Curiosità

A Expo 2015 vino al cobra del Vietnam e grilli e larve al cioccolato thailandesi

Per la prima volta in Italia potrà essere consumato a tavola il pesce palla grazie ad una speciale deroga accordata al Giappone per l’esposizione o la degustazione esclusivamente all’Expo che sta per essere concessa anche al coccodrillo per il quale si è mosso lo Zimbawe mentre sono già sbarcati a Milano dalla Thailandia scorpioni ricoperti di cioccolato, larve giganti, termiti disidratate, vodka allo scorpione e cavallette mentre altri insetti dovrebbero arrivare da Vietnam e Birmania, dove sono abitualmente consumati.

E’ quanto emerge dal primo studio sull’Expo nel piatto della Coldiretti che, a Cagliari, in occasione della spedizione dopo anni di divieto del primo maialetto sardo, ha esposto alcune inquietanti curiosità provenienti da diverse parti del mondo, dal vino di serpente che si beve in Cina e in Vietnam, Leggi il resto di questo articolo »

Rivoluzione nelle cantine italiane; per il vino si userà il cocciopesto

Stop all’utilizzo di botti e barrique nelle cantine: nella produzione del vino si potrà utilizzare il cocciopesto.

La novità è stata presentata al Vinitaly e richiama la tradizione della vinificazione in argilla utilizzata in Georgia e nell’impero romano; tre le innovazioni tecniche: la forma del contenitore, interamente ovoidale, come quella delle anfore in terracotta, che facilita la condensazione dei gas della fermentazione e la creazione di moti convettivi utili al mosto; le dimensioni, più ampie di quelle delle anfore; e il cocciopesto, totalmente naturale e traspirante, che non ha bisogno né di cottura, né di forni. Leggi il resto di questo articolo »

Rivini Wine Festival: sarà presente anche un vino giapponese del vitigno del Koshu

Rivini Wine Festival: sarà presente anche un vino giapponese del vitigno del Koshu

Al Rivini Wine Festival ci saranno molti vitigni che meritano di essere scoperti, a parte i vitigni nobili e classici si potrà scoprire anche un vino giapponese.

Il vitigno giapponese è il Koshu, un’uva dalla buccia rosa che è coltivata in Giappone fin dal lontano 8 secolo, anche se per lungo tempo la si è utilizzata solamente come uva da tavola è dal 19 secolo che nel paese del Sol Levante hanno iniziato a produrre vino con questo vitigno autoctono.

La principale regione giapponese per il vino è Yamanashi  Prefecture, circa 100 km ad ovest di Tokyo, circondata dalle montagne tra cui spicca il famoso Mount Fuji. Il 40% della produzione vinicola del Giappone proviene da questa regione ed il 95% della coltivazione di Koshu è qua. Leggi il resto di questo articolo »

La sfida del vino più leggero

La leggerezza innanzitutto: da alcuni anni è questa la parola d’ordine che guida le scelte strategiche di Roberto e Linda Negri, anime di quella che una volta era conosciuta come Vinicola Negri.

Oggi i vini di punta dell’azienda di Villanova Maiardina sulle etichette – da poco rinnovate – portano il nome di Roberto Negri che, oltre che imprenditore del settore, è anche enologo.

Leggerezza, si diceva: in questo, i Negri sono aiutati dal fatto di lavorare essenzialmente sul Lambrusco, che da loro viene declinato in tutti i modi possibili.

Ma anche sul fronte delle “bollicine rosse” è possibile seguire percorsi diversi: «Molti produttori emiliani – spiega Linda Negri – puntano a produrre Lambrusco che può arrivare anche ai 12 gradi alcolici.

È una scelta che può anche essere valida, ma noi riteniamo che, per sua natura, il Lambrusco sia un vino che deve mantenere una grande bevibilità, non per nulla è l’unico vino rosso che si beve bene d’estate, anche fresco. Per questo, i nostri prodotti non superano i 10 gradi e mezzo».

Il concetto di leggerezza, tuttavia, non coinvolge solamente la gradazione alcolica del vino: un aspetto sul quale Roberto Negri da anni sta focalizzando la sua attenzione è quello della riduzione del contenuto di solfiti del vino.

I solfiti sono una componente che consente al vino di conservarsi nel tempo.

A loro, tuttavia, viene attribuito qualche spiacevole effetto collaterale in caso di consumo eccessivo di vino (cosa che va comunque sempre evitata), vale a dire il cosiddetto “mal di testa del giorno dopo”.

