Curiosità

A Varese c’è un vino che sorprende

Pochi sapranno che la provincia di Varese, a fine Ottocento, era l’area più vitata di tutta la Lombardia.

Solo 15 anni fa ha ripreso vigore quella che era rimasta solo una testimonianza. Ed è nata l’Igt Ronchi Varesini.

Ma mai mi sarei aspettato questa evoluzione qualitativa, dopo una sosta, una sera, nell’ottima Osteria del Sass di Besozzo.
 
Sandra Pellegrini e il marito, imprenditore nel settore plastico, non si capacitavano che la vite prosperasse a Mendrisio, in Svizzera. Anche perché nel Varesotto le condizioni c’erano tutte: Leggi il resto di questo articolo »

Il re dei vini in tribunale per bancarotta ed evasione

C’era una volta l’azienda agricola Boschi, tra i vigneti della Franciacorta.

In molti hanno messo le gambe sotto i tavoli di questo ristorante di Erbusco, di recente balzato agli onori delle cronache anche per avere ospitato la cena che suggellò il patto tra i secessionisti bresciani e veneti.

Sì, proprio loro: gli indipendentisti accusati di voler instaurare la Serenissima a colpi di Tanko.
Ora Franco Timoteo Metelli, 66 anni, il titolare della Boschi che il 20 ottobre 2011 fallì, è nei guai. Leggi il resto di questo articolo »

Vino, condannato il falsario più ricco del mondo

“La gente sa solo quello che gli racconti”. Lo dice Leonardo DiCaprio in “Prova a prendermi”, il film sulla storia del super falsario Frank Abagnale jr.

Anche l’indonesiano Rudy Kurniawan è un falsario, ma invece di  smerciare finti assegni come il protagonista del film, inondava l’America di finte etichette e finte bottiglie di vini pregiati e costosissimi: rare annate di Chateau francesi, soprattutto.

Stesso destino per il falsario del film e per quello di oggi: vita da nababbo, arresto dell’Fbi, condanna. Durissima quella che è stata inflitta a New York a Rudy: 10 anni di carcere. Leggi il resto di questo articolo »

Vino negli ospedali ai malati terminali

In Francia il Centro Ospedaliero Universitario di Clermont-Ferrand aprirà un wine bar, per creare momenti di convivialità’ con i loro parenti per chi è ricoverato in ospedale, in un”quadro terapeutico sorvegliato”. Anche i malati terminali hanno diritto ad essere felici.

Quello del fine vita è un argomento a dir poco sensibile, che coinvolge la società in ogni Paese occidentale. Leggi il resto di questo articolo »

Le ossa di tigre che finiscono nel vino cinese

Le tigri sono usate per la produzione di una bevanda che richiama la tradizione orientale. E va per la maggiore tra i più benestanti.

La campagna si chiama “Save the Tigers” e il nome spiega bene l’obiettivo: si vogliono salvare le tigri da una produzione molto atipica per gli standard occidentali, ma che in Oriente riscuote grande successo tra i più benestanti.

In Cina, infatti, la Xionsen Wine Company usa le ossa di tigri per il “wine bone tiger”, un vino diventato pregiato e molto ambito dalle elite. Addirittura una bottiglia può arrivare costare 200 dollari.

In pratica le ossa del felino vengono lasciate macerare in un liquore, in ossequio a una vecchia tradizione asiatica secondo cui la bevanda avrebbe effetti afrodisiaci. Leggi il resto di questo articolo »

Vino, la scommessa francese per il futuro in Etiopia

Sappiamo che ormai le distese ordinate di vigneti destinate a produrre vino di qualità non sono più un’esclusiva delle campagne francesi ed italiane. L’area di produzione si è infatti estesa raggiungendo numerose zone del pianeta.

Eppure, agli occhi degli appassionati e dei bevitori occidentali suona ancora strana l’idea che i grappoli possano essere coltivati e sfruttati commercialmente anche in territori tradizionalmente legati a un clima apparentemente poco adatto a queste attività e con un tessuto socio-economico non sufficientemente sviluppato per rendere realmente redditizia un’impresa di questo genere.

In cima alla lista di queste aree geografiche teoricamente off-limits si colloca, più forse per luoghi comuni difficili a morire che per reali ostacoli, l’Africa. Ma a smentire questa convinzione arrivano interessanti novità dall’Etiopia, dove il gigante francese del settore Castel ha imbottigliato la sua prima annata di vino prodotto con le uve delle vigne di Ziway, località che si trova 160 chilometri a sud della capitale Addis Abeba. Leggi il resto di questo articolo »

Cibo, arte e musica: Francoforte festeggia il vino di mele e i 26 musei sul Meno

Apprezzato fin dai tempi di Carlo Magno, il vino di mele è la bevanda ufficiale di Francoforte da oltre 250 anni.

