Curiosità
Cheesenic, merende gustose
Si chiamano «Cheesenic – Pic-nic e merende eco-gustose», quelle proposte, quotidianamente, grazie agli Incontri – Strada del Vino e dei sapori del Trentino, fino a domenica 31 agosto, in Valle di Fiemme, Valle di Fassa e Primiero.
Quindi pic-nic e merende eco-gustosi nella natura delle Dolomiti. Il verde dei prati, il profumo dei fiori di montagna, un plaid sui cui sedersi, un cestino con formaggi e prodotti locali, i suoni della natura; questo è solo un esempio dei Cheese nic.
Ristoranti, agritur ed hotel aderenti alla Strada dei formaggi delle Dolomiti, propongono una serie di appuntamenti originali per uno spuntino dal contenuto insolito e dalla location suggestiva, con alcune occasioni speciali pensate appositamente anche per i più piccini, come i #Cheesenic in Villa in Val Canali e il “Marendol dei Popi” a Fiera di Primiero.
Ulteriori informazioni e programma giornaliero si possono avere su: http://www.stradedelvinodeltrentino.it
trentinocorrierealpi.gelocal.it – 11/07/2014
La Franciacorta ha il suo Eretiq
Al bando lo Chardonnay. Eretiq, l’eresia intellettuale di Mario Falcetti, è 100% Pinot! E si definisce “Diversamente Franciacorta”.
Valorizzare il vitigno più difficile della Franciacorta, per questo relegato ad una rappresentatività dei vigneti di poco più del 3% rispetto alla superficie totale della denominazione: il Pinot Bianco.
E’ questa la missione di Mario Falcetti, dal 2008 direttore di Quadra. Eretiq è un nome forte per un vino di rottura, definito “L’altra Franciacorta”.
E’, infatti, l’unico Franciacorta a non utilizzare nell’uvaggio lo Chardonnay, che oggi rappresenta più dell’80% dei vigneti, scegliendo invece il blend di Pinot Nero e Pinot Bianco.
Il ruolo da protagonista è proprio giocato da quest’ultimo. Leggi il resto di questo articolo »
Douja d’or, è di Laimburg il miglior vino italiano
Alla 42a edizione del Concorso enologico nazionale “Douja d’Or”promosso dall’Onav Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino ad Asti, il Lagrein Riserva Barbagòl dell’annata 2010 del podere Provinciale Cantina Laimburg si è aggiudicato l’Oscar, primeggiando tra ben 513 vini italiani in gara.
Il banco di degustazione del concorso, composto da ben 966 campioni di vini tra Doc e Docg provenienti da tutte le zone d’Italia, è stato selezionato da 200 assaggiatori Onav, i quali dopo un scrupoloso tasting alla cieca sono arrivati a premiare 513 vini provenienti da 270 diverse aziende vitivinicole italiane e a soli 43 di questi hanno assegnato il prestigioso Oscar.
Il Lagrein Riserva 2010 della Cantina Laimburg colpisce principalmente per il colore rosso granata e per il gusto elegante, armonico e vellutato. Leggi il resto di questo articolo »
Incredibile India: regole severe e dazi esorbitanti rendono impossibili le esportazioni di vino
Che non fosse un mercato semplice da raggiungere lo si sapeva da sempre.
Che però casse e casse di vino, anche dopo aver raggiungo la frontiera, rischiassero di andare al macero o di rimarne bloccate nei magazzini delle dogane, era un po’ meno prevedibile.
E francamente più preoccupante. Eppure pare che sia prassi abbastanza comune in India.
Lo conferma, da ultimo, un’inchiesta del The Wall Street Journal, secondo cui nei giganteschi magazzini di Nuova Delhi e Mumbai al momento sarebbero accatastate oltre un milione di bottiglie di vino e di scotch. Leggi il resto di questo articolo »
Dal produttore al consumatore: sempre più italiani comprano il vino in cantina
Sette italiani su dieci (71 per cento) hanno acquistato almeno una volta il vino direttamente dal produttore per una spesa complessiva stimata in circa 1,5 miliardi di euro nel 2013. E’ quanto emerge da un sondaggio on line condotto dal sito www.coldiretti.it.