«I limiti europei per i solfiti nel vino – spiega Roberto Negri – sono di 150 milligrammi per litro per i rossi e 200 per i bianchi.
Gli italiani, rispetto ad altri produttori europei, sono molto bravi sotto questo aspetto, riuscendo a contenere la quantità di solfiti utilizzati. Leggi il resto di questo articolo »

Viaggio nel vino che «si fa» santo

Pasqua e Pasquetta con «DiVinNosiola», quando il vino si fa santo e diventa arte.

È iniziata lo scorso fine settimana la kermesse per celebrare cultura, tradizioni e luoghi da cui nascono le eccellenze enologiche del Trentino.

Fino al 23 aprile in Valle dei Laghi e a Trento una serie di manifestazioni (mostre, spettacoli, trekking) saranno incentrate intorno al «mitico» vitigno del Nosiola.

Così la domenica di Pasqua (5 aprile) e il lunedì dell’Angelo (6 aprile) una serie di spettacoli teatrali itineranti e radioguidati, a cura della Compagnia Koinè, animeranno la centrale idroelettrica di Santa Massenza dove con i nuovi allestimenti voluti dal progetto Hydrotour del Gruppo Dolomiti Energia (proprietario della Centrale) si respira l’aria di un luogo nel quale si scopre come la forza dell’acqua viene trasformata in energia.

Un progetto di recupero del territorio, a vocazione turistica, che negli anni ha sofferto dell’imponente presenza della Centrale. A Santa Massenza, quando nel lago si poteva ancora fare il bagno e pescare, venivano a soggiornare durante l’estate persino i vescovi di Trento.

La centrale ha preso spazio all’acqua e ai campi coltivati, ma qui sopravvivono i migliori Leggi il resto di questo articolo »

Il vino che va veloce. Più della Tav.

«Il luogo vale un viaggio in treno. Avete la garanzia di Catullo e la mia». Quando il poeta americano Ezra Pound, nel 1921, scrive a James Joyce per invitarlo sul lago di Garda, dove «la natura si è fatta metafisica», non immagina che i binari del treno possano diventare il simbolo di una contesa.

Quasi un secolo dopo il treno che si affaccia sul lato meridionale del blu lacustre fa schierare i vignaioli contro il partito dei trasporti.

Il tema è il progetto per l’Alta velocità tra Brescia e Verona, una linea che cancellerà dagli 80 ai 250 ettari di vigne di Trebbiano locale. Da queste uve nasce il Lugana, uno dei bianchi del nuovo successo del vino italiano.

Luca Formentini, 47 anni, è il presidente del Consorzio del Lugana, che raggruppa 150 aziende. È, da sei mesi, un tenace e pacifico anti Tav. Di quelli come lui parlano gli intercettati dell’inchiesta «Sistema», che ha portato in carcere il gran boiardo Ercole Incalza e ha provocato le dimissioni del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

Dicono gli indagati sui contestatori: «Sono persone perbene, non come gli scalmanati della Val di Susa. Pericolosi… non vogliono la Tav sui vigneti e davanti alle ville». Leggi il resto di questo articolo »

Vino, dieci miti da sfatare per bere “scorretti” e felici

Seicentomila. Sono le bottiglie stappate nel corso dei quattro giorni del Vinitaly, la più grande fiera del settore che si è chiusa ieri alla Fiera di Verona con un bilancio di 150mila visitatori, stabili rispetto all’anno scorso, ma con una maggiore soddisfazione da parte dei 4200 espositori.

«Gli affari si sono fatti. Forse – ipotizza il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani – abbiamo perduto quelli che non servivano per acquistare i buyer veri». I buyer sono giunti da 140 Paesi (un anno fa erano 120): il Brasile entra nella top ten , cresce l’India, anche Taiwan si posiziona bene. Massiccia la presenza dei cugini francesi: una bella soddisfazione.

Un’edizione del Vinitaly vissuta anche della prossima Expo milanese. Il Padiglione del Vino, curato proprio da Veronafiere, avrà 3500 referenze in rappresentanza di quasi 3mila aziende, anche se l’unico vino ufficiale della kermesse sarà il Franciacorta.