Servito nel Bembel, caratteristica brocca di terracotta smaltata, accompagna prelibatezze sostanziose nell’atmosfera conviviale delle taverne che lo producono artigianalmente.

Ogni estate – quest’anno dall’8 al 17 agosto – è il protagonista assoluto dell’Apfelwein Festival, nel clima tipico delle sagre tedesche con musica dal vivo e bancarelle.

Una vera kermesse godereccia per la città natale di Goethe, forse più nota per i molti eventi culturali, cibo per la mente.

Come la Museumsuferfest, che il 29 agosto dà il via allo spettacolo nello spettacolo dei 26 musei sulla riva del Meno, aperti fino a notte.

Saranno tre giornate di festa a base di arte, teatro, artisti di strada, musica, fuochi d’artificio e gastronomia.

Speciali pacchetti di soggiorno a partire da 72 euro, con biglietto di ingresso combinato per i musei. Info: www.frankfurt-tourismus.de.

www.ilgiornale.it – 20/07/2014

Lione e il Beaujolais: storia, vini e borghi di campagna

Lione come Parigi, regina di charme. Sulle sponde di due fiumi, il Rodano e la Saona, è una città scenografica in cui è facile lasciarsi avvolgere dalle atmosfere d’antan del quartiere rinascimentale, un ricamo di vicolilastricati di pietra sui quali si ergono palazzi sontuosi che celano cortili, portici e le celebri gallerie chiamate traboules (in centro se ne contano 350).

Dal tramonto ai primi chiarori dell’alba antiche lanterne illuminano le vie irradiandole di una tenue luce color giallo-ocra. Agli eleganti portoni si alternano botteghe artigiane e negozi, gallerie d’arte, ristoranti e taverne, hotel di charme.

Suggestiva la place de la comédie con l’Hotel de Ville, maestosa l’Opéra National, il teatro cittadino. Il palazzo del Louge du Change, in place du Change, fu costruito nel ’600 per ospitare fiere e mercati (in seguito venne rimaneggiato) ma nel 1803 Napoleone lo destinò a chiesa protestante. Leggi il resto di questo articolo »

Dipinge le etichette dei vini Amato all’estero, qui non compreso

LA bottiglia che diventa essa stessa un’opera d’arte, una tela su cui incidere un cuore dalle forme nitide, lineari, precise, preziose come gli Swarosvski che lo incorniciano e lo rendono gioiello.

E’ la Wine Art dell’artista lucano Massimo Basile, in arte Maxtin, originario di Cancellara, che dal 29 al 31 luglio prossimi sarà a Pechino alla Beijing International Wine Exhibition (Esposizione Internazionale del vino) per realizzare dal vivo, in tempo reale e davanti a un pubblico di decine di migliaia di spettatori , le sue bottiglie gioiello.

E pensare che Massimo, artista già affermato, aveva esposto questo ambizioso progetto alle più importanti cantine lucane prima di spinarsi la strada altrove.

«Volevo fare qualcosa per la mia terra – dice – che io adoro, infatti quando posso cerco sempre di tornare. Volevo esportare la Basilicata attraverso qualcosa di originale e unico che fosse nato in Lucania per mano di un lucano». Leggi il resto di questo articolo »

Il viaggio dell’antico leudo per portare il vino alla Spezia

Anche quest’anno è ripartita l’avventura del leudo (antica imbarcazione a vela) che è arrivato da La Spezia all’Elba per continuare i commerci di vino con l’isola.

Il leudo storico della Compagnia delle Vele Latine, Zigoela è arrivato due giorni fa nel porto di Marciana Marina ed è ripartito ieri con un carico di vino dell’azienda Agricola Mola alla volta di La Spezia dove il prezioso carico sarà venduto.

Anche questa volta infatti sull’isola erano arrivate damigiane vuote per essere riempite con vino elbano.

L’obiettivo di queste iniziative è mantenere le tradizioni del commercio vinicolo tra la Liguria e l’Elba che si era interrotto negli anni ’50, quando gli agricoltori dell’Isola hanno smesso di produrre vino in grande quantità.

Nel 2012 i rapporti sono ripresi e il leudo anche quest’anno è venuto a caricare il vino che viaggiando per mare prenderà un gusto più ricco.

www.tenews.it – 18/07/2014