scrivono gli studiosi, potrebbe appunto rappresentare un’alternativa piu’ sostenibile al tradizionale metodo che usa i solfiti.
Secondo gli scienziati, impiegando additivi naturali basati su lievito di vino inattivo e ricchi di glutatione si riesce a ridurre il processo ossidativo che e’ legato alla perdita dell’aroma da parte dei giovani vini.
Il glutatione è un tripeptide naturale, vale a dire una sostanza costituita da tre amminoacidi, nell’ordine acido glutammico, cisteina e glicina.
Gli scienziati hanno condotto le loro ricerche in collaborazione con una cantina di Navarra, in Spagna.
Qui, hanno studiato gli effetti delle preparazioni di lievito inattivo ricche in glutatione sull’aroma dei vini rosati della varieta’ di Garnacha.
Inoltre, gli scienziati hanno studiato lo stesso vino trattato secondo il processo tradizionale.
www.telestense.it – 04/06/2014
Il senso di Liu Jie per il vino Sommelier cinese a Milano
Originaria di Wenzhou, 26 anni, è la prima immigrata dalla Repubblica Popolare diplomata in enologia.
Lavora in via Sarpi: «Nel mio Paese neppure bevevo»
«Cristallino», per cominciare. «Fiori bianchi – naso al calice -, molto fresco». Ancora con l’olfatto: «Perlage fine, persistente». Un assaggio: «Secco, abbastanza morbido». Un altro: «Sapido, di corpo, equilibrato». Giudizio finale: lo champagne occhio di pernice appena degustato «è pronto da bere».
Magari a tavola, accompagnato da «un pesciolino fritto». Se lo dice Ye Liu Jie, ci si può fidare. L’italiano lo parla con una leggera timidezza, ma sui vini, bollicine o meno, si esprime con competenza e anche con una certa determinazione, prima cinese diplomata sommelier in città. Leggi il resto di questo articolo »
Vino: Moscato di Scanzo rappresenta Bergamo ad Alta Qualità
Il Moscato di Scanzo DOCG sara’ il rappresentante ufficiale del meglio dell’enologia bergamasca ad Alta Qualita’, il Salone delle eccellenze enogastronomiche italiane.
La “perla rossa” sara’ presentata dal Consorzio di Tutela che, insieme con quello del Valcalepio, avra’ a disposizione un ampio spazio per la promozione, la degustazione e la vendita di questo preziosissimo vino da meditazione.
L’appuntamento e’ da domani al 2 giugno presso Villa Castelbarco (www.villacastelbarco.com) a Vaprio d’Adda. Leggi il resto di questo articolo »
Jerez de la Frontera votata Città Europea del Vino 2014
Jerez de la Frontera raccoglie l’eredità di Marsala e si aggiudica il prestigioso riconoscimento di Città Europa del Vino.
Dopo la cittadina siciliana, l’Assemblea Generale della Rete delle Città del Vino Europeo ha infatti assegnato alla località spagnola il premio grazie non solo alla sua straordinaria offerta vitivinicola ma anche alle proposte legate a molteplici settori come l’enogastronomia, l’arte, la cultura, lo sport, l’educazione, la formazione.
Un premio più che meritato se si considerano una serie di fattori: Jerez vanta 7.000 ettari di vigneti, Leggi il resto di questo articolo »
Eataly: a New York la Nutella ruba il posto al vino
Il cioccolato prende il posto del vino.
Il prossimo lunedì 12 maggio infatti Eataly inaugurerà un Nutella bar all’interno dello store newyorchese tra la Quinta Avenue e la ventitreesima strada che fino a poco tempo aveva ospitato il Wine shop del gruppo.
Per celebrare l’apertura, il gruppo guidato da Oscar Farinetti offrirà il classico “Pane con Nutella” dalle 17 alle 19.
Sarà possibile acquistare altre specialità tutte a base della celebre crema a base di nocciole e cacao prodotta da Ferrero, tra cui cornetti, crepes e muffin.
La portavoce dello store newyorchese dell’azienda che porta la qualità culinaria italiana nel mondo ha annunciato che la riapertura della sezione dedicata al vino è prevista per il prossimo ottobre, in una nuova sede, sottolineando che il Nutella bar rimarrà comunque aperto.
www.meteoweb.eu – 08/052014
Dubrovnik inaugura il Festi Wine, prima rassegna del vino croato
I vini croati crescono e conquistano una posizione di rilievo nell’economia del paese adriatico nonostante i numeri della produzione non siano eccessivamente elevati trattandosi di circa 700 mila ettolitri ricavati su una superficie dedicata di oltre 17 mila ettari.
Questi i dati emersi dalla prima edizione del Dubrovnik Festi Wine, organizzata dalla Dunea, l’Agenzia per lo sviluppo regionale di Dubrovnik, nell’ex convento delle Clarisse nel centro storico della città croata, ha presentato oltre 60 produttori provenienti soprattutto dalle aree di Peljesac, Konavle, Korcula, Konavle, Komarna, Crna Gora e Lastovo, piccola isola a metà tra Croazia ed Italia.
“La scelta obbligata dei produttori croati Leggi il resto di questo articolo »
La grande truffa del vino, falsa la bottiglia dello Chateau d’Yquem 1787
Passerà alla storia come una delle più grandi truffe del vino da collezione.
Quando il tycoon americano Julian LeCraw nel 2006 sborsò 55 mila sterline per una bottiglia di Chateau d’Yquem che risaliva al lontano 1787, si era parlato della cifra più alta al mondo per un vino bianco.
E invece pare che quella e altre 14 bottiglie, che l’imprenditore di Atlanta ha comprato da un famosa enoteca di Londra, fossero dei falsi.
L’”antica” etichetta sarebbe infatti stampata al computer. Leggi il resto di questo articolo »
Il vino non è tutto uguale. Per i vegani deve essere cruelty free
Tutti i vini derivano dall’uva ma non è detto che siano adatti a una dieta vegana stretta.
Sono infatti molte le sostanze di origine animale che possono venire utilizzate in enologie.
Eccone un breve elenco: gelatina, sangue bovino, albumina, caseina, caseinati, colla d’ossa, colla di pesce. Si tratta di coadiuvanti tecnologici generalmente utilizzati per la chiarificazione del vino, sia bianco che rosso.
E’ chiaro che la soluzione ideale per i vegani è quella di conoscere direttamente il produttore e assicurarsi che le pratiche non prevedano l’uso di queste sostanze.
Non basta infatti neanche la dicitura vino biologico perchè i disciplinari prevedono la possibilità di utilizzo di coadiuvanti di origine animale, purchè naturali, come la colla di pesce o la gelatina. Leggi il resto di questo articolo »