Aggiornamenti

Charb in Paradiso con un calice di vino (senza bollicine)

Ignoravo che Charb, l’autore satirico ucciso dai coranisti nell’assalto alla redazione di Charlie Hebdo, oltre che un critico della religione fosse un sagace critico enologico.

Lo scopro leggendo “Ridete, per Dio” (Piemme). Charb si avvide che gli champagnisti sono non meno ottusi dei coranisti, sebbene ovviamente molto meno pericolosi, e dedicò un capitolo del libro ai cultori del “piscio aspro e frizzante”, per la gioia di noi detrattori: “Anche chi non beve mai nulla di alcolico è stato costretto ad avvicinare le labbra a una coppa. Se rifiuti di adempiere al rito, il maestro cerimoniere ti dirà che se non ti è mai piaciuto è solo perché non era del migliore.

E così, convinto che questa volta avrai la fortuna di assaggiare un nettare delizioso, ficchi le labbra in quel maledetto bicchiere… Puah! E’ una schifezza immonda”.

Infine scrisse una frase degna dei maestri che mi hanno insegnato a fuggire lo champagne non in quanto vino troppo aristocratico bensì, al contrario, in quanto vino troppo plebeo, e sto parlando di Kingsley Amis, Gianni Brera, Alexandre Dumas, Mario Soldati: “Gli insulsi e i mediocri credono di poter compensare la loro assoluta mancanza di senso della festa con un po’ di vinaccio con le bollicine”.

Charb oggi si trova nel paradiso dei martiri della libertà: prego che vi possa liberamente bere molto vino bianco. Fermo.

www.ilfoglio.it – 29/10/2015

Il Timorasso entra nella top ten dei migliori vini secondo Bibenda

A 28 anni dal primo raccolto di Timorasso vinificato in purezza, nella sua azienda di Monleale, sulle colline tortonesi, Walter Massa – che a quel vitigno ha ridato vita, speranza e identità – oggi può aggiungere nel suo palmares anche il prezioso riconoscimento di Bibenda 2016, la guida della Fondazione italiana sommelier, che premia i vini «dell’anima, della mente e del cuore».

Il Derthona Timorasso Sterpi 2013 è nella top ten delle migliori etichette (l’unica altra bottiglia piemontese è quella del Barbaresco Asili 2012 di Ceretto), su 25 mila vini assaggiati. Una vittoria di Massa, e quindi del tortonese.

Perché il «re del Timorasso» Leggi il resto di questo articolo »

Sake, questo sconosciuto

È ancora fresco e doloroso il ricordo del tempo in cui si credeva che il Sake fosse un distillato prodotto usando la fermentazione del riso.

A dire il vero molti lo credono ancora, ma sono chiaramente in errore. Il Sake è un fermentato di riso che trova in Giappone terra di elezione, di tradizione e di quotidianità di beva.

Notizie riportano però che negli ultimi cinque anni si è creata un po’ di disaffezione e il tentativo di riaffermare – quando non di rivalutare – l’immagine si gioca tra l’altro con l’uso delle vecchie e tradizionali specie di riso (come un autoctono) e un’attenzione più puntuale verso i piccoli (artigiani) produttori.

C’è Sake e Sake, così come c’è Vino e Vino. Leggi il resto di questo articolo »

L’Italia è il primo produttore di vino mondiale

L’Italia è il primo produttore di vino mondiale

L’Italia supera la Francia e diventa il primo produttore mondiale di vino con un quantitativo di produzione stimato a 48,9 milioni di ettolitri.

Si tratta di quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati della Commissione Europea che attesta un calo dell’1% dei raccolti in Francia, dove la produzione si dovrebbe fermare a 46,6 milioni di ettolitri.
 
Dunque l’Italia è al primo posto tra i produttori di vino del mondo. Leggi il resto di questo articolo »

Cinque regole per sopravvivere alla guerra del vino

Il marketing della qualità
Negli ultimi decenni il mercato mondiale del vino ha vissuto enormi stravolgimenti sia dal lato della domanda, con il crollo dei consumi nei paesi dell’Europa mediterranea, che dal lato dell’offerta, con il prepotente ingresso dei paesi del cosiddetto “nuovo mondo”. Per sopravvivere a questa “guerra del vino” bisogna puntare su sei variabili chiave.
Qualità dei prodotti: nel corso degli ultimi decenni si è assistito a un innalzamento costante della qualità del vino prodotto in ogni parte del mondo e al parallelo incremento delle pretese da parte di consumatori, sempre più esigenti e preparati. In un mercato così competitivo, dunque, produrre vini scadenti è difficilmente sostenibile. I consorzi di tutela delle denominazioni di origine devono impegnarsi nel migliorare costantemente i disciplinari di produzione, Leggi il resto di questo articolo »

Sul vino leggi troppo permissive

Pordenonelegge è anche enologia, viaggio tra vigneti e cantine fino alla tavola. E se di vino si parla, impossibile non toccare la vicenda mediatica e giudiziaria che sta tenendo con il fiato sospeso il settore vitivinicolo regionale e non solo.

