La Sicilia è il maggior produttore italiano di vino. Nel passato
la grande quantità non era accompagnata da qualità così
che venivano prodotti soprattutto vini da taglio, in particolare per l'esportazione
verso la Francia.
Oggi la produzione sta puntando verso la qualità, la valorizzazione
dei vitigni autoctoni e l'impianto dei vitigni internazionali più
adeguati per ciascun terreno.
La vite in Sicilia ha una storia antichissima, alcuni ritrovamenti archeologici
hanno dimostrato la presenza della vite selvatica nell'era terziaria.
L'orografia siciliana è piuttosto varia, con un 65% di collina,
un 30% di pianura ed un 5% di montagna.
Il vino prodotto è soprattutto il bianco (75%) e la principale
realtà produttiva sono le cantine sociali.
La zona più produttiva è la provincia di Trapani, dove un
terreno più calcareo e siliceo dà vini con una maggiore
struttura.
Tra le DOC c'è da ricordare l'Etna, prima doc italiana ed
Il Cerasuolo di Vittoria, prodotto con Frappato e Nero d'Avola.
All'interno della zona della DOC Alcamo opera l'Istituto Nazionale
di Sperimentazione Vino. Per la vendemmia tardiva e la produzione di spumanti
è da ricordare Contessa Entellina.
Altre DOC da non dimenticare sono Riesi, Menfi ed in particolare
la sottozona Feudo dei Fiori, Monreale e Delia Nivolelli.
Mettiamo un punto esclamativo ed un punto di domanda sulla DOC più
trasversale e acchiappatutto che esiste, la Contea di Sclafani
ed usciamo dall'isola per ricordare altre due zone a DOC molto importanti:
la Malvasia delle Lipari (ma è in pratica solo l'isola di
Salina) e Moscato di Pantelleria.
"Ma..." mi chiederete "non hai scordato qualche cosa di
importante ?..." In effetti in questa presentazione manca il vino
più famoso dell'isola: il Marsala.
Per la sua importanza e per la quantità di cose da scrivere ho
scelto di dedicargli una pagina tutta per lui, come se fosse un vino a
DOCG.
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