Eventi

Gualtiero Marchesi e Le Donne del Vino, contro il soffocamento a tavola

La settecentesca residenza nobiliare Palazzona di Maggio a Ozzano dell’Emilia (Bo), ha accolto numerose Le Donne del Vino italiane, lo scorso 16 novembre, per un appassionato tributo al maestro Gualtiero Marchesi, insignito del riconoscimento di “Personaggio dell’anno”, dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.

Una giornata interamente dedicata al tema del soffocamento a tavola, progetto promosso per primo dal maestro Marchesi nel 2015, con iniziative di formazione rivolte agli addetti alla ristorazione, e il primo corso realizzato il 18 marzo 2015 che ha riguardato i responsabili di 9 ristoranti, un protocollo indispensabile che consente di salvare adulti e soprattutto bambini, durante i pasti, grazie a una corretta preparazione degli alimenti da parte degli chef e la tempestiva attuazione della disostruzione.

Un impegno sottoscritto dalle Donne del Vino, a promuovere questo importante progetto facendo proprie le pratiche di anti-soffocamento, cogliendo il testimone, e adoperandosi a divulgarne l’importanza in tutta la Penisola, attraverso le delegazioni regionali delle Donne del Vino.

“La formazione di chi lavora nei ristoranti Leggi il resto di questo articolo »

Vino: all’asta cantina Tachis,c’è Pinot Nero ‘opera postuma’

Come un’opera letteraria postuma, nell’asta di vini provenienti dalla collezione del grande enologo Giacomo Tachis, morto nel 2016, celebre inventore del Sassicaia e per decenni demiurgo della casa vinicola Marchesi Antinori, ci sarà anche un nettare di Pinot Nero che Tachis non riuscì a realizzare in vita ma che un suo allievo, seguendone gli insegnamenti,ha ottenuto in Chianti.

Occasione, l’asta da Bolaffi a Torino il 16 e il 17 novembre con una serie di lotti provenienti dalla cantina privata di Tachis.

“Il lotto più speciale che verrà battuto sarà il Pinot Nero di Alessandro Cellai, fatto a Castellina in Chianti.

Si chiama La Pineta di Podere Monastero”, spiega la figlia Ilaria Tachis. “Un grandissimo vino anche se ancora poco conosciuto – prosegue – e l’autore è stato il più fedele esecutore dei consigli del babbo nonché suo alunno carissimo.

Il babbo non ha avuto l’occasione di fare un grande Pinot Nero, forse il suo unico rimpianto, ecco perché ha incitato altri a farlo”.

www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino – 11/11/2017

Dio salvi il vino abruzzese, conquistano il mercato inglese

Parafrasando il motto “God save the Queen”, Dio salvi il vino abruzzese, sembrano dire in coro i sudditi del Regno Britannico che hanno avuto l’opportunità di apprezzare Montepulciano, Cerasuolo, ma anche Trebbiano e Pecorino, attraverso un’attività promozionale mirata allestita dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, grazie ai fondi del Piano di Sviluppo Rurale.

4 mesi di iniziative tra cene tematiche riservate a compratori, sommelier e giornalisti di settore; l’Abruzzo Wine Show Case, lo scorso 31 maggio, nella suggestiva location della Oxo Tower Wharf e due Temporary Bar, per la proposta diretta al consumatore, nel cuore della Paddington Central.

L’attività ha previsto anche una fase di incoming con la visita di trenta persone tra compratori e giornalisti, in ciascuna delle 40 aziende scelte dagli stessi esperti inglesi, coinvolte nel progetto.

“La Gran Bretagna é tra i primi 5 paesi al mondo per il consumo di vino – sottolinea Valentino Di Campli presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo – Leggi il resto di questo articolo »

Se il vino merita la medaglia che si fa?

Abbiamo ripreso in questi giorni l’aggiornamento della nostra guida dei vini on line www.ilvinopertutti.it ; sono i vini che abbiamo assaggiato noi nelle redazioni e abbiamo inserito le medaglie per facilitarne l’individualizzazione.

Non abbiamo la pretesa di dare giudizi unici, ma lo facciamo con serietà e professionalità, anche perché i nostri degustatori sono gli stessi che vanno a fare le degustazioni nei concorsi internazionali, e collaborano con altre guide.