Il presidente del consorzio, Maurizio Zanella, ci punta forte, soprattutto per aumentare la quota delle esportazioni del grande vino che arriva dal lago di Iseo, che anche a causa dei prezzi alti dovuti a un disciplinare «rigido al limite dell’autolesionismo, Leggi il resto di questo articolo »

Vino e olio extravergine Made in Italy alla conquista del Pacifico

Sono Australia e Taiwan i mercati dell’Oceano Pacifico più promettenti per l’export italiano di vino e olio extravergine d’oliva. Il 2014, in particolare, è stato un anno d’oro per due dei prodotti di punta dell’agroalimentare tricolore.

In Australia il vino importato ha raggiunto 8,5 milioni di litri, per un controvalore di 35,4 milioni di euro, ponendo l’Italia al terzo posto, tra gli importatori, dopo Nuova Zelanda e Francia.

Nell’isola di Taiwan, invece, l’anno appena concluso ha registrato il boom di vendite di olio extravergine, raddoppiate fino a 17 milioni di euro.

A rivelarlo i due focus commerciali presentati a Vinitaly e a Sol&Agrifood, i due saloni dedicati al vino e all’agroalimentare di qualità che, dopo quattro giorni, chiudono oggi a Veronafiere.

La Camera di Commercio di Melbourne ha tracciato l’identikit enologico dell’Australia, tra i paesi del mondo con il più elevato consumo di vino pro capite, pari a 29,1 litri all’anno.

Ma in consumatore tipo è anche molto più attento alla qualità e alla ricerca di vini pregiati, acquistando sempre più spesso online.
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Nel futuro niente più solfiti nel vino grazie a un nuovo enzima

I solfiti sono sostanze naturali velenose per molte forme di vita anche a piccole concentrazioni.

Solfiti e anidride solforosa sono aggiunte al vino e alla frutta secca come conservanti perchè inibiscono la crescita di microrganismi indesiderati, aumentando la vita di questi prodotti.

I biochimici Oliver Einsle e Bianca Hermann dell’Università di Friburgo hanno collaborato con i ricercatori della Technische Universität Darmstadt per un progetto di selezione di un nuovo enzima batterico che riduce la concentrazione di solfiti fino a cento volte più velocemente di qualsiasi altro enzima noto.

I ricercatori sono riusciti a chiarire la struttura cristallina ad alta risoluzione del complesso enzimatico MCCA e i dettagli molecolari del suo meccanismo di azione.

Si spiega così perché MCCA è in grado di convertire solfito così rapidamente i solfiti. Leggi il resto di questo articolo »

Vino vegano: perchè si produce, come si produce, chi lo produce

Una filosofia di vita più che una scelta alimentare: questo è il veganismo che negli ultimi anni si sta diffondendo in modo esponenziale tra la popolazione.

Una filosofia che si basa sul categorico rifiuto di qualsiasi forma di sfruttamento dell’animale in ogni campo della propria vita, quello alimentare innanzitutto.

La domanda da porsi a questo punto è: ma i vegani possono bere il vino? e soprattutto, perchè non dovrebbero?

La risposta è si, possono farlo, ma a patto che nella produzione di esso non siano mai state utilizzate sostanze di origine animale; le sostanze da rifuggire sono per lo più gelatina, sangue bovino, albumina, caseina, caseinati, colla di pesce e colla d’ossa, tutte generalmente utilizzate in fase di chiarificazione del vino.

Da pochi anni a tutela del consumatore esiste una certificazione Vegan per il vino che viene rilasciata dall’Icea di Bologna: un rigido disciplinare da rispettare per ottenerla e indicazioni puntuali e precise da riportare in etichetta (compreso il divieto di scrivere sulla bottiglia che il vino può essere degustato in abbinamento a carni e alimenti di origine animale).

Contrariamente alla produzione biologica che da anni ha visto crescere il numero di aziende produttrici, in Italia sono ancora poche le cantine che hanno deciso di destinare l’intera produzione al vino vegan.

Cerfeda Dell’Elba, azienda pugliese guidata da Alessandro Inzirillo, produce da qualche anno vini vegani e biologici : la coltivazione dei vigneti, nella tenuta, segue i principi di un’agricoltura olistica, rispettosa di ogni forma di vita.

Un impegno ed una fatica costanti, premiati nel bicchiere, in cui si ritrovano vini dai colori brillanti, vivi, dalle caratteristiche note agrumate e floreali che sanno davvero stupire!

www.viniesapori.net – 07/03/2015