A prendere quindi la parola sull’ormai “caso Sauvignon” Fabio Rizzari, critico enologo della Guida ai vini d’Italia dell’Espresso e blogger: «Credo che sia da ritenersi grave, e quindi da condannare, il caso di un produttore che si arricchisca con pratiche illegali alle spalle dei colleghi che seguono le regole e devono quindi confrontarsi con il mercato in maniera meno furbesca». Leggi il resto di questo articolo »

Nasce primo Barbera appassimento e conquista Norvegia

La prima Barbera Appassimento, lanciata sul mercato a inizio settembre, ha già conquistato la Norvegia.

Nel Paese di Babbo Natale, infatti, sono già state prenotate 100mila bottiglie della prima edizione in assoluto di questo vino, prodotto dalla cantina Ricossa Antica Casa.

Un successo annunciato che arriva dopo la recente approvazione del disciplinare in cui viene dato il via libera all’utilizzo di tecniche di appassimento delle uve Barbera dalla vendemmia 2014 in poi.

La cantina Ricossa Antica Casa, infatti, ha colto al volo questa sfida: gli enologi e gli agronomi dell’azienda hanno iniziato da subito a lavorare al perfezionamento di questo nuovo vino, nonostante l’annata 2014 non presentasse tutte le caratteristiche idonee a questo tipo di lavorazione.

Risultato: la Barbera Appassimento Piemonte Doc di Ricossa Antica Casa è il primo vino con denominazione appassimento prodotto in Piemonte. Leggi il resto di questo articolo »

Quante calorie ha il vino: una tabella completa

Chi ama bere dell’ottimo vino non dovrebbe mai dimenticare che anche questa prezioso e gustoso nettare (a seconda dei gusti, ovviamente) contiene un quantitativo più o meno importante di calorie.

Chi ama bere del vino sa che esso può essere accompagnato a qualsiasi pasto e a qualsiasi cibo, che vi sono vini in grado di sposarsi con ciascun aroma e sapore, accontentando tutti i gusti, dai più raffinati a quelli meno esigenti.

Bere il vino con moderazione sembra faccia addirittura bene alla salute Leggi il resto di questo articolo »

Soave Versus: Trofeo Nazionale Miglior Sommelier

Tre giornate di formazione per i Sommelier professionisti con gara e proclamazione del vincitore, a Verona in occasione di Soave Versus, promosso Consorzio per la tutela vini Soave e Recioto di Soave.

Dal sabato 5 a domenica 6 settembre 2015, a Verona all’interno del prestigioso palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra, sono attesi sommelier da tutta Italia per la nuova edizione di “Soave Versus”.

Per la prima volta quest’anno viene lanciato il Trofeo Nazionale Miglior Sommelier del Soave, una competizione che alternerà momenti di formazione a momenti dedicati al confronto e alla gara.

Lo scopo del concorso è contribuire a valorizzare la professione del Sommelier ed Leggi il resto di questo articolo »

Gli snob di Slow Food invidiosi dei contadini e del vino a buon prezzo

Tutto il mondo (compreso il Kazakistan dove ora si trova in tournée) sa bene che per Al Bano la «felicità è un bicchiere di vino con un panino».

Ma non tutti sono al corrente del fatto che sul «panino» Al Bano è anche disposto a transigere, ma sul «bicchiere di vino», no. Quello proprio non devono azzardarsi a toccarglielo.

Soprattutto se il vino è suo, delle Tenute Al Bano Carrisi; bottiglie di qualità, premiate nei giorni scorsi addirittura dalla Fondazione Italiana Sommelier che ha nominato il cantante pugliese «ambasciatore del vino italiano nel mondo».

Ma ad inacidire il brindisi del «cigno di Cellino San Marco» è arrivato, come una goccia di metanolo, l’articolo della redazione di Slow Food: associazione autonominatasi depositaria culturale del «meglio della tradizione enogastronomica italiana». Leggi il resto di questo articolo »