Curiosità

Le ore del biodinamico nella Valle dell’Agno

La data di fondazione della tenuta Dalle Ore è l’anno 1903. Ed è tra le prime ad aver venduto il vino imbottigliato in Veneto.

Siamo sulle ultime propaggini dei Monti Lessini, a metà fra Vicenza e Verona, in una splendida vallata, la Valle dell’Agno, conosciuta per l’impero della famiglia Marzotto.

Non altrettanto per la suggestione di boschi incontaminati, ampi pianori e vigneti.

Dopo un secolo, durante il quale la cantina cessa di imbottigliare per conferire uve alle cantine sociali, nel 2006 viene «riacquistata» da un altro ramo familiare, quello di Marco Margoni Dalle Ore, agronomo cinquantaduenne, che va deciso verso la conversione totale al biologico, e di lì a poco al biodinamico. 
 
Rigidi protocolli che Marco attua ancora oggi lungo i sedici ettari vitati collinari (80 mila le bottiglie), accorpati attorno all’azienda. Leggi il resto di questo articolo »

Un Talavè invecchiato da 3000 anni. Studiosi sulle tracce del vino nuragico

Il rosso della cantina di Talavè è segnato dal gusto inconfondibile del muristellu, l’antico vitigno di cui sono emerse tracce negli scavi del complesso nuragico che tutti riportano con il nome di Talavè.

Nessun paese in Ogliastra può vantare un connubio tale tra vino e archeologia.

Lo hanno confermato gli studiosi intervenuti al convegno che ha aperto la manifestazione Primavera in Ogliastra.

Mario Sanges è l’archeologo che, durante gli scavi al complesso Su Nuraxi, ha portato alla luce alcune anfore contenenti tracce di vino che gli esami gascromatografici eseguiti dall’Università di Groningen in Olanda hanno datato mille avanti Cristo.

Sanges ha documentato il ruolo di Triei nel commercio del vino fino ai primi decenni del 1600, quando i registri del Vaticano registrano l’acquisto di un vino bianco amabile da Talavè, villaggio di Triei.

«L’intreccio tra storia, archeologia e viticoltura è il futuro del paese» rilevano il sindaco Mariano Muggianu e Romolo Cabiddu della Pro loco.

www.unionesarda.it – 24/05/2015

Il vino per la Messa dalla vigna della diocesi

“Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna”.

Nella diocesi di Acireale questa passo del Vangelo è vissuto alla lettera. Il seminario vescovile, infatti, possiede due ettari e mezzo di vigna a Randazzo, alle pendici dell’Etna e negli scorsi anni ne vendeva le uve.

L’anno scorso, grazie alle indicazioni di un seminarista laureato in agraria, Arturo Grasso, per la prima volta da questa vigna è stato prodotto del vino per la Messa, denominato “Perfetta letizia”.

Il vino non è in commercio e lo scorso giovedì santo, al termine della celebrazione in Cattedrale, il vescovo Antonino Raspanti ne ha donato delle bottiglie ai parroci presenti.

«Questo vino è piaciuto e i parroci lo stanno chiedendo – racconta Arturo Grasso, al quarto anno di seminario –. È un vino liquoroso, di grado alcolico non elevato, prodotto da uva bianca. La ricetta è di casa mia ove da sempre abbiamo prodotto vino per la Messa».

Arturo intende laurearsi in teologia presentando una tesi sulle piante della Bibbia e testimonia come praticare l’agricoltura aiuti a comprendere in maniera nuova il Vangelo:

«Gesù usava esempi tratti dall’agricoltura e il popolo li capiva – spiega –. Adesso siamo lontani dalla terra, immersi nella tecnologia e non si comprende la difficoltà della coltivazione.

Ma prima o poi si ritornerà alla terra perché non possiamo fare a meno dei suoi prodotti.

La terra richiede sacrificio, come la missione nella Chiesa».

www.avvenire.it – 20/05/2015

Expo, le mappe ubriache. Sparito il padiglione vino

Il padiglione del vino, questo sconosciuto. Dovrebbe essere uno dei punti di forza dell’Italia a Expo, vanto e vetrina delle eccellenze nostrane.

Eppure non è segnalato sulle cartine ufficiali dell’Esposizione. Così come sulle mappe on line.Niente di niente.

Dopo oltre due settimane dall’apertura, l’organizzazione non ha ancora rimediato alla gaffe.

Il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani, che finora è stato zitto, esaurisce il limite di tolleranza. Non esplode ma, con garbo, si sfoga in un tweet: «Forse sarebbe utile localizzare il padiglione vino su mappe, sito e app.

E dire agli Info point dove si trova. Basta davvero poco».

A breve le mappe di Expo saranno corrette. Leggi il resto di questo articolo »

Un bicchiere di vino bianco per rafforzare il sistema cardiovascolare

Non è la prima volta che si parla di vino bianco associato a benefici effetti sulla salute.

Il primo a parlarne fu Alberto Bertelli dell’Università degli Studi di Milano (Dipartimento Scienze Biomediche per la Salute).

Egli aveva suggerito come alcuni composti, in particolare tirosolo ed idrossitirosolo, presenti nel vino bianco ma soprattutto in quantità decisamente più elevata nell’olio extra vergine di oliva potessero avere un effetto benefico sul sistema cardiovascolare, che comprende non solo il cuore e i vasi sanguigni, ma anche il rene.

Oggi, grazie a una ricerca svolta dall’Università di Milano in collaborazione con l’Università di Torino, di Pisa e l’Ospedale Versilia di Viareggio, è stato scoperto che, a fare la differenza può essere l’acido caffeico contenuto nel bianco, che stabilisce un meccanismo protettivo del sistema, pur se assunto in piccolissime dosi, stimolando la biodisponibilità della molecola di ossido nitrico, con importanti effetti cardioprotettivi e nefroprotettivi.