I punteggi sono gli stessi che si danno ai concorsi, ma le medaglie no. Nei concorsi si deve tenere conto delle percentuali sul monte dei campioni presenti, mentre noi diamo i punteggi a prescindere e ai migliori vini attribuiamo la nostra medaglia, ovviamente virtuale.

Noi le medaglie le diamo in questa misura: vino da 85 a 86 Silver; da 87 a 89 Gold e da 90 a 100 Platinum. Noi pensiamo che se un vino è buono va data la medaglia; un riconoscimento per i produttori che lottano con la natura per avere il loro miglior vino.

La polemica che ha fatto un giornalista non ci tocca minimamente, anche perché i social lo hanno snobbato, ma riteniamo doveroso fare chiarezza sul nostro modus operandi. Leggi il resto di questo articolo »

Vino e olio: l’emergente emisfero Sud e l’abominevole freno della burocrazia

Il manager del tessile Edoardo Miroglio, che ha pure un’attività vitivinicola nel Roero (la Tenuta Carretta a Piobesi d’Alba), lunedì ha dialogato, insieme col figlio Franco, davanti a un gruppetto di giornalisti in occasione dei 550 anni della sua azienda.

E, parlando di investimenti, ha detto che prossimamente punterà sull’Alta Langa. Un investimento dovuto ai cambiamenti climatici, che già gli hanno fatto cambiare strategia in Bulgaria, dove ha un’altra azienda vitivinicola? Sì, per il 20% delle motivazioni c’è anche quella.

Cambia il clima e non è solo una questione di stress idrico, ma anche di nuove patologie che fanno capolino in agricoltura. In Italia il vino va a braccetto con l’olio, in moltissime situazioni, ma anche l’olio, come il miele, non garantisce più grandi performance, dal punto di vista quantitativo, come in passato.

A Verona, dove la fiera svolge un’azione di collettore fra i produttori di vino (Vinitaly) e quelli di olio (Sol-Agrifood), sono andati a vedere cosa succede nell’emisfero australe, sondando le cultivar con le migliori performance. E hanno premiato gli oli di Sudafrica, Cile e Argentina.

Questo anche grazie a un accordo tra Veronafiere e Intex Osaka, Leggi il resto di questo articolo »

Rinascita del “Vino della Pace” nei vitigni della Vigna del Mondo di Cormòns

Dopo 4 anni di stop rinasce il ‘Vino della Pace’.

A riportare nelle bottiglie questo vino della Cantina Produttori Cormons, che dal 2012 é rimasto chiuso nelle vasche in cantina, sarà la vendemmia 2017 che, alla fine del mese, celebrerà il ritorno, sulle colline del Collio, di un altro simbolo di pace e fratellanza.

Questo vino “speciale” è prodotto con le uve di oltre 600 diversi vitigni provenienti dai cinque continenti e coltivati nella “Vigna del Mondo” a Cormons, dove, per quasi vent’anni, è stato inviato ai potenti della terra e ai Capi di Stato di tutto il pianeta «quale segno di pace e fratellanza fra i popoli», impreziosito dalle etichette disegnate da grandi artisti di fama internazionale.

A raccogliere le uve nei due ettari della vigna, come già successe negli scorsi anni, potrebbero essere un gruppo di studenti del Collegio del Mondo Unito di Duino (Ts).

https://gorizia.diariodelweb.it – 06/06/2017

Vino spaziale: per la NASA è possibile

In un futuro non troppo lontano un vino davvero spaziale potrebbe sbarcare sul mercato. No, non si tratta di una nuova etichetta pregiata prodotta da qualche rinomata cantina italiana. Quello che potrebbe finire nei calici dei più accaniti wine lovers è un vero e proprio vino stellare. Uno speciale nettare prodotto direttamente nello spazio.

A rivelarlo è il Business Insider che ha riportato alcune dichiarazioni di una ricercatrice della NASA che ha parlato della possibilità di creare un vino ad anni luce di distanza dalla terra.

A dimostrazione del fatto che è possibile portare avanti coltivazioni sane e di qualità anche nello spazio. Attualmente gli esperimenti hanno coinvolto lattuga e patate, ma non è detto che prima o poi non verranno estesi anche all’uva.

