Verticale di Sfursat
Verticale di Sfursat 5 Stelle della Valtellina della Casa Vinicola
Nino Negri
mercoledì 06 dicembre 2006
Mercoledì 6 dicembre, su invito dell'amico/collega Mariano Francesconi partiamo in auto, direzione Cantine di Lavis (Trento), per partecipare ad una degustazione Verticale di Sfursat della Valtellina della Casa Vinicola Nino Negri.
La serata inizia con un viaggio terribile: in autostrada a 2 km da Trento Nord finiamo fermi in colonna; per fare gli ultimi 5/6 km ci mettiamo un'ora e mezza, quindi arriviamo molto in ritardo e un po' stressati.
Veniamo accolti, nella Stube della Vinoteca della Cantina Lavis, da Mariano Francesconi che con la sua simpatia e disponibilità ci mette subito a ns. agio; scopriamo inoltre che proprio per i problemi di traffico la serata è iniziata in ritardo quindi siamo arrivati in tempo.
Qui finisce le stress ed inizia la gioia; si inizia degustando le annate 2004 e 2005 direttamente dalla botte che pur presentando asperità, ruvidità, tannicità eccessiva, tipica per la gioventù del vino, non dimentichiamo che parliamo di vini fatti con la Chiavennasca (Nebbiolo), presentano anche note di robustezza, profumi, acidità che lasciano sperare che con l'affinamento futuro si possano realizzare ottimi vini.
Vengono servite poi dalla bottiglia le annate 2003, 2002 e 2001; per le prime due la gioventù si sente ancora troppo, l'annata 2001 risulta invece essere ottima, equilibrata, con caratteristiche che ne lasciano prevedere una longevità senza problemi; risulterà essere una della annate migliori servite nella serata e sicuramente quella più adatta ad essere abbinata con il cibo (tipo pizzoccheri, ecc..)
Si continua con le annate 1999, 1998 e 1997, la 2000 non c'è perchè per quell'anno lo Sfursat e' stato declassato a 4 stelle. L'evoluzione delle annate è estremamente variegato, ognuna è diversa con sue caratteristiche specifiche ma tipiche dello Sfursat, tutte interessanti; su tutte l'annata 1997 risulta essere il massimo: fine, equilibrata nei profumi, nei tannini nobili, nella alcolicità; un vino "Favoloso!!!", da degustare emozionandosi ad ogni sorso con l'unico neo, per la sua importanza olfatto/degustativa di essere di difficile abbinamento con il cibo.
Le annate 1996 e 1995 confermano che lo Sfursat non ha problemi di longevità, anzi, berlo prima di 5/6 anni è quasi un infanticidio (battuta stra-usata ma mai tanto veritiera come in questo caso); il 1996 all'inizio è un po' chiuso, si apre poi lentamente con il passare del tempo sviluppando sentori morbidi ed equilibrati, il 1995 risulta essere un po' troppo ruvido e probabilmente non ha ulteriori spazi di miglioramento con il tempo.
Ma la sorpresa deve ancora arrivare; il Dottor Paolo Bombardieri, p.r. dell'azienda, vero appassionato (prima che produttore e venditore) di cultura e gastronomia della Valtellina ci fa servire dell'autentico Bitto di 10 (proprio 10) anni di affinamento, prodotto da uno dei sostenitori del Presidio "Valli del Bitto"; dire emozione intensa è riduttivo; una grana morbida, fine, con un connubio di aromi di miele, nocciola, uniti ad una freschezza con sentori floreali di prato inaspettata in un formaggio di dieci anni di affinamento.
E' il coronamento di una serata, organizzata in modo magistrale da Mariano
Francesconi, che ha presentato una serie di vini ottimi, con delle eccellenze
(1997 e 2001).
Serata in cui si è potuto toccare con mano non solo la capacità del produttore
ma l'amore per la terra, per il territorio, per il creare ottimi vini
non solo per il commercio, ma per il piacere di mantenere e promuovere
una cultura del vino che sappia dare conoscenza, tipicità, emozioni e
piacere.
Ruggero Antonio Gaspari