Curiosità
Il Timorasso entra nella top ten dei migliori vini secondo Bibenda
A 28 anni dal primo raccolto di Timorasso vinificato in purezza, nella sua azienda di Monleale, sulle colline tortonesi, Walter Massa – che a quel vitigno ha ridato vita, speranza e identità – oggi può aggiungere nel suo palmares anche il prezioso riconoscimento di Bibenda 2016, la guida della Fondazione italiana sommelier, che premia i vini «dell’anima, della mente e del cuore».
Il Derthona Timorasso Sterpi 2013 è nella top ten delle migliori etichette (l’unica altra bottiglia piemontese è quella del Barbaresco Asili 2012 di Ceretto), su 25 mila vini assaggiati. Una vittoria di Massa, e quindi del tortonese.
Perché il «re del Timorasso» Leggi il resto di questo articolo »
Sake, questo sconosciuto
È ancora fresco e doloroso il ricordo del tempo in cui si credeva che il Sake fosse un distillato prodotto usando la fermentazione del riso.
A dire il vero molti lo credono ancora, ma sono chiaramente in errore. Il Sake è un fermentato di riso che trova in Giappone terra di elezione, di tradizione e di quotidianità di beva.
Notizie riportano però che negli ultimi cinque anni si è creata un po’ di disaffezione e il tentativo di riaffermare – quando non di rivalutare – l’immagine si gioca tra l’altro con l’uso delle vecchie e tradizionali specie di riso (come un autoctono) e un’attenzione più puntuale verso i piccoli (artigiani) produttori.
C’è Sake e Sake, così come c’è Vino e Vino. Leggi il resto di questo articolo »
Cinque regole per sopravvivere alla guerra del vino
Il marketing della qualità
Negli ultimi decenni il mercato mondiale del vino ha vissuto enormi stravolgimenti sia dal lato della domanda, con il crollo dei consumi nei paesi dell’Europa mediterranea, che dal lato dell’offerta, con il prepotente ingresso dei paesi del cosiddetto “nuovo mondo”. Per sopravvivere a questa “guerra del vino” bisogna puntare su sei variabili chiave.
Qualità dei prodotti: nel corso degli ultimi decenni si è assistito a un innalzamento costante della qualità del vino prodotto in ogni parte del mondo e al parallelo incremento delle pretese da parte di consumatori, sempre più esigenti e preparati. In un mercato così competitivo, dunque, produrre vini scadenti è difficilmente sostenibile. I consorzi di tutela delle denominazioni di origine devono impegnarsi nel migliorare costantemente i disciplinari di produzione, Leggi il resto di questo articolo »
Sul vino leggi troppo permissive
Pordenonelegge è anche enologia, viaggio tra vigneti e cantine fino alla tavola. E se di vino si parla, impossibile non toccare la vicenda mediatica e giudiziaria che sta tenendo con il fiato sospeso il settore vitivinicolo regionale e non solo.
A prendere quindi la parola sull’ormai “caso Sauvignon” Fabio Rizzari, critico enologo della Guida ai vini d’Italia dell’Espresso e blogger: «Credo che sia da ritenersi grave, e quindi da condannare, il caso di un produttore che si arricchisca con pratiche illegali alle spalle dei colleghi che seguono le regole e devono quindi confrontarsi con il mercato in maniera meno furbesca». Leggi il resto di questo articolo »
Nasce primo Barbera appassimento e conquista Norvegia
La prima Barbera Appassimento, lanciata sul mercato a inizio settembre, ha già conquistato la Norvegia.
Nel Paese di Babbo Natale, infatti, sono già state prenotate 100mila bottiglie della prima edizione in assoluto di questo vino, prodotto dalla cantina Ricossa Antica Casa.
Un successo annunciato che arriva dopo la recente approvazione del disciplinare in cui viene dato il via libera all’utilizzo di tecniche di appassimento delle uve Barbera dalla vendemmia 2014 in poi.
La cantina Ricossa Antica Casa, infatti, ha colto al volo questa sfida: gli enologi e gli agronomi dell’azienda hanno iniziato da subito a lavorare al perfezionamento di questo nuovo vino, nonostante l’annata 2014 non presentasse tutte le caratteristiche idonee a questo tipo di lavorazione.
Risultato: la Barbera Appassimento Piemonte Doc di Ricossa Antica Casa è il primo vino con denominazione appassimento prodotto in Piemonte. Leggi il resto di questo articolo »
Il primo cioccolato al mondo affinato in barrique!
I primi temporali sono arrivati, le temperature sono calate e la voglia di cioccolato è tornata. E perché non dare il via alla stagione autunnale con un cioccolato esclusivo e mai visto prima? Il mastro cioccolatiere Simone Sabaini – ideatore e fondatore della rinomata azienda Sabadì – ci ha lavorato per un anno e ora finalmente ha dato vita al primo cioccolato al mondo affinato in barrique!
