Il vino che si può toccare (e ascoltare): nasce l’etichetta per ipovedenti
Nel mondo del vino si dice che prima si beve con gli occhi. Ma cosa succede quando lo sguardo non c’è, o non è il senso principale attraverso cui passa l’esperienza? È da questa domanda, semplice solo in apparenza, che prende forma “Senza 1 Senso”, il progetto con cui Ais Lombardia celebra i vent’anni della Guida ViniPlus, (consultabile online www.viniplus.wine), nonché uno degli oggetti più iconici del vino, l’etichetta.
“Senza 1 Senso” è infatti un’etichetta in braille dotata di tag Nfc (microchip che memorizza informazioni e comunica senza fili con altri dispositivi Nfc, come gli smartphone) realizzata in edizione limitata, che consente di trasformare la bottiglia in un’esperienza accessibile anche alle persone cieche e ipovedenti. Un progetto sviluppato insieme con Nsg Design e con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione di Milano, che introduce nel racconto del vino una dimensione tattile e sonora, ancora poco esplorata.
«Nel mondo esistono già etichette in braille», spiega Rossella Ronzoni, del comitato esecutivo di Ais Lombardia e ideatrice del progetto, «ma quasi sempre sono iniziative isolate. Qui la novità è un’altra: un’etichetta uguale per tutti, adottata da produttori diversi, grandi e piccoli, senza distinzioni».Un fronte comune che azzera le gerarchie e mette sullo stesso piano nomi storici e micro-realtà. «Volevamo un progetto che non facesse differenza tra il “Graal del nome” e il piccolo produttore che magari fa poche migliaia di bottiglie, ma lavora con la stessa serietà».
L’etichetta è identica nel frontale per tutti, mentre ogni azienda sceglie quale vino destinare al progetto e quante bottiglie produrre. Il sovrapprezzo solidale, compreso tra 3 e 10 euro a bottiglia, viene deciso liberamente dal produttore in base alla fascia del vino e devoluto interamente all’Uici Milano, attraverso un conto dedicato. L’iniziativa è piaciuta molto all’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, al punto che si sta pensando a un’estensione su scala nazionale.
Il tag Nfc attiva contenuti audio pensati per ribaltare l’esperienza: «Il non vedente avvicina il telefono e parte il racconto», spiega Ronzoni. «È un piccolo spostamento di prospettiva, ma dice molto». Nella prima fase, le registrazioni saranno affidate a una voce Ais unica, per semplificare l’adesione dei produttori; in futuro saranno possibili personalizzazioni, comprese le voci delle aziende stesse.
Il progetto è partito dalle aziende storicamente legate alla guida, ma è aperto a tutti i produttori presenti in ViniPlus. «Chiunque può partecipare: c’è già chi ha deciso di destinare duecento bottiglie su duemila totali. È anche un modo per permettere ai più piccoli di sentirsi parte di qualcosa di più grande». La produzione delle etichette, stampate su carta riciclata, è stata studiata per contenere al massimo i costi: per i produttori l’adesione parte da circa 250–400 euro per 500 etichette, una soglia pensata per non scoraggiare nessuno. Le prime bottiglie saranno pronte nei prossimi mesi, con l’obiettivo di arrivare a Vinitaly con una prima rappresentanza di aziende coinvolte, mentre il bilancio del progetto verrà fatto tra un anno, insieme alla prossima edizione della guida. Nel frattempo, “Senza 1 Senso” suggerisce una riflessione semplice: nel vino, come altrove, a volte basta cambiare punto di vista – o senso – per rendere l’esperienza più aperta e condivisibile.
https://www.repubblica.it – 25/01/2026