Tutto è nato da una semplice questione sottoposta da Gizmodo alla squadra della NASA che si occupa dell’agricoltura nello spazio. Leggi il resto di questo articolo »

Il mercato nipponico apre a pasta, vino e formaggi

Azzeramento dei dazi su alcolici, pasta e formaggi a pasta dura come Parmigiano provenienti dall’Ue, riconoscimento di 205 Dop e Igp europee di cui 44 italiane tra vini, formaggi, frutta e prosciutti.

Sono i primi dettagli dell’accordo commerciale tra Ue e Giappone che promette di rendere l’Europa, in 15 anni, il principale partner del paese del Sol Levante per gli scambi agroalimentari.

“Oggi è un bel giorno: piove dopo mesi di siccità e abbiamo un ottimo accordo”, è la reazione di Martin Merrild, il presidente del Copa che rappresenta le organizzazioni degli agricoltori di tutta Europa.

Il trattato bilaterale su cui si è raggiunto un “accordo di principio” prevede l’azzeramento delle tariffe su vino e vini frizzanti europei dall’entrata in vigore e il riconoscimento da parte nipponica di 35 additivi utilizzati nell’Ue, che ridurrà i costi per i produttori che esportano in Giappone.

L’accesso al mercato delle carni suine fresche sarà liberalizzato in 10 anni e lo stesso vale per quelle preparate. Più lunghi i tempi per la carne di manzo, con dazi ridotti dal 38,5% al 9% in 15 anni.

Liberalizzazione totale in 15 anni per i formaggi a pasta dura Ue, Leggi il resto di questo articolo »

Vino: 40 metri sotto il mare,il segreto per un Bandol d’eccezione

Saint-Mandrier-sur-Mer (Francia). Tuffarsi nelle profondità del Mediterraneo e scegliere un vino speciale, dal gusto inedito.

Centoventi bottiglie di Bandol – bianco, rosso e rosè – sono state messe a invecchiare per un anno a 40 metri sotto il mare, al largo della Costa Azzurra, per esaltarne gli aromi e generarne di nuovi.

“Tutto è iniziato con la scoperta di anfore di centinaia o migliaia di anni, e con i più recenti ritrovamenti di bottiglie di vino e champagne depositate per decenni sui fondali marini”, ha spiegato il direttore della scuola di sub di Saint-Mandrier (sud-est della Francia), Jerome Vincent, che negli anni si è appassionato a questo tipo di scoperte.

Un ‘cacciatore di relitti’ che ha trovato decine di bottiglie affondate durante la Seconda Guerra Mondiale. “La gente di qui ha assaggiato questi vini e li ha molto apprezzati”, racconta Vincent spiegando come è nata l’idea di mettere a invecchiare il vino sul fondo del mare. Leggi il resto di questo articolo »

Epokale, il vino che riposa nelle viscere della terra

La cantina altoatesina Tramin ha presentato la sua ultima etichetta, un Gewurztraminer affinato sette anni in una miniera della Val Ridanna.

Silenzio totale,
la neve in primavera, il buio pesto.

La Miniera di Monteneve, in Val Ridanna in Alto Adige è stato un luogo di fatica sovraumana per secoli. Per 800 anni generazioni di minatori hanno portato alla luce piombo zinco e argento.

Oggi è sede del Museo Provinciale delle Miniere ed è tra i siti più visitati della regione con oltre 20 mila presenze l’anno.

L’annata presentata è la 2009, con raccolta effettuata a fine ottobre e con uve scelte all’interno di vigneti vicini a quelli del Maso Nussbaumer – da cui prende il nome il più famoso dei vini della cantina Tramin.

Il posto è quello della Sella, una fascia collinare ai piedi del Massiccio della Mendola, una sorta di cru votato per il Gewurztraminer, composto da calcare, porfido e argilla a 450 metri di altezza e che guarda il lago di Caldaro.

Un piccolo borghetto con la sua splendida chiesa romanica, luogo di eccellenza per i vini già dai tempi dei romani.

Il microclima misto – di montagna la sera con escursioni termiche importanti e mediterraneo durante il giorno grazie all’Ora, il vento caldo che arriva dal lago di Garda – fa di questo lembo di terra un terroir particolare che regala uve integre nella loro carica olfattiva.

Le bottiglie di Epokale sono entrate in miniera nell’agosto del 2010, circa 1200 pezzi per ogni annata. Le prime saranno messe in commercio a breve, dopo un affinamento di sette anni. Leggi il resto di questo articolo »