Insieme all’aumento record delle esportazioni di vino Made in Italy del 7 per cento, la vendita diretta ha contribuito a salvare il bilancio di molte aziende vitivinicole e – sottolinea la Coldiretti – a far salire il fatturato del settore vino al valore record di 9,3 miliardi nel 2013.
Sono oltre 26mila – sottolinea la Coldiretti – le aziende agricole italiane che vendono direttamente il proprio vino in cantina, ma negli ultimi anni in Italia si sono moltiplicate le possibilità di acquisto senza intermediazione con l’apertura di mercati e botteghe degli agricoltori di Campagna Amica che ha creato la piu’ vasta rete europea di acquisti diretti dal produttore
Secondo il sondaggio – riferisce la Coldiretti – il 60 per cento degli italiani ha acquistato il vino nelle aziende agricole o in cantina, il 6 per cento nei mercati degli agricoltori, il 4 per cento in un punto vendita gestito direttamente dal produttore (negozio, bottega, sagra, ecc.) e l’uno per cento in un sito internet gestito direttamente dal produttore.
www.telestense.it – 26/06/2014
Il miglior Sauvignon del mondo è italiano
Non sarà stato facile per la giuria riuscire a decidere quale fosse il migliore tra i 751 campioni provenienti da 21 Paesi del mondo, ma alla fine hanno decretato il loro giudizio: il migliore era il friulano Tiare di Roberto Snidarcig.
Il Concorso Mondiale del Sauvignon, per l’esattezza il quinto, non si poteva svolgere che a Bordeaux, insieme alla valle della Loira culla di questo vitigno da cui si ottengono prestigiosi vini dolci come il Sautern e il Barsac e altrettanto meravigliosi secchi come il Sancerre e il Pouilly-Fumé.
Essere insignito della medaglia d’oro nella patria mondiale del vino, è sicuramente una doppia vittoria. Leggi il resto di questo articolo »
I calici della memoria. Il vino nella tradizione ebraica
Domenica 22 giugno incontro con il Rav Luciano Caro, Rabbino Capo di Ferrara. Ore 11 presso International Cooking & BBQ-Grill Weber in via 4 giugno, 103 Serravalle Repubblica di San Marino.
Un incontro con il Rav Luciano Caro, Rabbino Capo di Ferrara, per conoscere il significato del vino nella tradizione ebraica, approfondire i temi legati all’alimentazione ed assaggiare cibi preparati seguendo la tradizione ebraica. Religione, cultura e sapori uniti.
Nella tradizione ebraica il vino (yain) occupa un posto rilevante in molteplici manifestazioni rituali quali, ad esempio, l’inizio del pasto dei gironi festivi (kiddush), la celebrazione del matrimonio e la pratica della circoncisione.
Il vino compare nei primi capitoli della Genesi dedicati ai primordi della presenza umana sulla terra: quando le acque del diluvio si ritirarono, Noè provvide a piantare una vigna e, prodotto il vino, se ne ubriacò.
Secondo la tradizione prima di bere il vino occorre recitare una apposita benedizione “all’Eterno che ha creato il frutto della vite”.
Non mancano nella letteratura ebraica moniti contro i pericoli del vino che sollecita l’allegria ma deve essere assunto con moderazione.
Così il testo biblico vieta al Sacerdote di bere vino prima di adempiere alle funzioni rituali.
All’ebreo è consentito di bere vino solo se certificato kasher (permesso) vale a dire prodotto sotto la sorveglianza di un ebreo osservante. Il controllo ha inizio con la spremitura dell’uva e continua fino all’apertura della bottiglia.