Innanzitutto bisogna sapere che, visto che siamo in Sicilia, stiamo parlando di cioccolato di Modica, quindi molto diverso dalla classica tavoletta di cioccolato a cui siamo abituati. Parliamo di un prodotto tutto italiano, o meglio 100% siciliano, che viene lavorato senza l’aggiunta di burro di cacao e viene lavorato solo “a freddo”: significa che non raggiunge mai una temperatura superiore ai 42°C., e ciò permette ai cristalli di zucchero di incorporarsi senza sciogliersi, dando così quella tipica sabbiosità alla tavoletta di cioccolato siciliana, che si ama o si odia.
Questo prodotto unico e dalle antiche origini, Leggi il resto di questo articolo »
Quante calorie ha il vino: una tabella completa
Chi ama bere dell’ottimo vino non dovrebbe mai dimenticare che anche questa prezioso e gustoso nettare (a seconda dei gusti, ovviamente) contiene un quantitativo più o meno importante di calorie.
Chi ama bere del vino sa che esso può essere accompagnato a qualsiasi pasto e a qualsiasi cibo, che vi sono vini in grado di sposarsi con ciascun aroma e sapore, accontentando tutti i gusti, dai più raffinati a quelli meno esigenti.
Bere il vino con moderazione sembra faccia addirittura bene alla salute Leggi il resto di questo articolo »
Gli snob di Slow Food invidiosi dei contadini e del vino a buon prezzo
Tutto il mondo (compreso il Kazakistan dove ora si trova in tournée) sa bene che per Al Bano la «felicità è un bicchiere di vino con un panino».
Ma non tutti sono al corrente del fatto che sul «panino» Al Bano è anche disposto a transigere, ma sul «bicchiere di vino», no. Quello proprio non devono azzardarsi a toccarglielo.
Soprattutto se il vino è suo, delle Tenute Al Bano Carrisi; bottiglie di qualità, premiate nei giorni scorsi addirittura dalla Fondazione Italiana Sommelier che ha nominato il cantante pugliese «ambasciatore del vino italiano nel mondo».
Ma ad inacidire il brindisi del «cigno di Cellino San Marco» è arrivato, come una goccia di metanolo, l’articolo della redazione di Slow Food: associazione autonominatasi depositaria culturale del «meglio della tradizione enogastronomica italiana». Leggi il resto di questo articolo »
Il vino greco al tempo di Tsipras
Calano i consumi, ma aumenta l’interesse internazionale. Quali sono le reali difficoltà in questo momento per i produttori ellenici? Dalle limitazioni dei pagamenti alla fine di tappi e imballaggi.
In attesa di capire cosa succederà con l’aumento dell’Iva.
L’export
Dall’inizio della crisi nel 2008/2009, non tutto è andato male per il vino greco. Così come è successo in altri Paesi la contrazione del consumo interno di vino è stata assai sensibile, ma le aziende hanno cercato di recuperare le quote di mercato perdute, incrementando le esportazioni. Un fenomeno che, in Italia, conosciamo molto bene.
In Grecia le esportazioni complessive sono aumentate del 2% dall’inizio del 2014, raggiungendo un totale di 83 milioni di dollari (fonte USDA Foreign Agricultural Service Wine Annual Report 2015), ma soprattutto è aumentato – e di molto – l’interesse della stampa internazionale, specializzata e non, nei confronti del vino greco. Leggi il resto di questo articolo »
I dieci vini per la grigliata di Ferragosto
Lasciate le birre nel buio del frigorifero, per la grigliata di Ferragosto.
Aprite la cantina, scegliete una bottiglia che sia in sintonia con questa frase: la felicità è un allegro pasto tra amici accompagnato da un vino onesto.
Parole dell’altrimenti cupo Michel Houellebecq, nell’ultimo romanzo «Sottomissione» (Bompiani).
Per chi si cimenta davanti alla carbonella scoppiettante c’è un nuovo libro: «Diventare Grill master» (Comunica), del palermitano Gianfranco Lo Cascio, fondatore del sito BBQ4all.
In 300 pagine, con il contributo del critico Paolo Massobrio, si impara che «tutto quello che si può cuocere si può anche grigliare e grigliare bene».
E che c’è una differenza abissale tra barbecue («cotture di grandi pezzi di carne a bassa temperatura e in presenza di fumo») e grilling, la via italiana («temperature più alte e tempi più corti»).
Lo Cascio griglia da quando, a 10 anni, il padre gli regalò un grill a misura di bambino.
È un autodidatta. Lavorava come sviluppatore di software. Quando, 15 anni fa, si è reso conto che non c’erano informazioni tecniche in Rete, ha colmato il vuoto.
Ora organizza 150 corsi l’anno per Grill master. I suoi vini preferiti sono «Bonarda dell’Oltrepò, Brunello di Montalcino e tra i bianchi i Moscati secchi».
“Seasoning», spiega, è la tecnica per condire e aromatizzare i cibi da grigliare: erbe, spezie e salse. Che possono rendere più arduo l’abbinamento con i vini.
Non aiuta il gusto amaro dei segni di rosolatura su carni e verdure.
Sia che si tratti di carni, pesci e ortaggi, l’importante è scegliere vini freschi, adatti alla convivialità di una grigliata. Leggi il resto di questo articolo »