È stato inoltre dimostrato che a livello genico l’acido caffeico modula l’espressione di geni coinvolti nella protezione del sistema cardiovascolare e nell’inibizione della morte cellulare programmata.

Gli studi sottolineano l’innescarsi del meccanismo anche in presenza di bassissime dosi d’assunzione, tali da poter essere raggiunte con il consumo di uno o due bicchieri di vino al giorno.

Nel pieno rispetto di un consumo moderato.

www.teatronaturale.it – 13/05/2015

Un’uva chiamata Ciliegiolo

Nonostante la sua origine incerta, probabilmente portato dalla Spagna nella seconda metà del 1800, è considerato vitigno autoctono della Toscana, ma ha attecchito in tutte le regioni del centro: Umbria, Marche, Lazio, e anche in Liguria.

Ciliegiolo è un vitigno vigoroso, a maturazione precoce, si adatta a diversi habitat, ma a causa della sua ridotta fertilità basale predilige terreni non troppo fertili, freschi e collinari, presenta un grappolo grosso, allungato, dai 20 ai 30 cm, uva ciliegiolo compatto con acini di colore nero violaceo di forma arrotondata che tanto bene ricorda, appunto, la ciliegia.

Ma anche il sapore del vino, molto corposo, rende l’idea del frutto.

Studi effettuati dall’Istituto di San Michele all’Adige fanno risalire una parte del Dna del Sangiovese proprio al Ciliegiolo.

Nell’ultimo decennio, questo vitigno è stato rivalutato e salvato dall’estinzione, Leggi il resto di questo articolo »

Tempranillo, uva pellegrini spagnoli vincente per Italia

Da Santiago di Compostela all’Italia centrale furono i pellegrini a portare semi di Tempranijo o Tempranillo, un vitigno spagnolo a bacca rossa che sta dando grandi soddisfazioni ai primi produttori italiani che ci hanno creduto.

Casale del Giglio, nel panorama vitivinicolo laziale, con i grappoli iberici ha appena conquistato una ‘Gran Menzione’ Vinitaly al 22/mo Concorso Enologico Internazionale per la categoria ”Vini rossi dai tre ai quattro anni dalla vendemmia”, insieme al Premio Speciale “Vinitaly Nazione 2015″.

La premiazione si terrà durante Milano Expo al padiglione ‘Vino – A Taste of ITALY’.

Un risultato importante che coincide con la ricorrenza dei “30 Anni di Ricerca” dell’azienda pontina, sottolinea il produttore Antonio Santarelli che, seguendo l’intuito paterno, ha impiantato quasi 60 varietà di vitigni diversi per produrre attualmente una gamma di 20 vini da monovitigni e da assemblaggi.

Mentre a San Miniato (Pisa) l’azienda Pietro Beconcini ha recentemente presentato una verticale dei ”Dieci anni di Vigna alle Nicchie” Leggi il resto di questo articolo »

Grappe Val di Cembra a Vicenza

Nei giorni scorsi all’ANAG di Vicenza si è svolta una serata di degustazione guidata dal Mastro Distillatore trentino Bruno Pilzer, generazione di distillatori, dal 2001 impiantatasi a Faver (provincia di Trento), nella Valle di Cembra, terra di vini.

L’iniziativa, organizzata dalle sezioni vicentina e veneta di Anag è stata una “maratona del buon grado”, iniziata con l’approfondimento culturale del rapporto che esiste tra la grappa, prodotto cento per cento italiano, e gli altri distillati internazionali di acquaviti.

Dodici i prodotti in degustazione, accompagnati da formaggi, salumi e dolci messi a disposizione dal locale che ha ospitato l’evento, il Ristorante “Al Company” di Vicenza.

Ad aprire l’appuntamento “spiritoso” è stata una grappa giovane di Nosiola, autoctono trentino a bacca bianca, seguita da una semi-aromatica di Muller Thurgau e da una giovane aromatica di Gewurztraminer. Leggi il resto di questo articolo »

Produttori di vino con un clic, con “Vineaway” la vendemmia si fa da casa

Una vendemmia hi tech, dall’acino alla bottiglia in pochi clic. È l’idea di Vineaway, startup lanciata da due giovani pugliesi. Un progetto di agricoltura smart, semplice e innovativo.

Il consumatore noleggia il lotto di un vitigno e monitora tutto il processo produttivo – dalla coltivazione alla vinificazione fino all’imbottigliamento – attraverso webcam e altre tecnologie. Fino a ricevere le bottiglie di vino a casa. 
 
Attraverso una piattaforma interattiva si entra direttamente in vigna, seguendo ogni fase del processo. Un’idea simile, di vendemmia condivisa, era stata inaugurata da “Adotta un filare” a Castagnole delle Lanze (Piemonte) ma senza la componente tecnologica.

«Ai nostri produttori viene offerto uno strumento nuovo, Leggi il resto di questo articolo »

Il formaggio può abbassare il colesterolo. Il paradosso francese si arricchisce di un nuovo tassello

Il formaggio può abbassare il colesterolo. Il paradosso francese si arricchisce di un nuovo tassello.

Dopo il vino, alla base del paradosso francese, anche il formaggio entra tra gli alimenti “buoni”, per contenere il colesterolo cattivo.
Alcuni ricercatori danesi hanno indagato sul metabolismo digestivo dei prodotti lattiero-caseari e del formaggio in particolare.

Non solo il vino, anche il formaggio dovrebbe far parte del paradosso francese, Leggi il resto di questo articolo »