Di tutto ciò e di altro parlerà il dott. Luciano Meir Caro, Rabbino Capo di Ferrara nel corso dell’incontro che avrà luogo domenica 22 giugno alle ore 11 nei locali della ditta International Cooking & BBQ-Grill Weber in via 4 giugno, 103 Serravalle Repubblica di San Marino.
E’ prevista la degustazione di cibi preparati nel rispetto della normativa ebraica.
www.sanmarinonotizie.com – 20/06/2014
La seconda giovinezza del venerabile Raboso
Il Raboso, vino autoctono delle terre del Piave, è un vino di antichissima origine, prodotto da uno dei rari vitigni presenti nella zona Nord-Est d’Italia prima dell’avvento di Roma.
Plinio il Vecchio infatti, nella sua Naturalis Historia, fa cenno ad un vino il cui colore è più nero della pece, progenitore del Raboso, ma anche del Terrano, del Refosco e del Friularo.
La caduta dell’Impero Romano produsse una vera e propria crisi della vitivinicoltura: per questo si è dovuto attendere l’espansione di Venezia come Repubblica Marinara per poter ritrovare testimonianze del vino Raboso.
Per secoli questo “vin da viajo”, vino da viaggio, Leggi il resto di questo articolo »
Al Gruppo Santa Margherita la fornitura dei vini per la nazionale di Prandelli
Bianchi e rossi dalla Toscana all’Alto Adige. Sono nove le etichette di vino, rigorosamente made in Italy, che accompagnano gli azzurri di Prandelli al mondiale di calcio in Brasile.
La Nazionale italiana potrà brindare alle sue vittorie con Prosecco, Franciacorta, Gewurztraminer appartenenti alle tenute del Gruppo vinicolo Santa Margherita (102 milioni di euro di fatturato nel 2013).
vini sono firmati da Lorenzo Tersi, presidente e fondatore della LT wine & food advisory a cui è stata affidata la selezione.
“Se i vini rossi contengono infatti resveratrolo, cumarine, flavonoidi, potenti antiossidanti per il nostro organismo”, dice Tersi “anche i bianchi hanno dimostrato effetti di protezione e fortificazione, grazie principalmente al tirosolo e ai suoi composti affini”.
Ecco l’elenco dei nove vini a disposizione della nostra nazionale che sono stati inviati in Brasile in alcune centinaia di bottiglie complessive.
1 – Prosecco Superiore 52 Santa Margherita Valdobbiadene DOCG
2 – Cuvèe Prestige Franciacorta Cà del Bosco
3 – Pinot Grigio Alto Adige DOC Impronta del Fondatore Santa Margherita.
4 – Chardonnay Petillant Vigneti delle Dolomiti IGT Santa Margherita
5 – Refosco Lison Pramaggiore DOC Impronta del Fondatore Santa Margherita
6 – Pinot Nero Alto Adige Kettmeir
7 – Gewurztraminer Alto Adige Kettmeir
8 – Spumante 52Rosè VSQ SantaMargherita
9 – Sangiovese Maremma Toscana DOC Tenuta Sassoregale
www.gamberorosso.it – 16/06/2014
La Russia blocca le vendite di alcolici via internet: anche il vino ne pagherà le conseguenze
Vino on line? La Russia dice no.
La Duma (il parlamento russo) sta per approvare una legge per bloccare definitivamente l’e-commerce di alcolici e, come sempre, il vino ne sarà ancora l’incolpevole vittima.
Tutto nasce dal tentativo di regolamentare il mercato degli spirits, segnatamente della vodka, che ultimamente è stata severamente preso di mira dalle Autorità, nonostante gli introiti delle accise rappresentino la seconda voce del budget Federale.
In realtà una legge in tal senso c’era già, approvata nel 2007, ma i distributori avevano trovato dei modi per aggirarla e vendere comunque in maniera legale. Leggi il resto di questo articolo »