Se il vino diventa “più buono” quando si degusta ascoltando musica dal vivo

Un buon calice di vino è anche, per molti, una gratificazione da condividere che arriva al termine di una giornata di lavoro, la scelta ritenuta ideale per celebrare un momento speciale, che sia un incontro o un evento. E spesso, il vino, si trova piacevolmente a convivere con un altro elemento che è un pilastro nel trasmettere emozioni e stati d’animo: la musica.

Un binomio, vino & musica, sempre più concreto e che ha trovato anche l’interesse della scienza che è arrivata ad una conclusione interessante e, quindi, che ascoltare musica dal vivo mentre si degusta un vino, rende questa bevanda sistematicamente più piacevole, anche se la melodia è triste o nostalgica. A dirlo, è uno studio dell’Università di Pisa e dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), pubblicato sulla rivista “Foods”.

La ricerca, realizzata nel progetto “Cantina 5.0”, ha analizzato il comportamento di decine di partecipanti ad eventi pubblici di degustazione con musica dal vivo. In generale, il 70% ha giudicato il vino migliore con qualsiasi accompagnamento musicale, un risultato che si conferma trasversale rispetto ad età, genere e livello di conoscenza in fatto di vino e musica; in termini quantitativi, l’effetto è stato solo un po’ più marcato con la musica energica (0,97) rispetto a quella malinconica (0,72), con una differenza di 0,25.

La ricerca si inserisce in un filone internazionale di studi, ma introduce un elemento nuovo:l’analisi delle emozioni in contesti reali, durante degustazioni pubbliche con musica eseguita dal vivo. Si tratta di approccio che permette di comprendere meglio come si costruisce l’esperienza legata al consumo del vino, andando oltre la semplice analisi delle sue caratteristiche chimiche.

“Ci aspettavamo che i brani malinconici diminuissero la piacevolezza del vino, mentre quelli energici e vitali la aumentassero, ed invece abbiamo visto che l’incremento c’è in entrambi i casi, anche se non nella stessa misura”, ha sottolineato il professor Roberto Marangoni del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, che ha aggiunto come “abbiamo voluto superare le tradizionali misure di psicofisica per concentrarci sugli aspetti emozionali che mettono in relazione musica e vino. Non una valutazione tecnica basata su acidità, tannini o altri parametri tipici delle degustazioni professionali, ma un’analisi di tipo emozionale: quali emozioni genera il vino e come queste cambiano quando interviene la musica, che è a sua volta una potente sorgente emotiva”.

Dal punto di vista metodologico, lo studio è stato condotto in condizioni reali durante 5 eventi pubblici di degustazione a cui hanno partecipato 45-50 persone reclutate su base volontaria. I partecipanti hanno degustato i vini in 3 condizioni successive: prima in assenza di musica, poi accompagnati da 2 brani eseguiti dal vivo da un trio jazz, uno con caratteristiche malinconiche e uno più energico e motivazionale. Dopo ogni assaggio, i partecipanti hanno compilato un questionario strutturato esprimendo un giudizio di piacevolezza e indicando le emozioni provate.

“I risultati – conclude Marangoni – aprono prospettive applicative per il settore enologico e dell’ospitalità, l’uso consapevole della musica può migliorare l’esperienza del consumatore. Più in generale, lo studio rafforza l’idea che il gusto non sia un fenomeno isolato, ma il risultato di un’esperienza complessa in cui emozioni e ambiente giocano un ruolo determinante”.

Allo studio hanno collaborato, per l’Università di Pisa, Roberto Marangoni (Dipartimento di Biologia e Centro interdipartimentale per lo studio dei sistemi complessi), Isabella Taglieri, Chiara Sanmartin e Francesca Venturi (Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali e Centro di ricerca interdipartimentale “Nutraceutica e alimentazione per la salute”), oltre ad Alessandro Bianchi (Dipartimento di Farmacia). Hanno inoltre partecipato Pierina Díaz-Guerrero, dottoranda all’Università di Pisa, e i ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Alessandro Tonacci e Francesco Sansone.

https://winenews.it – 06/05/2026

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